Rainbow Six Extraction: recensione del nuovo shooter co-op di Ubisoft

Abbiamo provato Rainbow Six Extraction, il nuovo gioco Ubisoft della celebre serie basata sulle opere di Tom Clancy. Come se la cava?

Rainbow Six Extraction
Recensione: PlayStation 5
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Quando si parla di Tom Clancy's Rainbow Six Siege ci si riferisce, per ovvi motivi, sempre e solo al multiplayer. Lo shooter in continuo aggiornamento di Ubisoft, però, include anche una modalità cooperativa chiamata Caccia ai terroristi, la quale vanta una piccola nicchia di affezionati che ancora oggi continuano a giocarci sia per puro divertimento che per accumulare crediti tra un match e l'altro nel PvP.

    Non a caso l'evento Outbreak di Siege nel lontano febbraio del 2018 (per approfondire, ecco la prova dell'evento Outbreak di Rainbow Six Siege) accolse numerosi consensi, proponendo meccaniche di gioco simili a quelle della Caccia ai terroristi, ma con nemici alieni e mappe strutturate in modo da consentire una progressione più lineare. Forte del successo di Outbreak, l'azienda francese ha quindi deciso di sviluppare uno spin-off ispirato all'evento a tempo e interamente orientato verso il PvE.

    È così che nasce Rainbow Six Extraction, uno shooter cooperativo che ha avuto uno sviluppo non facile, complice anche il vecchio titolo ‘Quarantine' e la pandemia che ha colpito il mondo intero mesi e mesi dopo il suo annuncio. Dopo aver sconfitto la minaccia aliena in Siege nel 2018, abbiamo fronteggiato l'invasione anche in Extraction e siamo pronti a parlarvene nel dettaglio.

    A caccia di alieni

    Alla base della storia di Tom Clancy's Rainbow Six Extraction troviamo il misterioso schianto di un missile russo nella piccola città di Truth or Consequences. All'interno dell'oggetto caduto dal cielo era nascosto un pericolosissimo virus di origine aliena, che in un batter d'occhio ha dato il via ad un'epidemia e alla genesi di creature dotate di incredibile forza e resistenza.

    È così che gli operatori che abbiamo imparato a conoscere negli anni (in particolare Ash, Mira e Thermite) hanno deciso di provare a contenere con tutte le loro forze il contagio, formando il Rainbow Exogenous Analysis and Containment Team, ovvero il REACT. Questo gruppo di soldati specializzati e provenienti da ogni angolo del mondo dispone di attrezzature ad alta tecnologia grazie alle quali è possibile contrastare gli Archei e limitarne la diffusione con una serie di incursioni mirate.

    Il termine incursione, utilizzato spesso e volentieri nel gioco, non è affatto casuale e permette immediatamente di comprendere come si strutturano le missioni del titolo.

    Una volta formata la squadra, che può contenere da uno a tre operatori, si parte alla volta di uno dei dodici ‘livelli' appartenenti a quattro macro-aree: ciascuna di esse propone alla squadra tre mappe collegate tra loro con altrettanti obiettivi da completare in sequenza, selezionati in maniera casuale all'inizio di ogni partita. Se avete giocato Outbreak vi renderete presto conto che la struttura di gioco è molto simile a quella che già conoscete, sebbene in questo caso vi sia una differenza fondamentale che è rappresentata dalla presenza in ogni zona di un dispositivo per l'estrazione, così che i giocatori possano decidere di interrompere l'operazione e ritornare al QG. Tale meccanica di gioco non è assolutamente irrilevante, poiché permette di conservare l'esperienza ottenuta ed evitare grosse perdite, visto che in Rainbow Six Extraction la sconfitta comporta conseguenze vagamente simili a quelle di un soulslike, a rimarcare la natura "hardcore" dell'esperienza.

    Ogni operatore ha un suo livello di esperienza individuale, e le sue gesta contribuiscono inoltre ad aumentare il rango generale del giocatore, innescando l'avanzamento nella trama che fa da sfondo al gameplay, e sbloccando nuovi filmati al raggiungimento dei vari traguardi. Se messo KO, un operatore diventa DIA (Disperso In Azione) e, prima che muoia definitivamente, è possibile per i giocatori tornare sul luogo della sparizione e tirare fisicamente fuori il personaggio da una Torre Archea, conducendolo successivamente verso il punto di estrazione.

    Se l'operazione va a buon fine, riotterrete tutta l'esperienza pregressa dell'operatore e quella guadagnata nella missione in cui ha fallito; in caso contrario, perderete buona parte dei progressi e, nel peggiore dei casi, retrocederete di livello. Per quanto punitiva, questa meccanica è sicuramente interessante e risulta perfettamente in linea con la filosofia del gioco, ovvero quella di adottare sempre un approccio cauto onde evitare disastrosi fallimenti.

    D'altro canto, però, abbiamo anche notato che il sistema dei DIA può essere facilmente aggirato, poiché perdere un personaggio durante una missione di livello massimo non impedisce di avviare un'incursione in solitaria alla difficoltà più bassa (così da ridurre ulteriormente il grado di sfida, che si adatta al numero di giocatori), in modo da recuperare l'alleato e tornare a giocare normalmente.

    Da Ela a Tachanka, ci sono quasi tutti

    Avrete notato che non vi abbiamo ancora parlato del gameplay nudo e crudo e il motivo è molto semplice: da questo punto di vista il gioco ha ereditato le solide meccaniche di Rainbow Six Siege, inclusa la possibilità di piazzare barricate protettive poco prima di proteggere un obiettivo.

    Per quanto sia innegabile che l'azienda francese avrebbe potuto fare qualcosina in più, è difficile annoverare la trasposizione del gameplay di Siege tra i difetti di Extraction, poiché anche in questa ‘nuova' veste tutto funziona egregiamente e il gunplay risulta essere ancora oggi molto soddisfacente. A tal proposito, abbiamo notato qualche flessione nel bilanciamento dei 18 operatori di Rainbow Six Extraction, tutti sbloccabili gratuitamente e senza troppi sforzi (non temete, tra di loro c'è anche Lord Tachanka con la sua mitragliatrice posizionabile), proprio per via della scarsa utilità di alcuni dei loro gadget nel contesto del gioco: pensiamo ad esempio al martellone di Sledge, che non fornisce un grande supporto alla squadra a differenza, ad esempio, delle cariche di Hibana, funzionanti sia sulle pareti che sui nemici. Anche gli strumenti che si sbloccano con la progressione non sono tutti utili alla stessa maniera, e talvolta ci è capitato di apportare modifiche al nostro equipaggiamento solo per completare gli "Studi", sfide che richiedono di eseguire particolari azioni sul campo.

    Proprio la gestione dell'equipaggiamento uno degli elementi che più ci hanno fatto storcere il naso, in particolare per quello che concerne la personalizzazione delle armi. Da questo punto di vista, Ubisoft avrebbe potuto fare uno sforzo aggiuntivo e proporre un maggior numero di accessori per tutte le bocche da fuoco.

    Alcune armi hanno infatti un solo elemento applicabile per un determinato slot, e in altri casi la scelta resta sostanzialmente obbligata: considerando la natura tattica del gameplay, è ad esempio impossibile consigliare un accessorio per la volata diverso dal silenziatore, uno strumento essenziale per limitare al minimo il rischio di scatenare l'orda degli Archei. L'approccio furtivo in Extraction è d'obbligo soprattutto nelle prime fasi, poiché attirare l'attenzione di un nemico fa sì che il suo urlo non solo richiami i compagni, ma risvegli anche i nidi nei paraggi, che inizieranno a sputare mostruosità di ogni tipo rinfoltendo ulteriormente i ranghi degli alieni.

    Riuscire a completare un obiettivo e raggiungere la camera di contenimento senza aver allertato nessun Archeo è molto soddisfacente, così come è gratificante eliminare le varie minacce con un colpo secco al punto debole, magari perforando una parete in legno che lascia intravedere chi c'è dall'altra parte. È proprio questo, insieme all'elemento legato alla casualità degli obiettivi, che contraddistingue Extraction dalla quasi totalità degli sparatutto cooperativi giunti sul mercato negli ultimi tempi. Nel titolo Ubisoft non ci si limita a correre per gli scenari sparando a qualsiasi cosa si muova, ma occorre spesso riflettere attentamente su come agire, poiché l'impossibilità di recuperare la salute (almeno in via definitiva) e i rischi che derivano da una sconfitta potrebbero spingere i giocatori a battere in ritirata in più di un'occasione.

    Un endgame davvero tosto

    A proposito della difficoltà delle incursioni, il picco massimo lo si raggiunge con gli Incarichi e con il Protocollo Maelstorm, ovvero le due attività endgame. I primi consistono in missioni settimanali con modificatori che aumentano a dismisura il livello di sfida, mentre il Protocollo Maelstorm non è altro che una lunghissima missione composta da 9 aree da completare consecutivamente affrontando mostruosità di ogni tipo con una ristretta cerchia di operatori, che variano di settimana in settimana.

    Aggiudicarsi una vittoria vuol dire mettere le mani su montagne di XP e copricapi esclusivi, cui si aggiunge una discreta quota di crediti da spendere nel negozio in-game per acquistare skin e mimetiche. Per quanto interessanti siano queste modalità, al momento è ancora difficile valutarne la tenuta a lungo termine: sappiamo che Ubisoft ha in programma di aggiungere nuovi modificatori ogni settimana, in modo da accrescere la varietà dell'insieme, ma resta da capire se il supporto post lancio riuscirà a mantenere alta l'attenzione dei videogiocatori.

    Va però detto che con Siege la software house d'oltralpe ha dimostrato di essere perfettamente in grado di tenere in vita un prodotto per anni e anni e con una monetizzazione virtuosa (ricordiamo che tutti gli operatori di R6 Siege si possono sbloccare gratuitamente), e pertanto é più che lecito attendere con un certo ottimismo l'inizio del percorso post lancio.

    Modalità grafiche e supporto al DualSense

    Proprio come il gunplay e gli operatori, Rainbow Six Extraction eredita dal suo fratello maggiore anche le fondamenta del comparto grafico. Dal punto di vista tecnico siamo di fronte ad un gioco che riprende in toto i modelli di Siege e li inserisce in ambienti che, seppur inediti, presentano una qualità visiva paragonabile a quella della versione PlayStation 5 e Xbox Series X|S dello shooter tattico, con un sistema di illuminazione lievemente migliorato che rende meglio soprattutto quando la luce scarseggia.

    La nostra prova è stata condotta interamente sulla console di ultima generazione Sony, dove il gioco propone due diverse opzioni grafiche: Risoluzione e Frequenza frame elevata, così che i giocatori possano scegliere tra una maggiore fluidità a 1080p e il 4K. Al netto della totale assenza di opzioni aggiuntive che permettano di modificare il FOV o altri aspetti grafici, il titolo gode del pieno supporto al DualSense, che viene sfruttato sia per il feedback aptico che per i grilletti adattivi durante il fuoco. La direzione artistica non ci ha però convinto appieno, soprattutto per ciò che riguarda il design delle creature aliene, che risulta un po' generico e fin troppo omogeneo.

    Il fatto che abbiano tutti forma e colori simili rende infatti difficile distinguere in lontananza le varie sottospecie, al punto da costringere ad utilizzare il ping per far apparire il loro nome sullo schermo. Nulla da eccepire invece per ciò che riguarda la realizzazione degli operatori, le cui tenute anti-contaminazione sono perfettamente in linea con l'estetica alla quale siamo abituati da anni e che non ha mai deluso la community di appassionati.

    Rainbow Six Extraction Rainbow Six ExtractionVersione Analizzata PlayStation 5Al netto di una ripetitività di fondo che inizia ad emergere dopo qualche ora di gioco, ad un design dei nemici non eccezionale e ad una serie di fluttuazioni legate al bilanciamento di armi e operatori, Tom Clancy’s Rainbow Six Extraction è uno sparatutto cooperativo intenso e avvincente, in grado di offrire un’esperienza diversa da altri esponenti del genere, più orientati all’azione frenetica e poco alla strategia. Tutti i fan di Siege, compresi gli estimatori di Outbreak, si sentiranno immediatamente a casa e potranno godere di un'esperienza ad alto tasso di divertimento, soprattutto giocando in compagnia degli amici, complice la presenza nel pacchetto di un Buddy Pass. Non possiamo inoltre ignorare l’inclusione di Extraction sin dal day one nel catalogo di Game Pass (PC, console e cloud), fattore non di poco conto che andrà ad ampliare sensibilmente l’utenza e faciliterà la ricerca di una partita su tutte le piattaforme grazie al cross-play.

    7.5

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