Pumpkin Jack Recensione: il re di Halloween a lezione da Medievil

Seguendo l'esempio dei grandi classici del platform 3D, l'avventura di Jack incarna a dovere lo spirito di Halloween.

Pumpkin Jack
Recensione: Multi
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Pumpkin Jack si è rivelato una piccola sorpresa. Una di quelle avventure vecchio stampo, all'insegna dell'umorismo, della varietà, del puro e semplice divertimento. Recuperando il piglio di un adventure immortale come Medievil (se volete, potete leggere qui la nostra recensione di MediEvil per PS4), e arricchendo il tutto con un quantitativo spropositato di citazionismo, lo sviluppatore Nicolas Meyssonnier ci propone un platform in tre dimensioni dallo stile immediatamente accattivante, un po' grezzo nelle meccaniche e non sempre molto ispirato sul piano della direzione artistica, ma comunque mosso dal sincero desiderio di coinvolgere e divertire. Pumpkin Jack è figlio di ambizioni moderate eppure genuine, di quelle che - con piena coscienza dei propri limiti - cercano di intrattenere il giocatore con una sequela di situazioni spigliate e ironiche.

    In questo modo, un sorriso spontaneo potrebbe invogliare ben più di un giocatore a chiudere un occhio dinanzi a qualche pur percettibile mancanza, legata prevalentemente alle limitate risorse del team di sviluppo. Per quanto ci riguarda, l'obiettivo di Nicolas Maysosonnier può dirsi riuscito: Pumpkin Jack ha un gusto delicatamente rétro, che però svanisce in fretta e che placa il languorino di platform 3D giusto il tempo di una notte. Magari proprio quella di Halloween!

    La ballata della Zucca

    La noia è una brutta bestia. Persino per il Diavolo in persona. Il Regno di Arc En Ciel è un posto idilliaco, dove tutti vivono in pace, senza problemi di alcun tipo: un luogo davvero insopportabile! Ecco perché il Signore delle Tenebre, per scuotere la monotonia della quotidianità, decide di riversare su quel reame calamità di ogni genere. Così, giusto per divertirsi un po'. In fondo, senza ribrezzo che vita è?

    Peccato solo che gli abitanti di Arc En Ciel non siano tanto arrendevoli come il Demonio credeva: per rispondere alle armate di Satana, gli umani assoldano un potente mago che sembra proprio in grado di contrastare le forze degli Inferi. A quel punto, il Diavolo scaglia sulla Terra la sua arma segreta, che prende le sembianze di...una zucca! L'infingardo Jack, ben noto malfattore passato tempo addietro a miglior vita, viene risvegliato dal suo Padrone e rimandato tra i vivi al solo scopo di annientare il mago e riportare un po' di sana distruzione nel regno dei mortali.

    Ed ecco che l'infido Jack, guidato da un gufo parlante e da un pavido corvo, si mette in cammino per fronteggiare l'Incantatore, che si dimostra un avversario ben più subdolo e temibile di quanto preventivato. Non c'è nulla di rimarchevole nelle premesse narrative di Pumpkin Jack né nel loro sviluppo, eppure la storia scorre via con piacevolezza: il merito non risiede in risvolti sorprendenti, o in chissà quali trovate di sceneggiatura, ma nell'umorismo che permea tutta l'avventura.

    La vicenda di questa Zucca aggressiva e smargiassa, alle prese con non-morti, spaventapasseri e creature di ogni risma (tutte rigorosamente senza cervello) è pervasa da una briosità che riesce a strappare un bel po' di sorrisi. E se consideriamo gli intenti della produzione, già questo traguardo può dirsi più che sufficiente: un cast di strambi personaggi, le suggestioni burtoniane e il continuo ricorso alle citazioni più disparate rendono la trama di Pumpkin Jack un allegro pretesto per intrattenere il giocatore lungo le circa 5 ore necessarie a raggiungere i titoli di coda. Ad aiutare chi ha poca dimestichezza con la lingua inglese ci pensano poi i sottotitoli in italiano: una presenza assai gradita, soprattutto in una produzione di così piccole dimensioni, nonché ben realizzata nel suo insieme, se si esclude qualche refuso facilmente perdonabile.

    Un'avventura all'insegna della varietà

    Come nel più classico degli adventure/platform in 3D, nei panni di Jack dovremo farci largo attraverso una serie di livelli molto lineari, con solo qualche piccola deviazione qua e là alla ricerca di collezionabili utili a sbloccare i costumi aggiuntivi del protagonista. Partendo da queste solide basi, lo sviluppatore ha centrifugato all'interno della produzione un buon numero di situazioni diversificate, così da rendere la progressione vivace e mai troppo monotona.

    E proprio questo è il pregio migliore di Pumpkin Jack: anche con un'ovvia reiterazione dei soliti pattern, ogni livello propone differenti alternative alle meccaniche platform, simpatiche soluzioni dedicate al puzzle solving e frangenti più spettacolari "sui binari", a bordo di rotaie sgangherate, cavalli fantasma e altre sorprese.

    Per quanto alcune situazioni tendano a ripetersi, nell'insieme l'offerta di Pumpkin Jack cerca di sopperire con la varietà e l'ispirazione alla mancanza di rifinitura del gameplay. Sotto questo fronte, Nicolas Meyssonnier ha fatto centro: la sua è un'avventura spensierata e trottante, caratterizzata da un ritmo avvincente al punto giusto.

    Anche la diversificazione delle armi segue più o meno la medesima filosofia di game design: al termine di ogni livello, la nostra Zucca assassina entrerà in possesso di un nuovo strumento di morte, generalmente sottratto al boss di turno, con cui affrontare le minacce del quadro successivo, alternando a piacimento i propri gadget. Senza rivelarvi il numero totale di armi, vi basti sapere che potremo fronteggiare i mostri, tra le altre cose, con una semplice vanga, con una falce, con una spada parlante e persino sfruttando il nostro corvo per attaccare dalla distanza: l'effetto sui bersagli non presenta modifiche sostanziali, e nell'insieme la loro aggiunta è pensata per rendere un po' più vario il progredire nei livelli, senza però offrire chissà quali vantaggi al giocatore.

    Restando in tema, anche i mostri in cui ci imbatteremo appartengono a un bestiario dignitoso, fatto di zombie, gargoyle, cavalieri umani, volatili velenosi e tanto altro, senza dimenticare che al novero si aggiunge anche un discreto quantitativo di boss da annientare. Ed ecco che, dinanzi a questo pot-pourri di nemici, armi e situazioni avventurose, Pumpkin Jack intrattiene, incuriosisce e rallegra per qualche ora, spingendoci a soprassedere di fronte ad alcuni, palesi inciampi ludici.

    Le fasi platform, ad esempio, a tratti risultano un po' imprecise, e lo stesso può dirsi per l'ampiezza dei salti e per la solidità delle collisioni: complice una telecamera non sempre ben impostata, i balzi sulle superfici appaiono dunque un po' incerti, e la corretta calibrazione del platforming finisce per risentirne. Il sistema di combattimento, per quanto discretamente funzionale, si basa quasi per intero sul forsennato button mashing, intervallato da schivate che garantiscono qualche frame di invulnerabilità: sebbene sia scorrevole e innocuo, il combat system soffre il peso di un caos che mina la leggibilità dell'azione quando a schermo si affastellano tantissimi nemici e particellari. Infine anche i frangenti dedicati al puzze solving, in cui controlleremo soltanto la testa di zucca di Jack, alternano enigmi davvero ben riusciti ad altri non proprio brillanti, utilizzati perlopiù come mero riempitivo tra un salto e uno scontro.

    Questi sono i colori di Halloween

    Nella sua semplicità, Pumpkin Jack convince in parte anche sul versante visivo: le animazioni sono a tratti grossolane e il riciclo di assets lungo tutta l'avventura è fin troppo evidente, ma i cromatismi, il piglio cartoon e l'atmosfera allegramente inquietante contribuiscono a comporre un colpo d'occhio tutto sommato abbastanza piacevole.

    Su PC ovviamente il gioco dà il meglio di sé, nobilitato dalla presenza del Ray Tracing e del DLSS, acronimo di Deep Learning Super Sampling, ossia una tecnologia che applica l'anti-aliasing per ridurre le scalettature alle immagini (se volete approfondire, potete leggere il nostro speciale su Death Stranding e DLSS 2.0). A spiccare è soprattutto un buon uso degli effetti particellari e di quelle suggestioni orrorifiche e fiabesche appartenenti all'immaginario di Halloween, ricostruito nell'opera con tutti i cliché possibili e immaginabili. Curioso è anche l'accompagnamento musicale: benché alcune sonorità siano fin troppo tradizionali, il loro utilizzo ben implementato e il ricorso a brani della musica classica nelle sequenze più spettacolari donano a Pumpkin Jack una buona dose di personalità audiovisiva.

    Pumpkin Jack Pumpkin JackVersione Analizzata PCJack, il re del campo di Zucche, ci accompagnerà in un’avventura squisitamente vecchio stile, modesta nelle ambizioni e dignitosa nella realizzazione: se non vi aspettate il vero erede di Medievil, né un platform 3D rifinito fin nel minimo dettaglio, l’opera di Nicolas Maysosonnier saprà intrattenervi a sufficienza col suo stile brioso, la sua varietà di situazioni e la sua vivace cornice artistica. Pur al netto delle imprecisioni e delle ingenuità di game design, Pumpkin Jack rende comunque onore ai classici da cui trae ispirazione, traducendo in formato videoludico lo spirito di Halloween. E insomma, bimbi e bimbe di ogni età, ecco qualcosa che vi stupirà! Ogni zucca lo griderà!

    7.2

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