Recensione Raging Blades

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Raging Blades - 1001

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Il nuovo Golden Axe?

Ricordate Golden Axe, uno dei piu’ bei picchiaduro a scorrimento della storia? Raging Blades vorrebbe tanto ripetere il successo del grande capolavoro passato; vediamo se ci riesce.

Storia

L’espediente usato dai programmatori per mettervi a menare le mani contro i cattivi e’ piuttosto semplice: il regno di Atranart e’ stato invaso da demoni; non si sa perche’ e non viene spiegato. Il fatto e’ che tocca a noi liberare il mondo da questa minaccia. Banale ma funzionale. Francamente a questo punto avrei preferito la buona vecchia scusa della principessa rapita...

Tecnicamente

Dal punto di vista prettamente tecnico non si puo’ certo gridare al miracolo. Gli ambienti sono tutti in vero 3d con textures piu’ che sufficienti ma vedendo cosa puo’ fare la ps2 non mi sembra che i PCCW si siano impegnati troppo: alias visibile (anche se non pesantissimo), flickering a tratti fastidioso, motore 3d che regge bene fino a quando non ci sono troppi personaggi da muovere contemporaneamente.
La grafica e’ molto colorata e abbastanza definita. L’unica cosa davvero inaccettabile sono i continui caricamenti all’interno dello stesso stage: il risultato e’ un’azione frammentaria e una rabbia crescente all’interno del giocatore che si sente sempre fermato sul piu’ bello. Sinceramente dopo aver visto la console Sony gestire mondi giganteschi in streaming (Jak & Daxter insegna) secca alquanto dover aspettare che il gioco carichi ogni due per tre.
Il comparto sonoro svolge il suo lavoro egregiamente per quanto concerne gli effetti sonori e il doppiaggio (completamente in italiano), pur non brillando per originalita’ nelle musiche: decisamente sotto tono e ripetitive.

Giocabilita'

Siamo al punto dolente del gioco. Se Raging Blades non affascina per la sua grafica e atmosfera avrebbe potuto risollevarsi con una giocabilita’ degna di nota.
Purtroppo la scelta fatta dai programmatori predilige l’immediatezza sforando pero’ nella poca profondita’.
I quattro personaggi selezionabili differiscono per cosmesi più che per altro: strategicamente, quindi, il gioco va affrontato nello stesso modo qualunque personaggio si scelga: il che, sicuramente, non aumenta la rigiocabilita’ del titolo. Le mosse disponibili sono pochissime: attacco leggero, attacco pesante, attacco magico. Notate nulla di strano? Esatto: non esiste la “parata”. Si possono evitare i colpi avversari con uno scarto laterale ma non e’ possibile bloccarli. Ciò limita l’azione di gioco in un “tocca e fuggi” abbastanza ripetitivo.
Esistono dei power up che vi consentiranno di ricaricare gli attacchi magici e potenziare quelli fisici ma, data la monotonia imperante, non vi accorgerete nemmeno della loro utilita’. La curva di apprendimento e’ quindi praticamente inesistente e, pur trovandovi a vostro agio immediatamente coi comandi, sarete assaliti dalla sensazione che il gioco sia troppo semplice. In realta’ Raging Blades risulta abbastanza difficoltoso da portare a termine anche a livello normale: la causa sono i boss di fine livello, spesso davvero troppo piu’ forti rispetto al resto dei nemici; potranno portarvi alla disperazione piu’ assoluta soprattutto verso la fine.
La nota positiva e’ la possibilita’ di giocare in due contemporaneamente. Purtroppo anche in questa modalità Raging Blades denuncia tutti i propri limiti in quanto a divertimento.
E’ presente una modalita’ duello dove si possono usare i personaggi del gioco e alcuni altri (giocabili esclusivamente in questa modalita’). Terminando il gioco aumenta il numero di personaggi disponibili.

In sintesi

Raging blades e’ un gioco mediocre: tecnicamente nulla di eccezionale ed è minato da gravi pecche per quanto riguarda la giocabilita’. Se proprio vi piacciono i picchiaduro a scorrimento andate a dare un’occhiata a Dynasty Warriors.

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