Recensione Pro Evolution Soccer 2008 per PS3

PES 2008: gioie e dolori

Pro Evolution Soccer 2008
Recensione: Xbox 360
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS2
  • DS
  • Xbox 360
  • Wii
  • PS3
  • Pc
  • Psp
  • Una serie di successo

    Pro Evolution Soccer, conosciuto come Winning Eleven nella terra del Sol Levante, nasce nel lontano 1994 per mano della software house giapponese Konami. L’esordio sul mercato con il nome International Superstar Soccer non fu propriamente un successo di massa però riuscì nell’intento di distogliere l’attenzione di una buona schiera d’utenza dalla concorrenza. Ogni anno Konami propose una nuova versione del titolo, aggiornata e migliorata sia per quanto concerne i giocatori (ancora senza licenze ma somiglianti fisicamente) che nelle animazioni, punta di diamante di tutta la serie. Nel 2001 arrivò la svolta; il nome del gioco divenne Pro Evolution Soccer e passò sotto l’ala protettiva della sezione di Tokyo di Konami (KCET) separandosi definitivamente dalla serie ISS prodotta invece dalla sezione di Osaka. Di anno in anno PES reclutava sempre più adepti alla propria filosofia calcistica lasciando al proprio alter ego FIFA solamente critiche e insoddisfazioni. Negli ultimi due anni però la serie iniziò a mostrare qualche segno di stanchezza, a causa di una Master League rimasta invariata per troppo tempo, della medesima telecronaca scialba e fredda e della ormai abituale mancanza di licenze che ne limitava il realismo (che invece spiccava nella fase di gameplay). In tutta la scorsa generazione fu proprio la giocabilità del titolo, con i suoi pro e i suoi contro, a rendere Pro Evolution Soccer il videogame calcistico “reale” per eccellenza. Mai paragone fu più azzeccato, specialmente in casa Sony: Gran Turismo stà al piacere della guida come PES stà al piacere di giocare allo sport più amato del mondo, il calcio. Ora, con l’avvento della Next Generation, ci si aspettava un salto qualitativo notevole ed un restiling che portasse aria nuova sulle nostre console con un gioco finalmente completo e improntato al realismo estremo. Purtroppo però le cose non sono andare così come ci si attendeva, PES 2008 si è rivelato un titolo programmato con sufficienza e superficialità, povero di inventiva e ricco di contraddizioni.

    Un'amara intervista

    Pochi giorni prima dell’arrivo sul mercato mondiale di PES 2008 il producer di tutta la serie calcistica made in Konami, Shingo “Seabass” Takatsuka, si è definito insoddisfatto dei risultati ottenuti con l’ultima sua creazione, molto lontana dal suo progetto originale e dalle sue aspettative. Seabass rilascia anche qualche indiscrezione su ciò che ci aspetterà il prossimo anno che, a suo dire, dovrebbe essere quello decisivo per il salto generazionale tanto atteso da tutti. Everyeye vi ripropone l’intervista in lingua originale e tradotta in italiano:

    -Giornalista:Pro Evolution Soccer 2008 è il primo vero PES per la next generation. Sei soddisfatto dei risultati ottenuti ora che il titolo è sul mercato?
    -Shingo ”Seabass” Takatsuka: No, non mi ritengo completamente soddisfatto del risultato finale. L’hardware è cambiato dalla vecchia generazione alla nuova e ci ha permesso di imparare una cosa molto importante. Il nostro team crea giochi e non hardware. Perciò quando l’hardware cambia noi stessi dobbiamo cambiare. Noi dobbiamo creare un nuovo modo per fare giochi se vogliamo veramente fare qualcosa di diverso. Questa sarà la nostra nuova strategia per ciò che svilupperemo in futuro.
    -Giornalista: L’anno scorso la versione per Xbox360 (PES6) creò molta delusione tra I fans della serie. Quest’anno il gameplay è parso ottimizzato e molto buono, ma per quanto riguarda il comparto audio-video pare che FIFA 08 sia molto distante. FIFA è davvero migliore sotto il profilo visivo e acustico. Perché PES non si è evoluto in questi campi?
    -Shingo ”Seabass” Takatsuka: Quando abbiamo iniziato a lavorare su questa serie eravamo solo in dieci. Stiamo tutt’ora facendo giochi con il medesimo staff. In questo modo riusciamo a creare un ottimo gameplay. Ma quando si deve programmare il comparto visivo il vecchio metodo non sembra funzionare così bene. Non è solo un problema di hardware nuovo, ma proprio dell’intero team. Lo staff che produce PES deve cambiare il modo di fare i giochi.
    -Giornalista: E’ incredibile come gli altri team sparsi per il mondo si preoccupino di prepararsi al meglio per l’avvento della next generation mentre il team di PES non l’ha fatto per nulla. Creare un gioco di nuova generazione necessita di più ingegneri grafici, programmatori e molti altri professionisti del settore. La complessità nello sviluppare giochi next gen ha preso di sorpresa chi lavorava su PES 2008?
    -Shingo ”Seabass” Takatsuka: Per essere onesti noi non ci siamo preparati al meglio per questo evento, ma non è solo colpa della next gen, la ragione principale è che stiamo lavorando molto per le versioni Playstation 2. Non possiamo concentrarci solamente per le versioni next gen, anche il lavoro per PS2 ci” ruba” molte risorse per poter rendere il titolo sempre migliore e far felici milioni di fans. Noi abbiamo sviluppato contemporaneamente entrambe le versioni del gioco e questo ci ha occupato ancora più risorse. Molti dei nostri problemi sono nati dalla troppa fiducia che avevamo nel nostro vecchio sistema di programmazione. Ora il team si stà ingrandendo e allineando per sistemare tutti i problemi presenti in questa versione e vedremo i risultati nel prossimo gioco di Pro Evolution Soccer.
    -Giornalista: Io mi ritengo un fan di vecchia data della serie e ritengo sia molto frustrante vedere come il gioco non si sia evoluto per niente in quest’ ultima sua edizione...
    -Shingo ”Seabass” Takatsuka: Posso dirti che il team di sviluppo è deluso e frustrato dei risultati quanto te. Per esempio nelle fasi più concitate di programmazione in giochi come GTA circa 200 persone danno una mano nello sviluppo del progetto, per noi non ha funzionato così. I nostri migliori grafici e programmatori sono in una posizione privilegiata nell’organizzazione. Finchè io programmo e lavoro per lo sviluppo del gioco non posso permettermi distrazioni. Se dovessi lavorare solo sulla grafica del gioco l’IA non potrebbe evolversi per mancanza di tempo.

    Il dolce e l’amaro

    Ciò che maggiormente non convince di PES 2008 è in primis il comparto tecnico. Graficamente ci troviamo tra le mani un titolo davvero mediocre, con un motore di gioco incerto e poco performante per una next generation. Cali di frame rate affollano le aree del campo durante i calci d’angolo o le visuali più ravvicinate; i replay e le scene di intramezzo sono addirittura inguardabili causa continui scatti e rallentamenti. C’è la possibilità di installare una parte del gioco su hard disk per limitare i rallentamenti, anche se in alcuni frangenti rimangono ben visibili. Le strutture degli stadi sono ben proposte e godibili, un vero peccato è però notare come i tifosi siano composti da orrendi square pixel uniti a puzzle per somigliare il più possibile ad un essere umano. Il manto erboso è di discutibile fattura, quasi fastidiosa la sua visione da distanza ravvicinata. Le maglie dei giocatori sono quasi completamente rigide, tubolari nelle maniche e nei calzoni, più somiglianti ad impermeabili che a divise in poliestere. Le capigliature sono pressoché identiche alle versione per Playstation 2, incollate alla testa e rigidissime (salvo per la coda di cavallo). Il medesimo trattamento è stato riservato ai volti dei giocatori: i più famosi avranno un viso che visto di fronte risulta perfettamente identico alla controparte reale ma di profilo appaiono decisamente discutibili ed alcuni quasi irriconoscibili (vedi Nedved della Juventus).
    Per quanto riguarda le animazioni dei calciatori, sulla quale KCET ha sempre dato il massimo impegno nella scorsa generazione, si può notare come tutto il motore grafico che le gestisce non sia stato riscritto da zero, ma semplicemente riciclato ed ampliato. Questo crea un indubbio effetto di deja vu che rinforza ulteriormente l’idea di trovarsi di fronte all’ennesimo PES in alta definizione. Un piccolo esempio di questa eredità lo si avverte al momento del cross, quando l’animazione della corsa si allaccia in ritardo a quella del tiro creando un effetto scia sgradevole e poco reale.
    Notevoli invece nella maggior parte dei casi le espressioni facciali che ben denotano e differenziano le emozioni dei giocatori in campo. Questo PES 2008 ha il pregio maggiore nel saper rendere “viva” una partita di calcio con piccolezze quali proprio l'umore dei giocatori, un vero trademark della serie "Made in Konami". I calciatori molto spesso si lamentano durante le azioni per falli non sanzionati dal direttore di gara, fanno entrate disperate per liberare la propria area da palle pericolose, gesticolano vivacemente e rendono coinvolgente qualsiasi partita. Ottima anche la terna arbitrale: è la prima volta che in un videogame l’arbitro porta il fischietto alla bocca ed i guardalinee segnalano gli interventi al limite del regolamento tramite lo sventolio della bandierina. Purtroppo una buona dose di realismo viene smorzata da una velocità di gioco mediamente eccessiva e da una fisica del pallone non sempre all’altezza. Fino all’esaurimento completo della "stamina" i calciatori saranno in grado di percorrere alla massima velocità tutto il campo senza risentire minimamente della stanchezza. Giocatori come Messi (Barcellona) e Cristiano Ronaldo (Manchester United) sono inarrivabili e fermarli prima che si esibiscano in dribbling con successiva accelerazione è l’unico modo per uscirne vincitori. I rimpalli sono gestiti da una fisica che denota frequenti alti e bassi: se da una parte spesso risultano poco reali, con palloni che schizzano ad una potenza improponibile, dall’altra troviamo una pesantezza della sfera a tratti ottima, con tiri spettacolari e traiettorie inattese (anche se troppo precise a volte).
    Per quanto riguarda l’audio siamo alle prese con le solite pecche. Con un buon impianto Dolby 5.1 o superiore potrete godere appieno degli effetti sonori da stadio, ben campionati e credibili (specialmente il rumore della palla a contatto con i cartelloni pubblicitari). Discorso differente per la telecronaca ormai obsoleta di Sandreani e Meccia, identica a quella degli anni precedenti con qualche frase aggiuntiva (come al solito fredda e discutibile). Sono presenti alcuni cori ufficiali per le squadre maggiori che, seppur non impeccabili, aiutano a costruire un atmosfera “da stadio” piuttosto vicina a quella reale. Insomma, il passo in avanti rispetto a PES 6 uscito su Xbox360 c’è, ma la meta è purtroppo ancora distante.

    Vecchie TV e strani problemi

    Un problema piuttosto serio affligge questa nuova edizione di Pro Evolution Soccer che sembra allergico alla vecchia generazione di televisori. Se possedete un televisori a tubo catodico di vecchia concezione (quindi non Full HD o HD Ready) prendete in seria considerazione l’acquisto della versione "old gen" del titolo in questione. Con la versione PS3 avrete infatti moltissimi problemi di cali di frame rate e rallentamenti pesanti tanto da limare l’esperienza videoludica. E’ davvero necessario dover spendere migliaia di euro per poter godere appieno ad un titolo di nuova generazione (sempre se PES 2008 si possa considerare tale)? Secondo Konami evidentemente si. Anche un rumor insistente circola in rete che sostiene che il gioco rovini addirittura la lente della console sforzandola con continui caricamenti. Per ora non ne abbiamo avuto riscontro ma siamo sicuri almeno di una cosa: fermate tutti i download dalla dash board prima di giocare a PES 2008 o avrete una altissima probabilità di crash momentaneo della console.

    Il (solito) fiore all’occhiello

    Pro Evolution Soccer è sempre stato sinonimo di grande gameplay e anche quest’ultima creazione di Seabass si rivela tale. Ciò che salva dall’oblio il titolo è proprio l’immediatezza e l’immensa giocabilità, ora arricchita e migliorata con una serie di innovazioni. Primo fra tutti il nuovo algoritmo che gestisce l’intelligenza artificiale delle squadre avversarie, il tanto acclamato Team Vision. L’IA della CPU ora studierà il vostro modo di giocare e si adatterà di conseguenza per fermare le vostre avanzate. I registi della vostra squadra verranno sistematicamente bloccati anche da continui raddoppi di marcatura; la fascia più utilizzata dai vostri laterali verrà tenuta maggiormente sotto controllo e sarete così obbligati a cambiare continuamente tipo di gioco inventando sempre nuove strategie d’attacco. Il Team Vision funziona discretamente bene specialmente con i livelli di difficoltà più elevati e con i team più abili nel gioco di squadra. Al contrario con avversari di livello inferiore si riesce facilmente ad effettuare il contropiede con lanci lunghi o cambi repentini di fascia. Un innovazione chiaramente molto positiva e fruibile ma ancora piuttosto acerba e che ha bisogno di maturare per poter essere goduta appieno. In questa edizione 2008 troviamo molto più realistici i contatti corpo a corpo, ora più sentiti da parte dei giocatori, e abbelliti con l’animazione (seppur non perfetta) della maglia tirata. Ennesima novità la possibilità di simulare un fallo con il classico “tuffo carpiato”, specialità ormai in vigore nel calcio reale specialmente in area di rigore. Se vi dimostrerete dei buoni attori (il tempismo sarà fondamentale) l’arbitro vi fischierà un fallo a favore, ma in caso contrario sarete puniti con un cartellino giallo e un plateale gesto che vi inciterà a rialzarvi. Gli amanti del gioco spettacolare potranno ora gioire avendo la possibilità di esibirsi in una moltitudine di finte e giochetti vari, dalla rabona al doppio passo, dalla finta di tiro a quella del cross, dal tunnel alla veronica e molte altre adatte solo ai più esperti con l’utilizzo del pad. Un piccolo neo lo si può riscontrare nei portieri, ora più reattivi ed impulsivi ma non esenti da papere alla Dida. Uscite scoordinate sulle palle alte, parate goffe con conseguenti deviazioni in rete, respinte con i pugni di palloni facilmente bloccabili a due mani e la tendenza di restare sempre molto avanti rispetto alla linea di porta fanno dei goalkeeper la croce e delizia dell’area di rigore. Seppur molto somigliante alle vecchie edizioni la giocabilità di PES 2008 è la vera punta di diamante del titolo a cui sentiamo il dovere (e il piacere) di evitare ogni critica.

    Uno sguardo alle modalità

    PES 2008 si apre con una delle più scialbe introduzioni degli ultimi 10 anni in ambito videoludico. Personaggi monocromatici (ad eccezione dei capelli con colori accesi e “spumeggianti”) si esibiscono in acrobazie con un pallone da calcio ballando e saltando in uno scenario di fantasia speudo-urbano. Il sospiro di sollievo arriva nel momento della visualizzazione del menù principale, finalmente innovativo e funzionale. Un campo verdissimo sorregge un pannello scorrevole sul quale troveremo tutte le opzioni principali del titolo. Nella consultazione dei vari sottomenù di partita si può notare come tutta la veste grafica e la gestione delle opzioni sia stata rinnovata e resa più “pulita” (ma anche fredda). Questo però non sempre comporta una miglior lettura degli stessi, anzi, in molti casi faticherete a trovate ciò che cercate (come ad esempio le frecce di movimento dei giocatori) e chi era abituato alla ormai vetusta schematizzazione dei vecchi capitoli si troverà sicuramente disorientato. Per quanto riguarda le modalità di gioco PES 2008 non si discosta molto dai suoi predecessori. Nell’Allenamento verrete presi per mano e portati sul campo da gioco come se fosse la prima volta. Avrete la possibilità di cimentarvi con calci piazzati, passaggi, tiri al volo, rigori e partitelle dall’allenamento, tutto personalizzabile a vostro piacimento. Non potevano mancare le modalità Coppa e Campionato che vi permetteranno di prendere parte a diversi tipi di coppe (anche personalizzate) e campionati misti o europei (tra cui la Liga spagnola, la Seria A italiana, la Eredivise olandese, il campionato inglese e la League 1 francese), selezionando una tra le 200 squadre presenti nel gioco. Manca il fantomatico PES Shop sostituito da una novizia modalità Visualizza. Qui potrete avere tutte le informazioni e statistiche riguardanti il vostro profilo, come la percentuale totale di gol segnati su tiri effettuati, il numero di partite vinte, perse o pareggiate e tramite degli obbiettivi prefissati dal gioco sbloccare extra (come giocatori e squadre classiche per ogni nazione). La tracklist (come al solito monotona e quasi fastidiosa) si potrà personalizzare limitandosi però a mantenere le canzoni presenti sul disco. La modalità Modifica e’ stata ridimensionata, non in meglio come potrebbe far pensare la grandezza di un Blu Ray Disc, ma in peggio. Le basi per le creazione delle maglie sono ora solo dodici, stesso numero anche per i pantaloncini e i calzettoni; molte capigliature presenti nelle scorse edizioni risultano assenti e vista la scarsità di licenze ufficiali il lavoro da parte dell’utente più pretenzioso si fa davvero spasmodico. Unica novità introdotta e’ la possibilità di utilizzare delle foto (caricate dall’hard disk della ps3, da una chiavetta usb o dall’ EyeToy di Sony) per importare volti, maglie e stemmi (ora non più editabili a mano) applicabili poi con le opportune modifiche alle vostre creazioni. L’idea e’ sicuramente molto originale ma riuscire ad avere un risultato decente, specialmente per i visi dei calciatori, si rileva un impresa davvero ardua data anche la risoluzione non sempre ottimale delle immagini importate. E’ presente anche una modalità Rete dove potrete sfidare i vostri compagni online; purtroppo il servizio (specialmente per chi è cliente Fastweb) è, ad ora, davvero inutilizzabile. Problemi di connessione e lag spaventoso (palla e giocatori sembrano teletrasportarsi sul terreno di gioco) rendono questa funzione un vero flop; fortunatamente Konami ha intenzione di porre rimedio al più presto a questo disguido tramite un aggiornamento scaricabile gratuitamente dal Playstation Store. Sicuramente la modalità più attesa dal pubblico calcistico videoludico è il Campionato Master, ormai diventato il simbolo di tutta serie. Selezionate una squadra (completamente personalizzata o pre esistente) e gestite il suo organico, con interventi mirati sul mercato, allenamenti, controllate i fondi monetari e molto altro fino a portarla alla serie maggiore e vincere la coppa sfidando le squadre più forti del mondo. Le due serie presenti sono state ampliate a venti squadre ciascuna per rendere ancora più realistica l’esperienza Master. Ulteriore novità è la presenza di una barra della notorietà che si riempirà o diminuirà a seconda dei risultati ottenuti durante la stagione. Essere conosciuti nel mondo del pallone vi permetterà di agevolare il tesseramento di giocatori importanti ed avere più supporto da parte della tifoseria (visualizzabile tramite delle foto settimanali dei vostri fans). Inspiegabile invece la grave mancanza della modalità Fantasista (presente invece nella versione J-League WE di quest’anno in giappone per PS2) che proponeva una vera e propria novità in ambito calcistico. Creare un giovane talento e seguirlo per tutta la sua carriera in balia di provini, calciomercato e allenamenti sarebbe stata una introduzione davvero gradita e di qualità anche in PES 2008. Anche la modalità Scenario risulta assente, davvero inspiegabile da parte di KCET alcune decisioni che non permettono a questo gioco di aumentare il proprio valore aggiunto.

    A Bugs Game

    A convincere sempre di più che il titolo sia stato programmato in fretta e furia sono i molteplici bachi che affliggono la versione console del gioco. Giocatori che durante le esultanze escono dallo stadio come fossero ectoplasmi; palloni che rimbalzano all’infinito nella parte superiore della traversa; l’impossibilità durante i tornei (compresa la Master League) di selezionare la maglia rischiando di trovarsi a giocare senza distinguere i propri calciatori da quelli avversari. Può capitare di trovarsi di fronte un giocatore completamente immobile che segue la palla con lo sguardo senza fare assolutamente nulla; calci d’angolo assegnati sulla respinta di pugno del portiere senza che escano dalla linea di fondo (capita spesso nel gioco online); squadre che giocano senza portiere dopo l’espulsione di quello presente in campo ecc.... Basta fare una piccola ricerca sui maggiori siti che ospitano filmati amatoriali per scoprire quanti problemi di programmazione potranno affliggere le vostre sfide.

    Pro Evolution Soccer 2008 Pro Evolution Soccer 2008Versione Analizzata PlayStation 3PES 2008 è un vero buco nell'acqua da parte di Konami, che raggiunge una striminzita sufficienza grazie ad un gameplay grandioso e in linea con i suoi predecessori. Se per quanto riguarda i cali di frame rate possiamo incolpare una mancata ottimizzazione del motore grafico su PS3, per il resto non possiamo far altro che prendercela con KCET per non essersi impegnata sufficientemente nel ricreare un ambiente di gioco di “nuova generazione”. Piccoli accorgimenti in più avrebbero reso questo titolo un must buy per gli appassionati di calcio, ma ad oggi non resta che un indubbio passatempo in attesa di una nuova versione per l'anno prossimo. Seabass, we are a football tribe, non deluderci ancora!

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