Pride Run Recensione: ritmo, divertimento e diversità

Pride Run è un particolare indie che, unendo rhythm game ed RTS, celebra a suo modo la comunità LGBTQI+ in tutte le sue sfaccettature.

recensione Pride Run Recensione: ritmo, divertimento e diversità
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  • Pc
  • Esordendo con straripante brio e vivacità in un contesto culturale e in un periodo storico quantomeno "delicati", Pride Run giunge su Steam affrontando alcuni dogmi e offrendoci un'esperienza stranamente sfaccettata e ricca. Da un lato, è impossibile non analizzarne i contenuti in un'ottica culturale, affidandosi alle scelte di design mirate a dare risalto e forza al fenomeno sempre più internazionale del Pride. Dall'altro, non bisogna commettere l'errore di giudicarlo un gioco "solo politico", pensato per ingraziarsi qualche community specifica, dato che gli elementi di design e l'offerta ludica sono decisamente presenti e interessanti da analizzare, anche in relazione al tema trattato. In questo piccolo trionfo della diversità, affronteremo infatti sfide molto diverse tra loro, ma sempre con il sorriso e con un ritmo irresistibile.

    Tra ritmo e strategia

    L'elemento più peculiare di Pride Run è rappresentato dalle due anime ludiche presenti all'interno dell'esperienza, tra loro molto diverse eppure incredibilmente non troppo divergenti. Infatti, una delle due modalità di gioco equivale sostanzialmente ad un classico rhythm game, in cui dovremo far crescere il supporto pubblico per le manifestazioni del Pride tramite la giusta pressione a tempo dei tasti del pad (o della tastiera).

    Ovviamente, man mano che affronteremo i Pride più complessi e difficili, l'andamento musicale cambierà e si farà più ostico, presentando anche combinazioni di due o più pulsanti da premere. Una volta completata la "barra di orgoglio", si attiverà una boss fight tra il rappresentante del Pride ed un oppositore che tenta di impedirlo.

    Un aspetto interessante del gioco è incarnato dal fatto che questi individui non sono sempre e solo soggetti ben specifici (Trump, Le Pen, Putin, ecc.), ma anche figure generiche che simboleggiano veri fenomeni culturali, come il nerd alt-righters o il membro della yakuza, ovviamente presenti in Pride di diversi luoghi (il primo lo si può trovare a Londra o in America, il secondo in Giappone). Se quindi da un lato affrontiamo personalità che in modo chiaro e palese hanno palesato più e più volte la loro contrarietà alla libertà di espressione, ci potrà capitare di combattere metaforicamente contro interi fenomeni culturali, sia passati (il KKK nei Pride ambientati nei decenni scorsi) sia moderni (il già citato alt-righter).

    Anche le boss fight si basano su un sistema di gioco da rhythm game, dove dovremo completare delle combo più o meno complesse per far cambiare idea al nemico, ed al contempo saremo chiamati ad compiere una giusta sequenza di azioni per non subire danni dai loro attacchi (ad esempio Trump usa un uccellino azzurro con l'hashtag, suggerendo il suo utilizzo violento di Twitter). Una delle soluzioni più indovinate di Pride Run riguarda però la conclusione di queste boss fight, che non terminano mai con la sconfitta violenta e la sottomissione dell'avversario, ma con una festa, una danza, un ballo pregno di diversità e libertà espressiva da entrambe le parti.

    La progressione ci permetterà di vivere alcune delle manifestazioni importanti del passato (come i primi pride in America e in Europa), passando per quelle moderne e proponendone altre addirittura fittizie, quasi "di speranza", teoricamente future, ambientate nelle pericolosissime (oggi anche mortali per la comunità LGBTQI+) Istanbul e Mosca.

    La seconda anima del gioco, quella probabilmente più complessa, è di stampo RTS: ci toccherà infatti prendere parti ai Pride gestendo quali gruppi portare con noi, sfruttandone le loro caratteristiche e peculiarità per ottenere nel modo più veloce e migliore possibile il favore della folla. Useremo dunque i "bear", i maschioni orsuti (sia come dimensioni che come quantitativo di peluria) per difendere i nostri fianchi dai membri del KKK, mentre i più simpatici tra gli altri membri del Pride avranno il compito di coinvolgere nel ballo le persone che osservano la manifestazione. Anche qui emerge un passaggio fondamentale del gioco, sia a livello tematico che ludico: vincere le resistenze della massa dubbiosa incarna esattamente il ruolo del Pride, spesso interpretato come un giorno di "follia" per i gruppi LGBTQI+ (tra l'altro, Pride Run collaborerà con Kaleidoscope Trust per destinare una parte dei ricavi alla comunità): ed invece quel movimento vuole riscrivere la concezione stessa di normale e diverso, destrutturando il pensiero comune. È in questo frangente che Pride Run mette in scena il suo coraggio: non intende banalmente riaffermare la sacrosanta libertà dell'individuo di essere di orientamento differente, ma affronta anche il concetto per il quale la diversità è accettata solo quando non è mostrata in pubblica piazza, dinanzi agli occhi di chiunque.

    Pride Run palesa metaforicamente e con squisita semplicità il conflitto che questa comunità combatte contro chi cerca di isolarla dal resto del mondo, nel tentativo di indebolirne il peso e il potenziale.

    Questa fase del gioco usa la strategia in tempo reale per rappresentare in modo leggermente più marcato queste strutture, ma non rinuncia comunque al tema del ritmo e della danza: infatti, per "attivare" le abilità dei vari gruppi che useremo, dovremo completare una piccola combo, e sarà dall'unione di tutti questi elementi che otterremo un Pride più o meno efficace.

    In ogni caso, complici gli aggiornamenti gratuiti portati avanti dal piccolo gruppo italiano di IV Productions, Hard Ton e Steam Factory, il gioco offre 8 finali (lievemente) differenti in base al percorso faremo: tenendo conto delle varie modalità disponibili, ci troviamo di fronte a più di una decina di ore di gameplay, caratterizzate da una sufficiente varietà che riesce a mantenere sempre fresca l'esperienza.

    Il ritmo globale, la visione eurocentrica

    Ovviamente, l'anima pulsante di un gioco simile è rappresentata dai ritmi e dalle musiche, irresistibili per larghi tratti: i suoni e le atmosfere mutano a seconda del contesto e del luogo, ma sanno sempre rappresentare con efficacia il crescere della tensione e del numero dei partecipanti, fino ai vari climax finali degli scontri con i boss e le conseguenti "vittorie" del Pride. Inoltre, la pixel art è squisita e decisamente funzionale, riuscendo a essere al contempo sia abbastanza leggibile nei frangenti più concitati, sia ben elaborata da rappresentare a dovere luoghi come Parigi, San Francisco, Istanbul.

    L'unica pecca è che, ai livelli di difficoltà più soddisfacenti, i nostri occhi saranno sempre catturati dallo scorrere delle icone dei tasti, e potremo prestare pochissima attenzione alle suddette città. In aggiunta, data la dimensione ridotta dei membri che hanno partecipato alla creazione del titolo, la maggior parte delle "battaglie" sarà combattuta in europa e in generale nei paesi "occidentali", con soltanto rari casi all'interno di contesti extraeuropei. In generale, assistiamo a rappresentazioni molto stereotipate, ma non senza una ragione ben precisa: lo stereotipo si verifica sia per una fazione che per l'altra, dimostrando l'assurdità di ragionare sulla base di preconcetti e visioni limitate. Si tratta dello stesso processo critico che si innesta quando si chiede ai partecipanti dei Pride di normalizzarsi per non ridicolizzarsi.

    Pride Run Pride RunVersione Analizzata PCPride Run è tante cose insieme: è un gioco inaspettatamente pieno di attività da svolgere; è una presa di posizione coraggiosa e colorata; è un trionfo di diversità positiva, raccontata come spigliata rivendicazione, senza traumi o drammi; è un rhythm game sfacciato e al contempo uno strategico semplice ma efficace. Pride Run merita l'attenzione del pubblico perché si propone non tanto come semplice prodotto politico, ma come opera videoludica completa, capace di farci vivere un'esperienza interattiva in modo interessante, provocatorio e diverso.

    7.8

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