R-Type Final 2 Recensione: il ritorno di un classico degli shooter spaziali

L'ultima iterazione di R-Type atterra su PC e console facendo onore a uno degli sparatutto arcade più apprezzati di sempre.

R-Type Final 2 Recensione: il ritorno di un classico degli shooter spaziali
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Xbox Series X
  • Di videogiochi con tanti anni sulle spalle ce n'è una folta schiera, ma non tutti possono vantarsi di aver superato la prova del tempo diventando infine dei grandi classici. R-Type, classe 1987, fa senz'altro parte di questa cerchia esclusiva, unanimemente riconosciuto come uno fra i titoli fondamentali dello shooter spaziale per tutta una serie di meriti che è obiettivamente difficile contestare, dalla particolare filosofia di gameplay all'eccezionale attenzione rivolta al comparto estetico. Come molti giochi di successo, l'opera si è fatta serie nel giro di pochissimo, raggiungendo il proprio acme nel 2003 con un episodio, R-Type Final, che avrebbe appunto dovuto concludere definitivamente la lunga guerra stellare orchestrata da Irem Software Engineering, con buona pace dei fan irriducibili.

    Fortuna vuole che la partita non sia terminata in quell'istante, principalmente grazie a un drappello di ex-Irem (con il designer Kazuma Kujo in testa a tutti) entrati a far parte del team nipponico Granzella, nonché dei tanti utenti affezionati che, contribuendo alla riuscita di una campagna Kickstarter del 2019, hanno accolto con entusiasmo la possibilità di rivedere il franchise sui propri schermi domestici. Da lì l'avviarsi dello sviluppo di R-Type Final 2, che oggi, a circa vent'anni dal "primo finale", atterra su PC e home console in una forma degna dell'illustre capofila.

    Spazio (in)esplorato

    Parlare di R-Type Final 2 significa innanzitutto descrivere gli elementi caratteristici dell'originale R-Type, essendone una versione sì espansa e rimodernata sul fronte visivo, ma ludicamente fedele fino al midollo.

    La campagna prevede undici livelli a scorrimento orizzontale in cui il giocatore, alla guida di un'astronave modello "R", deve sbarazzarsi delle orde di creature biomeccaniche Bydo che man mano cercheranno di fermarne l'avanzata. Basta un colpo avversario andato a segno per far esplodere il velivolo in mille pezzi, e d'altro canto il mezzo che siamo chiamati a gestire può sfruttare diverse armi, oltre alla semplice azione di sparo, per arrivare a fine quadro indenne. La prima è il Beam, un attacco devastante che, a differenza dei proiettili e missili standard, richiede qualche secondo di carica prima di poter essere sferrato. La resa del Beam varia in funzione del tipo di navicella selezionata: nel caso dell'Arrowhead si tratta di una comune cannonata a onda, a differenza degli altri due modelli base, la Shooting Star e l'Andromalius, che usano rispettivamente un fascio laser e un'esplosione di energia circolare, e lo stesso vale per gli altri caccia spaziali sbloccabili dopo qualche partita.

    Fa poi ritorno l'altro oggetto simbolo del gameplay di R-Type, ossia il Force Pod, sorta di nucleo mobile ipertecnologico di cruciale importanza nell'ottica di raggiungere sani e salvi l'uscita di ciascuno stage. Quando intercettato lungo il percorso, esso può agganciarsi alla parte frontale o posteriore della nave, proteggendola sul lato appena coperto e fungendo addirittura da "ariete" in grado di abbattere i rivali al semplice contatto.

    Qualora non si unisse al veicolo, il pod offrirà la sua assistenza in autonomia, svolazzando per l'inquadratura e scaricando raffiche a ogni ordine dell'utente. La libera scelta di come impiegare il Force è il riflesso in-game di quel cuore dalle venature tattiche che definisce la serie di R-Type sin dagli albori da cabinato, il medesimo cuore che batte fra i poligoni di R-Type Final 2.

    Un capitolo che è, come i suoi predecessori, uno sparatutto dall'andamento lento, lontano dalla frenesia di gran parte dei congeneri. Infatti gli scenari non si fondano su uno sviluppo laterale eccessivamente esteso, laddove però tutti gli step che conducono al boss di fine missione sono costellati di mostruosità aliene da affrontare eseguendo mosse precise e ponderate, utilizzando al meglio il ventaglio di armamenti e power-up elementali che di tanto in tanto si palesano a mezz'aria.

    Ne risulta un'esperienza che sa mettere a dura prova la concentrazione -e i nervi- di chi impugna il controller, perfino nel caso in cui si decida di settare la sfida a difficoltà più basse di quella Normale. Un aspetto della produzione che farà come sempre felici gli estimatori di vecchia data, e verso cui i novizi dovranno essere ben preparati per non rischiare d'incorrere in una sorpresa sgradita.

    Nuovo look

    A valorizzare l'afflato "strategico" di R-Type Final 2 ci pensa inoltre tutto ciò che concerne le navi "R", che sono svariate -parliamo di un totale di novantanove unità-, dotate di caratteristiche peculiari e customizzabili a più livelli, cosmetici e non.

    La personalizzazione riguarda la scelta del pilota e di alcune armi secondarie (per esempio, i cosiddetti Bit), ma anche la tinta di cupolini e scocche e l'applicazione di adesivi sul corpo del mezzo. Sono tutte cose acquistabili all'interno di un apposito Shop in cambio dei punti virtuali accumulati attraverso le performance sfoderate nell'arco di ogni partita, e poi applicabili alle navette già sbloccate per infine registrare nell'hangar le proprie creazioni. Personalizzazione a parte, la giusta selezione del modello da manovrare - che può essere sostituito a ogni game over, fino all'esaurirsi dei crediti, proprio come in un coin op - può veramente fare la differenza fra la vittoria e una disfatta prematura, ed è quindi questione da valutare con la massima cura.

    R-Type Final 2 è insomma un prodotto di tutto rispetto per gli amanti della formula primigenia, senza contare che, graficamente parlando, si tratta forse di uno degli R-Type più belli da vedere in azione, cortesia di un Unreal Engine 4 impiegato davvero a regola d'arte. Non serve più di qualche minuto a bordo dell'astronave per ritrovarsi nel solito balletto di pallottole, esplosioni, luci e colori, reso più spettacolare che mai dai movimenti di camera che, alle volte, giocano a simulare la profondità di campo, benché il titolo resti un sidescroller purosangue dall'inizio alla fine. Piacevole è pure il contributo musicale, ventisei tracce di sottofondo che creano un'atmosfera talvolta elettrica, talvolta quasi sognante, sempre adeguate al tenore "cosmico" dell'avventura.

    R-Type Final 2 R-Type Final 2Versione Analizzata PlayStation 4È dura pensare a un prodotto più adatto agli r-typer provetti di R-Type Final 2. Nel ripercorrere in maniera pedissequa la scia lasciata dal celebre arcade shooter anni Ottanta, l’operazione revival targata Granzella Inc. ammoderna qua e là la ricetta ludica di partenza, restituendo infine un’esperienza dall’alto tasso nostalgico, con tanto di difficoltà ben sopra la media, proprio come ai vecchi tempi. Che sia questo il vero finale della serie oppure no, cercate di non perdere l'entusiasmante occasione per prendere di nuovo il volo fra le stelle.

    8

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