Resident Evil Revelations 1 & 2 Recensione: l'orrore arriva su Nintendo Switch

Resident Evil Revelations 1 e 2 tornano a farci tremare sul piccolo (e grande) schermo di Nintendo Switch con un'ottima conversione.

recensione Resident Evil Revelations 1 & 2 Recensione: l'orrore arriva su Nintendo Switch
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Disponibile per
  • Xbox 360
  • PS3
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • I due episodi che compongono la miniserie di Resident Evil Revelations, come da tradizione Capcom, sono già stati riproposti sia su tutte le console della passata generazione sia su PS4 e Xbox One. A distanza rispettivamente di cinque e due anni dal loro esordio, i fortunati spin-off giungono inoltre anche su Nintendo Switch, con un'edizione che comprende tutti i contenuti diffusi fino ad ora: in un certo qual modo, si tratta della perfetta chiusura di un cerchio. Il primo Revelations, d'altronde, aveva esordito proprio sul 3DS, mentre il secondo capitolo risultava, almeno sino a questo momento, del tutto inedito sulle piattaforme della Grande N. Questa collection rappresenta quindi una perfetta occasione per recuperare due tra le migliori incarnazioni della serie nipponica, e permettere all'orrore - grazie alla modalità portatile - di non separarsi mai noi.

    Non è una crociera qualsiasi...

    Alla sua uscita nel 2012 Resident Evil Revelations colse tutti di sorpresa. E non poteva essere diversamente, dato che fu distribuito dopo Resident Evil 5, un capitolo che abbandonò gran parte delle componenti survival dei predecessori in favore di un'impostazione più cinematografica, quasi hollywoodiana e decisamente votata all'azione.

    Ritornando per molti versi alle radici del franchise, Revelations fu una vera ventata d'aria fresca: l'ambientazione claustrofobica, l'approccio meno action e la maggiore attenzione all'esplorazione diedero vita ad una felice commistione tra le meccaniche dei Resident Evil old school e quelle degli episodi del nuovo corso, iniziato con la quarta incarnazione del brand.
    Anche su Switch questo spin off si presenta con un lifting grafico che di certo non lo eleva agli standard della current gen, ma che lo rende comunque piacevole da ammirare, specialmente in modalità portatile, in cui la risoluzione a 720p non sfigura assolutamente sui 6,2 pollici dello schermo del tablet, viaggiando a 60 fps quasi sempre stabili.
    Nella dock la risoluzione passa invece a 1080p e il framerate ci è sembrato molto più solido, presentando cali molto meno frequenti e di minore entità. In generale il comparto tecnico è di buon livello, anche se in alcuni frangenti i modelli poligonali e alcune texture al limite dell'imbarazzante tradiscono l'origine portatile del titolo.

    A ciò si aggiunge un level design piuttosto soffocante, composto da stanze piccole e chiuse, le quali consentono al gioco di mantenere al contempo un'atmosfera opprimente pur senza apparire troppo gravoso per l'hardware del 3DS, su cui il titolo esordì. La resa è comunque più che soddisfacente, con effetti di luce credibili e ben realizzati, e con modelli dei personaggi realizzati con dovizia di particolari.
    La struttura narrativa, sebbene non risulti particolarmente rimarchevole, dimostra comunque una maggiore freschezza rispetto gli episodi numerati della serie, facendo ricorso a flashback e cambi di personaggio giocabile per rendere la storia sempre avvincente. Di contro, il rischio di perdere il filo della trama è piuttosto elevato, ma considerando che la release su home console prevede un riassunto di quanto accaduto in precedenza, proprio come avviene nelle serie tv, non sarà difficile riannodare il bandolo dell'orrorifica matassa.
    Tra fasi esplorative in cui ci troveremo a indagare a bordo della Queen Zenobia, lussuosa nave da crociera apparentemente abbandonata, e sequenze decisamente adrenaliniche nelle quali dovremo fronteggiare nuovi e disgustosi mostri partoriti dalla mente di Capcom, la campagna proseguirà in maniera scorrevole e piacevole. Per quanto i colpi di scena siano sempre interessanti, a svolgere la parte del leone sarà il gameplay: i due dorsali aggiuntivi che mancavano al 3DS consentono controlli più tradizionali e sicuramente più pratici.
    Gestire la mira con ZL e sparare con ZR si dimostra un'azione immediata e naturale, e ovviamente una grande importanza riveste anche la presenza del secondo analogico, che permette così all'insieme ludico di funzionare in maniera ottimale.
    Senza le meccaniche action tipicamente occidentali di Resident Evil 5, caratterizzato da sequenze al cardiopalma e da un'impostazione sostanzialmente da TPS, Revelations riparte dalle origini: l'orrore. E non sarà raro griovagare circospetti per i corridoi della nave senza sapere quale mostruosità ci attende dopo il prossimo angolo.

    Lo scanner Genesis aumenta inoltre l'urgenza di esplorare ogni singolo anfratto delle ambientazioni alla ricerca di oggetti nascosti, data anche la frequente scarsità di munizioni.
    A proposito di armi, l'ottimo sistema di potenziamenti garantisce un buon livello (seppur non profondissimo) di personalizzazione, che amplifica il già variegato parco di pistole e fucili tra cui potremo scegliere.
    Alcuni puzzle perdono un po' l'immediatezza e la particolarità che li contraddistingueva grazie all'utilizzo del touch screen del 3DS, ma sono comunque assolutamente godibili, ben congegnati ed implementati.
    La modalità Raid garantisce inoltre un'ottima aggiunta alla campagna, che migliora una longevità di tutto rispetto. Vale la pena sottolineare come sia possibile affrontare questa sfida in stile arcade sia in singolo sia in co-op con un altro giocatore.
    Anche in questa riedizione, Revelations si conferma quindi uno dei migliori Resident Evil moderni, con un setting opprimente e ammassi putrescenti da sterminare, che riportano la serie alle atmosfere dei primi episodi.

    The time of Revelations

    Il secondo capitolo, rilasciato originariamente in forma episodica, costituì un esperimento solo in parte riuscito per Capcom: pur avvalendosi anche di location più aperte, il titolo giocò in maniera diversa le sue carte, sperimentando più sul fronte della struttura narrativa che su quello del gameplay e dell'ambientazione, con un esito non sempre esaltante.

    Questo porting su Switch, dal punto di vista tecnico, ci è parso assolutamente gradevole in modalità portatile, mentre molto meno d'impatto in versione TV. Il framerate a differenza del primo capitolo scende a 30 fps, un compromesso accettabile dato che non si riscontrano grossi cali, e il livello di dettaglio grafico è, specialmente giocando in mobilità, indubbiamente dignitoso.
    È di certo apprezzabile la volontà di omaggiare i precedenti episodi con ambientazioni e rimandi di varia natura, ma Capcom sembra talvolta varcare pericolosamente la sottile linea rossa che divide il citazionismo dalla mancanza di idee. Inoltre è capitato di notare in qualche occasione un fenomeno di pop in dove non solo le texture vengono renderizzate in ritardo, ma interi ciuffi d'erba appaiono e scompaiono nel nulla.
    In Revelations 2 Capcom ha cercato di svecchiare ulteriormente la formula narrativa, rendendola più complessa rispetto a quella del predecessore.

    Ci troveremo ad interpretare due coppie di protagonisti, ed avremo l'opportunità di controllare a turno uno dei quattro personaggi a seconda delle rispettive abilità che saranno necessarie per risolvere gli enigmi, recuperare oggetti necessari a proseguire e aprire percorsi che ci sarebbero altrimenti preclusi.
    È con grande rammarico che non possiamo fare altro che confermare quanto già sottolineato nella recensione della versione PS4: la porzione di storia che riguarda Claire si dimostrata meno incisiva e a tratti quasi raffazzonata, meno interessante e con una conclusione frettolosa.
    Tra sequenze adrenaliniche ed esplorative generalmente più piatte del primo Revelations, questo secondo episodio ci consegna purtroppo personaggi monodimensionali e una sceneggiatura ben lungi dall'essere memorabile. A redimere il comparto narrativo è fortunatamente la storyline che vede Barry e Natalia come protagonisti. Pur trovandoci molto spesso a visitare le stesse ambientazioni appena attraversate con Claire e Moira, sperimenteremo gli avvenimenti da un'altra prospettiva, con meccaniche "di coppia" generalmente più interessanti e meglio strutturate.
    Ciò detto, appare evidente come Revelations 2 abbia purtroppo una matrice arcade che si palesa nel sacrificio della componente narrativa a favore di un'impostazione che prevede la rigiocabilità come puro e semplice score attack, nonostante sia presente un sistema di progressione sufficientemente corposo.

    A completamento dell'offerta, Capcom ha aggiunto anche una modalità Raid migliorata rispetto quella vista in Revelations, divertente e longeva a sufficienza, specialmente se giocata con un amico in locale. Tuttavia questa visione dell'endgame, votata al multiplayer con tanto di crescita e potenziamento del proprio avatar, mal si sposa con un franchise come quello di Resident Evil. In definitiva, Revelations 2 pur essendo un buon gioco preso singolarmente e un discreto titolo nell'ambito della serie cui appartiene, rappresenta insomma un notevole passo indietro rispetto l'ottimo predecessore.

    Resident Evil Revelations 2 Resident Evil Revelations 2Versione Analizzata Nintendo SwitchLa collection di Resident Evil 1 & 2 approda su Nintendo Switch con un restyling tecnico molto ben realizzato, traghettando sull'ibrida della Grande N due titoli piuttosto validi in maniera sostanzialmente indolore e senza eccessivi sacrifici. Purtroppo il secondo episodio non riesce né a migliorare né malauguratamente a confermare il livello qualitativo del primo Revelations, sebbene rimangano entrambi prodotti davvero imprescindibili per chiunque non li abbia mai giocati all’epoca della release originale. Come abbiamo già avuto modo di ribadire, si tratta senza dubbio di due tra i migliori capitoli della saga Capcom in tempi recenti, i quali - in virtù della portabilità di Switch - ricevono persino nuova linfa vitale: adesso il male può infatti accompagnarci ovunque andiamo.

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