Power Rangers Battle for the Grid: Recensione del nuovo picchiaduro

Hasbro celebra i 25 anni del franchise con un picchiaduro 3vs3 destinato a tutte le piattaforme: lo abbiamo giocato su Nintendo Switch.

recensione Power Rangers Battle for the Grid: Recensione del nuovo picchiaduro
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Lontano dall'esplosivo esordio negli anni Novanta, Power Rangers è ancora oggi - nel bene e nel male - un fenomeno di culto inarrestabile. Un'audace scommessa allora stravinta da Saban Entertainment, complice l'adorazione da parte di una generazione di ragazzi piazzati davanti alla TV per la merenda, e catturati dalla meraviglia per quel fantascientifico mix di effetti speciali lo-fi e combattimenti di arti marziali tra squadre di eroi multicolore e mostroni in gommapiuma. Ventisei show televisivi, qualche film e un impero del merchandise più tardi, di recente diversi sono stati i tentativi di riportare i Rangers all'attenzione del grande pubblico, spesso ammiccando verso gli spettatori originali ormai adulti: ne è esempio il poco convincente reboot cinematografico del 2017 (leggi la recensione di Power Rangers Il Film), così come le ultime operazioni nostalgia in campo videoludico.

    Ora detentrice del brand, Hasbro ci riprova giocando la carta del venticinquesimo anniversario con Power Rangers: Battle for the Grid, picchiaduro a incontri sviluppato da nWay (già responsabili di Power Rangers Legacy Wars) che, almeno in teoria, dovrebbe omaggiare il tokusatsu a stelle e strisce facendo scontrare generazioni di guerrieri in spandex e acerrimi villain. Nella pratica invece, ora come ora, ai nostri non basterebbe certo richiamare il potere dei Dinozord per avere la meglio... vediamo perché nell'analisi del titolo nella versione per Switch, ricordando che è già disponibile anche su PS4 e Xbox One (raggiungerà pure Steam durante l'anno) esclusivamente in formato digitale. It's Morphin' Time!

    Sono imbattibili, indistruttibili...

    A dispetto delle apparenze, Power Rangers: Battle for the Grid rappresenta un concreto sforzo in direzione della qualità rispetto ai tie-in del passato. Ispirandosi alle dinamiche tag di Marvel vs. Capcom e Dragon Ball FighterZ, lo scontro tre-contro-tre si caratterizza per un approccio semplice, immediato ma tutt'altro che superficiale, rendendo il titolo così accessibile ai novizi e al contempo interessante per i veterani.

    Non per caso alla supervisione del progetto è stato coinvolto anche il pro player Justin Wong, a riprova dell'impegno profuso nel cuore del combat system, che si rivela infatti inaspettatamente divertente e riuscito. Come insegna il breve tutorial, i comandi non prevedono input complessi.

    A ciascuno dei quattro tasti frontali corrisponde un attacco leggero, medio e pesante, a cui si aggiunge uno speciale che muterà a seconda della direzione impressa o per l'uso della più efficace variante EX, al costo di un segmento di barra da riempire infliggendo colpi. Quando l'indicatore sarà colmo diverrà possibile svuotarne due frazioni per la Super, potente mossa unica per ogni personaggio.

    La mia infanzia è una bugiaTra uno scontro online e l'altro, durante i caricamenti, appariranno varie curiosità sul fenomeno Power Rangers: sapevate che è un libero adattamento della serie giapponese Super Sentai? Le sequenze d'azione in costume estrapolate dal tokusatsu originale venivano infatti montate assieme alle scene girate con attori americani. Ad esempio, Mighty Morphin Power Rangers (la storica prima serie) trae materiale da Kyoryu Sentai Juranger, Gosei Sentai Dairanger e Ninja Sentai Kakuranger. Che poi è il motivo per cui sotto il casco da Ranger Giallo della graziosa Thuy Trang si nascondeva in realtà un ometto asiatico di bassa statura.

    Oltre alle prese, su questo classico nucleo si innesta il sistema degli assist: quando agiremo sul tasto dorsale l'alleato interverrà in battaglia, mentre premendolo una seconda volta sostituiremo il personaggio attivo. È possibile anche richiamarli entrambi insieme (cooldown permettendo), inoltre è ereditato direttamente dal crossover di Capcom lo swap strike, manovra che obbliga lo scambio del guerriero avversario. Al giocatore quindi il compito di padroneggiare con tempismo le sostituzioni e le tecniche a disposizione per massimizzare il numero di combo: il cuore del gioco, in sostanza, è tutto qui.
    Infine, non poteva mancare la meccanica di "comeback" possibilmente atta a ribaltare le sorti dell'incontro, qua incarnata dalle meccaniche fattezze del Megazord. Una sola volta per match, a scontro avanzato, l'invincibile robot (o il Dragonzord, o Mega Goldar) interverrà a disseminare caos a schermo nonché quantità incalcolabili di contusioni. Detto così sembra divertente, e in parte lo è, ma il danno è davvero eccessivo ed è un peccato che non si veda mai per intero l'evocazione, nemmeno in una cutscene.

    Nonostante tale meccanica sia perfettamente contestualizzata, sarebbe stato forse più stuzzicante disporre di una modalità appositamente dedicata agli scontri su larga scala...
    In compenso, i personaggi che compongono il roster iniziale sono ben diversificati per strategia e moveset. Abbiamo gli immancabili primi Red Ranger e Green Ranger, lottatori bilanciati e ideali per iniziare; Kat e Gia rispettivamente da S.P.D. e Super Mega Force, con i loro rapidi attacchi a breve e media gittata; i "big guy" della situazione, il ferino Goldar e Magna Defender, il cui sacrificio in Lost Galaxy non sarà mai vano.

    Completano poi il cerchio Ranger Slayer e Mastodon Sentry, specializzati nel controllo del campo, e infine Lord Drakkon, villain proveniente dall'universo a fumetti, forse il personaggio più tecnico (e più forte) del gioco. E... basta così. Nove personaggi totali in un 3vs3 sono di certo una miseria (specie quando puoi pescare dall'intera storia dei Power Rangers), ma è solo la punta dell'iceberg del vero problema di Battle for the Grid: la cronica scarsità di contenuti.

    ... o forse no?

    La natura low budget della produzione viene subito tradita dalle modalità ospitate nel menù principale, tra cui un single player che definire ridotto all'osso è un eufemismo.
    Dopo aver sperimentato il giusto terzetto nel pur limitato Training, ci si avvia di buon grado verso l'Arcade, e qua iniziano i dolori. Anche passando sopra una presentazione più vicina agli standard mobile che a quelli home console, a deludere è l'inconsistenza: otto facilissimi incontri senza criterio né divagazione (eccetto qualche breve intermezzo testuale in conclusione), al termine dei quali gli unici contenuti sbloccabili saranno banner da esibire sul profilo online.

    Delusione doppia, considerando che venne inizialmente annunciato uno story mode a cura dello staff di Boom!Studios, etichetta responsabile degli adattamenti a fumetti dei Power Rangers. Per fortuna le cose migliorano leggermente quando si passa al multiplayer, sia nel Versus offline che online, permettendo alla bontà del gioco di emergere. Fatta presente la necessità dell'abbonamento per giocare in rete, la modalità Online è spartanamente suddivisa in Amichevole e Classificata ma, oltre al rematch, è tristemente assente anche la lobby per poter sfidare i propri amici. Se non altro il netcode è stabile, i momenti di lag sono assai rari, e il cross-platform con gli altri sistemi di gioco (eccetto PS4) è comunque apprezzabile.

    "Mi è venuto un forte mal di testa..."

    Essendo un progetto in cui sono state evidentemente investite poche risorse è comprensibile (ed encomiabile) che la priorità sia stata data al gameplay, motivo per il quale non bisogna stupirsi troppo di una realizzazione tecnica piuttosto scadente.

    Se i modelli dei personaggi e le loro animazioni sono sorprendentemente buoni, lo stesso non si può affermare per i cinque stage - poco ispirati e poveri di dettagli - tra i quali spiccano un arcobaleno incollato su una cascata e un inguardabile Zordon. Anche il versante audio si distingue a modo suo, con una manciata di tracce musicali anonime (dov'è il ruggente tema dei Power Rangers?), un doppiaggio praticamente non pervenuto ed effetti sonori a tratti esilaranti nel loro eccessivo clangore. Se non altro, nel complesso, il colpo d'occhio è buono e su Switch l'azione rimane sempre fluida sia in modalità portatile (720p), che su TV (1080p).

    Prima di concludere, è indispensabile riassumere l'offerta presente e futura di Power Rangers Battle for the Grid. Il gioco base viene pubblicato a un prezzo budget di 19.99 euro, mentre a 39.99 euro troviamo la Collector's Edition, contenente Season Pass e skin esclusive. Il supporto post-lancio seguirà infatti il modello "a stagioni": a Giugno i possessori del Pass potranno scaricare tre personaggi ancora sconosciuti (magari Rita Repulsa?), invece Dragon Armor Trini, Udonna e Cenozoic Blue Ranger presto si aggiungeranno al roster gratuitamente, assieme alla promessa di numerosi eventi speciali.

    Nonostante il prezzo budget, è comunque difficile scacciare del tutto l'amara sensazione che il titolo costi troppo così proposto e che - peggio - sia stato sviluppato di fretta per uscire il prima possibile, sposando il suddetto modello in modo da "rimediare" alla mancanza di contenuti sul lungo termine, quando magari non interesserà più a nessuno. Un vero peccato, perché Battle for the Grid ha tutto il potenziale per diventare un titolo più che discreto. Ed invece, come direbbe Alpha-5, "Ai-yi-yi-yi-yi!"..

    Power Rangers Battle for the Grid Power Rangers Battle for the GridVersione Analizzata Nintendo SwitchPovero di contenuti ma non di spirito, Power Rangers: Battle for the Grid è un picchiaduro 3vs3 che vuole distinguersi dalla massa di pessimi tie-in che l'hanno preceduto. In parte ci riesce, forte di una licenza di richiamo e un combat system derivativo ma genuinamente divertente; spicca altrettanto, stavolta in negativo, a causa del limitatissimo roster e una presentazione a malapena sufficiente. I fan più accaniti delle squadre di eroi multicolore potrebbero osare dandogli adesso una chance, oppure aspettando magari che la buona base si arricchisca con nuovi personaggi e (forse) altre modalità single player. In ogni caso, per una volta, è il destino dei Power Rangers a trovarsi nelle mani della community e non il contrario...

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