Recensione Rain Blood Chronicles: Mirage

Dallo studio indipendente cinese S-Game un action vario e profondo

Versione analizzata: PC
recensione Rain Blood Chronicles: Mirage
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  • Pc

Il mercato dei videogiochi indipendenti è ormai una terra promessa per tutti gli appassionati in cerca di qualcosa di fresco, diverso e originale rispetto il canonico blockbuster tripla-A. Soprattutto su PC, poi, la scena indie rappresenta una vera e propria valvola di sfogo a livello creativo, che permette a tanti team di esprimersi e raggiungere una fetta ormai vastissima di utenti. Mentre si moltiplicano le produzioni che vengono dall'America e dall'Europa, il mercato orientale sembra essere rimasto un poco indietro, almeno su questo fronte. Il modello produttivo nipponico è sempre legato ai grandi publisher e solo raramente team di dimensioni contenute si dedicano allo sviluppo, mentre quasi "non pervenuta" è la Cina, territorio letteralmente ai margini del mercato e animato dalle sue impenetrabili logiche interne.
Di recente, tuttavia, è arrivato su Steam un titolo sviluppato proprio da un team cinese, molto orientale anche nell'immaginario: si tratta di Rain Blood Chronicles: Mirage, un hack'n'slash bidimensionale che recupera stile e caratteristiche di più famosi congeneri, ma che rappresenta, almeno a livello di meccaniche di gioco, una proposta tutto sommato interessante, soprattutto nell'ambito del panorama PC.

Vario, profondo ed accattivante

Rain Blood Chronicles: Mirage non vuole certo essere un prodotto originale e innovativo. Si tratta, in buona sostanza, di un action bidimensionale che richiama fortemente lo stile artistico (e in parte ludico) di Muramasa: The Demon Blade, titolo sviluppato da Vanillaware uscito su Wii e -più di recente- su PsVita
Al di là di questa evidente somiglianza, il prodotto riesce a costruirsi un'identità propria col passare delle ore, merito soprattutto di un sistema di gioco profondo e appagante.
A livello narrativo, purtroppo, il gioco tentenna. Mirage racconta la storia di una leggendaria nave volante, scomparsa misteriosamente durante una missione. Nei panni di due assassini appartenenti al gruppo segreto Cabal, il compito del giocatore sarà quello di ritrovare la nave e scoprire il destino di Jade, emissario del gruppo. La trama si rivela insomma il classico strumento utile per menare le mani tra una cut scene e l'altra visto che, anche a causa della pessima traduzione in lingua inglese, il plot riesce a convincere e risulta a tratti sconclusionato e confusionario. Il finale aperto non aiuta, anche se lascia presagire lo sviluppo di un possibile sequel, che potrebbe semmai approfondire alcuni aspetti di un'ambientazione tutto sommato affascinante. Il mondo di Rain Blood Chronicles, infatti, è costruito mescolando elementi della mitologia tradizionale cinese con altri aspetti che sembrano invece più consoni ad un'ambientazione sci-fi. Ne esce un setting "ibrido" tutto sommato interessante, che rappresenta, con questo suo schizzare dall'epica in stile Wuxia ad una schiacciante modernità, un elemento potenzialmente molto caratteristico, in parte "sprecato" proprio per i problemi a cui si accennava.
In ogni caso, è per fortuna il gameplay la vera struttura portante dell'intera produzione. Nel corso degli otto livelli che compongono l'avventura principale, i giocatori si trovano a prendere confidenza con un sistema di gioco capace senza dubbio di catturare per la sua interessante profondità e varietà.
Mirage è un hack'n'slash con un control scheme semplice e diretto, che si lascia giocare anche con la tastiera (ovviamente un pad resta preferibile). Ci sono sostanzialmente due attacchi di base, più una mossa speciale per ciascuno dei due personaggi principali. É infatti la presenza di due protagonisti che si rivela uno degli aspetti più importanti nell'economia di gioco. Il primo combattente, Soul, è specializzato in mosse veloci e brutali, uno stile applicato anche in fase difensiva, con le sue repentine schivate; l'altro, Shang, è più indicato ai giocatori in cerca di un personaggio non particolarmente veloce, ma duro e potente ogni volta che viene assestato il colpo. Interessante in questo caso è la soluzione adottata per la difesa: Shang è in grado di generare delle spade magiche, che bloccano gli attacchi dei nemici fluttuando attorno al protagonista (ma che di tanto in tanto vengono usante anche per la risoluzione di piccoli enigmi ambientali).
L'alternanza fra i due guerrieri avviene in maniera repentina, alla pressione di un tasto, e permette quindi di adattarsi alle diverse situazioni che il gioco propone, stimolando al contempo una discreta varietà.
Eccezion fatta per qualche sequenza esplorativa, comunque, è idealmente possibile proseguire con il personaggio che più si preferisce, adottando lo stile che più riteniamo opportuno. Rain Blood Chronicles: Mirage presenta anche un sistema "ruolistico" di sottofondo, che permette di sbloccare nuove abilità e oggetti personalizzati. Le nuove skill (alcune molto "costose", in verità) possono modificare in maniera anche consistente l'azione di gioco, galvanizzando soprattutto i giocatori più tecnici, che potranno esibirsi in juggle spettacolari e sequenze d'attacco interminabili. A ciò si aggiunge una discreta varietà per quanto riguarda i nemici, cosa che costringe allo sviluppo di precise strategie da usare in battaglia, specialmente quando si tratterà di affrontare i boss, abbastanza impegnativi. La presenza di modalità multiplayer locali, sia competitive che cooperative, accresce il valore del gioco, anche se indubbiamente sarebbe stato molto più interessante vedere anche una co-op online.
Il replay value di Mirage è legato anche alla presenza di due modalità collaterali che si sbloccano terminando l'avventura, nonché a tre diversi livelli di difficoltà, uno dei quali veramente complesso e dedicato solo ai passionisti.

Per chiudere, dal punto di vista artistico, Rain Blood Chronicles: Mirage colpisce soprattutto per uno stile visivo accattivante. Specialmente se giocato alla risoluzione più alta al massimo del dettaglio, il titolo di origini cinesi regala un discreto spettacolo per gli occhi, anche se qualche effetto un po' abbozzato e alcuni elementi dello scenario non particolarmente curati come nemici e protagonisti rovinano insieme il risultato finale. Trattandosi in ogni caso di una produzione indipendente non bisogna essere troppo duri nel valutare questi difetti, consapevoli delle limitate risorse a disposizione dello sviluppatore.

Rain Blood Chronicles: Mirage Se siete in cerca di una valida alternativa a Muramasa, splendido titolo mai uscito su PC, Rain Blood Chronicles: Mirage potrebbe fare al vostro caso. L'action bidimensionale di S-Game colpisce soprattutto per un sistema di gioco profondo e appagante, che viene sfruttato al meglio all'interno di otto livelli abbastanza impegnativi, soprattutto ai livelli di difficoltà più elevati. Le uniche pecche riguardano i soliti limiti in cui possono imbattersi piccole produzioni di questo genere: alcuni elementi grafici e di gameplay non particolarmente rifiniti e la mancanza del multiplayer online su tutti. Nota stonatissima è la pessima traduzione in inglese: ai videogiocatori più anziani sembrerà di rivivere le "emozioni" regalate da Zero Wing e dal suo celeberrimo "All your base are belong to us"!

7

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