Record of Lodoss War Deedlit in Wonder Labyrinth su Game Pass: Recensione

Record of Lodoss War Deedlit in Wonder Labyrinth segna il grande ritorno di un franchise leggendario sotto forma di metroidvania classico.

Record of Lodoss War Deedlit in Wonder Labyrinth su Game Pass: Recensione
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Quella legata al brand di Record of Lodoss War è una storia molto particolare. A cavallo tra gli anni ‘90 e i 2000, Lodoss War era uno dei franchise fantasy più in voga tra quelli provenienti dal Giappone. Nata da un racconto di Ryo Mizuno ispirato ad una campagna di Dungeons & Dragons "masterata" da Mizuno stesso, la saga si è trasformata in una serie di light novel a cui si è aggiunta una lunga sequela di anime, di manga e di videogiochi dedicati. Il nuovo millennio ha purtroppo visto il brand perdere popolarità, appassire e venire sostanzialmente dimenticato dall'industria dell'intrattenimento.

    La pubblicazione quasi a sorpresa della versione ad accesso anticipato di Record of Lodoss War: Deedlit in Wonder Labyrith su Steam nel 2020 ha però riacceso una piccola scintilla di speranza per la serie. Si trattava a tutti gli effetti del primo videogioco single player dedicato alla saga a vedere la luce dai tempi di Advent of Cardice, che venne lanciato addirittura su Dreamcast nel 2000. L'edizione completa è stata distribuita nel corso del 2021, ed ora è approdata anche su Game Pass, pronta per essere recensita.

    Come Symphony of the Night

    Il gioco è stato sviluppato da Team Ladybug, un piccolo studio indipendente conosciuto principalmente per l'ottimo lavoro svolto con Touhou Luna Nights, ed è stato pubblicato da Playism.

    Si tratta di un Metroidvania dichiaratamente ispirato a Castlevania Symphony of the Night (per saperne di più vi rimandiamo alla recensione di Castlevania Requiem, pacchetto che include Symphony of the Night e Rondo of Blood), che dal capolavoro di Koji Igarashi e Konami riprende la stragrande maggioranza delle meccaniche e dell'estetica, restituendo praticamente lo stesso feeling così sfacciatamente e squisitamente anni ‘90. È inutile girarci tanto attorno: Deedlit in Wonder Labyrinth è un prodotto per sua stessa natura abbastanza "vintage", che punta a riproporre una formula di successo più che a inventarsi qualcosa di effettivamente nuovo. Lo fa in maniera molto diretta e onesta, senza gettare fumo negli occhi di nessuno.

    Si gioca nello stesso identico modo in cui si giocava Symphony of the Night, quindi con un'attenzione rivolta principalmente all'esplorazione e all'estrema piacevolezza del level design che, nonostante qui sia un po' costretto all'interno di una mappa di piccole dimensioni, funziona alla grande e restituisce ottime sensazioni nella sua traversata da una zona all'altra. Il vero colpo di genio di Deedlit in Wonder Labyrinth sta però nell'aver incluso al proprio interno la meccanica delle affinità appartenente a Ikaruga, applicandola all'interno sia del combat system sia dell'esplorazione.

    Deedlit, l'elfa protagonista del gioco, è infatti in grado di controllare due spiriti, uno di vento e uno di fuoco: a seconda dello spirito attivo diventa possibile assorbire gli attacchi della stessa tipologia, diventando però deboli al tipo contrario. Questo dualismo si situa alla base del combat system, ma ha una sua utilità anche nel corso dell'esplorazione, dal momento che ci permette di attraversare intriganti sezioni di platforming, durante le quali alternare con precisione le proprie affinità elementali per oltrepassare determinati ostacoli.

    Squadra che vince non si cambia

    Deedlit in Wonder Labyrinth è a tutti gli effetti il metadone perfetto per combattere le crisi d'astinenza dalle opere di sua maestà Igarashi e in generale da quei Metroidvania che strizzano l'occhio alle meccaniche tipiche degli RPG. Anche qui, infatti, sono presenti livelli e statistiche legate principalmente al proprio grado e alle armi equipaggiate.

    Per semplificare l'esperienza, Team Ladybug ha estromesso gli equipaggiamenti di tipo difensivo, permettendo così un cambio continuo delle sole armi offensive, divise in strumenti da mischia di vario genere e in archi per gli attacchi a distanza, che però ricoprono un ruolo fondamentale anche durante l'esplorazione. Capita infatti spesso di imbattersi in corridoi bloccati da meccanismi che vanno rimossi sfruttando l'arco e l'annessa abilità delle frecce di rimbalzare sulle superfici metalliche. La varietà d'approccio non manca, tutt'altro, e a stupire è proprio il fatto che, nonostante sia un titolo tendenzialmente semplice e molto condensato, Deedlit in Wonder Labyrinth riesca a bilanciare la distribuzione delle abilità lungo tutta l'avventura senza mai risultare ripetitivo o noioso. Ci troviamo dinanzi a un prodotto breve ma intenso proprio perché ciò che è stato inserito nell'intelaiatura ludica è gestito con grande oculatezza, senza mai strafare. Certo, a Team Ladybug può essere imputato di aver voluto rischiare il meno possibile, ed è una visione assolutamente comprensibile e giustificabile, ma non gli si può certo recriminare alcunché sul lato della resa complessiva.

    Deedlit in Wonder Labyrinth è una piccola gioia per gli occhi e per i polpastrelli, bello da vedere per la sua Pixel Art elegantissima e piacevole da giocare proprio perché va a stuzzicare la memoria degli appassionati di Castlevania.

    È difficile non farsi prendere da qualche brividino di nostalgia vedendo le animazioni della schivata all'indietro o la scia lasciata da Deedlit ogni volta che si muove. Eppure non si tratta di nostalgia fine a sé stessa, ma di un modo molto utile per entrare velocemente in sintonia con i controlli del gioco e con il suo sistema di combattimento, permettendo così di avere un impatto molto morbido con le piccole (e significative) novità introdotte nel mix.

    I problemi dell'esser piccoli

    Team Ladybug è stata infinitamente cauta nella lavorazione del gioco. L'early access ha permesso allo studio di correggere in corsa gli errori e di ragionare con tutta calma sull'evoluzione dell'opera. Non è un caso che la progressione sia pressoché impeccabile: al di là di un'esplorazione a tratti un po' troppo lineare, Deedlit in Wonder Labyrinth è un'esperienza in perfetto crescendo, capace di dosare molto bene le abilità date in premio al giocatore dal primo all'ultimo stage.

    Il problema è che il climax si interrompe troppo presto: il titolo è infatti completabile in poco meno di sei ore, e si arriva in fondo con la sensazione che l'avventura si chiuda proprio quando potrebbe esplodere davvero. Per quanto a Wonder Labyrinth manchi la stratificazione delle mappe di Metroid Dread (a proposito, correte a leggere la recensione di Metroid Dread) o la profondità narrativa di Hollow Knight, giocarci è così bello che non si vorrebbe mai smettere davvero, quantomeno non dopo così poco tempo. Sempre per quanto riguarda le mancanze, va sottolineato sfortunatamente anche qualche inciampo di natura tecnica, almeno su PC, piattaforma sulla quale abbiamo effettuato la recensione. Il gioco infatti soffre in alcuni casi di rallentamenti molto consistenti quando appaiono i testi a schermo. Per fortuna si tratta di un difetto piuttosto circoscritto, che non va certo a inficiare i momenti migliori dell'avventura, ma che risulta comunque abbastanza fastidioso dato che mina l'altrimenti ottima fluidità dei movimenti.

    Sulle spalle dei giganti

    La narrativa di Deedlit in Wonder Labyrinth si inserisce all'interno di un universo narrativo che definire complesso è un eufemismo. Record of Lodoss War è figlio di una concezione del Fantasy di stampo quasi tolkeniano, in cui esiste un'infinità di razze, regni e personaggi che si intrecciano nel mondo di fantasia scaturito dall'immaginazione di Ryo Mizuno.

    Deedlit in Wonder Labyrinth si colloca temporalmente in una fase molto avanzata della timeline della serie e introduce sin dai primi istanti un numero abbastanza grande di personaggi che rischiano di mandare in confusione chi Lodoss War lo sta incontrando per la prima volta. Per fortuna, gli sviluppatori di Team Ladybug sono stati comunque molto abili nel rendere il titolo giocabile e comprensibile da tutti, benché la sua malinconica narrazione sia, per ovvi motivi, più impattante su coloro che posseggono una certa familiarità con i trascorsi della saga.

    Record of Lodoss War Deedlit in Wonder Labyrinth Record of Lodoss War Deedlit in Wonder LabyrinthVersione Analizzata PCRecord of Lodoss War: Deedlit in Wonder Labyrinth non è certo un videogioco rivoluzionario o innovativo, ma riesce a raggiungere gli obiettivi che si era prefissato. È un titolo ben inquadrato e decisamente riuscito, che non nasconde le sue palesi ispirazioni. Un'opera sincera e affascinante che avrebbe avuto bisogno di un respiro maggiore, ma che si rivela capace di rendere onore a un franchise ingiustamente sparito dai radar della cultura pop. Nonostante qualche piccolo inciampo di natura tecnica e la durata troppo ridotta ne indeboliscano la forza ludica, nel complesso Wonder Labyrinth resta un prodotto da valorizzare, soprattutto se si è in cerca di un metroidvania fedele alla formula più classica. La speranza è che quel "To be continued" alla fine del gioco possa portare ad un secondo capitolo più corposo, che magari stimoli i neofiti a riscoprire l'universo di Record of Lodoss War. Lo meriterebbe davvero.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: Intel Core i7-9750H
    • RAM: 16
    • GPU: Nvidia GeForce RTX 2060
    8

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