Rock of Ages 3 Make & Break Recensione: costruire e distruggere

L'irriverente serie Rock of Ages torna con il terzo episodio sottotitolato Make & Break: un gioco molto particolare, certamente non per tutti.

recensione Rock of Ages 3 Make & Break Recensione: costruire e distruggere
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Rock of Ages è una serie che basa gran parte del suo fascino sulla comicità, sul modo che ha di rileggere la storia creando scenette buffe e sgraziate. I giochi di ACE Team prendono ispirazione dall'umorismo dei Monty Python (molti degli spezzoni comici ricordano infatti il gioco Monty Python's Complete Waste of Time del 1994) e sono create come un collage di immagini "rubate" ad alcune celebri opere d'arte, poste in un contesto differente e animate in maniera goffa e comica. Dietro questo umorismo si nasconde poi un gameplay che può far venire in mente Marble Madness: controllando un enorme masso, il giocatore deve arrivare fino al traguardo evitando insidie di ogni tipo, mentre gli è richiesto di dosare bene direzione e velocità per non precipitare nel vuoto.

    C'è poi un'altra parte di Rock of Ages che è invece ispirata ai videogiochi tower defense, nella quale ci è chiesto di organizzare un percorso di trappole per evitare che il macigno avversario arrivi a destinazione. Insomma, Rock of Ages ha un sacco di sfaccettature, e il terzo capitolo, chiamato Make & Break, arricchisce ulteriormente l'offerta già messa in piedi da i suoi predecessori.

    Le avventure di Elpenore

    In Rock of Ages 3 la figura di Sisifo, a cui è associato il masso simbolo del gioco, viene citata solo indirettamente: l'incipit della modalità storia racconta infatti una versione alternativa dell'Odissea, il momento in cui Ulisse (che secondo alcune tesi sarebbe proprio il figlio di Sisifo) e la sua ciurma si trovano sull'isola di Polifemo.

    Con lo stile oramai collaudato di ACE Team, la narrazione assume subito toni scherzosi: le raffigurazioni bidimensionali dei personaggi, con uno stile caricaturale che ricorda l'arte greca, si muovono con animazioni scattose, esagerate e per questo simpatiche e buffe. I dialoghi sono una serie di mugugni e onomatopee che riescono comunque a raccontare, a patto che conosciate la storia o il mito di riferimento, una versione parodistica di alcuni degli eventi più noti e importanti del nostro passato. Il tutorial iniziale è senza ombra di dubbio il punto più bello e interessante di Rock of Ages 3, perché riesce ad avvicinare nella maniera migliore i filmati sopra le righe e le sequenze giocate: dopo essersi scontrati con il violento Polifemo, Ulisse e i suoi compagni si ritrovano rinchiusi nella grotta in cui il ciclope tiene le sue pecore. Il furbo acheo decide allora di creare una palla di ovini per distruggere la pietra che serra l'entrata della caverna e così fuggire. Il controllo passa allora al giocatore, che deve schivare le trappole piazzate da Polifemo e poi far schiantare la palla di pecore contro l'ingresso della grotta per aprire una via di fuga.

    Dopo essersi liberati dalla prigionia di Polifemo, Ulisse viene schiacciato da un masso (che poi si rivela essere il "protagonista" del gioco) lanciato dal furibondo ciclope. Il posto di comando viene assegnato al suo compagno Elpenore, che però deve vedersela con le maledizioni di Poseidone, infuriato per l'accecamento di suo figlio. La ciurma greca si ritrova quindi a vagare per l'oceano costretta a ripercorrere alcune vicende storiche che vanno dall'impero romano fino all'800 in Russia.

    Da questo momento in poi, purtroppo, Rock of Ages 3 perde completamente la bussola, smette di fondere con simpatia le gag in stile Monty Python con le sequenze giocate e si trasforma dunque in un banale racing game misto a tower defense.

    Prova continuamente a strappare qualche risata, e ci riesce pure grazie agli esilaranti racconti che vedono Cesare salvarsi dalla congiura di Bruto e Cassio, alle immagini che ritraggono la regina Elisabetta I d'Inghilterra come un novello Mazinga che distrugge l'Invincibile Armata, ma non va mai oltre per colpa di un'inorganicità davvero troppo dura da digerire.

    Le fasi di corsa mentre si controlla il masso, che sia per distruggere le porte del castello nemico oppure per ottenere un tempo record, hanno uno stile che si discosta troppo dalle scene filmate e non riescono quindi a replicarne la gradevolezza e la comicità. Neanche con la piacevole colonna sonora, che prevede brani classici riarrangiati in chiave rock (c'è il Rondo alla Turca di Mozart, lo Schiaccianoci di Tchaikovsky), o con gli spezzoni comici che strizzano l'occhio alla cultura pop internettiana (la raffigurazione del celebre meme "Coffin Dance"), il titolo di Ace Teams ritorna sui binari.

    Ci è sembrato che tutti i contenuti proposti dalla modalità storia di Rock of Ages 3 siano lì soltanto per fare numero, e non per rafforzare il piglio comico e creativo della produzione.Ma se anche ignorassimo tutti i problemi di organicità, il gioco non brillerebbe comunque per via di un utilizzo reiterato e smodato delle medesime soluzioni. Rock of Ages 3 mette in mostra tutte le proprie idee nella prima ora scarsa, e le restanti dieci sono un continuo ripetersi di meccaniche senza variazioni degne di nota, che non sia un timido innalzamento della difficoltà o qualche nuovo aggeggio per le sezioni tower defense, che comunque peccano di eccessiva superficialità. Perlopiù, dalla metà in poi si assiste a un costante riciclo di asset e temi che rendono il "viaggio nella storia" meno interessante di quel che potrebbe sembrare in apparenza. A poco servono le citazioni a Mortal Kombat, le piste in stile Mario Kart o l'avventura nei panni del fragile Humpty Dumpty: Rock of Ages 3 mostra i suoi meriti solo nei primissimi frangenti e nelle scene filmate, ma capitombola e rotola giù per tutto il resto del tempo.

    Fare e disfare

    La serie di Rock of Ages fonda il suo fascino sul suo stile comico, è difficile dire altrimenti, eppure limitarsi alla sola modalità storia sarebbe, per il terzo capitolo della serie, molto riduttivo. Il sottotitolo Make & Break fa capire con chiarezza che oltre alla componente distruttiva, e cioè quella che prevede di far rotolare un masso per un clivo, ce n'è anche una costruttiva che fa tanto affidamento sulla fantasia degli utenti. La modalità creazione mette infatti a disposizione un editor che permette di creare piste con grande semplicità e poi di condividerle con la community.

    Sui server di gioco se ne trovano già diverse pensate per la competizione sia online che in locale: il valore del multiplayer non va sottovalutato, perché durante le partite con due o più persone molti dei limiti di Rock of Ages 3 vengono smussati (come l'IA non sempre impeccabile). Rimane però il fatto che l'avventura è molto fracassona e confusa, e molto spesso è la fortuna a dettare il vincitore.

    Questo fa del titolo ACE Team un'esperienza goliardica, poco basata su strategie o particolari tecniche. Va inoltre tenuto in considerazione che l'estrema ripetitività delle modalità di gioco e le loro meccaniche scarsamente approfondite rischiano di ridurre drasticamente la tenuta dell'esperienza, che potrebbe annoiare già dopo una manciata di sessioni.

    Rock of Ages 3: Make & Break Rock of Ages 3: Make & BreakVersione Analizzata PCRock of Ages 3: Make & Break continua a seguire il filone comico alla Monty Python imbastendo scenette che sono un collage di celebri opere d’arte. I protagonisti della storia e del mito vengono ridicolizzati con animazioni buffe e grugniti, e spesso associati a gag ereditate dal panorama meme internettiano. Sotto questo punto di vista, il gioco di ACE Team è molto apprezzabile, ma purtroppo non riesce a coniugare l’estro creativo a sezioni di gameplay che puntino a rafforzare i toni goliardici, o perlomeno a risultare piacevoli da giocare. Make & Break ha davvero poche idee sul versante ludico, e se le gioca tutte subito, finendo per diventare trito e banale per tutto il resto dell’avventura. E c’è da chiedersi se vale la pena di godersi qualche minuto di simpatici stacchetti parodistici al costo di sopportare ore di gioco davvero poco significative.

    5

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