Recensione Resident Evil: The Umbrella Chronicles

Faccia a faccia con gli Zombie

Resident Evil: The Umbrella Chronicles
Recensione: Nintendo Wii
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Disponibile per
  • Wii
  • Scetticismo spicciolo

    Non si può certo dire che Nintendo abbia tenuto a digiuno i fan di Resident Evil durante la scorsa generazione di console. Un giovanissimo Gamecube ha cominciato la sua carriera offrendo al pubblico affamato di zombie (affamati di uomini) un remake con i fiocchi del primo episodio della serie, rincarato la dose con porting di tutti gli altri capitoli e concluso la partita con il mai troppo decantato Resident Evil 4, grazie a cui il panorama stantio dei survival Horror è riuscito a tirare una boccata d'aria fresca.
    Eppure l'annuncio di Resident Evil 5 ha lasciato a bocca asciutta chi credeva di bissare il lauto pasto su Wii.
    Gli utenti Nintendo, che inizialmente hanno dovuto accontentarsi di una “misera” edizione riveduta e corretta di RE4, non hanno poi potuto far altro che storcere il naso quando è stato finalmente tolto il velo dal misterioso progetto Umbrella Chronicles. Al debutto su Wii, l'epopea dei morti viventi assume le vesti di un on-rail shooter e, con la consapevolezza degli esperimenti fallimentari tentati in passato sulle console Sony, lo scetticismo è più che giustificato. Fortunatamente restare sorpresi da Capcom è sempre una buona cosa.

    Una ripassata veloce

    Il gioco ripropone molti degli avvenimenti salienti della saga, narrati dalla voce di Albert Wesker, uno degli antagonisti principali della storia, nonchè uno dei più affascinanti ed enigmatici villain mai concepiti. Così assisteremo ancora una volta all'ascesa al potere della Umbrella Corporation, dalla genesi del contagio del T-Virus di Resident Evil 0, alla distruzione di Raccoon City vista in Nemesis.
    Dopo i primi tre capitoli principali, perfetti per introdurre la trama ai neofiti e rinfrescare le idee dei giocatori a digiuno di Resident Evil da un po', si renderà disponibile un ultimo scenario completamente inedito, che colma in parte il vuoto di eventi volutamente creato tra Nemesis e le recenti imprese di Leon Kennedy.
    L'affascinante storia è supportata da una buona atmosfera e da un cast di personaggi di tutto rispetto, che farà sicuramente la felicità dei fan di vecchia data: ben otto sono i protagonisti selezionabili, tra cui figurano gli eroi Chris Redfield, Billy Cohen e Carlos Oliveira, ma anche l'ambigua Ada Wong e lo stesso Wesker.

    Canne fumanti

    Il gameplay preserva la “semplicità” ed il gusto arcade tipico delle controparti da sala della concorrenza (House of the Dead su tutti).
    Fondamentalmente il compito del giocatore sarà sparare tutto ciò che si muove prima che si avvicini a sufficienza per attaccare. Il livello di difficoltà di Umbrella Chronicles riesce subito ad assicurare una dura sfida già dal secondo scenario disponbile, ambientato durante le vicende del primo Resident Evil. Quello che sulla carta potrebbe quindi sembrare un gioco da ragazzi, è in realtà una prova di riflessi continua, in cui bisogna tener conto dei tempi di ricarica delle armi, degli zombie che sbucano da ogni angolo, ma non solo.
    Ad un cuore da shooter su binari, Capcom ha pensato bene di affiancare una serie di piccole aggiunte in grado di rendere il gameplay ancora più frenetico, garantendo massicce dosi di tensione nei giocatori ma mantenendo anche gli echi esplorativi che hanno reso celebre la serie.
    I comandi di base sono essenziali: utilizzando il Wiimote a mo' di pistola, puntando per spostare il mirino e utilizzando i tasti A e B, da soli o in combinazione, sarà possibile eseguire una buona gamma di azioni come sparare, accoltellare i nemici vicini e lanciare granate.
    Muovendo il reticolo di mira dell'arma equipaggiata (per cambiare arma basta premere la croce direzionale scorrendo la lista di quelle in nostro possesso) su alcuni oggetti sparsi per i fondali, come erbe o preziose munizioni, potremo raccoglierli.
    Se saremo così sprovveduti da farci afferrare da uno zombie, o da altre creature altreattanto disgustose, un avviso a schermo ci suggerirà di agitare il telecomando per liberarci dalla presa con un letale contrattacco, una meccanica presente in alcuni titoli della serie che risulta molto ben implementata in questo episodio. In modo analogo a quanto accade in Resident Evil 4, poi, durante alcune apparentemente innocue scenette animate d'intermezzo, verremo chiamati improvvisamente a reagire ad eventuali attacchi a sorpresa premendo rapidamente uno o più tasti.
    Selezionando l'apposita voce nel menu delle opzioni potremo attivare la visuale dinamica, grazie a cui spostare leggermente la telecamera utilizzando lo stick del nunchuck.
    E' stato inoltre inserito un elementare ma efficace sistema di personalizzazione delle armi secondarie che potremo potenziare spendendo i crediti guadagnati portando a termine i vari scenari, aumentando capacità di proiettili, velocità di ricarica e danno inflitto.
    Il design dei livelli è basilare, e anche se spesso è possibile incorrere in bivi e stanze opzionali, non presenta variazioni sul tema degne di nota neppure durante le boss battle, ciononostante annoiarsi è praticamente impossibile.
    Alla fine di ogni stage, in base ai risultati mostrati nell'apposita schermata di valutazione, verranno sbloccati una serie di contenuti come capitoli bonus, armi segrete e file da visualizzare nella galleria. Oltre alla genuina giocabilità e alla rigiocabilità, è proprio l'enorme quantità di segreti il punto di forza del titolo Capcom. La schermata dei file segreti è una vera manna per gli appassionati della serie, che potranno leggere pagine e pagine di dettagliati rapporti su mostri, personaggi, armi e oggetti, eventi chiave della storia di Raccoon City.

    Importante il supporto del multiplayer: in tutti gli scenari principali (ma anche in quelli segreti, soddisfacendo i giusti requisiti) è possibile farsi supportare da un amico nell'eliminazione delle creature generate dal T-Virus. Il prezzo da pagare per la bocca di fuoco in più, però, è un ulteriore innalzamento della difficoltà ed una barra dell'energia comunitaria.
    I giocatori più audaci ed inventivi potrebbero anche sfruttare l'opzione co-op per giocare da soli impugnando due pistole, improvvisandosi piccoli Dante.

    Non è tutto Zombie quel che luccica

    Il motore grafico del gioco è deludente, e ben lontano non solo dalle possibilità del Wii ma anche dal fantastico Resident Evil 4.
    Con il sistema di visuali tipico degli on-rail shooter, Capcom avrebbe potuto focalizzare l'attenzione su una scena poligonale più articolata, ma il vero problema è sicuramente il comparto texture: troppo spesso avvicinandosi a porte o pareti si viene aggrediti letteralmente da ammassi di pixel, che solo un attimo prima rappresentavano assi di legno e mattoni.
    Fortunatamente qualche volta Umbrella Chronicles riesce anche a sorprendere, specialmente nelle locazioni esterne, con un inaspettato livello di dettaglio e superfici dalle riflessioni convincenti, oppure una gestione dell'illuminazione apprezzabile come nel caso della villa all'inizio del secondo capitolo.
    Quel che importa, malgrado i vari difetti, è comunque la capacità del titolo di mantenere sempre alto il livello di tensione, grazie ad un'atmosfera oscura in cui la sensazione di pericolo è palpabile svoltando ogni angolo ed attraversando ogni vicolo buio.
    I modelli dei personaggi, visibili soltanto nelle cutscene realizzate in CG o con lo stesso motore grafico del gioco, sono buoni e animati in modo soddisfacente, mentre ancora migliore è la cura riposta nella realizzazione dei vari mostri: il bestiario di Umbrella Chronicles è il più vasto mai visto in un Resident Evil, e conta praticamente tutte le creature apparse negli episodi precedenti, più alcune new entry. Nel corso dei vari livelli ci si imbatterà dunque in Hunters, Licker, Cerberus, scimmie zombie, ragni mutanti e, ovviamente, in enormi boss. Ovviamente a pararsi davanti al giocatore saranno sopratutto gli zombie: se ne incontreranno a centinaia, eppure grazie ad un ottimo lavoro di caratterizzazione e alla grande varietà, difficilmente sarà possibile avvertire monotonia.

    La colonna sonora, composta da un buon numero di tracce sincopate, commenta l'azione senza infastidire e sposandosi alla perfezione con l'azione di gioco, ma nemmeno colpendo in modo particolare.
    Il posto di protagonista del comparto audio spetta invece agli effetti sonori, tra cui vanno segnalati anche i rumori emessi dal Wiimote (utilissimo il rumore della ricarica delle armi, che viene emesso individualmente da ogni giocatore evitando confusione) e all'ottimo doppiaggio in lingua inglese.
    Non temano però gli utenti italiani: il testo a schermo in italiano presenta praticamente sempre traduzioni adatte e di qualità.

    Resident Evil: The Umbrella Chronicles Resident Evil: The Umbrella ChroniclesVersione Analizzata Nintendo WiiDimenticate i deludenti Gun Survivor: Umbrella Chronicles è estremamente divertente, specialmente se giocato in compagnia di un amico. Il livello di difficoltà ed i numerosi segreti faranno la felicità degli hardcore gamer, sempre in cerca del punteggio più alto, ed i fan della serie saranno certo soddisfatti dall'atmosfera e dalla caratterizzazione di eventi e personaggi. In definitiva Capcom ha confezionato un prodotto imperdibile per gli appassionati di Resident Evil e degli on-rail shooter, ma consigliabile anche a chiunque abbia voglia di un po' di azione su Wii al prezzo di perdonare qualche ingenuità tecnica.

    7

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