Recensione Rock of Ages

Ti schiaccio Napoleone!

Versione analizzata: PC
recensione Rock of Ages
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Un tempo il gruppo di amici che abilmente programmano un videogioco facendone una professione era una leggenda radicata nel cuore di tutti i giovani players, qualcosa di talmente inarrivabile da assurgere a sogno adolescenziale incompiuto. Oggi -per fortuna- tutto è cambiato e, dopo un esordio sulla scena del modding con l'acclamato FPS-beatemup Zeno Clash, i giovanissimi ACE ci riprovano con Rock of Ages, un simulatore di rocce rotolanti. Roba da far rabbrividire Sisifo.

Vi faccio vedere io come si rotola

Proprio Sisifo è il protagonista di questo strano mix tra action e strategico, insieme ovviamente alla sua infernale roccia, destinata a rotolare giù per il pendio su cui il fu re della Tessaglia deve trascinarla per l'eternità. Insomma il povero Sisifo non ce la faceva proprio più a sopportare ulteriormente l'amaro fardello, a spingere indefinitamente una roccia di un certo peso. Quindi perchè non portarla più in alto possibile e nell'ineluttabile momento della caduta facilitare la rocambolesca slavina, anzichè cercare di impedirla? Un'ottima idea, tanto che Zeus perse il ghigno quando si prese in faccia cotanto roccione. Ebbro della vittoria e finalmente libero, il buon Sisifo si mise a scorrazzare per il mondo conosciuto per sconfiggere gli oppressori della brava gente, facendo polpette degli sciagurati con il suo leggendario masso, in uno dei giochi più folli che la storia dei videogame ricordi.

Con premesse così bizzarre, potete ben immaginare come Rock of Ages esuli da ogni schema in cui inquadrarlo. Lo scopo è semplice: due avversari sono rintanati dietro a due enormi cancelli al termine di due discese differenti disseminate di ostacoli e con un abile rotolamento dovremo sfondare quello nemico per schiacciare l'avversario senza pietà. In pratica potremo costruire diversi marchingegni ed ostacoli sul percorso che conduce al nostro cancello, in modo da proteggerlo, finchè i nostri soldati non avranno completato (automaticamente) la costruzione del nuovo masso da far rotolare. A quel punto prenderemo direttamente controllo della nostra roccia e la lanceremo giù dalla discesa avversaria, cercando di evitare gli ostacoli posti dal nemico per sfondargli l'accesso e schiacciarlo una volta per tutte, vincendo lo scontro. Sul percorso più o meno tortuoso che separa la cima dal cancello, oltre al contorto mix di curve, paraboliche e bivi, troveremo ad esempio dei grossi cannoni che cercheranno di bombardarci e far cadere i massi nell'abisso che circonda la discesa, rallentandone la velocità e il tempo di percorrenza.
Per rallentare la discesa del nemico avremo quindi a disposizione una serie di gadget da porre in precise aree dei percorsi. Tramite il joypad -consigliato rispetto alla tastiera, che comunque funziona a dovere- porteremo a schermo una ruota a scomparsa su cui selezionare i vari edifici da costruire: alte torri per bloccare alcuni accessi, grossi ventilatori che, soffiando, spingeranno la roccia nemica nella direzione da noi impostata, grandi casse di esplosivi, mucche ed elefanti che caricheranno il masso avversario per spingerlo giù dalla scarpata, balestre e archibugi per cercare di distruggerlo e delle miniere che ci forniranno i soldi necessari alla costruzione del tutto. Senza moneta corrente infatti non potremo far altro che aspettare il tempo di costruzione del masso, prima di prenderne il controllo diretto, lasciando all'avversario un grosso margine di vantaggio per difendere la sua discesa. Una volta in controllo dell'enorme roccia, potremo muoverla semplicemente con i due analogici nella direzione che vorremo -ovvero lungo il percorso in discesa, verso il cancello nemico-, tenendo ben presente che i pendii ne accelereranno il movimento, rendendola sempre meno controllabile e con scarse possibilità di frenata.

Bilanciamento questo sconosciuto

Mentre i nostri operai lavoreranno alacremente alla costruzione di un nuovo masso da controllare, posizionare caparbiamente le varie torri, balliste e mongolfiere bombarole sarà cruciale per rallentare il nemico. La cosa interessante è che non basterà mai concentrarsi su un unico tipo di costruzione per bloccare un passaggio, ma dovremo per forza di cose usarne di diversi tipi in modo che insieme riescano a rallentare il più possibile il masso avversario. Un agglomerato di torri alternate a casse esplosive, con appostati pochi dietro due elefanti, porrà al nostro avversario una scelta di percorso ben più ardua di un semplice muro difensivo, portandolo magari verso l'abisso. Oltre alle costruzioni che aggiungono quindi una dimensione "tower defense" al titolo, una volta che il masso sarà costruito potremo aggiungergli alcune feature ulteriori, spendendo sempre del denaro. Potremo ingolbarlo in una serie di temibili spuntoni in ferro, per renderlo più resistente agli impatti, oppure donargli un involucro lavico per sfondare le strutture avversarie con più efficacia, o ancora donargli delle ali per fargli compiere un doppio salto. Durante la discesa, oltre ai classici movimenti, potremo infatti far saltare il nostro masso, come nel più classico dei platformer, per evitare le strutture avversarie più basse o per prendere ardite scorciatoie, risparmiando tempo prezioso. Sempre dovremo tenere presente che ciascun masso si sgretolerà sempre di più a ciascun impatto e per questo dovremo evitarne il più possibile.

Una struttura così complessa, sottende in realtà una semplicità d'esecuzione davvero encomiabile, complice un'interfaccia e un'immediatezza di gioco propria degli sviluppatori più raffinati. E' quindi un peccato che un gameplay così ben congegnato venga in parte affossato da un bilanciamento e un livello di sfida davvero sotto la media. Durante la modalità storia, in cui impersonando il nostro Sisifo arriveremo a conquistare mezza Europa scontrandoci con personaggi provenienti da tutte le epoche storiche, affronteremo una ventina di livelli sempre più complessi in cui però ci sono sempre bastati solo tre massi per superarli, segno che le varie opzioni di costruzione e i danni dagli impatti non sono stati bilanciati in modo sufficiente da permettere la distruzione del masso che rotola. Intendiamoci, saremo comunqe costretti ad usare sapientemente le diverse feature ad impedimento della discesa avversaria, ma una corretta discesa sarà ben più importante, complice anceh una IA che spesso si è bloccata durante il nostro playthrough, concedendoci lunghi attimi di vantaggio.
Altre due modalità costituiscono il cuore del gioco: Time Trial e Skeeboulder Racing. Entrambe si svolgono sui percorsi della modalità Storia e, nella prima, dovremo semplicemente arrivare alla fine della discesa nel minor tempo possibile, mentre nella seconda dovremo fare più punti possibili, distruggendo tutto quello che ci si parerà davanti, senza ovviamente distruggere il nostro masso. Queste varianti offrono una buona alternativa alle modalità classiche, anceh se avremmo forse rpeferito un'attenzione maggiore alla modalità principale, per bilanciamento e longevità, dato che oltre al problema rilevato, in singleplayer il gioco dura poco più di tre ore per essere completato. A questo proposito risulta strana l'assenza di un editor di tracciati, cosa che avrebbe potuto aggiungere parecchio alla fruibilità del titolo, soprattutto di fronte alla possibilità di sfidare gli amici online in partite decisamente più impegnative rispetto al singleplayer, dove tutte le caratteristiche del gioco risultano ancor di più cruciali per giungere alla vittoria. Peccato però che si trovi attualmente ben poca gente sui server di Steam, relegando le ore passate a giocare a Rock of Ages principalmente al comparto in solo.

Cardboard graphics

Lo stile di Rock of Ages è, insieme al geniale gameplay, la caratteristica più divertente e ben realizzzata dell'intera produzione. Ogni personaggio è infatti importato nel gioco come uno sprite ad alta definizione da opere famose, come anfore, quadri e statue, e in seguito animato come uno scanchignato burattino che, goffamente, si esprime a versetti ululati. Inutile dire che l'atmosfera goliardica e dissacrante la fa da padrona e completare la breve modalità storia val la pena soltanto per assistere ai siparietti con bacco che correndo come un pazzo fagocita tutto quello che gli si para davanti, o all'angelo Michele che, sconfitto il dragone, si mette a ballare il can-can. Per intendwerci, lo stile ricorda quello del poco conosciuto The Cat and The Coup, con fondali astratti di derivazione rinascimentale (come raggi di sole arzigogolati e rappresentazioni astrali geocentriche) oltre ai già citati personaggi-burattino. L'insieme è unico e affascinante e mette in luce tutto l'estro artistico del team ACE. Le discese, le costruzioni e le rocce sono invece classicamente costruite tramite l'uso di poligoni e texture, implementate in un Unreal Engine 3 dai noti limiti tecnici (lieve pop-up e aliasing imperfetto su tutti) che però non inficiano quasi alla qualità generale dell'immagine. Le rpestazioni sono nella media e il gioco girerà su quasi qualunque macchine non troppo datata. Le musiche sinfoniche ben accompagnano i vari rotolamenti di Rock of Ages, così come i campionamenti degli impatti, mostrando una cura maniacale per l'intera identità stilistica del titolo che raggiunge con la sola genialità espressiva, vette di pura eccellenza audiovisiva.


Rock of Ages Il genio espressivo del team ACE travolge il mercato indie con questo Rock of Ages che non stentiamo a definire un'opera artisticamente rilevante in senso lato. Anche il gameplay unico e innovativo, nonchè divertente da giocare, avrebbe contribuito a portare il titolo verso l'eccellenza, ma i difetti riscontrati riguardanti l'IA e soprattutto uno scarso bilanciamento degli elementi che lo costituiscono, non garantiscono un'esperienza totalmente appagante. Il prezzo ridotto di 7 euro è comunque un buon incentivo per sperimentare, consigliamo in compagnia, un titolo dal confezionamento tecnico-artistico davvero d'eccezione e che sicuramente divertirà e ammalierà chiunque durante le sue poche ore di gioco. Scoprirete diversi risvolti storici inaspettati: non avremmo mai detto che il cardinale Richelieu fosse un antenato di Dalshim.

7.5

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