Resident Evil 2 Ghost Survivors: Recensione del primo DLC

Resident Evil 2 Remake si aggiorna con l'espansione gratuita Ghost Survivors, ora disponibile su tutte le piattaforme.

Resident Evil 2: Ghost Survivors
Recensione: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Non sappiamo se nel futuro di Resident Evil 2 ci sarà qualche DLC narrativo pensato per espandere il racconto o per dare qualche informazione inedita sul contesto di gioco, al pari dei contenuti aggiuntivi che Capcom aveva prodotto per il settimo Biohazard. Dal momento che siamo di fronte ad un remake verrebbe da escludere un'operazione di questo tipo, ma è anche vero che il team di sviluppo ha già inserito nuove sezioni all'interno del racconto principale, come quella giocata nei panni di Sherry Birkin nel lugubre orfanotrofio della città. Vista la grande consapevolezza con cui Capcom ha trattato il materiale originale è legittimo chiedersi se non sia possibile raccontare qualche altra "storia nascosta" che ci faccia conoscere nuove aree di Raccoon City. O magari, chissà, la software house potrebbe pensare ad un DLC che funga da raccordo fra questo capitolo ed il sempre più probabile remake di Nemesis. Tralasciando per il momento desideri e fantasticherie, sarà più utile concentrarci su Ghost Survivors, contenuto aggiunto attraverso cui per ora prende forma il virtuoso supporto post lancio della produzione. A poche settimane dall'uscita del gioco Capcom ha deciso di pubblicare un gradito extra per stuzzicare la curiosità dei fan e mettere alla prova le abilità dei giocatori più tecnici.

    I Sopravvissuti

    I Sopravvissuti Fantasma è, in buona sostanza, un'estensione della modalità sopravvivenza già presente nel gioco finale, che ci presenta tre nuovi scenari da affrontare nei panni di altrettanti sopravvissuti. La particolarità di questi stage è che ci troveremo ad interpretare personaggi che nella trama principale non ce l'hanno fatta: in pratica si tratta di tre storie non canoniche, tre "what if" che si divertono ad immaginare sorti alternative per sfortunati defunti.

    Il più facile dei tre livelli, ad esempio, è quello che viviamo nei panni di Katherine Warren, la figlia del sindaco ingannata dal turpe sceriffo della città, che l'ha barbaramente uccisa per poi mettere a frutto le sue doti da tassidermista. Nell'ipotetica timeline alternativa di Ghost Survivors la ragazza riesce ad uccidere il suo carnefice prima che possa sopraffarla, trovandosi però faccia a faccia con la minaccia dei non-morti. L'obiettivo, in questo come negli altri scenari, è quello di raggiungere la fine dello stage facendo tesoro delle poche risorse a propria disposizione. Bisogna quindi centellinare i proiettili, evitare gli scontri diretti, gambizzare gli zombi e passare oltre. Per amor di varietà il team ha inserito qualche elemento inedito, che serve a vivacizzare l'azione. Nel caso di Katherine troveremo dei non-morti pallidi che hanno la capacità di rigenerarsi, e che potranno essere uccisi solo con armi incendiarie.
    Spronati dall'assillo del tempo e dall'ansia di un inventario molto ridotto ci troveremo presto a correre di stanza in stanza tentando di aggirare le minacce peggiori. Dovremo fare anche attenzione agli zombie dotati di zaini, dai quali potremo recuperare chiavi e oggetti molto utili alla nostra sopravvivenza. Di tanto in tanto ci sono anche dei distributori automatici (un'altra novità), che ci permetteranno di scegliere uno fra tre oggetti disponibili: se sia meglio ottenere cure, proiettili o nuove armi, starà a noi deciderlo a seconda delle condizioni in cui versano il nostro alter-ego e le sue scorte.

    Avrete capito che il feeling di questa modalità, proprio come The 4th Survivor, è squisitamente arcade, pensato per mettere alla prova i nervi e la preparazione dei più temerari. Lo scenario giocato nei panni di Katherine, a dirla tutta, non è neppure troppo proibitivo, una volta imparata la posizione degli zombie, dei licker e degli oggetti-chiave.

    Già più complesso è invece uscire vivi nei panni di Robert Kendo, il proprietario del negozio di armi protagonista di una scena memorabile nel racconto principale. Nel suo stage i nemici inediti sono rappresentati da zombie velenosi, che esplodono in una nuvola tossica quando vengono uccisi. Il picco della difficoltà si raggiunge poi con Ghost, uno dei mercenari inviati a recuperare il Virus G e brutalmente falciati dalla mutazione di Birkin. Oltre a doversela vedere con nemici protetti da corazze antiproiettile, il soldato si troverà davanti insidie di ogni tipo.

    La progressione nei tre scenari, viste le condizioni in cui si trovano i sopravvissuti fantasma, procede attraverso un meticoloso processo di Trial & Error. Si comincia, si muore per una minaccia imprevista, si ottimizzano le prestazioni per superare la difficoltà che è risultata letale. L'obiettivo sarebbe poi quello di migliorarsi di partita in partita, rodendo secondi preziosi per fare un buon piazzamento e scalare le classifiche globali.

    Si tratta ovviamente di un approccio non adatto a tutti i giocatori, molto lontano dalla filosofia del gioco base eppure tutt'altro che estraneo al mondo di Resident Evil, da sempre frequentato da convintissimi speedrunner. Anche le ricompense legate al completamento dell'avventura entro un certo limite di tempo vanno del resto nella stessa direzione, inseguendo una filosofia di auto-perfezionamento e ascesi ludica dal gusto spiccatamente orientale.

    Chi non si sente attratto da questo approccio ma vuole comunque concludere il tris di scenari può utilizzare la "modalità allenamento", molto più permissiva proprio grazie alla presenza di un inventario allargato. Terminando tutti e tre gli stage (anche in modalità allenamento) si avrà accesso ad un piccolo livello extra che vi lasciamo il piacere di scoprire. Qualsiasi siano le vostre inclinazioni, in ogni caso, I Sopravvissuti Fantasma riuscirà a tenervi di fronte allo schermo per un po'. Che sia per la curiosità di vivere tre storie alternative o per il brivido di dimostrare il vostro valore, un buon motivo per tornare a Raccoon City lo troverete senza fatica. Non si tratta ovviamente di un DLC che lascia il segno, anche solo perché si limita a riutilizzare gli scenari già calcati nell'avventura principale, ma rimane una buona trovata, assemblata con cura e concessa gratuitamente a tutta la fanbase. La formula di gioco funziona così bene che sarebbe un peccato non approfittare della generosità di Capcom.

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