I Puffi Missione Vilfoglia Recensione: sulla scia di Super Mario Sunshine

Gli ometti blu di Peyo tornano su PC e console con I Puffi Missione Vilfoglia, un colorato platform 3D che strizza l'occhio a Super Mario Sunshine.

I Puffi Missione Vilfoglia Recensione: sulla scia di Super Mario Sunshine
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Il rapporto fra i Puffi e il mondo del gaming non è certo nato ieri. Il primo videogioco dedicato agli ometti blu, Smurf: Rescue in Gargamel's Castle per Atari 2600 e ColeCovision, risale anzi al 1982, e d'altronde parliamo del tie-in di una serie d'albi a fumetti la cui vita editoriale ha avuto inizio addirittura sul finire degli anni Cinquanta, un momento storico non propriamente dietro l'angolo. Roba da vecchi, potremmo dire, se non fosse per un merchandising massiccio e mai interrotto - nonché per un paio di brutti film al cinema - che ha permesso al fantasioso immaginario di Peyo di non perdersi tra le pieghe del tempo.

    Tornando sul fronte videoludico, invece, non si sentiva parlare dei Puffi dalla bellezza di sette anni, ossia dal rilascio dell'episodio mobile The Smurfs Epic Run; un gap temporale più che sufficiente a spegnere l'interesse di qualsiasi giocatore, fan o meno degli appuntamenti cartacei o televisivi. Se oggi l'industria è pronta a riproporne le gesta in chiave interattiva è grazie ai francesi di Microids, coloro ai quali dobbiamo un nuovo, classico platformer intitolato Missione Vilfoglia, a disposizione di chiunque, anagraficamente giovane, voglia scoprire le naturaleggianti meraviglie del Villaggio dei Puffi, facendo la conoscenza dei suoi abitanti "alti suppergiù due mele o poco più".

    Estirpando le erbacce

    Narrativamente parlando siamo alle solite: Gargamella vuole catturare i Puffi e per farlo ne ha escogitata un'altra delle sue. Da bravo stregone, egli ha infatti prodotto una pianta magica e malevola, la Vilfoglia, in grado non solo d'intossicare ogni angolo della foresta, ma anche d'intrappolare i puffosi viandanti tra le sue infide radici. Bisogna perciò creare al più presto un antidoto, pane per i denti del Grande Puffo il quale, tuttavia, non può certo comporre la pozione senza prima avere fra le mani tutti gli ingredienti necessari: un set di elementi molto speciali, neanche a dirlo nascosti nei punti più disparati dell'ambiente che attornia il villaggio.

    A radunarli ci penseranno Forzuto, Quattrocchi, Cuoco e Puffetta, protagonisti assoluti di questo avventuroso racconto, non senza l'aiuto di un particolare congegno sanificante assemblato da Inventore per l'occasione: il Puffizzatore. A metà fra un innaffiatoio e un aspirapolvere, l'oggetto è il perno intorno al quale ruota l'intero gameplay de I Puffi: Missione Vilfoglia, che a sua volta incarna -anche in maniera piuttosto plateale- uno spirito ludico pressoché identico a quello di sua maestà Super Mario Sunshine (a proposito, ecco la nostra recensione di Super Mario 3D All Stars).

    Pertanto con il Puffizzatore, soggetto a un breve cooldown dopo ciascun utilizzo, si avanza inondando di diserbante tutto e tutti, rinverdendo l'erba contaminata a suon di spruzzi, succhiando e rigettando gli ostacoli più piccini; persino, nelle fasi avanzate, usando il getto dello strumento per eseguire degli scatti orizzontali, oppure al fine di librare a mezz'aria come se si stesse indossando un jetpack.

    Naturalmente l'impiego del Puffizzatore fa il paio con una progressione in cui l'azione di salto è richiesta di continuo e riguarda tanto gli spostamenti fra superfici e funghi rimbalzanti quanto gli istanti di combattimento, che non sono predominanti, ma nemmeno assenti. Se i momenti di lotta fanno il loro dovere è per merito della discreta gamma di nemici pestiferi, ogni tipologia dei quali chiede di essere affrontata con un attacco specifico: alcuni vanno annientati con la suddetta bocca da fuoco erbicida, altri col semplice balzo in testa, altri ancora dopo averli "detronizzati" da un trespolo in legno. Quanto invece al platforming duro e puro, è bene non aspettarsi da Missione Vilfoglia un sistema di collisioni preciso al pixel, problema comunque sormontabile se si considera il bassissimo livello di sfida offerto dall'esperienza.

    La produzione non cela per un secondo il suo intento, rivolgendosi prettamente a una platea di videogiocatori alle prime armi, gli unici che potrebbero apprezzare appieno un incedere che, nelle sue circa quattro ore di durata, risulta essere tutto sommato rilassante, benché estremamente guidato e lineare. Una linearità che, a essere onesti, tende spesso a sfociare nella monotonia: colpa soprattutto di un level design povero di guizzi, portato a ripetere le stesse, poche soluzioni nell'arco di tutti e cinque i capitoli che compongono l'avventura.

    Piccolo mondo antico

    Le mire fanciullesche di Missione Vilfoglia emergono dunque con chiarezza fin dai primi attimi in-game, e del resto sarebbe stato ingenuo pretendere qualcosa di diverso da un titolo basato su un universo, quello dei Puffi, storicamente rivolto ai bambini. Proprio a fronte di ciò vale quindi la pena chiedersi se l'opera targata Microids, anche dal lato estetico, abbia effettivamente le carte in regola per accattivarsi questo particolare pubblico, laddove, guardando al genere dei platform game, la concorrenza non manca ed è anzi parecchio agguerrita. Parlando di platform dal colpo d'occhio seducente, infatti, vi consigliamo di leggere la nostra recensione di Ori and the Will of the Wisp.

    La risposta non è scontata, perché se è vero che i personaggi e gli ambienti inventati decenni fa da Peyo possono contare tutt'oggi su un fascino intrinseco notevole, non si può certo dire che questa loro ultima incarnazione digitale goda del medesimo appeal. I Puffi: Missione Vilfoglia sembra un gioco vecchio di svariate generazioni, rimasto incagliato agli standard passati soprattutto in termini di gradevolezza dell'immagine, sebbene un buon lavoro di ottimizzazione faccia il possibile per bilanciare la questione (perlomeno su sistemi Sony, dove lo abbiamo testato).

    Dall'arretratezza tecnica deriva una serie di setting colorati ma graficamente abbastanza spogli, se non altro differenziati quanto basta per scongiurare il rischio della ripetitività visiva: c'è il villaggio ma anche la diga, la palude e il castello, forse lo stage migliore. Fortuna vuole che ad accompagnare il cammino ci pensi un comparto audio niente male, ricco di musiche allegre in perfetta armonia con lo stile della messa in scena.

    Sempre stando sul sonoro, manca purtroppo un doppiaggio in italiano - mentre è presente in altre lingue europee - ed è dunque necessario affidarsi ai sottotitoli, comunque asserviti a un voice acting inglese espressivo e convincente.

    I Puffi Missione Vilfoglia I Puffi Missione VilfogliaVersione Analizzata PlayStation 5Nel cercare una strada per comporre un prodotto adatto ai più piccoli, Microids sembra aver perso di vista ciò che realmente serve a trasmettere un po’ di sano divertimento pad alla mano. I Puffi: Missione Vilfoglia non va oltre il dignitoso gioco di piattaforme accessibile a tutti, ma manca di mordente per via della sua sostanziale incapacità di produrre contenuti che riescano davvero a stimolare l’azione e l’esplorazione, i due pilastri di questa formula ludica “Sunshine-like”. Spiace per l’arte di Peyo, ma nel mercato dei platform rivolti ai giovanissimi è facile trovare di meglio.

    6

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