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Pro Evolution Soccer 2017, la recensione completa

PES 2017 apre la danze della stagione calcistica videoludica con un obbiettivo dichiarato: continuare a migliorarsi, anno dopo anno.

Pro Evolution Soccer 2017
Videorecensione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPad
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Seppur di appena una settimana, anche quest'anno PES decide di giocare d'anticipo, arrivando sul mercato prima del suo storico concorrente. Senza badare troppo all'avversario, la software house nipponica presenta insomma il suo prodotto, dimostrando di non subire la pressione della sfida che ogni autunno si rinnova. Concentrato sulla propria strategia, Pro Evolution Soccer 2017 prosegue quindi nel suo percorso di auto-miglioramento, lento ma costante; rimanendo ben piantato su una strada che, in questi ultimi due anni, ha portato risultati sicuramente positivi. Passo dopo passo, il calcistico griffato Konami tenta di accorciare le distanze, provando a colmare quelle lacune che nel corso del tempo hanno portato anche la community dei più affezionati ad allontanarsi e ripiegare, magari, sulla storica rivale. Un'impresa titanica: scopriamo assieme se può dirsi riuscita.

La Grande Bellezza

Se amate il gioco del calcio, rimarrete a bocca aperta già durante la prima partita con PES 2017: per quanto riguarda il gameplay Konami ha ancora un po' di strada da fare, ma dal punto di vista tecnico siamo vicinissimi all'eccellenza. Grazie ad un Fox Engine già particolarmente in forma dalla passata stagione, i giocatori sono riprodotti quasi alla perfezione, con modelli poligonali incredibilmente definiti che in alcuni casi (ad esempio per quel che riguarda i giocatori delle squadre inserite nel programma Premium Partner), assomigliano in maniera davvero incredibile alle loro controparti reali. Complice anche un sistema di espressioni facciali che contribuisce a rendere i primi piani più credibili.

A tutto ciò si aggiungono gli stadi ed il pubblico, in questa edizione più vivo che mai: anche in questo caso gli impianti sportivi delle squadre sotto licenza Premium sono incredibili; conditi, oltre che dalla perfetta riproduzione della struttura, anche dagli inni ufficiali e dai cori dei tifosi. Un lavoro davvero monumentale, che senza ombra di dubbio riuscirà a coinvolgervi al punto da farvi sentire tra le fila degli spalti durante le partite. A rifinire il comparto tecnico poi, c'è il meteo, che oltre ad avere un forte impatto visivo vi obbligherà a cambiare le vostre tattiche e lo stile di gioco. Senza contare che anche il pallone e l'erba del campo da gioco sono state vistosamente migliorate: sarà infatti possibile osservare tutte le rotazioni che la sfera effettuerà sul terreno, ed il conseguente movimento dell'erba che si piega sotto di esso, contribuendo così ad alzare ancor di più il senso di realismo che si prova guardando o giocando una partita.

Più cervello

Lo slogan scelto per sottolineare le intenzioni di PES 2017 è Control Reality: un messaggio chiaro e diretto, che comunica la volontà di traghettare l'esperienza di gioco verso un piano più simulativo. Un gameplay insomma più ragionato, realistico, che abbandoni in parte quella frenesia che ha sempre dominato la saga di PES. In questo senso le due principali novità di PES 2017 svolgono a dovere il loro compito: stiamo parlando del Real Touch e del Precise Pass, dinamiche che rappresentano l'anima del nuovo sistema di controllo. La combinazione di queste due trovate, permetterà ai vostri giocatori di compiere movimenti tatticamente più efficaci, oltre che più fluidi.

Tramite la pressione del dorsale destro in combinazione con la levetta analogica (indirizzata verso la direzione nella quale volete muovervi) sarà possibile iniziare l'azione in maniera concreta, senza tanti fronzoli, spostandoci già nella zona di campo che decidiamo di attaccare. Questa tecnica si rivela incredibilmente efficace se utilizzata per eludere una marcatura asfissiante da parte di un avversario, dribblandolo con il primo tocco di palla; ma sarà utile anche per dare il via ad una serie di uno-due che possono fulminare la difesa avversaria. I più bravi di voi poi saranno in grado di mettere a segno gol spettacolari, sfruttando attaccanti dal baricentro basso e con grande forza nelle gambe, come per esempio Higuain: ricevere un passaggio rasoterra in area di rigore, sfruttare il Real Touch per fare perno sul piede d'appoggio e girarsi velocemente per poi scaricare un tiro potente verso la porta sarà un gioco da ragazzi.

Se al contrario siete amanti della azioni elaborate, magari condite da molti passaggi, allora sfrutterete il Real Touch in combinazione con il Precise Pass per smarcarvi all'interno del cerchio di centrocampo, e poi effettuare un passaggio filtrante che penetri la difesa avversaria lanciando in porta l'attaccante.Cercate di approfondire le molte opzioni che queste due feature vi mettono a disposizione: scegliete un gioco più ragionato e ponderato, senza però rinunciare a quella componente istintiva che da sempre caratterizza il gameplay di Pro Evolution. Combinare questi due aspetti potrà essere la mossa decisiva per godere al meglio dell'ottimo impianto ludico del prodotto, a sostengo del quale c'è un ottimo reparto animazioni. Controllare i nostri giocatori ci darà un riscontro fisico quasi tangibile, soprattutto nei contrasti aerei e non, complice un set di movimenti variegato e credibile. Peccato per le maledette compenetrazioni, che alle volte rovinano un po' la resa a schermo: sono presenti anche quest'anno, ma in frequenza molto ridotta rispetto alla passata edizione.

Meglio di Guardiola

Se siete amanti della pre-tattica, del perfezionismo e del gioco di squadra, allora le Advanced Instructions sono esattamente quello che state cercando: si tratta sostanzialmente di alcune tattiche preimpostate richiamabili durante la partita premendo il trigger sinistro, che farà comparire a schermo un menù a tendina. Studiate il vostro avversario e selezionate le tattiche che pensate potranno risultare utili durante l'arco della partita. In caso contrario, se non volete perdere molto tempo, potete semplicemente aumentare o diminuire l'intensità della fase offensiva o difensiva della vostra squadra.

Come evidenziato dalle nostre precedenti prove però, abusare di queste tattiche durante i match rischia di creare molta confusione sia all'interno della squadra, sia per quanto riguarda l'equilibrio della partita: tempestando i giocatori con troppi input differenti questi andranno quasi in tilt, creando azioni confuse e poco ragionate, rischiando quindi di trasformare l'incontro in un caotico andirivieni di schegge impazzite. Ed è un peccato, perché l'IA quest'anno ci è parsa molto migliorata e, cosa fondamentale, in grado di prendere decisioni sensate ed adattarsi al nostro stile di gioco, adattando contromisure come la difesa alta, il pressing insistente, o le marcature a uomo.Non dimenticate infine le tattiche su calcio piazzato, in particolare quelle su calcio d'angolo: anche qui le possibilità si limitano a quattro scelte, ma sono tutte quante efficaci, a patto che siate in grado di battere a dovere il corner. Non sottovalutate queste situazioni e sfruttatele al meglio, perché sapranno essere decisive e alcune volte risolutive nella vittoria di una gara.A proposito di Intelligenza Artificiale: consci del fatto che la tenuta e la coerenza del comportamento delle squadre gestite del computer sia uno degli aspetti più chiacchierati, abbiamo messo sotto stress le difese avversarie a difficoltà massima, ed i risultati sono stati soddisfacenti, seppur con qualche riserva. Nonostante, come detto in precedenza, l'avversario sia effettivamente in grado di adattarsi al nostro stile di gioco, il sistema inizia a vacillare quando il nostro predominio è netto, e teniamo costantemente in pressing la difesa avversaria. Non sarà difficile assistere ad interventi maldestri da parte dei difensori, svarioni che faciliteranno e non poco il nostro compito.

Possiamo dire in buona sostanza che nonostante il sistema che controlla l'IA di quest'anno sia convincente per quanto riguarda la gestione della gara e l'approccio che gli avversi hanno nei nostri confronti, presenta ancora molte lacune nella gestione difensiva, e non elimina quei "cali di attenzione" ai quali i difensori sono soggetti dopo diversi minuti di assedio. Ci teniamo a precisare che non parliamo di errori che un calciatore commette normalmente (in questo caso sarebbe coerente), ma di défaillance che appaiono fuori contesto. Capita, ad esempio, di vedere alcuni giocatori quasi immobili, che si fanno anticipare oppure non riescono a respingere un pallone di facile lettura, consegnandolo nei piedi dell'attaccante.

Reattività e fluidità

Un altro aspetto aspramente criticato della passate edizione è la gestione dei portieri, colpevoli di avere animazioni poco fluide e incapaci di leggere l'azione: due elementi che spesso li mettevano nelle condizioni di subire gol troppo facilmente. Quest'anno invece gli estremi difensori ci sono parsi nettamente migliorati sotto entrambi gli aspetti: oltre ad un comparto animazioni che gli permette di essere più fluidi e reattivi (con qualche parata spettacolare), è stato rivisto anche il loro comportamento sul campo. Questo gli permette di avere un posizionamento migliore tra i pali e arrivare ad intercettare conclusioni che sembravano praticamente imparabili. Anche in questo però capita di assistere a piccole sbavature, soprattutto con i tiri dalla lunga distanza, che spesso sorprendono in maniera inspiegabile i portieri. State tranquilli però: dimenticate l'ansia che vi assaliva ogni qual volta vedevate un tiro indirizzato verso il vostro specchio della porta. Quest'anno i portieri sono nettamente più affidabili e alla volte vi sembrerà di aver in porta una vera e propria saracinesca.

Sansagiulo presente!

Parlando in termini di puro gameplay, insomma, PES 2017 ci ha convinto. Le riserve, come avrete potuto leggere, sono pochissime: il team è riuscito a creare un ritmo di gioco meno frenetico e più ragionato, senza però rinnegare l'anima dinamica e frizzante del brand. Da questo momento in poi invece andremo a parlare delle modalità offline e della questione licenze: preparatevi quindi alle classiche note dolenti alle quali Konami ci ha abituato, nonostante quest'anno lo sforzo di invertire la tendenza ci sia parso sicuramente coraggioso. Togliamo subito qualsiasi tipo di dubbio: FIFA 17 continuerà ad essere re indiscusso del mercato licenze, tenendo alle corde il brand Pro Evolution, che nonostante le gravi mancanze di quest'anno ha comunque provato a combatter sfoderando la carta delle Premium Partner. Si tratta in buona sostanza di accordi esclusivi tra il publisher e alcune società calcistiche, che hanno permesso al team di sviluppo di riprodurre in maniera unica ed esclusiva determinate squadre e tutto ciò che gravita loro attorno. Parliamo quindi di giocatori, stadi, magliette, cori, inni ufficiali, calciatori storici. Una formula che funziona, e che se in futuro verrà estesa ad altri club potrebbe rivelarsi una mossa vincente. Quest'anno invece ci è parso solamente un buon esperimento, sicuramente riuscito ma troppo limitato per poter cancellare la delusione di un contorto condito di leghe con nomi non ufficiali e squadre inventate.

Prima di procedere con il racconto della nostra esperienza nella Master League, facciamo quindi un riassunto dei campionati più importanti, cercando di capire cosa ci aspetta. La Premier League inglese è ovviamente sprovvista di licenza ufficiale, visti gli accordi di esclusiva con EA, e le sole squadre dotate di licenza sono l'Arsenal e il Liverpool: le restanti hanno tutte quanti nomi inventati, mentre i giocatori per fortuna godono del loro nome reale. Stesso discorso per la Serie A: anche il nostro campionato infatti è sprovvisto di licenza ufficiale. Al contrario della Premier, però, la maggior parte delle squadre è licenziata, eccezion fatta per Juventus e Sassuolo, qui PM Black White e -il mitico!- Sansagiulo. In spagna troviamo solo Atletico Madrid e Barcellona, mentre è totalmente assente il campionato tedesco, con Bayer Leverkusen, Borussia e Shalke 04 unici baluardi, inseriti nell'elenco di "altre squadre EU". I fanatici delle competizioni europee però troveranno ancora una volta Champions League ed Europa League completamente sotto licenza. Come al solito queste competizioni potranno essere affrontate in qualsiasi momento tramite il rinnovato menu, e con qualsiasi squadra voi vogliate. Non ci piace dilungarci troppo sul discorso delle licenze perché è evidente che PES parta sconfitto in partenza, visto lo strapotere che EA ha saputo ben consolidare negli anni. Le mancanze ci sono ed in parte rovinano l'esperienza di gioco, però apprezziamo questa nuova politica di Premium Partner che sicuramente riuscirà a dare i suoi frutti in futuro. Sottolineiamo infine, per chi ha pazienza, che il menu editor ha a disposizione tutti gli elementi per poter sistemare a dovere l'identità della propria squadra o dei propri giocatori preferiti, cercando di avvicinarsi il più possibile alle realtà.

Giovani Allenatori Crescono

La storica esperienza offline dei PES è costituita dalla Master League, modalità tramite la quale possiamo affrontare una carriera da allenatore, magari utilizzando la nostra squadra del cuore. Qui saremmo chiamati a gestire tutti gli aspetti della nostra squadra: formazione, allenamenti, campagna acquisti, osservatori. C'è da dire che negli ultimi due anni Konami ha fatto grossi passi in avanti, creando una modalità più appetitosa e divertente, rivedendo in parte il menu, rendendolo più chiaro ed ordinato, ed inserendo piccoli elementi di contorno (come la presentazione dell'allenatore) che contribuiscono a rendere l'esperienza sicuramente più piacevole. Certo, il sistema è ancora migliorabile, ed in alcuni momenti continua a dare l'idea di essere un po' macchinoso e poco intuitivo. Come sempre risulterà fondamentale gestire e sviluppare al meglio le caratteristiche dei nostri giocatori tramite l'allenamento, e soprattutto investire sui giovani con un profilo interessante. Confidiamo invece in qualche miglioramento per quanto riguarda la gestione del calciomercato, alle volte poco coerente e spesso un po' improbabile: non sarà infatti difficile portare a compimento trattative apparentemente impossibili, andando così ad intaccare ed in parte facilitare l'esperienza di gioco, utilizzando di fatto giocatori molto forti che migliorano in fretta la qualità della vostra squadra. Se volete davvero divertirvi, infine, giocate con i giocatori "classici" e non con le rose ufficiali: costruire una squadra da zero è sicuramente più appagante che migliorarne una già discretamente forte.

A proposito di rose: quest'anno finalmente le rose saranno aggiornate con frequenza, scongiurando quindi il problema di giocare con le formazioni non aggiornate, o peggio ancora perdere ore ed ore nel menu editor per sistemare i trasferimenti. Come dichiarato più volte, verranno rilasciati aggiornamenti costantemente, su base settimanale. Infine, a raccontarvi la partita, ci sarà la telecronaca di Caressa e Marchegiani: precisa ma non troppo entusiasmante. Non mancheranno le frasi fuori contesto e che alcune uscite che definiamo, pacificamente, strambe. Nonostante questo la voce del Caressa nazionale riesce sempre ad intrattenere, e regalare alla telecronaca quel dinamismo che pochi altri telecronisti riescono a comunicare. Peccato per il commento tecnico di Marchegiani, piuttosto anonimo e che non convince: la coppia Caressa-Bergomi sarebbe stata sicuramente meglio!

Dream Team

A fare compagnia alle classiche modalità multiplayer come competizione online o divisioni online, troviamo l'ormai famigerato MyClub, la risposta di Konami al diffusissimo FUT, che da anni rappresenta uno standard importante. Piccolo avviso, però: se siete appassionati di Ultimate Team e questa è la prima volta che decidete di interfacciarvi con MyClub, aspettatevi un'esperienza è profondamente diversa, nonostante ci siano alcuni elementi in comune. La modalità strutturata da Konami si basa principalmente sulle caratteristiche del nostro allenatore, che si presenterà con moduli e tattiche preferite, e dovrà poi decidere come sfruttare la meglio i giocatori che avrà a disposizione. Più l'affinità tra manager e calciatore sarà alta, maggiore sarà il risultato in termini di valori della squadra. Il sistema è concepito per metterci in difficoltà, visto e considerato che non potremo acquistare i giocatori da noi desiderati, ma il processo di acquisizione dei calciatori sarà gestito dagli osservatori, che pescheranno giocatori più o meno forti in base al proprio grado (maggiore sarà l'esperienza dell'osservatore, migliori saranno i giocatori che vorrà segnalarci).

Dedicandogli poche ore, questa modalità vi sembrerà poco concreta e sotto certi aspetti anche frustrante, lasciando poca libertà di personalizzazione della rosa ed obbligando l'utente a far funzionare il cervello, per costruire una squadra adattandosi a quello che gli osservatori porteranno a casa. C'è da dire però che una volta costruito un team coi fiocchi, la soddisfazione sarà doppia: pazientare ed applicarsi per poi raggiungere un risultato discreto è sicuramente gratificante. Ottenere gli osservato di basso livello è abbastanza facile: si riceveranno come ricompensa dopo una partita, e potremo utilizzarli liberamente in seguito. Discorso diverso invece per quelli di alto grado, che potranno essere utilizzati in qualsiasi momento e daranno in cambio giocatori mediamente forti, ma questo richiederanno un costo discretamente elevato. I metodi per acquisire i giocatori, insomma, si limitano a queste tipologie di operazioni e poche altre (ma da quest'anno sono ad esempio presenti le aste). Nonostante le (poche) novità, è palpabile la sensazione che la modalità rimanga in qualche modo limitata dall'assenza di un calciomercato, probabilmente non introdotto per evitare di avvicinarsi in maniera troppo evidente al modello vincente dell'Ultimate Team, mantenendo così una certa originalità. Certo è che in questo modo MyClub rischia di stancare troppo in fretta; sotto questo punto di vista FUT rimane ancora una vetta quasi inarrivabile, e gli sforzi del MyClub non contribuiscono a ridurre la distanza.

Dal punto di vista pratico, poi, potremmo decidere se giocare semplici match amichevoli oppure buttarci in competizioni di più ampio respiro, come coppe o campionati internazionali. Potremo anche lanciarci direttamente in divisione, scalando così le classifiche e salendo di lega.

La prova concreta delle partite multigiocatore ci è servita per verificare la gestione della gara da parte degli arbitri, che ci è sembrata nettamente migliorata, senza le scelte al limite dell'inspiegabile che i direttori di gara prendevano nella passata edizione. A conti fatti MyClub è comunque l'aspetto più debole di questo PES 2017: nonostante sia divertente e impegnativa, non riesce ancora ad avere l'effetto magnetico sui giocatori che invece ha la proposta di FIFA.

Da sottolineare, prima di chiudere, la discreta stabilità dei server; nonostante il matchmaking si prenda il suo tempo per trovare un avversario adeguato al nostro livello di abilità (è possibile selezionare i parametri di ricerca poco prima di dare inizio al processo), le partito sono mediamente stabili e i problemi sono ridotti all'osso. Capitano dei match che diventano abbastanza frustranti per colpa del lag, ma si tratta di casi davvero isolati.

Pro Evolution Soccer 2017 PES 2017 ci ha convinto: un gameplay più ordinato e meno frenetico, condito da feature interessanti, riesce a migliorare un solida struttura che con il tempo continua a consolidarsi. Certo, peccato per la solita questione delle licenze, anche se la formula delle Premium Partner è sicuramente un'ottima soluzione che con il tempo darà i suoi frutti. Il maggior difetto della produzione sembra essere in ogni caso legato al numero ed alla qualità delle modalità, che rischiano di rendere il gioco poco accattivante sul lungo periodo: nonostante gli sforzi e gli evidenti miglioramenti ai menu e ad alcuni game mode, si sente il bisogno di un passo in avanti più deciso, soprattutto per quanto riguarda Master League ed MyClub, ancora troppo antiche nel concept e limitate nell'impostazione. PES 2017, in ogni caso, piacerà agli amanti della saga, complice un sistema di controllo completo ma intuitivo, ed un ritmo di gioco molto più efficace che in passato. Ben condito, per altro, da animazioni molto "fisiche" e credibili e da un' intelligenza artificiale che -seppur non perfetta- continua a compiere decisi passi in avanti. Il calcistico Konami potrebbe persino avvicinare alcuni amanti del genere che si erano allontanati dalla produzione negli ultimi anni, felici di trovare un gioco piacevole e concreto. C'è poi da dire che esteticamente PES 2017 è assolutamente il migliore per del suo genere: il suo fotorealismo è a tratti incredibile, spinto e sorretto da un Fox Engine in splendida forma. In attesa di mettere la mani sull'eterno rivale, possiamo insomma dire senza riserve che la lotta di quest'autunno sarà la più avvincente alla quale avrete assistito: Konami parte decisa, e senza indugiare troppo dimostra che da quest'anno giocherà per vincere.

8.9

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