Return to Monkey Island Recensione: Ron Gilbert firma un sequel capolavoro

Ron Gilbert torna al timone della serie con Return to Monkey Island: è tempo di salire a bordo di PC e Nintendo Switch per una nuova epopea piratesca.

Return to Monkey Island
Recensione: Nintendo Switch
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  • Pc
  • Switch
  • Ci auguriamo non soffriate il mal di mare, perché Ron Gilbert è tornato ed è in forma smagliante. Affiancato dal co-sceneggiatore Dave Grossman, dal direttore artistico Rex Crowle (Knights & Bikes, Tearaway) e dai compositori Peter McConnell, Michael Land e Clint Bajakian, il leggendario autore videoludico ci invita a raggiungerlo in mare aperto, per fare ancora una volta rotta in direzione di Monkey Island.

    Riprendendo le fila della storia narrata in The Secret of Monkey Island e Monkey Island 2: LeChuck's Revenge, il padre di Guybrush Threepwood firma Return to Monkey Island, nuova avventura piratesca dall'anima punta & clicca. Con l'approdo del titolo atteso su PC e Nintendo Switch in data 19 settembre 2022, non abbiamo potuto resistere al richiamo del grog: salpati con un po' di anticipo in direzione di Mêlée Island, siamo sopravvissuti a pirati non-morti, atolli demoniaci, geni del marketing e scettici patologici. Sbarcati dalla console ibrida di casa Nintendo, vi invitiamo ad unirvi a noi per scoprire tutto il necessario sull'opera ideata da Terrible Toybox e distribuita dalla ciurma di Devolver Digital. AHOY!

    Ritorno a Monkey Island: un sequel anomalo

    Sono trascorsi oltre trent'anni dalla prima apparizione di Guybrush Threepwood, e da allora la leggenda di questo sconclusionato bucaniere si è costantemente trasformata. Molti velieri hanno solcato i sette mari prima che la saga di Monkey Island si trasformasse in un cult videoludico assoluto: un periodo di tempo durante il quale il caotico eroe ha goduto dell'affetto di molteplici genitori. Da Ron Gilbert e Dave Grossman a Telltale Games, Guybrush ha vissuto un vasto oceano di avventure memorabili. Ora, però, è giunto il momento di fermarsi un momento e guardare al passato, nuovamente tra le mani del suo creatore.

    Con Return to Monkey Island, Terrible Toybox aveva un compito non facile: dare continuità alla visione artistica plasmata con i due capitoli originali, ma senza condannare all'oblio ciò che altri team avevano edificato - legittimamente e con passione - nei capitoli successivi. Con un compromesso a nostro avviso efficace, il ritorno di Guybrush Threepwood si propone come seguito di Monkey Island 2: LeChuck's Revenge, ma integra nella sua mitologia numerosi elementi introdotti da The Curse of Monkey Island, Escape from Monkey Island e Tales of Monkey Island. Dal cinico teschio demoniaco Murray alle disavventure con lamantini giganti, all'interno di Return to Monkey Island i riferimenti ai titoli che hanno ampliato l'immaginario di Ron Gilbert sono davvero numerosi.

    Il risultato è un viaggio entusiasmante, che si muove con eccellente equilibrio tra nostalgia e contemporaneità, animato dall'umorismo e l'ironia che da sempre rappresentano il marchio di fabbrica di Monkey Island. In questa sede, non vi sveleremo la cornice narrativa che fa sfondo agli eventi di Return to Monkey Island: vi invitiamo a scoprirla in prima persona, senza anticipazioni di sorta, proprio come ha potuto fare la ciurma di Everyeye.

    Come anticipato dall'autore nella nostra recente intervista a Ron Gilbert, forse non tutti i tasselli del gioco riescono a trovare una collocazione perfettamente lineare all'interno della continuity, e probabilmente gli appassionati dovranno mettere in moto la fantasia per dare una risposta ad alcune domande. Ma in fondo avere a che fare con pirati zombie ed eroi ambiziosi non è mai stato troppo semplice: non sai mai dove si annida la realtà e dove invece la storia inizia a fondersi con la leggenda. Le risposte che abbiamo trovato al termine del nostro viaggio, ad ogni modo, ci hanno lasciati col sorriso e con un sincero affetto per le vicende capaci di raccontare non solo i propri personaggi, ma anche i propri autori.

    Guybrush Threepwood ci riprova: qual è il mistero di Monkey Island?

    Fatte le doverose premesse, è tempo di scoprire ciò che sta accadendo entro le coste dell'isola di Mêlée. Dall'ultima permanenza dei giocatori sull'atollo, molte cose sono cambiate. Elaine Marley, dolce metà del nostro protagonista, non è più la Governatrice della terra emersa, che a sua volta è profondamente mutata. La ridente isoletta è ancora frequentata da insoliti personaggi, ma l'atmosfera non è quella di una volta: botteghe sulla via del fallimento e mura ricoperte di graffiti testimoniano la malinconica decadenza che ha colpito Mêlée Island. La vecchia guardia è stata sostituita da una nuova (peggiore?) generazione di bucanieri, la cui gestione dei Sette Mari è guidata più dal profitto che dalla sete di avventura.

    In questo contesto, il nostro Guybrush non pare sentirsi troppo a suo agio. Tra

    tradizioni in declino e nuove mode, il pirata è fuori posto, ma ecco che una inaspettata occasione di ventura lo inebria di vita. Dopo tutti questi anni, il si rende infatti conto di non aver mai realmente svelato il mistero di Monkey Island. Nemmeno il tempo di rifletterci su, ed ecco che il nostro eroe è già in cerca di un veliero con cui tornare ad assaporare la salsedine. Recuperare una nave, tuttavia, non è così semplice come potrebbe apparire, tanto più che l'ombra di LeChuck si sta già stagliando minacciosa sulle coste dell'isola. Fortunatamente, molte vecchie conoscenze sono pronte - più o meno spontaneamente - a venire in aiuto di Guybrush. Dalla già citata Elaine all'incorreggibile Stan, passando per lo scontroso e (adorabilmente) sagace teschio parlante Murray e la misteriosa Voodoo Lady, l'arcipelago di Monkey Island è il teatro di una traversata folle e divertente, in linea con la migliore tradizione della saga. Dagli oscuri anfratti di Terror Island ai ghiacci di Brrr Muda, Ron Gilbert dipinge un mondo surreale e sconclusionato, eppure follemente coerente. Tra richiami alla cultura pop - con Star Wars in prima linea - e frequenti rotture della quarta parete, Return to Monkey Island riesce a strappare risate sincere e spontanee. Giochi di parole e freddure si alternano a vera e propria satira, mentre personaggi sempre più caricaturali e sconnessi fanno la loro comparsa, invitandovi a prendervi cura di polli fantasma, a promuovere il consumo di lime nell'arcipelago o a diventare maestri cantastorie di leggende marinaresche. E quel che più importa, sia che ci si trovi sulle familiari coste di Mêlée Island o sulle gelide montagne di Brrr Muda, la qualità della scrittura di Return to Monkey Island si mantiene costantemente su vette altissime.

    Ovviamente, per godere al meglio della nuova opera di Ron Gilbert, sarebbe preferibile conoscere la storia del pirata Guybrush Threepwood. Con un occhio di riguardo per i neofiti della serie, Terrible Toybox ha però provveduto ad includere le coordinate principali della saga direttamente in-game. Dal menu di gioco di Return to Monkey Island, è infatti possibile accedere ad un provvidenziale Album dei Ritagli, una sorta di diario di bordo composto da fotografie, disegni e illustrazioni delle precedenti avventure del caotico pirata. Narrato in prima persona da Guybrush, il diario rappresenta uno strumento prezioso a disposizione di coloro che si affacciano alla serie di Monkey Island per la prima volta o non ne hanno giocato tutti i capitoli.

    Un arcipelago di enigmi

    Return to Monkey Island propone due opzioni di fruizione, a partire da una modalità semplificata, caratterizzata da versioni più semplici degli enigmi di gioco. A meno che non si abbia davvero poca familiarità con il medium videoludico, tuttavia, ci sentiamo di consigliare di optare per l'opzione classica, con gli enigmi in versione integrale. La ragione è molto semplice: all'interno dell'avventura grafica è stato implementato un pratico sistema di aiuto, al quale i giocatori possono fare ricorso in qualunque momento della partita.

    Nel proprio inventario, Guybrush ha a disposizione un Libro degli Indizi, che a seconda degli obiettivi del momento proporrà suggerimenti volti a superare eventuali momenti di stallo. L'espediente (studiato anche per evitare di imbattersi in spoiler mentre si cerca la soluzione a un enigma in rete) è strutturato in maniera eccellente: ogni indizio si limita infatti a stuzzicare l'ingegno con un'utile imbeccata, ma nel caso in cui lo si desideri il volume virtuale non esiterà ad offrire chiare indicazioni sul prossimo passo da seguire per avanzare nella storia di Return to Monkey Island. Con un tale strumento a disposizione, rinunciare in partenza a fruire dell'esperienza integrale di gameplay ci pare francamente un peccato, anche perché i puzzle confezionati da Terrible Toybox sono ottimi.

    Nel pieno rispetto della tradizione della saga, gli aspiranti pirati sono chiamati a interagire con i personaggi e gli elementi dello scenario, in cerca di indizi su come portare avanti la propria missione. Ogni enigma di Return to Monkey Island richiede di aguzzare l'ingegno e di allenare il pensiero laterale, ma senza mai eccedere nel non-sense. Può infatti essere risolto grazie all'attenzione per i dettagli, un leggero backtracking e una buona dose di spregiudicata inventiva, con soluzioni esilaranti ma comunque ancorate alla logica. Alcuni dei puzzle ci hanno intrattenuto più a lungo di altri, ma nel complesso l'avventura grafica non propone un livello di difficoltà troppo marcato.

    Su Nintendo Switch, la semplice pressione di due tasti rivela gli oggetti con i quali è possibile interagire in uno scenario. Alcuni di questi si limitano ad offrire dettagli sul mondo di Return to Monkey Island e i suoi abitanti, mentre altri rappresentano la chiave di volta per procedere con l'avventura. Mentre Guybrush si aggira per gli scenari guidato dalla levetta analogica, possiamo arricchire il nostro inventario con gli item più disparati, tra coltelli, strumenti di pulizia, pesci di ogni genere, frutti, peluche e provvidenziali chiavi. Tramite un'interfaccia essenziale e intuitiva, il protagonista può dare libero sfogo alla creatività, combinando i suoi averi per creare nuove diavolerie o verificando l'eventuale effetto di un oggetto su di un personaggio o un elemento dello scenario. Le dinamiche di gameplay di Return to Monkey Island sono dunque quelle tradizionali di un moderno punta & clicca, declinate con semplicità ed efficacia.

    Per portare a termine la nuova avventura di Guybrush, sarà necessario navigare tra gli atolli dei Caraibi per circa 7-10 ore, a seconda della propria curiosità e arguzia nella soluzione degli enigmi. Meticolosamente determinato a scovare il segreto di Monkey Island, il nostro eroe annoterà ogni obiettivo su di un pratico taccuino, liberamente consultabile dall'inventario. Nelle fasi più avanzate della partita, quando le diverse missioni inizieranno a sovrapporsi, risulterà così molto semplice tenere sotto controllo la situazione.

    Ritorno in grande stile

    Per il ritorno in scena dell'iconica saga, Ron Gilbert ha riunito i compositori originali della colonna sonora di The Secret of Monkey Island. Il risultato è una selezione di musiche gioviali e orecchiabili, che accompagnano alla perfezione la spassosa epopea piratesca. Sul fronte del doppiaggio, Dominic Armato torna a dare vita a Guybrush Threepwood, con una performance in lingua inglese di alto livello, che rende perfettamente giustizia allo sconclusionato cast di faccendieri, politici e bucanieri che popolano l'arcipelago. A supporto, i sottotitoli in lingua italiana traducono con efficacia la comicità di Return to Monkey Island, con giusto un paio di lievi sviste da segnalare.

    Anche sul fronte della direzione artistica, Return to Monkey Island non delude. Il nuovo stile scelto da Terrible Toybox per la propria avventura piratesca si differenzia notevolmente da quanto visto nei primi capitoli della serie, ma non per questo risulta di livello inferiore. I colori sgargianti e il peculiare connubio tra estetica cartoon e ispirazione cubista si adattano perfettamente all'amabile follia dei Sette Mari di Monkey Island, restituendo ambientazioni semplici, ma variopinte e ricche di vita.

    Return to Monkey Island Return to Monkey IslandVersione Analizzata Nintendo SwitchNonostante i tanti anni sulle spalle, la saga creata da Ron Gilbert sembra avere ancora molto da raccontare. Con Return to Monkey Island, l'autore videoludico confeziona un'opera nostalgica, ma profondamente calata nella contemporaneità, che racconta con la consueta dose di sagacia ed ironia. Con un'ottima qualità di scrittura, l'avventura grafica regala agli amanti dei punta & clicca un'esperienza divertente e stracolma di enigmi da risolvere ricorrendo a fantasia, logica e attenta osservazione. Tra volti nuovi e familiari - con menzioni speciali per Murray e Stan - questo sequel anomalo ci ha regalato circa una decina di ore di intaccabile buonumore: nemmeno un buon boccale di grog avrebbe potuto fare di meglio.

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