Recensione Prince of Persia: The Fallen King

Il primo passo (falso) del nuovo Principe su Nintendo DS

Recensione Prince of Persia: The Fallen King
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  • DS
  • Nuove Origini

    Ubisoft, nel corso degli ultimi due anni, ha totalmente reinventato il brand di Prince of Persia. Dopo averne sviscerato le meccaniche e lo stile nella trilogia precedente, il producer francese ha deciso di fare tabula rasa, ripartendo dalle fondamenta stesse della saga. Il risultato di questo esperimento è stato il bellissimo action uscito in da pochi giorni su Xbox 360 e Playstation 3. Anche Prince of Persia: the Fallen King rappresenta nel suo piccolo una pietra miliare, dato che il suo compito è quello di traghettare la nuova incarnazione del Principe su DS.

    Il Principe del Pennino

    La trama di The fallen King è molto simile a quella del suo fratello maggiore: il Principe, disorientato da una tempesta di sabbia, si ritrova a vagare nel deserto, quando, all'improvviso, finisce nei pressi di un santuario in rovina. Ma c'è qualcosa che non va. In tutte le rovine si respira un'aria malsana, e le pareti sono coperte da una strana sostanza nera, che pare ingoiare tutto quello che tocca. Si tratta della corruzione, sprigionata da una divinità malvagia appena liberata da dei sacerdoti inetti ed avidi di potere. Come se non bastasse la materia oscura genera una gran quantità di mostri e minaccia di inghiottire l'intero tempio. Il Principe non avrà così altra scelta che combattere per riuscire a salvare la Persia dalla minaccia che la sta strangolando. Questa volta però il nostro protagonista non sarà solo ma ad aiutarlo ci sarà un misterioso amico (o nemico?) chiamato semplicemente "il mago", che pare essere in grado di controllare la corruzione e di usarla a suo vantaggio. Costretto, seppur con qualche riserva, ad accettare un'alleanza con il Mago, il Principe inizierà così la sua avventura che lo porterà ad attraversare tutto il Regno, alla ricerca della misteriosa sorgente della Corruzione.The Fallen King è un platform dall'impianto più che classico, che ha fatto sua la lezione di New Super Mario Bros, integrando una pregevole grafica tridimensionale a meccaniche di gioco bidimensionali molto vintage, in cui dovremo calibrare i salti al millesimo e risolvere alcuni semplici enigmi logici. Ubisoft ha riposto una gran cura nello stile del gioco, abbandonando le atmosfere seriose della controparte per console casalinghe, ricercando un design più caricaturale, ispirato alle opere giapponesi. Abbiamo così personaggi tozzi, con grandi occhi e dai colori sgargianti. La scelta fatta, seppur farà di certo storcere il naso ai puristi del gaming "adulto", paga ed appaga, date anche le oggettive limitazioni tecniche della console Nintendo; The Fallen King è molto gradevole alla vista e sfoggia alcune fra le animazioni migliori mai viste su DS, i personaggi a schermo infatti si muovono fluidi e dinamici, mentre gli scenari appaiono solidi e non privi di particolari, tutti costruiti mischiando elementi tridimensionali e bidimensionali. Certo, alcune ambientazioni come il deserto o le oasi appariranno un po' ridondanti agli aficionados della serie (ed ai giocatori di platform di lungo corso, in generale) ma il lavoro di Ubisoft va apprezzato e si piazza sopra la media delle produzioni per DS in quanto a robustezza del comparto tecnico. Peccato però che gli sviluppatori non abbiano dedicato la stessa cura all'implementazione di un sistema di controllo  ben congegnato. Inspiegabilmente, infatti, in The Fallen King non useremo mai alcun tasto ma controlleremo il Principe (od il Mago) solo ed esclusivamente tramite il pennino, muovendolo sul Touch Screen per effettuare tutte le azioni. Spostando la penna il personaggio si muoverà a destra (prima camminando, poi correndo), mentre toccando con rapidità lo schermo lo faremo saltare, dando dei colpi in orizzontale e verticale invece attiveremo uno dei due attacchi a disposizione del Principe e del Mago, che si distinguono solo per la potenza. Il primo (ottenuto tracciando una linea orizzontale corta) sarà veloce ma debole, il secondo potentissimo ma molto lento. Già da questa breve spiegazione si può intuire quanto questo sistema sia cervellotico e poco intuitivo. Togliendoci il controllo diretto del personaggio, gli sviluppatori non fanno altro che aumentare il grado di frustrazione perché, oltre all'imprecisione connaturata nella natura stessa dei Touch Screen rendono inutilmente complesse alcune azioni altrimenti assolutamente banali. Un esempio so tutti, più di una volta ci è capitato di dover rifare molte volte lo stesso salto perché non toccavamo lo schermo nel punto esatto richiesto dal gioco. E via di morti ingloriose, Game over e improperi vari. Nei combattimenti le cose non vanno molto meglio, dato che la distinzione fra colpo debole e colpo forte è pressoché impossibile da eseguire con precisione, esponendoci nostro malgrado ai colpi dei nemici con conseguente perdita di energia e di eventuali vite. Il tutto poi diventa davvero demenziale quando dobbiamo affrontare alcune sequenze di piattaforme semoventi: di per sé sarebbero anche interessanti e ben progettate, ma con il controllo tramite pennino diventano immediatamente delle succursali di un girone infernale.Pare quasi che Ubisoft abbia voluto sperimentare troppo, spingendo le meccaniche dei platform oltre al limite, rimanendo così irrimediabilmente scottata. Anche i demeriti di un level design molto lineare, che impegna pochissimo il giocatore e non stimola all'esplorazione, mettono lo zampino a vanificare gli sforzi della software house. Gli elementi architettonici e strutturali sono infatti un numero molto ridotto, e la gamma di "enigmi ambientali" diventa presto trita e banale. La ripetitività si fa strada dopo appena qualche ora di gioco, e il progressivo potenziamento delle abilità del mago non rende più variegata la progressione, che si mostra incolore e senza troppa vitalità. Ci dispiace, perché il resto del lavoro fatto sul gioco è interessante e degno di nota, ma il sistema di controllo e la conformazione degli shcemi poco saggia annichiliscono in un sol colpo tutto quello che c'era di buono, condannandolo ad un destino molto poco principesco, se ci passate il facile gioco di parole.

    Prince of Persia: The Fallen King Prince of Persia: The Fallen KingVersione Analizzata Nintendo DSThe Fallen King non convince, a causa di un gameplay fin troppo stravagante, strozzato da un sistema di controllo basato sul Touch Screen per nulla ottimizzato. Pur sfoggiando un impianto tecnico di tutto rispetto, dunque, siamo costretti a bocciare questa nuova produzione di Ubisoft, ma siamo comunque convinti che il buon lavoro fatto sui personaggi e sulle ambientazioni non andrà perduto, quantomeno in vista dei futuri capitoli della saga.

    5

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