Recensione Post Mortem

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Post Mortem - 1439

Playdate
Recensione: Multi
Articolo a cura di

Post Mortem

Sembra che Microids si sia fatta interprete della sete di avventure grafiche di molti videogiocatori: non bastava lo splendido, e mai troppo lodato, Syberia, con Post Mortem gli sviluppatori Canadesi ci deliziano, e sottolineamo la parola deliziano, con una nuova interpretazione del genere.
Complesso, maturo, intelligente e misterioso, con molti aggettivi si potrebbe descrivere questo prodotto, che ci riporta nelle atmosfere Noir anni 30 per vivere in prima persona un'affascinante vicenda: un omicidio, una misteriosa donna che ci bussa alla porta, templari ed esoterismo sono il carburante necessario a far nascere in noi la scintilla della curiosità per iniziare le indagini.

L'eternità trasmigra

La nostra interazione con il mondo virtuale di Post Mortem avviene attraverso un'interfaccia vecchia come il mondo, appartenuta per la prima volta a Myst e sviluppata e migliorata in titoli come Amerzone e Dracula: trattasi di schermate predefinite simili a fotografie che si susseguono costantemente per descrivere i vari aspetti delle zone esplorate.

A differenza, però, dei titoli sopracitati, i dialoghi e le scene di intermezzo vedranno l'utilizzo di modelli poligonali discretamente definiti, che risaltano maggiormente rispetto alle bitmap bidimensionali.
Abbiamo, quindi, un misto 2D-3D dalla buona funzionalità, ma carente, certamente, in flessibilità: avremmo preferito una maggiore omogeneità, è sgradevole vedere personaggi tridimensionali contornati da figure 2D anonime e disegnate semplicemente come scenografia.
Il sistema di controllo ci permetterà di esplorare ogni schermata nel dettaglio consentendoci di spostare la visuale in ogni direzione, i movimenti saranno limitati ai 4 punti cardinali (nord,sud,ovest,est ogni riferimento agli 883 è puramente casuale:) ), eventuali ostacoli come porte o cancelli verranno aperti automaticamente.
E' forse questo l'aspetto meno convincente del prodotto, traspare chiaramente la sensazione di essere ingabbiati o comunque molto limitati, dinamiche che non sarebbero presenti in un ambiente completamente tridimensionale.
Ma a parte questo non trascurabile aspetto, dopo la prima mezz'ora di gioco, quando la vicenda inizia a prendere corpo, ci si dimentica ben presto del sistema di controllo.

Chi era Bafometto?

Raramente ci capita di trovare prodotti che prestano tanta attenzione allo sviluppo dei dialoghi: in Post Mortem bisogna calibrare ogni risposta, a differenza di molti altri titoli le possibilità non si esauriscono con la fine delle possibili domande, ma a seconda dei nostri interventi il dialogo prenderà pieghe differenti e differenti saranno i modi di risolvere gli enigmi.
Anche gli indizi, i retroscena della vicenda, dettagli magari trascurati, potranno essere carpiti attraverso l'arte oratoria, domande istintive porteranno alla conclusione del dialogo e alla perdita di preziose informazioni.
L'unica controindicazione, ma a un sistema così complesso si può anche perdonare, risulta essere la nascita di contraddizioni temporali tra noi e il nostro interlocutore, che qualche volta svelerà dettagli che non può ancora sapere o si riferirà a dialoghi che non ha mai svolto.

Succede molto raramente, per dovere di cronaca comunque lo segnaliamo.
Gli enigmi che andremo ad affrontare sono decisamente ben congeniati, alcuni peccheranno per la natura vaga degli indizi e la loro relativa difficoltà, altri saranno semplicemente una questione di minuziosa ricerca, ma in generale la varietà e l'intelligenza con cui sono stati pensati non farà altro che stimolare gli avventurieri più stagionati.

Cosa resta dei Templari

Parlando di longevità, decisamente un fattore importante in un titolo come questo, che difficilmente si rigiocherà per la seconda volta (non per propri demeriti, ma per la natura stessa delle avventure grafiche), Post Mortem potrà durare dalle 10 alle 12 ore di gioco, sempre tenendo presente l'abilità di un giocatore medio.
La vicenda, che volutamente non abbiamo raccontato nel dettaglio per non rovinare la sorpresa ai nostri lettori, è capace di affascinare e conquistare con i suoi numerosi colpi di scena, si sviluppa su due filoni principali che riguardano da una parte un misterioso omicidio e dall'altra la vicenda di rinate confraternite di templari.
La storia, quindi, si unisce e interseca con la struttura di un giallo, ed è forse questo il maggior pregio del titolo, sa narrare e affascinare, una volta entrati nel meccanismo di gioco difficilmente abbandonerete la nave prima di aver risolto ogni mistero.
I requisiti tecnici sono quantomai abbordabili e già con un P3/Athlon 500 Mhz, una scheda video 8Mb e 64-128Mb di ram potrete gustarvi il tutto con un buon dettaglio e fluidità.