Recensione Rabbids 3D

I Rabbids ritornano in un platform game che sa di occasione sprecata

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Rabbids 3D
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  • 3DS
Adriano Della Corte Adriano Della Corte Da quando ha ricevuto in regalo il suo primo Gameboy all'età di 5 anni, non ha mai smesso di giocare. Grande appassionato di platform e di epiche avventure. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Quando debuttarono cinque anni fa come nemici giurati di Rayman, nessuno avebbe mai immaginato che potessero raggiungere un successo così eclatante. Stiamo parlando dei Rabbids, i pazzi coniglietti di Ubisoft che hanno appena soffiato cinque candeline sulla loro torta, e che sono diventati delle vere e proprie mascotte per la software house francese. In questo lustro li abbiamo apprezzati per la loro naturale verve comica, fatta di strani versi, movenze impacciate e buffe espressioni , in una serie di party game e in alcune simpatiche varianti. La sperimentazione di generi alternativi - che ha portato ad esempio alla realizzazione del discreto “Rabbids Go Home” - ha tentato di espandere il substrato videoludico di questo franchise dalle grandi potenzialità. L’ultimo nato di questo trend è Rabbids 3D, un titolo per Nintendo 3DS che lascia a casa i minigame, per offrire invece un classico platform 2D ai giocatori della neo console portatile. Un software che però punta esclusivamente sulla presenza dei simpatici coniglietti per intrattenere il giocatore, e che trascura alcuni aspetti di fondamentale importanza per la riuscita di un buon gioco di piattaforme.

A spasso nel tempo

Rabbids 3D sfrutta la stessa ambientazione di Raving Raddis Travels in Time, ultimo party game pubblicato su Nintendo Wii lo scorso autunno: i coniglietti stanno ancora girovagando per il museo di storia, quando ad un certo punto una lavatrice appare davanti ai loro occhi da un portale spazio-temporale. Dall’oblo sbuca un loro simile, con indosso un salvagente a forma di papera. E’ subito amore a prima vista, e nella colluttazione per accaparrarsi l’ambito oggetto di gomma, l’insolita macchina del tempo si riattiva, costringendo un povero rabbids si ritroverà a viaggiare attraverso quattro periodi storici differenti.
La struttura ludica di Rabbids 3D è di stampo classico: ogni mondo è costituito da 16 stage 2D a scorrimento orizzontale, in cui il nostro compito sarà quello di raggiungere il traguardo finale. Ogni stage è composto da piattaforme fisse e mobili, argani, trampolini, leve e quant’altro: tutti elementi che tentano di mettere alla prova la nostra agilità. Il nostro Rabbids potrà eseguire diverse azioni: saltare, correre, raccogliere e lanciare oggetti, ed eliminare i nemici con due diverse mosse: un bel pestone o un "attacco schianto". Gli avversari, altri Rabbids agghindati secondo l’epoca che ci troveremo ad esplorare, tenteranno di ostacolare il nostro cammino con una serie di strumenti. Eliminarli non sarà troppo impegnativo: due colpi ben assestati ed avremo la strada libera. Sparpagliate nei livelli ci saranno numerose monete e papere di gomma da raccogliere, elementi indispensabili per sbloccare i molti collezionabili (diorami animati e quadri) e alcuni livelli bonus a tempo.

Time Paradox

Rabbids 3D propone insomma un quantitativo sufficiente di elementi per caratterizzare un platform game canonico, di quelli privi di innovazione o di qualche tratto perlomeno distintivo, ma almeno capace di intrattenere a dovere per quelle 6-8 ore sufficienti per completare l’avventura principale. Peccato che ben due difetti minano terribilmente l’esperienza globale di gioco: la scarsa varietà nel level design ed una difficoltà davvero irrisoria.
I 64 livelli presenti in Rabbids 3D sono strutturati in maniera abbastanza trita: tra un check point e l’altro troveremo esclusivamente elementi da raccogliere, piattaforme su cui saltare per evitare pericoli e ostacoli, e un paio di nemici da eliminare. Manca qualsiasi approccio più elaborato, come ad esempio dei rompicapi ambientali. Ci sarà qualche interruttore da attivare, o qualche blocco da spostare per superare barriere insormontabili con un semplice salto, ma queste variazioni sono rare quanto una mosca bianca. Il titolo offre anche due diversi power-up, nel tentativo disperato di coinvolgere maggiormente il giocatore, ma anche in questo caso la possibilità di diventare invincibili o di effettuare super-salti non allonta la sensazione di giocare sempre allo stesso livello nel corso di tutta dell’avventura. Assenti inoltre eventi chiave, come scontri con boss o altre situazioni che possano variare la progressione. Insomma, dopo i primi 5 livelli avrete la sensazione (se non proprio la certezza) di ripetere sempre le stesse azioni, e la voglia di proseguire scemerà di conseguenza. Ubisoft ha tentato di offrire con il replay dei livelli qualche elemento distintivo: gli stage possono essere rigiocati sia in modalità Time Trial che seguendo alcune regole speciali, ma purtroppo il risultato finale non cambia.
L’altro grande difetto di Rabbids 3D è il livello di difficoltà: si deve considerare che il titolo è stato realizzato per intrattenere anche un pubblico di giovanissimi, ma ciò non giustifica il fatto che far apparire la schermata di game over sia l’unica missione davvero difficile di tutto il gioco. Le vite extra non mancheranno mai - tra quelle recuperabili direttamente nei livelli e quelle in arrivo ogni 1000 monete raccolte. Inoltre la nostra barra energetica - costituita da un porta carta igienica - durante il nostro cammino potrà ospitare sempre più rotoli: morire a causa dei nostri errori risulta praticamente impossibile.

Banale

Dal punto di vista grafico, Rabbids 3D offre davvero pochi elementi ispirati e originali. La scenografia appare piacevole ad uno sguardo veloce, ma incapace di offrire scorci davvero interessanti e coinvolgenti. La stereoscopia non risulta un elemento indispensabile, ed in alcuni casi appare addirittura superflua. Oltre a dare profondità ai fondali, l’uso del 3D non è sfruttato a dovere. In un platform bidimensionale ci si aspetterebbe l’uso ingegnoso della prospettiva, o effetti “pop-up” che stupiscano il giocatore davanti allo schermo. Ci si deve purtroppo accontentare di qualche idea abbozzata, come gli scarabei che si poggiano sullo schermo durante l’esplorazione dei livelli nell’antico Egitto.
Anche i Rabbids sono svestiti della loro abituale verve comica. A parte qualche movenza buffa, mancano i divertenti siparietti comici. Il divertimento si limita purtroppo a vestirli con capi di vestiario improponibili, che raccoglieremo sconfiggendo gli avversari o superando gli stage bonus.

Rabbids 3D I Rabbids sono diventati purtroppo vittima del loro stesso successo. Solo la loro presenza è capace di attirare schiere di giocatori pronti ad acquistare qualsiasi titolo ad essi dedicato; un fatto che sembra giustificare la realizzazione di prodotti scialbi e poco originali. Rabbids 3D è un chiaro esempio del trend negativo: alcune trascuratezze hanno trasformato un platform che - pur non puntando ad alti livelli d’eccellenza- poteva essere un divertente passatempo, in un'esperienza noiosa e priva di mordente.

5.5

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