Resident Evil ReVerse Recensione: si può controllare Nemesis, ma non basta

Tiriamo le somme su Resident Evil Re:Verse, nuovo gioco multiplayer a base di intrepidi protagonisti e armi biologiche. Il risultato? Non perfetto.

Resident Evil Re:Verse
Recensione: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Dopo la recensione di Resident Evil Village Gold Edition e di Le Ombre di Rose, il DLC posto a chiusura della saga dei Winters, dovevamo calarci nuovamente nell'oscurità per tirare le somme su Resident Evil Re:Verse, lo sparatutto multiplayer sviluppato da Neobards Entertainment e disponibile dal 28 ottobre per tutti i possessori di Resident Evil Village.

    Dal sistema di potenziamento per combattenti normali e creature, fino all'introduzione di una seconda mappa e di un vero e proprio Battle Pass, questa esperienza volta a celebrare i 25 anni della serie è arrivata al debutto ufficiale con alcune novità ma forse non con quelle di cui aveva bisogno per sperare di affollare a lungo gli incubi dei giocatori e adesso siamo pronti a spiegarvi il perché.

    Volti noti e armi biologiche

    Oltre al tutorial, che permette di familiarizzare con la schivata, le armi standard e i comandi di base, Resident Evil Re:Verse continua a offrire un'unica modalità di gioco, un semplice Tutti contro Tutti (sia per amici che con giocatori casuali) che chiama alcuni dei volti noti della serie ad affrontarsi in battaglia, forti di Capsule Virali che al momento della sconfitta permettono loro di trasformarsi in potenti armi biologiche assetate di sangue. Al pari di queste ultime, gli eroi sono gli stessi che abbiamo utilizzato in occasione della Beta pubblica (qui la nostra prova di Resident Evil Re:Verse) ma in compenso è stata aggiunta una nuova mappa ad affiancare quella del dipartimento di Polizia di Raccoon City.

    Parliamo della famosa casa Baker, luogo in cui si sono consumati i tragici eventi di Resident Evil 7 e teatro dei più vividi incubi di Ethan Winters. Purtroppo, proprio come per lo scenario del secondo capitolo, l'abitazione di Dulvey si sviluppa su di un unico livello e quindi non permette di raggiungere possibili punti di vantaggio per far fuori gli avversari o nascondersi un po' più a lungo.

    Semplici nella conformazione e mai davvero interessanti, le due mappe sono - in altre parole - delle mere cornici per gli scontri a viso aperto, che se non altro mantengono ritmi serrati per l'intera durata dei match (da 5 minuti l'uno). Dotato di un'alta sensibilità, che finisce per renderlo un po' troppo scivoloso, il sistema di mira fa il suo dovere e in generale lo shooting è sufficientemente riuscito, vista anche la riduzione di alcuni inciampi sul fronte delle hitbox.

    Tornando ai personaggi giocabili, troviamo ancora che Chris Redfield - anche solo per la facilità d'impego della sua coppia di abilità attive - abbia una marcia in più rispetto a Claire, Jill Valentine e Hunk, con Ada Wong e Leon Kennedy che pure non vanno sottovalutati. Capace di resistere ai danni letali con "Spirito Indomito" o di sferrare un cazzotto potenziato con "l'esoscheletro AMG-78", l'ex membro della S.T.A.R.S. armato di pistola e fucile d'assalto è il più agevole da utilizzare, perché le partite di Re:Verse sono caotiche e quindi più severe con coloro che vogliono adottare strategie un po' più elaborate.

    Ad ogni modo, abbattere una furiosa arma biologica con le mine della Valentine resta soddisfacente, così come inanellare uccisioni col proprio protagonista del cuore, al netto delle goffe animazioni di movimento. Eliminare nemici in serie conferisce più punti del normale, un discorso che estendiamo al vendicarsi dei propri carnefici. La sconfitta invece porta via un piccolo quantitativo di punti, quindi è bene battere in ritirata quando si ritiene di doverlo fare. In barba a qualsiasi velleità competitiva, l'esito di un match può essere ribaltato anche all'ultimo secondo, viste le numerose Capsule Virali che appaiono nelle fasi conclusive della partita e l'indiscutibile vantaggio di coloro che, mantenendosi distanti dalla bagarre, attendono che gli sfidanti subiscano danni per poi dar loro il colpo di grazia. Dal lanciagranate, fino al lanciarazzi e al fucile elettrico, le armi speciali sparse per i livelli costituiscono - assieme alle abilità attive - un ottimo modo per ottenere kill più agevolmente ma la vera fonte di divertimento in questo senso resta sempre legata al vestire i panni delle Creature. Se in possesso di zero capsule al momento del trapasso, il combattente si trasformerà in un Micomorfo non proprio letale ma capace di caricarsi d'energia quando infligge danni o ne subisce.

    Attivando l'abilità preposta al momento giusto sarà quindi possibile farlo esplodere per portare all'inferno anche i malcapitati nelle sue vicinanze. Con una capsula invece si potrà impersonare un temibile Hunter Beta o Jack Baker, che coi suoi potenti colpi circolari e i suoi attacchi furiosi - tra cui troviamo anche l'iconico "Benvenuto in famiglia" - è un vero spasso da usare... ma mai quanto il Super Tyrant o Nemesis.

    Il torreggiante cacciatore di Resident Evil 3 sfrutta sia il lanciarazzi che i suoi tentacoli per mandare a miglior vita le sue prede, mentre la versione mutata di Mr.X compie delle brutali esecuzioni col suo artiglio fiammeggiante. Non impossibili da abbattere ed efficacemente implementate - con la loro salute che si riduce progressivamente per accorciarne la permanenza in battaglia - le Creature sanno regalare grandi soddisfazioni e costituiscono la ragione principale per tuffarsi nell'arena di Re:Verse. Segnaliamo inoltre la possibilità di acquistare con i cosiddetti punti RP (ottenibili in-game) dei potenziamenti da inserire negli appositi slot di ciascun personaggio. Parliamo di talenti passivi capaci di migliorare l'efficacia sia delle sue abilità che di specifiche aree offensive e difensive, dal bonus danno per i colpi alla testa fino agli incrementi della salute per le creature in cui il combattente si tramuta. In sostanza, a parità di arsenale e personaggio, un giocatore assiduo - e quindi con più potenziamenti attivi - ha certamente un vantaggio rispetto a un utente occasionale.

    Di ricompense, Battle Pass e stabilità

    Ottenibili in premio alla fine di ogni match, gli RP non servono solo ad acquisire upgrade per Umani e Creature ma anche a sbloccare nuovi sfondi per il menù principale, skin alternative dei combattenti - si pensi al modello rinnovato di Chris di Resident Evil 7 - modifiche estetiche e ciondoli per armi. Purtroppo, al netto degli iniziali booster RP disponibili per i giocatori, i guadagni alla conclusione delle partite sono in media piuttosto bassi, soprattutto se raffrontati al costo dei singoli elementi estetici, che inoltre non sono neanche così interessanti.

    Per intenderci, 2000 RP in ricompensa per aver raggiunto un terzo posto non sono il massimo se una singola esultanza ne costa 6000. In relazione ai contenuti extra non esaltanti, al momento non sono presenti costumi alternativi per le Creature, immaginiamo ad esempio un Nemesis col design classico - e quindi ci siamo francamente sentiti poco invogliati a giocare con lo scopo di rimpinguare gli RP. C'è poi il discorso dei due Battle Pass, con quello Premium che richiede l'ulteriore esborso di 9,99 euro per essere attivato.

    Ebbene, sia le ricompense del percorso gratuito che dell'altro ci sono parse sottotono (essendo tranquillamente visibili), quasi come se gli addetti ai lavori stessero conservando i contenuti migliori e più interessanti per il futuro. D'altra parte sappiamo che prossimamente Re:verse accoglierà nuovi combattenti, come la Squadra Hound Wolf di Redfield, stage aggiuntivi e ulteriori livelli per il Battle Pass con relative ricompense ma al momento, oltre al piacere di passare qualche momento di svago in compagnia dei personaggi di Resident Evil, non ci sono molti altri motivi per tuffarsi negli scontri o per completare le Sfide legate all'avanzamento nel Battle Pass.

    Sulla base di un matchmaking rapidissimo, anche grazie alla presenza del crossplay, la stabilità dell'esperienza multigiocatore è a dir poco ottimale e priva di tentennamenti, con l'azione che resta fluidissima su PlayStation 5. Al netto della scelta di mantenere il filtro comic attivato oppure no, l'immagine complessiva resta piacevole, sebbene gli scenari proposti dal gioco presentino evidenti semplificazioni rispetto alle controparti viste nelle iterazioni principali della serie. I personaggi e i mostri in cui possono tramutarsi sono sempre gradevoli a vedersi, a riprova del grande lavoro svolto dai collettivi che li hanno realizzati in origine.

    Resident Evil Re:Verse Resident Evil Re:VerseVersione Analizzata PlayStation 5Varcare i confini dell'RPD o di Casa Baker e battagliare fino alla morte - per poi tornare in vita nei panni di un'arma biologica e dar seguito allo scontro - è divertente come sembra, anche al netto di personaggi più efficaci d'altri e del fattore fortuna, che di certo caratterizza quella che è un'esperienza all'insegna della leggerezza. Purtroppo però Resident Evil Re:Verse è giunto al lancio povero di contenuti, con sole due mappe, una singola modalità di gioco e un apparato di supporto poco interessante. Il costo di esultanze, skin ed elementi secondari, infatti è elevato e i percorsi Battle Pass, perfino quello Premium, non sono riusciti a destare il nostro interesse di fan di lunga data. In futuro le cose potrebbero cambiare ma allo stato attuale delle cose il titolo di Neobards Entertainment non ha le spalle per intrattenere gli appassionati per più di qualche ora.

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