Recensione Rayman 3: Hoodlum Havoc

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Rayman 3: Hoodlum Havoc - 970

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  • Xbox
  • NGC
  • Pc
  • Un mondo di platform

    Se con la comparsa di Jak & Daxter il nostro monolite nero aveva assaggiato la potenza, la bellezza ed il divertimento tipico del genere platform, oggi con Rayman: Hoodlum Havoc è stato fatto un ulteriore passo in avanti, un netto miglioramento nell’utilizzo della macchina targata Sony in fatto di resa grafica ed una maggiore attenzione ai dettagli ed ai particolari tipici di giochi il cui obbiettivo principale è di porsi come “metri di paragone”. Rayman è tornato, pronto ad una nuova sfida da affrontare a colpi di cazzotti (potenziati e non). Sarete capaci di sconfiggere i terribili Hoodlum?

    Alcuni cenni storici

    Tralasciano i precedenti capitoli, dai quali questo titolo si distacca completamente, la trama appare piuttosto classica, anche se tradisce in alcuni punti i caratteri propri della tipologia platform. Ci troviamo nella landa chiamata “Crocevia dei Sogni”, un luogo ove regnavano sovrane la calma e la gioia, ed ove pareva che popolazione avrebbe potuto continuare a vivere nell’agio e nell’ozio molto a lungo ancora. C’era chi, addirittura, pensava che i minuti, le ore e persino i giorni cominciassero a passare troppo lentamente. Tutto era tranquillo, sino a che… sino a che un Lum rosso decise di trasformarsi in un piccolo tesserino estremamente irascibile. Cominciò a spargere la voce che il suo nome era Andrè, che tutti si sarebbero dovuti ricordare di lui in un futuro, perché aveva intenzione di conquistare il mondo… a tale scopo Andrè trasformò gli altri Lum rossi in Lum neri, come lui, che quindi divennero suoi servitori e suoi militanti, che poi rubarono il pelo agli animali per farsi dei costumi. Ben presto venne fondato l’esercito degli Hoodlum, determinati a spargere la stupidità e l’arroganza in tutto il Crocevia. Indovinate un po’ a chi tocca metter tutto a posto??

    Struttura di gioco

    Ubi Soft ha svolto un lavoro davvero egregio. Supportato da un solido motore di gioco, potremo davvero sbizzarrirci nel far volteggiare il nostro eroe senz’arti tra una piattaforma e l’altra mentre colpiamo con i nostri pugni rotanti qualche fastidioso nemico apparso dietro la roccia. Il nostro piccolo personaggio è in grado di compiere ampi salti tramite la pressione del tasto X oppure di planare in aria utilizzando le sue due lunghe orecchie come un elicottero. Passando da una zona all’altra alle volte sarà necessario arrampicarsi sui muri oppure aggrapparsi a delle sporgenze per poi proseguire il cammino. Niente paura, l’implementazione automatica di questi movimenti da parte dei programmatori faciliterà di molto l’attraversamento anche delle pareti più scoscese. Agganciarsi e arrampicarsi, quindi, non richiedendo particolare attenzione da parte del giocatore, rende possibile anche il combattimento contro mostri e nemici più o meno vicini. Ho utilizzato questa espressione per un preciso motivo: Rayman, per come è stato concepito, è un personaggio privo di arti, il suo corpo risulta composto dal capo, due mani due piedi ed un piccolo busto violaceo. Tale caratteristica consente di lanciare i suoi pugni a seconda della pressione che imprimeremo al tasto situato sul pad e di colpire nemici ed ostacoli anche ben distanti da noi. Agganciando il nemico, utilizzando il tasto R1, potremo spostarci lateralmente, avanzare od indietreggiare a seconda del luogo in cui ci troviamo e delle possibilità che abbiamo per raggiungere l’obbiettivo. Naturalmente, come ogni buon platform comanda, sono previsti ben cinque potenziamenti, sottoforma di piccole lattine che di volta in volta ingeriremo: con 4 scatole, per un tempo limitato, i nostri pugni saranno potenziati da armi di vario genere, come terribili mulinelli, un paio di ganasce metalliche estensibili (che possono essere utilizzate anche per agganciarsi a sporgenze metalliche) oppure un siluro che dovremo comandare con la levetta analogica sinistra.Il quarto potenziamento riguarda l’aumento di forza del pugno, in questo aso capace di distruggere con un sol colpo porte o nemici. Ultimo gadget da tenere in considerazione è l’Eliltrottero, un elmetto che ci fornirà per un breve lasso di tempo un elicottero. Fondamentale nel corso dell’avventura sarà utilizzare le varie tecniche a nostra disposizione nel modo più disparato e meno ripetitivo possibile: così facendo, accumuleremo un maggior punteggio, attraverso cui sbloccare livelli bonus e video inediti del “making of” oppure di alcune interviste allo staff responsabile del progetto Rayman: Hoodlum Havoc.

    Motore di gioco e resa grafica del titolo

    Il lavoro dei ragazzi degli studi della Ubi Soft è solamente da elogiare. Sullo schermo non è presente neppure una scaletta, nessun accenno di flickering sulle superfici; ciò che invece risalta è la cura quasi maniacale per le animazioni (sia del protagonista che dei nemici) e dell’immane quantità di poligoni che il solido motore grafico riesce a gestire. In tutta l’avventura non ci sono mai stati rallentamenti di alcun genere, né nei cambi di inquadratura né nelle situazioni più affollate. Da considerare, inoltre, l’ampia varietà di locazioni e l’ottima paletta di colori utilizzata nella creazione delle texture, tutte in alta risoluzione. Insomma, dal punto di vista visivo, Rayman si propone come una vera e propria esperienza grafica di primissimo livello, che si basa su ottimi requisiti tecnici e che viene impreziosita da effetti di luce ben realizzati e da filmati prodotti con lo stesso motore di gioco a dir poco esilaranti.

    Telecamera

    Anche in questo caso i programmatori hanno svolto un lavoro davvero ben realizzato. Come di consueto la telecamera sarà gestibile attraverso la levetta analogica destra, facilitando così l’interazione da parte del giocatore con tutti gli elementi disponibili su schermo. Ma da elogiare è sicuramente il sistema di telecamere random messo a punto dagli sviluppatori: la telecamera si muove precisa dietro le spalle della nostra controparte virtuale senza imperfezioni e senza alcuna indecisione, non subisce quei particolari problemi di fantomatiche collisioni con elementi facenti parte del paesaggio e non si blocca mai se coperta da una roccia o da una parete.

    Sonoro

    Le musiche che fungono da accompagnamento sono tutte musiche orecchiabili, mai ripetitive, ma soprattutto magistralmente implementate a seconda del ritmo dell’azione: durante una tranquilla fase di esplorazione una melodia andante ci “spronerà” a proseguire il cammino, adattandosi armoniosamente ai movimenti da noi compiuti; durante un combattimento, invece, i colpi di batteria e le strimpellate rockeggianti ci terranno in tensione ed all’erta pronti a schivare i colpi nemici e a controbattere con rapidità e precisione.

    Concludendo

    Non c’è che dire. I ragazzi della Ubi Soft hanno svolto un lavoro egregio, sia per quanto riguarda la veste grafica, sia per quanto riguarda il gameplay ed il sonoro. Un character design molto particolare ed una trama dai mille risvolti (spesso comici) interamente in italiano garantirà coinvolgimento e risate ad un pubblico che ha ancora voglia di divertirsi senza per forza massacrare uno zombie. Consigliatissimo a tutti, anche ai più diffidenti. Rayman: Hoodlum Havoc vi conquisterà.

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