Recensione Quantum Theory

Recensito il clone giapponese di Gears of War

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Quantum Theory
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Senza timore di esagerare, si può dire che Quantum Theory è la prova materiale della crisi videoludica Giapponese. C'è stato un tempo in cui l'industria orientale è stata, per il nostro medium, la più fiorente produttrice di titoli di qualità, ed ha “esportato” per anni materiale visivo, design concettuali e paradigmi videoludici. Che quel tempo sia inevitabilmente finito, lo dimostrano i traballanti risultati degli ultimi anni, ma forse ancor più il plagio spietato che Quantum Theory rappresenta. Perchè il nuovo prodotto di Tecmo-Koei non è un titolo che semplicemente si ispira a Gears of War: è, a tutti gli effetti, un calco spudorato. Un Gears of War nipponico, ma privo della qualità tecnica, della verve artistica, della fluidità del gameplay. Scimmiottando lo stile americano, esagerato e prevaricatore, e collocando sulla scena improbabili personaggi che ridefiniscono il concetto di “stereotipo”, il team di sviluppo perpetra uno dei più evidenti abusi alla cultura giapponese, e questa cronica assenza di personalità arriva ad intaccare persino la progressione, assolutamente inadeguata a stimolare l'interesse del videoplayer. Quantum Theory è, insomma, un fallimento su tutti i fronti, ed un chiaro esempio di come l'ispirazione possa a volte diventare indecente.

Dramma Futuribile

Quantum Theory racconta la storia di un'umanità ormai allo stremo delle forze, devastata prima dalle guerre atomiche e poi assaltata dalla malvagità oscura di uno strano materiale senziente. Una melma nera che può plasmarsi in forme minacciose, intenzionata a corrompere poco a poco tutto il globo. L'eroe di turno, selezionato per una missione che dovrebbe salvare una volta per tutte le ultime colonie umane, è Syd, un soldato tutto d'un pezzo inviato con la sua squadra ad assaltare la torre nera da cui il male ha iniziato a diffondersi. La banalità del plot non è mai stata un serio problema per titoli di questo genere ma, come accennavamo poco sopra, giudicando narrazione e sceneggiatura di Quantum Theory, è impossibile non provare un filo di disgusto. Fin dalle prime battute, il design di protagonisti ed ambienti appare triviale, ed i soldati del team sono davvero troppo simili a quelli del masterpiece Epic Games. Le linee di dialogo sono estremamente ridotte, e cercano in ogni modo di proporre una sorta di “Hard Boiled futuristico”, mentre il protagonista si ostina a pronunciare frasi fatte alla Bruce Willis, sforzandosi di sembrare in qualche modo duro e risoluto. A metà fra la brutta copia di Duke Nukem ed il fratello minore di Marcus Fenix, il protagonista è uno di quei personaggi che scivolano via senza lasciare traccia. Le cose non migliorano quando, dopo il prevedibile eccidio di tutta la squadra, si incontra Fillena, una letale spadaccina che da quel momento in poi farà coppia con Syd. Anche dopo il “giro di boa”, la narrazione scorre lenta, impacciata, fatta di momenti statici e di un rapporto di coppia piatto, privo di criticità ed interesse. Questo quadro viene peggiorato non poco dal design globale e dalla scenografia, che -di nuovo- raccoglie fin troppo metodicamente l'eredità di Gears of War. E mentre la “destroyed beauty” di Epic fu, ai tempi dell'uscita, portatrice di una direzione artistica nuova, cupa, fieramente postmoderna, le tinte opache di Quantum Theory, anche per i demeriti del motore grafico, dipingono il più banale dei mondi post-apocalittici, e la patina di polvere e grigiore che sovrasta ogni scorcio sembra ingolfare anche le sinapsi creative del team di sviluppo.

Gameplay

Anche il gameplay, avrete capito, si modella su quello di Gears of War, senza presentare, almeno all'inizio, variazioni degne di nota. Quantum Theory è, dunque, un Third Person Shooter piuttosto chiassoso, in cui all'utente è chiesto di distruggere orde di avversari e proseguire al prossimo settore. Il sistema di coperture dinamico, ormai standard di questa generazione, non poteva mancare, ma ad onor del vero in questa occasione non dimostra d'essere in buona forma. Le animazioni di copertura e di fuoco cieco appaiono un po' impacciate, e troppo lungo è il tempo che Syd impiega per sporgersi dal riparo e puntare. Il ritmo dell'azione, in questa maniera, appare frammentato, sincopato, ed un sottile tedio si insinua anche nel più coriaceo dei fan del genere. A complicare ulteriormente la situazione ci pensa un level design banalissimo, unito a routine comportamentali dei nemici assolutamente deprecabili. Il primo fa in modo che il giocatore incontri, nell'avanzamento, grossi stanzoni alternati a stretti corridoi, in un ripetersi ossessivo si situazioni e scorci visivi. I problemi sull'IA, invece, incidono negativamente sulla qualità dell'intera esperienza, dal momento che la CPU si limita a scaraventare addosso al protagonista ondate più o meno consistenti di carne da macello, che in rarissimi casi costituiscono un serio problema alla sopravvivenza. Il titolo scorre così, piatto e monocorde, per molte ore. Quando si incontra la bella Filena, le cose si movimentano un po': l'interazione con la co-protagonista, infatti, permette di eseguire qualche interessante mossa “corpo a corpo”, in cui il duo riversa sonori schiaffoni sulla feccia melmosa che gli si oppone. E' anche possibile afferrare la bella compagna e lanciarla contro un gruppo di avversari, così che lei si prodighi in una rapida schermaglia. Un'opzione da non disprezzare, dal momento che quando i nemici sono occupati dalla spadaccina, è possibile aggirarli e godersi qualche headshot da antologia. L'interazione con Filena rappresenta in sostanza l'unica vera variazione ad un comparto ludico modellato sulla scia di Gears of War (che addirittura riprendere anche il sistema di Ricarica dinamiche delle armi). Ovviamente questo non basta per togliere di dosso a Quantum Theory quell'antipatica patina di “clone spudorato”, così come non è sufficiente qualche idea azzeccata per vivacizzare un incedere monotono, inconsistente, ed a tratti fastidioso. Non si salva neppure il bilanciamento delle armi, o la zoppicante modalità multiplayer (solo competitiva), che denuncia non solo qualche evidente problema di Netcode, ma anche una patologica assenza di utenti, che allunga l'incerta operazione di Matchmaking. Dovessero anche risolversi i problemi appena citati, ci penserebbe il ritmo gorgogliante dell'azione ad affossare ogni possibilità dell'Online mode.

Tecnicamente

Sulla qualità del design artistico si è già discusso. Quantum Theory è un prodotto davvero derivativo, poco ispirato, in cui i toni cupi dominano una scena abbastanza scarna e piatta. La stessa sensazione di pietosa imitazione scaturisce guardando il design delle armature o degli stessi protagonisti. L'antipatia per il colpo d'occhio del prodotto è però guidata anche dalle incertezze del motore grafico. La densità poligonale di ambientazioni e personaggi secondari è desolante, ed alcune scelte artistiche sembrano prese intenzionalmente per ridurre il carico di lavoro dell'engine, proponendo distese di texture tutte uguali (e dalla definizione non eccelsa). Animazioni legnose ed effetti speciali solo discreti chiudono il quadro su un prodotto che è brutto anche a vedersi.
Il comparto sonoro, fra un doppiaggio non troppo dinamico ed un accompagnamento molto tenue (a tratti quasi indistinguibile) esalta solo per qualche effetto delle armi, e strappa una meritata sufficienza.

Quantum Theory Pensiamo che sia opportuno scoraggiare l'acquisto di Quantum Theory a chiunque, anche ai fan sfegatati del genere. Anche ai possessori della Console Sony, che ancora non hanno ricevuto un Third Person Shooter puro, in grado di ripercorrere le orme del capolavoro Epic Games. E l'incentivo ad evitare il titolo Tecmo-Koei sono dovute non soltanto alle sue falle, fra cui ricordiamo un ritmo incerto ed un look poverissimo. Il fatto è che Quantum Theory si spinge oltre la soglia della decenza, ricalcando in tutto e per tutto il pluricitato Gears Of War, e facendosi beffe di tutti i valori creativi che dovrebbero tenere in piedi questa industria.

4.5

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