Ride 3 Recensione: Milestone torna a sfrecciare su console e PC

Torna la prima IP originale targata Milestone, portando con sé migliorie al modello di guida e un ventaglio impressionante di personalizzazioni.

recensione Ride 3 Recensione: Milestone torna a sfrecciare su console e PC
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Con la serie RIDE, Milestone ha intrapreso un percorso di auto miglioramento: il primo capitolo era infatti piuttosto acerbo, incompiuto e tecnicamente imperfetto, mentre il secondo ha rappresentato un netto passo in avanti, nonostante alla formula ludica sembrasse mancare ancora il carburante necessario per raggiungere grandi traguardi. Dopo ben tre anni dall'esordio della prima IP interamente ideata dalla software house italiana, ci siamo quindi trovati di fronte a RIDE 3, un prodotto che, seguendo il tracciato del progressivo perfezionamento, si è rivelato straripante di contenuti, di bolidi ricreati a regola d'arte e di milioni di personalizzazioni su licenza. Resta assolutamente inalterato, invece, l'immancabile amore del team meneghino nei confronti del mondo delle due ruote, già ampiamente mostrato negli episodi del brand MotoGP. La passione riposta nella rivisitazione digitale di ogni singolo modello poligonale è esorbitante, così come l'attenzione ai dettagli che pervade l'intera esperienza di gioco.

    Il terzo giro di pista

    Inutile negarlo: il primo RIDE, presentato in pompa magna come un novello "Gran Turismo delle due ruote", aveva deluso le aspettative. Il brand, però, dopo un transitorio - ma tutto sommato gradevolissimo - secondo capitolo e il provvidenziale passaggio all'Unreal Engine 4, sembra aver raggiunto un grado di maturazione tale da consentirgli di tornare a fregiarsi, finalmente, del titolo che molti gli avevano affibbiato nell'ormai lontano 2015.

    RIDE 3 si configura esattamente come una sintesi perfetta tra l'essenzialità strutturale di Forza Motorsport e la natura spiccatamente esibizionista e attenta al dettaglio dell'ultimo capitolo di Gran Turismo. Dal primo mutua una predilezione per la modalità carriera di stampo classico, capace di spaziare armoniosamente all'interno di un parco moto eterogeneo e di invogliare il giocatore a sperimentare e moltiplicare, gara dopo gara, il numero di mezzi presente nel proprio garage; dal secondo, invece, prende proprio questa attenzione maniacale al dettaglio, la voglia di alimentare continuamente la passione dell'utente e di cullarlo con una rappresentazione ai limiti del clamoroso di ciascuno dei mezzi presenti nel gioco.

    Il più infinitesimo particolare sembra creato ad arte per far sciogliere anche il più esigente dei centauri digitali: dai menu principali fino alle schermate di caricamento, ogni elemento è studiato alla perfezione per raggiungere questo scopo. Al posto dei comuni "suggerimenti per il giocatore" che spopolano all'interno di molti altri congeneri, ci siamo imbattuti in muri di testo ricchissimi di informazioni sulla moto da noi scelta, densi di nozioni storiche e succosi dettagli tecnici. Anche la voce fuori campo non sembra mai voler perdere l'occasione di coccolarci con frasi ad effetto e qualche strizzata d'occhio da fuoriclasse. Sebbene ogni moto sia catalogata, come è lecito aspettarsi, secondo parametri standard che ne delineano le prestazioni in pista (i famosi PP - punti prestazione - già incontrati in RIDE 2), Milestone ci ricorda che un mezzo va etichettato non soltanto tramite dei freddi numeri, ma anche e soprattutto attraverso le emozioni.

    Personalizzazione estrema

    Il racing game del team italiano si prospettava insomma come una macchina perfetta, almeno all'apparenza. Allungando lo sguardo oltre alle scintillanti carene che lo avvolgono, però, inizia a palesarsi qualche piccola crepa. L'intelaiatura su cui si erge l'intera proposta ludica appare leggermente troppo rigida e standard; un bouquet di contenuti non sempre entusiasmante e spesso un po' fine a se stesso, gratificante soprattutto per i fanatici del collezionismo e della personalizzazione estrema del proprio mezzo.

    Questo però non significa affatto che RIDE 3 sia un brutto gioco: è esattamente tutto ciò che ha sempre promesso di essere, e forse anche qualcosa di più. Le possibilità di customizzazione sono a livelli stratosferici, e coinvolgono sia le sessioni di gara che la navigazione dei menu. Nell'hub principale potremo vedere il nostro protagonista in abiti civili, con la facoltà di modificarne anche pantaloni, scarpe e maglietta. Immancabile poi la differenziazione tra i vestiti "da strada" e quelli "da corsa", anch'essi ricolmi di oggetti dei più famosi marchi di accessori, da sbloccare gara dopo gara.

    Per quanto riguarda le moto, poi, abbiamo davvero l'imbarazzo della scelta: ad attenderci troviamo sette diverse categorie (tra cui spiccano sportive, naked, superbike, enduro e supermoto), per un totale che supera di gran lunga i 200 esemplari unici. Ciascuno di questi bolidi può essere personalizzato sia sul fronte estetico che meccanico. Possiamo intervenire su ogni particolare, dai grandi classici come i dischi dei freni e gli scarichi fino al sistema di raffreddamento.

    Per i veri appassionati della customizzazione, poi, c'è anche un complesso e meraviglioso editor delle livree. Oggettivamente, risulta davvero difficile descrivere a parole le potenzialità del mostruoso sistema messo in piedi da Milestone, che può vantare centinaia e centinaia di elementi diversi, tra cui loghi dei produttori e pattern di ogni tipo da disporre a piacimento su più "livelli" (in stile Photoshop, per capirci). Una volta conclusa l'opera, ovviamente, c'è anche la possibilità di condividere online il frutto del nostro lavoro. E questa è, a nostro avviso, una delle novità più interessanti del terzo capitolo di RIDE.

    A tutto gas

    Pad alla mano, l'ultimo prodotto targato Milestone si comporta discretamente, sebbene non riesca a scrollarsi di dosso qualche elemento ancora troppo spiccatamente arcade. In linea di massima, comunque, reputiamo il modello di guida proposto dal gioco un ottimo compromesso.

    Del resto, a differenza di quanto avviene con le quattro ruote, ambito in cui è più semplice spingersi verso la simulazione assoluta in virtù dell'esistenza di periferiche capaci di mantenere tali esperienze molto godibili e realistiche, un titolo dedicato soltanto al mondo del motociclismo deve fare i conti con la necessità di essere fruito esclusivamente con il pad. Questo rende di certo meno efficaci e digeribili eventuali virtuosismi simulativi, e richiede un po' di attenzione in più da parte dello sviluppatore. Apprezzabilissimi sono anche gli evidenti passi in avanti compiuti dal motore fisico, soprattutto per quanto concerne la gestione delle collisioni, più aggraziate e credibili rispetto al passato. Lo stesso trattamento virtuoso è stato infine riservato anche all'IA, leggermente più responsiva e coerente con le situazioni di gara. Il vero fiore all'occhiello della produzione targata Milestone è però rappresentato dall'utilizzo quasi impeccabile - e sempre più competente ad ogni nuova release - del motore grafico targato Epic. Anche tralasciando le fantastiche e dinamiche (ma alla lunga un po' ripetitive) scene introduttive di contorno, ogni aspetto appare tecnicamente solido e coerente. I circuiti, ben trenta, sono realizzati in maniera egregia e, per la prima volta, ci viene persino concessa l'opportunità di correre in notturna, sebbene ciò sia possibile solamente in un sottoinsieme specifico di tracciati.

    Lo stesso meccanismo, purtroppo, regola - in maniera molto meno comprensibile - le condizioni meteorologiche: potremo provare il brivido di correre sul bagnato solamente all'interno di alcuni circuiti selezionati. Se proprio vogliamo essere pignoli, tra l'altro, si sente un po' la mancanza di un maggior numero di preset. Ci viene in mente ad esempio l'ottimo percorso imboccato in tal senso dal nuovissimo Assetto Corsa Competizione, altro titolo basato sul blasonato UE4. Nel racing di Kunos ci viene data la facoltà - già dall'early access - di scegliere tra tre diverse tipologie di pista bagnata, garantendo un dinamismo e un ventaglio di possibilità indubbiamente maggiore.

    RIDE 3 RIDE 3Versione Analizzata Playstation 4 ProRIDE 3 è un museo digitale a portata di pad, e potrebbe risultare un richiamo irresistibile per chiunque abbia a cuore il mondo delle due ruote. La quantità di personalizzazioni estetiche e meccaniche è a massimi storici, così come incredibile ci è parso il numero di veicoli e classi che compongono l’ultima opera targata Milestone. Un passo in avanti significativo (sebbene non miracoloso) lo abbiamo notato anche per quanto concerne il modello di guida: ciascuna tipologia di moto ha caratteristiche proprie, uniche e facilmente riconoscibili. A dir poco abissale, invece, il miglioramento del comparto tecnico. Il vero tallone d’Achille del titolo risiede soprattutto nella struttura della campagna e delle modalità di gioco offline, forse un po' troppo conservative ed ancorate ad una logica vecchia scuola. RIDE 3 resta comunque un ottimo racing game, il primo della serie ad avvicinarsi davvero all'obiettivo di imporsi sul mercato come "il Gran Turismo delle due ruote".

    7.9

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