Pokken Tournament DX: Recensione del picchiaduro dei Pokemon per Nintendo Switch

Dopo essere uscito in sala giochi e su Wii U, Pokken Tournament si prepara ad arrivare anche su Nintendo Switch con un'edizione Deluxe.

recensione Pokken Tournament DX: Recensione del picchiaduro dei Pokemon per Nintendo Switch
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  • Switch
  • È passato poco più di un anno dall'uscita di Pokkén Tournament su Wii U. Dopo il discreto successo riscosso nelle sale giochi giapponesi e dopo aver ammaliato una manciata di possessori della sfortunata console Nintendo, il brawler sviluppato da Bandai Namco sta per vivere una lussuosa seconda occasione.
    Seguendo la prassi che vede molti produttori realizzare versioni rivedute e corrette dei propri vecchi giochi, Pokkén approda su Switch, console dove potrebbe trovare la propria casa ideale.
    La natura arcade di questo picchiaduro dall'animo accessibile è infatti perfetta per il DNA ibrido della macchina Nintendo e, come spesso accade con i titoli di questa console, permette di vivere un'esperienza gradevole in casa ed eccellente in versione portatile.
    Come è già accaduto con Splatoon e Mario Kart, anche il ritorno di Pokkén è accompagnato da una gradita dose di aggiunte pensate per migliorare il gioco là dove ne aveva davvero bisogno. Se il pacchetto offerto dalla versione Wii U era un po' troppo misero per i nostri gusti, questa volta i contenuti soddisfano anche i palati più esigenti. Il numero di Pokémon selezionabili fin dalla prima partita è salito a 21 e anche le bestiole di supporto sono aumentate, moltiplicando le combinazioni e i possibili approcci alle risse. Ma non finisce qui!

    Un piatto più ricco

    Rispetto alla sua prima incarnazione il nuovo Pokkén vanta alcune interessanti aggiunte che lo rendono più adatto a una piattaforma casalinga (o portatile). Anche stavolta torna la modalità storia, che vede l'allenatore virtuale (completamente personalizzabile) impegnato nella conquista delle varie leghe Ferrum, tentando al tempo stesso di far luce su due potentissimi Pokémon e su una misteriosa allenatrice. Questa parte è in tutto e per tutto identica a quella originale, da cui riprende anche la struttura regolare e monotona già criticata nella nostra vecchia recensione.

    Fortunatamente l'ottimo sistema di combattimento e il roster ampliato rendono l'esperienza più godibile, garantendo diverse ore di divertimento e sperimentazione delle strategie più complesse. Le novità più interessanti riguardano l'introduzione di una modalità versus 3 contro 3 e della possibilità di salvare e consultare i replay degli incontri. Il versus a squadre è un'aggiunta davvero ghiotta, che aggiunge un ulteriore livello di strategia alla struttura originale.
    Il cambiamento più grande avvenuto nel passaggio dal Wii U allo Switch, però, riguarda il multiplayer locale. Nella scorsa versione, infatti, le sfide tra due giocatori nella stessa stanza si svolgevano su due schermi separati, con un utente associato alla TV e l'altro relegato al piccolo display del Gamepad.
    Tale scelta permetteva di evitare il ricorso allo splitscreen, lasciando intatto il gameplay originariamente studiato per funzionare su due cabinati arcade collegati tra loro. Su Switch la soluzione del doppio monitor con una sola console non è più praticabile, motivo per cui gli sviluppatori sono tornati allo schermo condiviso precedentemente scartato.
    Questo passo indietro porta con sé una serie di problemi di poco conto per i giocatori occasionali, ma monumentali per i combattenti più esperti.
    A livelli alti, infatti, lo schermo condiviso permette di vedere quando un giocatore sta caricando le tecniche che richiedono la pressione continuativa di un tasto. In questo modo si cancella del tutto il mind game tipico di Pokkén, appiattendo gli scontri e dimezzando le possibili strategie per alcuni personaggi. Fortunatamente è un problema che si può risolvere usando due console in versione portatile, ma è comunque un dettaglio che va a intaccare l'immediatezza dell'esperienza. Sul fronte del multiplayer online non abbiamo riscontrato alcun problema.
    Vogliamo sottolineare che abbiamo testato il netcode in una situazione di stress ridotta, con i server ancora scarichi e aperto appositamente per i giornalisti in possesso del titolo, ma dopo una decina di scontri con utenti differenti non ci siamo imbattuti in alcun fenomeno di lag. La fluidità era tale che i combattimenti sembravano quasi giocati offline.

    Squadra che vince, non si cambia

    In virtù dell'ottimo lavoro svolto con la versione originale del picchiaduro a base di Pokémon, per questa conversione gli sviluppatori si sono guardati bene dall'effettuare modifiche di qualunque tipo. La struttura è rimasta la stessa, divisa in due fasi distinte e caratterizzata dal tradizionale schema della morra cinese, dove gli attacchi battono le prese ma perdono contro i contrattacchi.

    Ogni incontro inizia con la Fase Panoramica, pensata per gestire le distanze a colpi di attacchi a lungo raggio e grazie a un sistema di movimento libero.
    Mettendo a segno determinati attacchi, diversi per ogni Pokémon, l'inquadratura si sposta lateralmente riprendendo quella dei classici picchiaduro a incontri. Si entra così nella Fase Lotta, durante la quale viene inflitto il maggior numero di danni grazie a combo più lunghe e articolate. I combattimenti si sviluppano nell'alternanza di questi due blocchi ludici e ogni personaggio ha vantaggi o svantaggi specifici nell'una o nell'altra fase. Per colmare le lacune dei combattenti è fondamentale scegliere con attenzione i Pokémon di supporto, divisi in coppie che possono essere evocate per attaccare, ostacolare o per elargire bonus e penalità di vario tipo.

    Immobilismo tecnico

    La componente tecnica di Pokkén per Wii U era più che soddisfacente, soprattutto nella realizzazione di Pokémon finalmente pieni di dettagli mai visti negli altri titoli della serie. Il salto su Switch non ha portato miglioramenti degni di nota, salvo nella gestione dei caricamenti.

    Con la versione digitale del gioco l'attesa tra un incontro e l'altro è praticamente nulla e grazie alle cartucce la situazione dovrebbe essere analoga anche dal supporto fisico.

    Pokken Tournament DX Pokken Tournament DXVersione Analizzata Nintendo SwitchPokkén è un gioco atipico, divertente e adatto a varie tipologie di giocatori. Pur non raggiungendo i tecnicismi dei picchiaduro classici, il suo sistema di combattimento è stato studiato per garantire una buona dose di profondità ai picchiatori più esperti, senza però sacrificare l’accessibilità per gli utenti più giovani. Nonostante i problemi legati allo splitscreen, la versione per Switch migliora quanto già visto su Wii U e si affianca ad Arms come valida alternativa al brawler Nintendo.

    7.8

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