Razer Raiju Ultimate Recensione: un controller pro di alta qualità per PS4 e PC

Abbiamo provato il nuovo Razer Raiju Ultimate, uno dei migliori controller alternativi al DualShock 4 per PlayStation 4, utilizzabile anche su PC.

recensione Razer Raiju Ultimate Recensione: un controller pro di alta qualità per PS4 e PC
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Il DualShock è un'icona sacra del mondo videoludico. Un mito come pochi altri, che ormai da più di vent'anni incarna l'ideale del "joypad", amato da centinaia di milioni di giocatori in tutto il mondo. Tutti conoscono le sue forme, qualcuno le odia, certo, ma indifferentemente dalla generazione, dal colore, o dal numero di tasti ancora funzionanti, si potrebbe (quasi) affermare che in ogni casa ne esiste almeno uno. E allora, verrebbe da dire, cosa c'è di meglio di un DualShock4? La sua versione PRO, ovviamente. Una versione che SONY, a differenza della concorrenza Microsoft, non ha mai provato a realizzare "di persona".
Recentemente, però, complice l'altissima richiesta del mercato (e come al solito c'è anche lo zampino degli eSport), la società di Tokyo ha concesso le sue licenze, e così già da qualche tempo si vedono in giro varianti pesantemente modificate del suddetto pad, ibridate nella forma, sempre più colme di features hi-tech, ed anche decisamente più performanti; D-pad intercambiabili, led, tasti aggiuntivi customizzabili, grilletti con corsa alternativa e chi più ne ha più ne metta. Se però siete qui, significa che la storia la sapete già, e immaginiamo che anche voi siate alla ricerca del pad perfetto.
E allora il posto è quello giusto, perché ogni volta che scende in campo Razer, in genere, ne vediamo delle belle. La compagnia di San Francisco, infatti, è da sempre sinonimo di altissima qualità nell'ambito della progettazione delle periferiche da gaming, e ancor più famosa sul fronte dell'innovazione (senza contare gli spot annuali per pesce d'aprile). Questa volta tocca proprio al nuovo Raiju Ultimate, refresh del precedente modello datato 2016, senza dubbio candidato per il prestigioso titolo di "re dei pad" per la console PS4, ma anche per tutti i figli della master race. Dopo una breve anteprima alla scorsa Gamescom, abbiamo finalmente avuto modo di testarlo approfonditamente fra le mura domestiche per più di due settimane, spaziando dagli stadi di FIFA 19, alle giungle amazzoniche di Shadow of the Tomb Raider e passando ovviamente per le campagne inglesi di Forza Horizon 4. Quando si parla di una periferica così personale come il Joypad è difficile parlare di assoluti, né tantomeno di universalità ergonomica, ma sappiate che molti troveranno quello che stavano cercando...

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All the feature in the World

Razer non bada a spese quando pensa alle sue periferiche, questo lo sappiamo, e infatti è uno dei brand più conosciuti e amati dai gamer, ma questa volta si sono davvero superati. Quanto è stato fatto con il nuovo Raiju rappresenta davvero un'eccellenza: sia per quanto riguarda la qualità dei materiali (davvero impeccabile), che per l'efficienza. Razer ha letteralmente preso tutte le migliori idee in circolazione e le ha fuse in un unico, grande pad (in tutti i sensi), dotandolo anche di un ottimo design e di una companion app per il tuning veloce e intuitiva.

Ma di questo parleremo più avanti, e ora torniamo dalle basi: innanzitutto ci ritroviamo in mano un packaging come al solito più che pregevole, in puro stile Razer, stavolta colorato di blu in onore dell'ammiraglia Sony e assemblato con la solita cura per il dettaglio, dove ogni scomparto si incastra con una precisione nanometrica. Aperto l'involucro, dalla confezione spicca subito la magnifica custodia da trasporto semirigida, semi-imbottita e dotata di zip "anti-incastro", insomma: molto simile a quella in abbinamento con il Pad Elite di Microsoft, e dunque anche molto gradita. Al suo interno, ben protetto e adornato da pochi orpelli, troviamo l'oggetto del desiderio. Il Raiju Ultimate edizione 2018 è molto diverso dal suo predecessore, sia per l'ergonomia che per le funzioni, e basta uno sguardo per capirlo. Niente più forme irregolari, soltanto curve e qualche taglio accennato, e poi un nero totale dalla grana finissima, tranne per qualche elemento che rimanda al metallico scuro, come il margine esterno del D-Pad e i grilletti. Il volume è imponente, e l'ergonomia vera e propria, come del resto avviene per molti altri pad custom, cerca in parte di ibridare le curve del DualShock4 con la presa "più compatta" del pad Xbox, e vi diciamo fin da subito che in quanto a sintesi il risultato è molto buono.
La disposizione degli stick analogici, così come la distanza degli stessi, è ovviamente fedele all'idea PS4, ma i bumper e i grilletti L-R sono ripresi dal concept Xbox, quindi più ampi e allungati nel profilo. I tasti a destra sono meccanici (Mecha-Tacticile Action Buttons), e garantiscono un feedback morbido, ma anche la precisione "senza la minima oscillazione" dello switch meccanico, da cui scaturisce l'immancabile "click". C'è anche un D-Pad alternativo ad otto direzioni, più due ricambi per le levette analogiche, di cui uno è possiede semplicemente il gambo più alto del normale, mentre il secondo ha la capocchia convessa, stile Dualshock 1.0. Ognuno di questi ricambi è poi pensato per una sostituzione veloce ed immediata, infatti sono tutti dotati di aggancio magnetico e sezioni ad incastro, così l'operazione richiede -realmente- un secondo, ed è facilissima.

Il touch pad è identico per grandezza a quello originale, ma la corsa è maggiore, esattamente come un vero tasto, e restituisce un leggero ma deciso feedback acustico ad ogni pressione; è presente inoltre un inserto led, che corre sui margini laterali e su quello inferiore del pannello, completamente personalizzabile secondo gli standard CHROMA. Ma non sarebbe un Pad PRO senza i tasti aggiuntivi programmabili, e infatti, proprio all'altezza di L2-R2 (ma più spostati all'interno) troviamo M1-M2, piuttosto sporgenti ma dalla mole ridotta, come se volessero essere dei "tasti di precisione".

Per finire, nell'ampissima parte posteriore del Raiju, troviamo i pulsanti M3-M4, dalla forma simile ad un quadrato, che però si allunga e aderisce leggermente ai due corni, finendo esattamente sul punto di atterraggio dei nostri anulari. Sono inoltre presenti due switch per dimezzare la corsa dei grilletti, un altro che permette di passare dalla connettività Bluetooth PS4 a quella PC, passando ovviamente per il cavo USB, ed anche quattro tasti frontali con altrettanti led, rispettivamente: cambio profilo, configurazioni, illuminazione e blocco tasti. Nella confezione c'è anche un cavo USB robustissimo in fibra intrecciata, ed è presente anche il connettore jack da 3,5mm, peccato però che le funzioni audio siano disponibili soltanto tramite connessione USB.

Il peso della qualità

Pad alla mano, stavolta è veramente è il caso di dirlo, il Raiju Ultimate si comporta alla grande. L'ergonomia originale Razer è davvero ben studiata, e garantisce una presa solida e convincente fin dal primo abbraccio, pur senza abbandonare lo storico approccio Playstation, ma aggiungendo semplicemente altre funzioni e migliorie. La risposta dei tasti è precisissima, anzi impeccabile, e non tradisce alcuna incertezza (o scricchiolio), e questo è merito di una qualità costruttiva al top e ai materiali di prima scelta, capaci di regalare un feeling solidissimo.

ChromoterapiaPiccola, ma importante nota di merito va al comparto luci del nuovo Raiju Ultimate, che sicuramente non ha rivali su questo fronte. Tramite la app Raiju dedicata (disponibile per IOS e Android), non sarà soltanto possibile rimappare, customizzare e memorizzare profili con una facilità disarmante, ma potremo anche scegliere una modalità di funzionamento specifica per il led del touch pad. Dalla sezione CHROMA, infatti, saranno disponibili ben cinque preset, fra cui gli immancabili "breathe", "wave" e "spectrum", più la possibilità di scegliere liberamente un colore fra i 16.8 milioni disponibili. Oltre a questo la barra luminosa reagisce alle vibrazioni in-game, alle pressioni e ci indica anche quando la batteria scarseggia o al contrario è pienamente carica, della serie "niente al caso". Eppure c'è anche chi, quando gioca, non vuole avere il cellulare in mezzo ai piedi, e va benissimo così: tutte le modifiche (o quasi), compresa la selezione dei profili e il remap, possono essere eseguite anche direttamente dal Raiju, mediante una semplice combinazione di tasti aggiuntivi. Serve altro?

I due cornetti sono rivestiti da un morbido grip in gomma, piacevole al contatto e stranamente neanche troppo fastidioso nelle lunghe sessioni di gioco, ma quello che abbiamo apprezzato di più nel pad Razer è la parte superiore, ovvero quella dedicata ai tasti L-R. La forma in primis, più ampia e protesa verso l'esterno, perciò raggiungibile anche con la seconda falange, con le dita sempre aderenti al profilo, e poi ovviamente la possibilità di avere una corsa alternativa, ad attivazione pressoché istantanea. Audace e interessante anche il posizionamento migliorato dei pulsanti M1-M2, con il loro design trapezoidale e la superficie di contatto super-ristretta, a nostro avviso perfetta per le funzioni generiche e per il riposizionamento di alcuni tasti negli FPS, senz'altro velocissimi. Lo stesso si può dire per i fratelli M3-M4, che al contrario dello Scuf Impact, però, rinunciano alla conclamata struttura "a petalo", optando invece per un pulsante tradizionale con meno resistenza. La qualità del click comunque non è in discussione, e nel nostro caso il posizionamento dei suddetti tasti si è rivelato ottimo, addirittura rilassante per via della distensione suggerita dall'ergonomia, ma forse coloro che hanno mani più grandi della media potrebbero trovarsi con il polpastrello leggermente al di fuori dell'alloggio, e questo va tenuto a mente. Esattamente come nel pad Elite, le levette analogiche sono ben bilanciate nell'estremità superiore, e risultano dunque meno scattose nelle trazioni, ergo automaticamente più accurate nelle manovre di puntamento in prima persona.

Insomma: sia per qualità dei materiali utilizzati, sia per la geografia e la risposta dei tasti, il nuovo pad di Razer piomba al primo posto nella nostra classifica dei pad PS4, ma c'è un dettaglio piuttosto importante che vorremmo sottoporvi. Il Raiju Ultimate, infatti, ha come unico difetto il peso piuttosto alto, che addirittura raggiunge quota 370g, quasi il doppio di un Dualshock tradizionale, abbondantemente superiore alle controparti Nacon e Scuf.

La distribuzione è comunque bilanciata ad hoc, perciò non si può parlare di scomodità, ma resta comunque un dato importante; la grandezza della batteria avrà sicuramente inciso, ma in ogni caso la durata (circa 1h in più rispetto a un pad standard) non giustifica un tale peso, che finisce inevitabilmente per farsi sentire. Specialmente nelle lunghe sessioni, specialmente se avete le mani piccole...

Razer Raiju Razer RaijuVersione Analizzata Playstation 4Razer non smette mai di provarci, di sperimentare, e questa volta centra l’obiettivo, creando una periferica da gaming davvero prossima alla perfezione. Il nuovo Raiju Ultimate 2018 è per molti aspetti il miglior pad PS4/PC attualmente in circolazione, ma anche il più accessoriato, capace di unire con successo un design efficace e robusto ad una serie di feature comodissime. Prestazioni PRO grazie ai tasti meccanici, levette e D-Pad intercambiabili per adattarsi ad ogni gusto, ma anche una companion app che permette di stoccare profili, rimappare i controlli, nonché personalizzare gli effetti luce certificati CHROMA, nella maniera più semplice e intuitiva possibile. La completezza è sicuramente il punto forte del nuovo pad made di Razer, ma tenete presente che il volume non indifferente e peso notevolmente alto potrebbero essere una discriminante. Se ciò non vi sfiora affatto, allora passiamo ai prezzi: il Raiju Ultimate è attualmente in restock su Amazon per 159€, cifra neanche troppo altra se comparata (e contestualizzata) con la concorrenza. Ancora troppo? Allora potreste voler dare uno sguardo al fratello minore, il Raiju Tournament Edition, che invece si assesta sui 127€, rinunciando però a qualche funzione (come l’illuminazione avanzata e le memorie profilo) e optando anche per la disposizione asimmetrica degli stickin stile Xbox. C’è chi dice che il pad perfetto non esiste, e forse è vero, ma di sicuro Razer ci è andata parecchio vicino...

8.9