Recensione Polaris Sector

Pubblicato da Slitherine Ltd., Polaris Sector è un titolo 4X dal tessuto strategico piuttosto familiare, ma comunque capace di far leva su alcuni interessanti espedienti per smuovere un genere rimasto troppo a lungo immutato.

Versione analizzata: PC
recensione Polaris Sector
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Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Come disse lo scienziato russo Konstantin Ciolkovskij, "La Terra è la culla dell'Umanità, ma non si può vivere per tutta la vita nella culla". È per questo che l'uomo, sospinto da una sete di conoscenza millenaria e dalla necessità di prepararsi all'eventualità che la Terra non riesca più a sostenerlo, da oltre mezzo secolo si è lanciato nell'esplorazione dello spazio, ben consapevole che la strada per giungere ai fantascientifici viaggi interstellari e alle colonie umane su altri pianeti sarebbe stata lunga e ricca di impedimenti. Tuttavia, laddove la tecnologia non è stata capace di colmare l'enorme gap tra il sogno e la realtà, il potere creativo dei videogiochi ci ha permesso di vivere esperienze spaziali affascinanti e varie, appartenenti -almeno la maggior parte- a generi complessi e articolati come quelli simulativi e strategici. Proprio tra questi, quello che più di tutti è riuscito ad incarnare il vero spirito della conquista spaziale è certamente il genere dei cosiddetti "4X" (con il suo motto: explore, expand, exploit, exterminate), che fin dagli anni 90', grazie ad esponenti di spicco come Master of Orion, Sins of a Solar Empire e Endless Space, ci ha permesso di creare e gestire dei floridi imperi coloniali al di là delle stelle. Oggi siamo proprio qui per parlarvi di uno dei più recenti: Polaris Sector. Un 4X sviluppato da SoftWarWare per conto di Slitherine Ltd., e approdato su Steam lo scorso mese portando con sé alcune trovate davvero interessanti.

Rise of an Empire

Come in tutti i titoli 4X che si rispettino, anche in Polaris Sector ogni partita ha inizio con la selezione della razza e la personalizzazione della mappa di gioco (forma della galassia, numero di stelle, numero di "hypertunnel" tra i vari sistemi e numero di razze giocanti). A disposizione si hanno varie specie, ognuna ben caratterizzata nel background e nella fisiologia. Si va dagli immancabili terrestri fino ad alcune bizzarre creature zoomorfe, come i felini Sharatar e i koala Vagalars, passando per esseri mutanti nati e cresciuti su pianeti flagellati da continue tempeste radioattive, come i Drills e i Logans. Tuttavia, al contrario di altri congeneri, dove la scelta della razza è per lo più influenzata dai suoi tratti distintivi (come particolari tecnologie o unità speciali) e da specifici bonus relativi a produzione, ricerca e potenza militare, in Polaris Sector i punti razziali potranno essere ridistribuiti tra le varie opzioni messe a disposizione (produzione di cibo, consumo di cibo, commercio, velocità di ricerca, velocità di produzione e molti altri), creando così un bilanciamento di tratti che sia il più affine possibile al proprio stile di gioco. L'unica differenza tangibile tra le razze risiede invece nell'aspetto estetico e nel design interno delle varie astronavi, il quale, come vedremo in seguito, rappresenta uno degli aspetti più interessanti e riusciti dell'intera esperienza di gioco.
Ultimata la personalizzazione della partita e selezionata la razza, verremo immediatamente catapultati nella galassia prescelta, con il pianeta iniziale già popolato e produttivo, e una piccola nave scout da utilizzare per lanciarsi immediatamente nell'esplorazione dello spazio circostante. Già da qui è possibile notare una delle caratteristiche distintive di Polaris Sector. Se infatti in molti altri strategici 4X eravamo abituati a giocare partite regolate da un classico sistema a turni, dove ogni razza eseguiva una dopo l'altra le sue mosse gestionali, in Polaris Sector tutti gli eventi si svolgono in tempo reale, con la sola possibilità di aumentare, ridurre e mettere in pausa il tempo. Questa scelta, sebbene non vada a rivoluzionare in maniera critica il tessuto strategico di gioco, permette alle partite di essere maggiormente dinamiche e meno vincolate al rigido rapporto di botta e risposta "scacchistico" tra le razze giocanti, risultando in un gameplay più imprevedibile e movimentato.
Esplorate le stelle più vicine al pianeta natale, ognuna delle quali rappresenta un sistema di quattro pianeti differenti, e scovata possibilmente la posizione iniziale degli avversari, è necessario improntare la propria politica espansionistica ed economica, stando bene attenti a bilanciare il consumo di risorse con l'effettiva produzione imperiale, onde evitare la pericolosa eventualità che si scatenino rivolte a causa dell'insufficienza di cibo (che nel peggiore dei casi possono portare all'auto-proclamazione d'indipendenza da parte di uno o più pianeti). Ogni risorsa generata, in ogni caso, viene condivisa tra tutti i pianeti del dominio, permettendo al giocatore di specializzare lo sviluppo economico di ogni singolo pianeta a seconda della sua tipologia (terrestre, oceanico, vulcanico, desertico, glaciale) e delle risorse presenti nel suo sottosuolo. Per farlo è possibile agire in due modi differenti: il primo, che presuppone la gestione automatica del pianeta da parte dell'intelligenza artificiale, fa si che gli edifici vengano costruiti autonomamente dopo aver impostato una politica economica (a scelta tra quella agricola, industriale, mineraria e scientifica). Il secondo, invece, permette al giocatore stesso di gestire il micromanagement planetario, avendo così sempre sott'occhio la coda di costruzione e la crescita demografica (importante per non eccedere nel consumo di cibo). Indipendentemente dalla scelta effettuata, è sempre bene sviluppare un pianeta con coerenza, portandolo il più velocemente possibile alla sua massima efficienza. Se infatti un pianeta Oceanico, essendo sprovvisto di lembi di terra sufficientemente ampi, si presta bene sia all'agricoltura che alla ricerca scientifica, uno Desertico, che è refrattario alla coltivazione, è certamente più indicato per l'estrazione mineraria. Inoltre, è bene sottolineare che ogni astro possiede una tipologia differente -e limitata- di slot edificabili (minerari, agricoli, scientifici, produttivi e difensivi), e che quindi è sempre bene gestire in maniera oculata lo sviluppo di un pianeta fin dalla sua colonizzazione.

Diplomazia e Spionaggio

Per quanto Polaris Sector sia un titolo che predilige evidentemente il combattimento stellare, nelle prime fasi della partita potrebbe essere un bene ricorrere ad un po' di diplomazia per stringere delle preziose alleanze con alcune delle razze giocanti. Il tutto funziona esattamente come abbiamo imparato in Civilization, dandoci la possibilità di chiedere tributi in minerali, pretendere la consegna di un sistema stellare, donare risorse, permettere agli avversari di transitare nei propri territori e molte altre ancora. Laddove però la diplomazia non dovesse sortire alcun effetto, sarà sempre possibile inviare delle unità di spionaggio sui pianeti nemici per incitare la popolazione e scatenare delle violente rivolte.

All'inizio della partita, tuttavia, potremo colonizzare (sfruttando delle navi del tutto simili alle carovane di Civilization) solamente i rari pianeti cosiddetti "earthlike" (cioè che presentano una biologia del tutto simile alla Terra), che sono particolarmente indicati per ospitare un'economia bilanciata, basata sulla produzione di tutte le risorse necessarie allo sviluppo di un giovane impero. Per poter colonizzare gli astri meno ospitali è invece necessario sviluppare delle tecnologie speciali (come delle cupole atmosferiche per proteggere la popolazione) presso la schermata dedicata alla ricerca scientifica. Proprio quest'ultima funziona in modo nettamente differente rispetto alla stragrande maggioranza dei titoli 4X. Essa, infatti, per rispondere in maniera coerente all'avanzamento in tempo reale della partita, non si affida ad un classico albero delle tecnologie (dove di solito è possibile sviluppare alcuni rami scientifici ignorandone altri altrettanto fondamentali), bensì si fonda su un sistema di sviluppo progressivo, influenzato sia dallo scorrere del tempo che dall'investimento dei punti ricerca generati nell'impero. Essi potranno essere distribuiti -tramite slide- tra le scienze fondamentali (biologia, chimica, matematica e fisica) e quelle applicate (che si sbloccheranno via via in base all'investimento nelle singole scienze fondamentali), accelerando così la ricerca di alcune tecnologie piuttosto che di altre. Tutto questo sistema comporta una progressione scientifica molto più bilanciata e realistica, richiedendo spesso centinaia (se non migliaia) di anni per giungere allo sviluppo delle costruzioni più avanzate o per sbloccare i prototipi più tecnologici.


Cantieri Spaziali

Dove però Polaris Sector riesce a dare il meglio di sé è certamente la gestione delle flotte. Esattamente come accade nei migliori 4X, difendere i pianeti più esterni dell'impero rappresenta uno dei principali obiettivi per conseguire la vittoria. Per farlo è innanzitutto necessario costruire una flotta versatile di astronavi, capace di competere sia dalla lunga distanza che negli scontri ravvicinati. Inizialmente avremo a disposizione solamente gli schemi di progettazione dei primi modelli di incrociatori leggeri, caccia e astronavi cargo, ognuno dei quali (sezionato a seconda del numero di ponti) permette la completa gestione dello spazio interno della nave. Il tutto avviene sfruttando una griglia puntinata suddivisa in zone colorate, ognuna delle quali può ospitare solamente determinati tipi di strumentazioni. Su quelle viola, ad esempio, è possibile installare i motori, mentre su quelle gialle i piloni dedicati alle armi. Ogni apparecchiatura occupa un determinato numero di pallini, per cui è necessario gestire al meglio il suo posizionamento, onde evitare di rimanere senza spazio per collocare oggetti fondamentali come i serbatoi e i generatori elettrici. Sfruttando il progresso scientifico, naturalmente, è possibile sbloccare tecnologie più efficienti e meno "ingombranti", avendo così modo di ridurre il peso complessivo della nave. Proprio quest'ultimo, come vedremo più avanti, insieme al numero e alla potenza dei motori installati, influenzerà direttamente la velocità della nave, rendendola più o meno scattante nelle manovre durante i combattimenti stellari. Se per un incrociatore o una Destroyer (la nave più grande del gioco) la velocità non è quasi mai una priorità, per i piccoli caccia, che sono sprovvisti di difese resistenti, è sempre bene attenersi su un livello di velocità tale da poter evitare il più a lungo possibile di cadere vittima delle contromisure avversarie. Le altre statistiche da tenere d'occhio sono invece i punti vita dello scafo, la distanza massima percorribile e l'energia necessaria per tenere in funzione la nave. La prima, come dicevamo, dipende direttamente dalla tipologia di materiale adoperato per lo scafo e dagli scudi deflettori (che possono essere sviluppati dopo parecchi secoli dall'inizio della partita), mentre la seconda dipende dal numero di serbatoi montati a bordo, assolutamente fondamentali per permettere ad ogni nave di potersi spostare tra un pianeta e l'altro, dato che è possibile effettuare un rifornimento solamente nei pianeti appartenenti alla propria razza; volendo è comunque possibile sviluppare e installare sulle navi più grandi un'apparecchiatura capace di rifornire tutte le navi della stessa flotta. Il consumo energetico, invece, dipende dal numero e la tipologia di apparecchiature installate, e può essere sostenuto solamente montando sulla nave dei reattori via via sempre più potenti (come quelli termonucleari). L'ultimo grande aspetto da tenere bene in considerazione quando si procede alla progettazione di una nave, è certamente quello dell'arsenale. In Polaris Sector esistono tre tipologie di armi: a laser, a ioni ed esplosive. Se le prime, vista la gettata ridotta e il danno limitato, sono soprattutto utili per sbarazzarsi dei caccia nemici, quelle a ioni, che possono colpire a lunga distanza, sono più indicate per le navi più grandi, in grado di colpire gli incrociatori e le fregate avversarie ancor prima che possano entrare in contatto con le proprie ammiraglie. Le armi esplosive, invece, che consistono in siluri e missili di diversa potenza e velocità, sono estremamente efficaci se montate a bordo dei caccia, dato che un gruppo ben nutrito di questi è in grado di farsi largo tra le difese nemiche e di portare a segno un singolo attacco devastante capace di abbattere anche le unità più grandi (come i satelliti da battaglia). Come accennato in apertura, ogni razza possiede delle astronavi con un design interno leggermente differente. Ciò significa che nei panni di una razza potrebbe capitarci di avere tra le mani un caccia con tre zone dedicate alle armi ma con meno spazi adibiti all'installazione dei motori, mentre giocando con un'altra potremmo ritrovarci una fregata con un ponte intermedio più capiente ma con meno slot per le armi. Insomma, la progettazione delle navi è sicuramente un grosso pregio di Polaris Sector, capace anche, come vedremo nelle prossime righe, di incidere pesantemente sull'esito delle battaglie.

Guerre Stellari

I combattimenti di Polaris Sector, che hanno inizio non appena una nave approda in un sistema ove è stanziata almeno una di quelle avversarie (con tanto di predizione sulle possibilità di vittoria dei due schieramenti), avvengono tutti in un'enorme mappa rettangolare inquadrata dall'alto. A chi difende spetta sempre la possibilità di posizionare con precisione le sue navi all'interno di una piccola area colorata, mentre chi attacca, a causa dell'imprevedibilità dei jump negli hypertunnel, si ritroverà inevitabilmente le astronavi sparpagliate nella sua metà del campo. Anche in questo caso è possibile gestire il tempo esattamente come nella mappa principale di gioco, potendone aumentare lo scorrimento fino a ben sessantaquattro volte (davvero utile nei combattimenti in cui ci saranno le colossali -e lentissime- Destroyer). Quello che più intriga degli scontri è però la la micro-gestione delle unità in campo. Se siete soliti giocare a titoli RTS (real time strategy) del calibro di Total War e affini, sicuramente vi potreste trovare bene con le battaglie tattiche inscenate in Polaris Sector. Ogni unità è ovviamente gestibile singolarmente e indirizzabile in qualsiasi punto del campo desiderato (con una proiezione immediata del loro posizionamento finale). Inoltre, è possibile gestire il loro orientamento sull'asse centrale, cercando ovviamente di rispettare la collocazione degli armamenti principali, il cui range massimo può essere visualizzato al volo tramite la pressione di un tasto. Di fatto, per poter avere la meglio in combattimento, è innanzitutto necessario disporre con ordine le proprie unità, così da dare vita ad una sorta di muro difensivo in grado di intercettare al meglio quelle nemiche. Successivamente, è assolutamente prioritario saper gestire i singoli gruppi di caccia sfruttando le formazioni messe a disposizione. Ce ne sono più di cinque: dalla serratissima falange difensiva alla disposizione a martello, passando per quella più sparsa utile nei momenti di maggior difficoltà. Ognuna di esse, se sfruttata al momento giusto, può ridurre drasticamente il numero di caduti e aumentare l'efficacia d'attacco dell'intera flotta. Gli altri comandi che possono essere impartiti riguardano invece il comportamento delle singole unità (impostabile su aggressivo o passivo) e l'utilizzo dei missili (che possono essere disabilitati per ridurne lo spreco). Naturalmente, man mano che lo scontro volgerà in favore di uno o dell'altro schieramento, sarà necessario adottare la migliore strategia per giungere alla conclusione della battaglia con il minor numero di sopravvissuti tra le fila nemiche e di perdite tra i propri ranghi; con l'opzione in più, esclusiva per i difensori, di potersi ritirare dalla battaglia in qualsiasi momento (dovendo però attraversare a tutta velocità la metà del campo controllata dall'avversario).

C'è un aspetto, tuttavia, che ci ha fatto storcere un po' il naso durante i combattimenti affrontati. Che si stia difendendo o attaccando, la migliore strategia è quasi sempre quella di affidarsi al fatidico muro difensivo descritto poc'anzi e aspettare che l'avversario venga incontro allo schieramento. Se poi, soprattutto negli scontri da attaccante, l'intelligenza artificiale non si adopera sempre al meglio per riposizionare le sue unità dopo il jump, potete capire che la sfida complessiva risulti spesso inferiore alle aspettative. Questa lacuna, tuttavia, viene mitigata nelle partite al massimo livello di difficoltà, dove l'IA sfrutta strategie d'attacco più complesse e raffinate (soprattutto con i caccia), senza denigrare la ritirata e il riposizionamento preventivo delle sue unità per contrastare il nostro muro difensivo.
Oltre ai combattimenti stellari, in Polaris Sector potremo lanciarci in delle vere e proprie invasioni planetarie. Per eseguirle, sarà sufficiente costruire delle navi cargo con un buon numero di moduli da trasporto speciale, caricare le unità di terra (polizia, marine, tank, navi da guerra) "costruite" tra i vari pianeti imperiali, e sganciarle infine sul pianeta nemico indicato. A questo punto si aprirà una piccola finestra in cui -in base al numero di unità alleate e nemiche- assisteremo ad una battaglia testuale in cui vincerà chi per primo riuscirà ad eliminare tutte le forze avversarie. Naturalmente, è sempre bene pianificare l'invasione con una certa determinazione, dato che l'IA, sopratutto nelle fasi più avanzate di una partita, non si farà trovare impreparata all'eventualità di un'invasione terrestre.

Polaris Sector Polaris Sector è un titolo strategico capace di risultare al contempo familiare e innovativo. Per quanto la gestione economica e militare dell'impero sia pressoché identica a molti altri titoli 4X presenti sul mercato, tra la possibilità di progettare le proprie navi e il particolare sistema di ricerca scientifica Polaris Sector riesce a proporre degli spunti davvero interessanti. Organizzare il design interno delle navi è un'operazione estremamente appassionante, mentre gestire il progresso scientifico e la politica economica di ogni singolo pianeta forniscono la giusta sensazione di controllo sul proprio dominio. Come se non bastasse, i combattimenti stellari in tempo reale regalano al titolo quel guizzo tattico in più che certamente non guasta, risultando in un'esperienza appagante e che riesce a bilanciare equamente l'importanza della gestione economica e di quella militare. L'unico dubbio, se di dubbio vogliamo parlare, è il suo prezzo, che attualmente si attesta a 39,99 Euro su Steam. Forse un po' troppo per un titolo di questo genere, visti anche i piccoli difetti riscontrati durante i combattimenti.

Steam

CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

  • CPU: I5-3570K
  • RAM: 8 GB
  • GPU: AMD R9 280X
7.5

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