Ride 4 Recensione: la simulazione motociclistica definitiva?

Milestone scende di nuovo in pista con un gioco di corse motociclistico dalle grandi ambizioni simulative: riuscirà a tagliare il traguardo al primo posto?

RIDE 4
Recensione: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Il 1997 è un anno significativo nel panorama videoludico per i racing game. L'approccio alle corse si forgia di un nuovo, ampio connubio: quello tra ambizione simulativa, competizione, collezionismo, passione accorata per l'automotive ed essenza dello showroom. La creatura di Kazunori Yamauchi, quel Gran Turismo che soltanto al nome smuove gli appetiti degli appassionati di motori, è vivissimo ancora oggi tra le spire del medium, e porta l'onere di un retaggio importante. Al netto di un percorso di ammodernamento rivedibile, lo charme e la finezza del quadro automobilistico di Polyphony sono per larghi tratti impareggiabili, e non è strano che Milestone, con la serie Ride, stia tentando di ripercorrerne i crismi per offrire ai biker virtuali una catena di prodotti destinati al mondo delle due ruote il più completi possibile, all'insegna della medesima, irriducibile passione.

    Dopo un esordio timido, il franchise del team milanese ha inanellato una serie di ottimi tempi sul giro, attraverso un progressivo processo di perfezionamento. Eccoci, dunque, con Ride 4, un seguito che si prefigge di alzare ulteriormente l'asticella non soltanto mediante tangibili aggiunte sul fronte contenutistico, ma anche grazie ad un affinamento del sistema di guida. Il nuovo capitolo offre una carriera ridisegnata, vasta e stratificata, un rinnovato parco moto tirato a lucido che strizza l'occhio alla personalizzazione e un sistema di guida rifinito. Agli albori della nuova generazione, dunque, il motociclismo avrà trovato la sua coniugazione ludica definitiva?

    Simulazione, ma non solo

    Le prime parole vogliamo spenderle sul sistema di guida. Come vi raccontavamo nella nostra anteprima di Ride 4, si fa subito strada la sensazione di una spigolosità tangibile nell'approccio alla pista.

    Principalmente, a mutare sensibilmente è l'influenza del peso delle moto, ricreato ora con maggior incidenza. Ciò si riflette in manovre di piega - e conseguentemente in tutta la gestione di gas e sterzate - da calibrare con più attenzione, calcolando i tempi con più cura che in passato. Bisogna imparare a conoscere e sentire il singolo bolide, e si creerà progressivamente una consapevolezza nel giocatore che lo porterà a comprendere quando e come spingere, aprendo il gas, oppure quando restare prudenti. La differenziazione nello stile e nella risposta è sensibile non solo tra le diverse categorie di moto - naked, sportive ed endurance, con le rispettive varianti racing - ma anche tra ogni singolo modello. Questo è l'aspetto che più ci ha appagato e soddisfatto sul lungo periodo del sistema di guida di Ride 4, che riflette anche negli assetti uno studio, una conoscenza ed una passione che non possiamo non riconoscere e menzionare.

    La vena simulativa della produzione è chiara e si esprime, ad esempio, attraverso un sistema di gestione della fisica che investe persino la sinergia tra moto e pilota. Uscire da una curva spremendo al massimo il motore non sarà mai una buona idea, se siete in sella a cavalli imbizzarriti di alta cilindrata, così come affrontare un cambio di direzione durante una chicane senza abbandonare il gas vi porterà a fuori pista e cadute inevitabili, con annesse penalità. La perdita del posteriore è assicurata in uscita di curva per gli indici pesanti sul trigger, e vi garantiamo che, se puntate ad ottenere le massime ricompense negli eventi, anche una singola curva potrebbe compromettere le vostre performance.

    Il tutto è stimolante e impegnativo. Non si ricade mai nella frustrazione, anche se vogliamo essere diretti: Ride 4, un po' come tutte le produzioni che paventano ambizioni simulative, non saprà appagare troppo il giocatore superficiale, che vuole solo avviare una partita spensierata, a concentrazione un po' blanda. O meglio: lo può fare, privandosi tuttavia della sua essenza più profonda, ossia la soddisfazione di aver padroneggiato un tracciato, ottenuto l'ambita medaglia dorata, dopo essersi impratichiti con la nostra fida compagna di viaggio.

    Gli aiuti di guida vengono sempre in favore di una flessibilità nella calibrazione dell'esperienza di gioco, che riesce ad adagiarsi anche su modelli più leggeri e permissivi. La gestione della fisica della moto, ad esempio, si può settare su tre passaggi, da Semplice, ad Avanzato sino a Realistico, e la differenza è sensibile, sebbene non consenta mai di addormentarsi.

    Anche il resto delle impostazioni è piuttosto canonico: Abs, Frenata assistita, Cambio Manuale o Semi-Automatico, Aiuto Fuoripista, Rewind e la provvidenziale linea di traiettoria, irrinunciabile per fare pratica nelle prime ore e per prendere dimestichezza con i tracciati. Sta a voi trovare la combinazione ideale tra difficoltà dell'IA - settabile in ogni gara tramite un valore percentuale - ed aiuti di guida, per costruirvi un'esperienza che abbracci il giusto compromesso, senza varcare il sottile confine tra stimolo e frustrazione.

    Intelligenza artificiale che, a proposito, conferma le buone sensazioni che già ci aveva lasciato in prova. Il sistema di IA ANNA (Artificial Neural Network Agent) ha permesso di studiare per ben 16 milioni di ore in dettaglio le risposte dei piloti e le circostanze di gara, ed anche nella pianificazione delle strategie per le competizioni Endurance il lavoro svolto è soddisfacente.

    Siamo ora lontani dalla frustrante ed irrealistica perfezione totale dei piloti virtuali, anche a difficoltà elevate. Non è più utopistico vedere in un gioco di corse, nel 2020, piloti controllati dal computer che sbagliano traiettorie di ingresso in curve, che si abbandonano a fuoripista o attaccano il giocatore con cognizione di causa e calcolando i sorpassi. Come unico neo, esprimiamo un leggero disappunto per la tendenza davvero massiccia alle fughe solitarie di un singolo avversario, solitamente pilota di casa del tracciato.

    Una Carriera all'insegna di progressione e competizione

    Il cuore dell'offerta ludica di Ride 4 è la modalità Carriera. Rispetto al passato, Milestone ne modifica la struttura, ponendo maggiormente l'accento sull'aspetto competitivo. A partire dalle leghe regionali, infatti, il giocatore dovrà farsi strada tra una moltitudine di coppe e campionati, che lo spingeranno ad utilizzare tutte le tipologie di moto e a puntare al titolo di campione della World Superbikes League e della World Endurance League.

    Il MultiplayerOltre alla Carriera ed alle gare veloci, nelle formule classica, Endurance o prova a tempo, completa il pacchetto dell'offerta ludica una modalità multigiocatore online piuttosto scarna, che consente solamente di creare lobby pubbliche o private, invitando anche i propri amici, e prender parte a gare classiche. Si possono filtrare i parametri e le lobby per categoria di moto, così come è anche possibile modificare il numero di giri, gli aiuti e la gestione della fisica della moto. Le gare e gli esiti conferiranno crediti ed esperienza al giocatore, ed i tempi sul giro verranno salvati e potranno essere confrontati con la community.

    La struttura delle leghe è sostanzialmente la medesima: ci sarà una patente per ciascuna categoria, dalle leghe regionali europea, asiatica ed americana sino a quelle mondiali con gli eventi endurance e superbike. Le patenti vi consentiranno di fare pratica con i circuiti, proponendo spezzoni degli stessi da affrontare entro un determinato lasso di tempo, sfide a tempo in cui effettuare un certo numero di sorpassi e i più canonici time attack, veri e propri giri veloci. Ciascuna prova, così come le gare, prevede tre piazzamenti per essere superata, ossia il bronzo, l'argento e l'oro. Ogni risultato, oltre ai consueti crediti ed ai punti che vi permetteranno di aver accesso a nuovi campionati e competizioni, vi dà modo di acquisire esperienza per il vostro Ride ID.

    L'utilizzo e la padronanza di moto particolari, inoltre, accrescerà i livelli di affinità modello e costruttore. I primi offrono al giocatore ricompense estetiche quali livree speciali, mentre i secondi permettono di aver accesso a nuovi eventi della Carriera, sotto la voce Attività Pilota, in cui i vari costruttori e brand richiederanno i vostri servigi su pista per lo svolgimento di test.

    La varietà è discreta, fra le già citate sfide sorpasso - denominate Track Day - e i Time Attack, le gare classiche, i campionati a punti e le Prove Circuito, ossia delle varianti di giri veloci con delle porte poste sul tracciato, da centrare a specifiche velocità per non incappare in penalità di tempo. Sono presenti campionati ed eventi destinati a pressoché tutte le tipologie di moto, per cilindrata, Paese, costruttore e modello.

    Non mancano, inoltre, eventi speciali dedicati alle classiche anni ‘80 e ‘90, alle elettriche, alle hypersport, alle supermotard e chi più ne ha più ne metta. Ci sono persino coppe speciali ad invito, denominate appunto Invitational, alle quali si avrà accesso dopo aver percorso un certo numero di chilometri su specifici tracciati. Chiaramente, oltre a poter essere acquistate mediante i crediti, le moto verranno elargite come premio di alcune coppe, ma sarà necessario ottenere il massimo dei punti nella serie di sfide con una sequela di medaglie d'oro. Non sarà sempre una passeggiata.

    Di carne al fuoco, insomma, ce n'è parecchia, per un'offerta che riesce a stimolare e creare un senso di progressione efficace, complice anche la tenacia di alcune sfide. Abbiamo contato, fra tutto, un centinaio scarso di serie di eventi, escludendo i due campionati delle leghe finali. Davvero niente male.

    Contenuti e novità: gare Endurance e personalizzazione

    Anche a livello contenutistico l'offerta di Ride 4 è soddisfacente. I modelli di moto attualmente disponibili sono 176 - 65 saranno aggiunti in futuro tramite DLC - mentre abbiamo contato 16 piste, per un totale di 31 tracciati includendo anche le numerose varianti. Rispetto al predecessore sono stati tagliati fuori alcuni modelli, come ad esempio il sempreverde GS di BMW, per un roster numericamente inferiore nel complesso.

    Ride 4 vantava infatti un concessionario di circa 240 esemplari, e per quanto ci riguarda la riduzione si può spiegare in due passaggi: dapprima in ottica di una integrale lavorazione da zero di ciascun singolo modello, sottoposto a certosina riproduzione dalle copiose tecniche di 3D scanning impiegate. Il livello di dettaglio delle finiture, tra l'altro, è vistosamente più curato rispetto al passato; conseguentemente, l'accento posto sulla branca competitiva in questo capitolo ha direzionato la scelta nel taglio di alcuni contenuti sui modelli meno votati alla scena del racing. È un peccato, ma non fatichiamo a comprenderne le ragioni.

    Le due novità assolute sul fronte contenutistico di questo quarto capitolo sono l'introduzione delle gare Endurance, alle quali è dedicata una specifica sezione della Carriera e la Final League, ma che sono accessibili anche come gare rapide, e nuove opzioni di personalizzazione estetica.

    Le gare Endurance aprono per la prima volta la scena videoludica dei racing game destinati alle due ruote ad una disciplina particolare, forse un po' nascosta ma indubbiamente affascinante. La componente strategica nella gestione dei pit-stop, del consumo gomme e carburante è un'aggiunta sfiziosa, che completa ed alterna una tipologia di sfide avvincenti ma un filino monotone nell'impostazione.

    Sul versante della personalizzazione le aggiunte sono marginali, eppure egualmente appetitose. Gli editor di livree per tute e caschi, presenti per la prima volta nella saga, consentono di rendere ancora più personale l'esperienza, e completano un pacchetto corposo, affiancandosi ad un rinnovato spirito di condivisione che consente la condivisione delle creazioni con la community. Sempre presenti la possibilità di creare livree per le carene, così come di installare componenti - tutti su licenza ufficiale - per migliorare le prestazioni in gara delle moto.

    Il respiro passionale ed i tratti enciclopedici di Ride 4 si riscontrano nel generoso lavoro di ricerca e scrittura svolto da Milestone, che accompagna ciascun modello e costruttore con descrizioni dettagliate ricche di curiosità, informazioni di carattere tecnico sulla costruzione dei singoli esemplari e cenni storici che ripercorrono i tratti della storia del motociclismo. La partnership con Bridgestone, inoltre, ha regalato alla platea una sezione, accessibile tramite il concessionario, che accompagna allo showroom una panoramica sulla storia dell'azienda Giapponese e sul suo apporto al mondo delle competizioni su due ruote tramite testi e filmati.

    Una tecnica - non ancora - vincente

    A ben vedere, il tallone d'Achille di Ride 4 resta il comparto tecnico. I modelli dei bolidi sono curati all'inverosimile, il ciclo giorno notte rispolvera un sistema d'illuminazione discreto e le prestazioni sono nella media, con una versione PS4 che consente su Pro di settare la preferenza su performance o risoluzione, restituendo nel primo caso una buona fluidità.

    Eppure lo stacco fra la qualità delle texture che compongono moto e modelli dei piloti ed elementi dello scenario e dei tracciati è ancora troppo evidente. Negli intermezzi fra gli eventi l'occhio ricade agilmente sulla bassa risoluzione con cui vengono proposti i cordoli delle piste, i guard rail o altri elementi di contorno sporadici come spalti e vegetazione. La sensazione, comunque, è che l'investimento sia stato direzionato nella giusta maniera, puntando ad un rinnovamento estetico degli elementi cardine e ad un lavoro quadrato sotto il profilo dell'ottimizzazione. La vera sfida, sotto il profilo estetico, aspetta Milestone al varco delle prossime console, sulle quali Ride 4 approderà il prossimo 21 gennaio 2021.

    RIDE 4 RIDE 4Versione Analizzata PlayStation 4 ProCon Ride 4, Milestone taglia due traguardi di spessore: il primo è il coronamento di un percorso di crescita progressiva maturo ed intelligente, che avvicina di un altro passo il brand alle ambizioni che mira a perseguire; il secondo è il merito di offrire al panorama videoludico un titolo di corse motociclistico che può dirsi finalmente strutturato. Le ambizioni simulative del modello offrono un’esperienza di guida stimolante, impegnativa, appagante, a tratti quasi istruttiva, tuttavia mai frustrante e in grado di accogliere anche i novizi, grazie alla flessibilità ed efficacia degli aiuti. La produzione, poi, si ricama sul filo della passione, un amore irriducibile per il motorsport e l’ambiente delle due ruote a 360 gradi, raccontato anche attraverso le accademiche descrizioni ed i cenni storici che accompagnano ogni elemento dell’offerta. L’aggiunta delle gare della categoria Endurance è un ennesimo elemento importante, e anche gli sforzi sotto il profilo delle licenze, nonché la continua partnership e confronti con vari brand della scena reale, rappresentano segnali di peso, che pad alla mano hanno portato risultati tangibili. Il comparto tecnico ancora parzialmente insipido ed un focus contenutistico forse troppo incentrato sulla sola modalità Carriera (e un pochino avaro sul versante dell’offerta multigiocatore) non sono limiti invalidanti, ma offrono un altro margine di miglioramento a una serie che ha già una sua precisa ed efficace identità.

    8.3

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