Recensione Record of Lodoss War

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Record of Lodoss War - 5298

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  • Anime
  • Quando Diablo incontrò il Dreamcast...

    Da quando nel lontano 1986 Ryo Mizuno fece uscire il suo primo romanzo fantasy intitolato "Lodoss no senki" (Cronache delle terre di Lodoss), tante sono state le storie raccontate nelle suggestive ed avventurose lande della lontana isola di Lodoss. Altri romanzi, anime, fumetti ci hanno portato a spasso tra draghi e racconti di spada e magia e, ovviamente, anche i videogiochi hanno detto la loro sulla popolare saga. Ecco così che l'ultimo in ordine d'arrivo è stato sviluppato interamente per il Dreamcast dalla Kadokawa Shoten.

    Il Male, cosa sarebbero i videogiochi senza di lui?

    La storia si colloca dopo gli eventi dell'anime e comincia sull'isola di Marmo, luogo in cui le forze del male si stanno riunendo per far tornare in vita la dea Kardis. Il potente mago Wart se n'avvede in tempo ed evoca un eroe del passato, voi, affinché impedisca l'empio evento. Dopo un'escursione nel palazzo di Wart che non è altro che un tutorial per prendere confidenza con i comandi, si fa sotto la prova per dimostrare quale sia il nostro valore: conquistare una fortezza infestata dai goblin. Risolta facilmente questa missione, entriamo nel pieno della storia. Il villaggio diventerà il nostro quartier generale, rifugio sicuro per riprendere le forze e migliorare le nostre abilità ed equipaggiamento. In ogni momento potremo teleportarci qui e parlare con Wart, che ci aggiornerà sui compiti da portare a termine. Il nostro primo vero obiettivo sarà la ricerca degli eroi di Lodoss, primo fra tutti il valoroso guerriero Parn, nome conosciuto a chiunque sia venuto a contatto con la saga di Lodoss War; ricerca di vitale importanza per unire le forze ed impedire che Kardis ritorni alla vita.

    Che bella Marmo, quasi quasi ci vado in vacanza!

    Il gioco, tecnicamente, presenta uno stile grafico molto diverso dalle produzioni Dreamcast d'egual genere. Ad un'impostazione fumettistica o super-deformed, infatti, è stata preferita una rappresentazione realistica del mondo. L'isola di Marmo è stata realizzata interamente in 3d e visualizzata in isometrico con la possibilità, comunque, di ruotare la visuale. La grafica è nel complesso di buona fattura molto semplice, priva d'effetti grafici strepitosi o di una qualità che la faccia spiccare nel panorama ludico del Dreamcast, anzi la mancanza di dettagli, come l'ombreggiatura, divenuti ormai d'uso comune, allontana il gioco dagli alti standard cui siamo abituati. Il motore grafico funziona quasi sempre egregiamente anche se, ogni tanto, si può assistere al traballamento di una texture singola o, difetto più grave, in caso di situazioni affollate, il frame rate risente di un consistente rallentamento che si ripercuote sul tempo di risposta tra comando da joypad e azione sullo schermo. I mostri che infestano Record of Lodoss War sono molto vari e realizzati in modo impeccabile, i game designer sono riusciti a renderli ben caratterizzati a livello grafico con un dettaglio molto alto nonostante le loro dimensioni siano molto ridotte. Stesso discorso per il nostro eroe le cui sembianze cambieranno secondo l'equipaggiamento che gli avremo procurato. Il sonoro a sua volta risente dell'impostazione senza fronzoli ma funzionale con cui è stato realizzato Advent of Cardice. Le musiche, inizialmente carine, diventano a lungo andare piuttosto noiose tanto da far abbassare il loro volume; gli effetti sonori sono piuttosto semplici e fanno onestamente il loro dovere. Al contrario, i filmati sono veramente fatti bene ed usano tecniche molto cinematografiche (cambiamenti di fuoco, stacchi drammatici) e potrebbero senza problemi far parte di un film animato su Lodoss War.

    Il fumo (poco) e l'arrosto (molto, ma sarà digeribile?)

    Se Kadokawa Shoten è stata avara dal punto di vista tecnico, dal lato più prettamente ludico non si è certo risparmiata. La giocabilità è assolutamente strepitosa. Advent of Cardice è, in effetti, un RPG d'azione molto simile al capolavoro per PC che prende il nome di Diablo (con relativo seguito), quindi il nostro eroe si troverà a difendere il Bene a suon di fendenti nei combattimenti in tempo reale e ad esplorare l'isola di Marmo alla ricerca della persona da salvare o dell'oggetto da prendere, prestando attenzione al livello dei punti ferita. I comandi sono assolutamente "user-friendly" ogni tasto è dedicato ad un'azione del personaggio (colpo di spada, uso delle magie, uso di un oggetto dell'inventario, interazione con il mondo) e basterà poco per imparare a destreggiarsi tra le varie possibilità dateci per portare a termine le nostre missioni. Il personaggio principale, come in ogni RPG, è sezionato in caratteristiche numeriche che riassumono il suo valore e le sue abilità. In Record of Lodoss War esse sono ridotte all'osso e consistono nella forza, intelligenza e destrezza ed influenzano altri fattori quali il danno, il danno critico, il valore dell'armatura, i punti ferita ed i punti mana del nostro eroe. L'avanzamento si basa sull'uccisione dei mostri ed è strutturato a livelli. E arriviamo alla magia che non mi è sembrata affatto curata in modo appropriato. Sono presenti vari tipi di magia ma gli incantesimi sono pochi ed il sistema d'uso è macchinoso: bisogna prima digitare la sequenza di tasti attribuita alla magia per prepararla e poi premere il tasto B per formularla, perciò durante i combattimenti più frenetici, è praticamente impossibile usare più di un incantesimo per volta. Altro difetto è riscontrabile nella poca varietà dell'arsenale disponibile. A parte rare eccezioni sono presenti solo spade, di tutti i tipi certo, ma alla fin fine una spada è una spada. Mancano del tutto armi da lancio. Al contrario è stato molto curato il sistema delle "Ancients". Esse sono delle sequenze runiche da incastonare in armi e armature che aumenteranno le caratteristiche del personaggio principale o gli conferiranno determinati poteri. Il prezzo da pagare è l'impiego del mitrhill un minerale di colore blu presente nell'isola di Lodoss. Inizialmente sono pochi gli "Ancients" conosciuti, ma con il susseguirsi del gioco se ne scopriranno altri, anzi il ritrovamento dei più rari può consistere in una missione vera e propria, che aumenta di gran lunga la profondità del gioco. E' proprio la longevità il punto forte del gioco: record of Lodoss War è praticamente un pozzo senza fondo. Il mondo da esplorare è molto vasto ed i dungeon imponenti e vari. La curva di difficoltà inizialmente sembrerà bassa, ma più avanti s'impennerà rendendo le prove da affrontare sempre più ardue. Se la missione principale, già di per sé lunga a dismisura, stancherà, essa è affiancata da innumerevoli missioni secondarie che aggiungono svariate ore di gioco. Sfido chiunque a trovare tutti e trenta i medaglioni o a ricomporre l'equipaggiamento di Narse! La sola bramosia di possedere tutti gli Ancients costringerà il giocatore a passare notti insonni davanti allo schermo!

    Niente vacanze a Lodoss, rimango a casa

    In ogni caso non è tutto oro quello che luccica ed, infatti, Record of Lodoss War, oltre ai summenzionati limiti tecnici, presenta anche altri difetti. Il macchinoso sistema adottato per la magia ne è un esempio lampante ed anche la mancanza di scelta tra classi del personaggio ne mina la varietà (puoi fare il guerriero o... il guerriero). Un altro appunto può essere fatto alla meccanica del gioco, la quale può rivelarsi a lungo andare noiosa e ripetitiva. Un altro deficit che mi ha fatto storcere il naso è la mancanza di una modalità on-line, in un periodo in cui non si parla d'altro e, soprattutto, in un gioco che si presta facilmente ad un impiego simile. Insomma Record of Lodoss War: advent of Cardice è un discreto titolo che non mancherà di appassionare per la sua immediatezza e profondità ma che presenta pecche (alcune delle quali molto gravi) che ne riducono fortemente la validità. Per i fan della serie è quasi un acquisto obbligatorio giacché si respirano le stesse atmosfere e lo steso stile degli altri capitoli della saga.

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