Romance of the Three Kingdoms 14 Recensione: alla conquista dei tre regni

La serie strategica targata Koei Tecmo, alla sua quattordicesima declinazione in trentacinque anni, arriva finalmente in Occidente.

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  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Koei Tecmo ha deciso di portare anche in Occidente il quattordicesimo capitolo della sua serie strategica di punta: Romance of the Three Kingdoms. L'IP mancava dai nostri lidi da circa quattro anni. Come sappiamo, il brand può vantare un percorso davvero longevo, che quest'anno taglia il nastro dei trentacinque anni d'età. Nato nel lontanissimo 1985 il franchise, pur rimanendo molto spesso relegato entro i confini patrii, si è espanso nel corso degli anni arrivando a contare anche una serie parallela (Nobunaga's Ambitions, ambientata nell'affascinante epoca medievale nipponica).

    Come di consueto anche questa quattordicesima declinazione del brand va ad esplorare, attraverso fatti realmente accaduti, libere interpretazioni dell'epica cinese e alcuni scenari di pura fantasia, la turbolenta era pre-mediavale conosciuta comunemente come "dei Tre Regni", periodo durante il quale furono gettate le basi per la primigenia unificazione della Cina. Dopo una tredicesima declinazione non esattamente fortunata, siamo tornati in terra cinese per tentare di riunificare - ancora una volta - il Celeste Impero.

    Rifondiamo l'Impero!

    Romance of the Three Kingdoms XIV propone dunque qualcosa a cui i giocatori di vecchia data, appassionati della serie, sono ormai abituati sin troppo bene. Il titolo, fortunatamente, si preoccupa anche dei novellini, mettendo a loro disposizione un lungo tutorial suddiviso in diversi scenari, studiato appositamente per spiegare - in alcuni frangenti, va detto, in maniera troppo prolissa e poco chiara - i rudimenti del mestiere. Di nozioni da immagazzinare, in effetti, ce ne sono davvero molte, visto che Romance of the Three Kingdoms ha l'ambizione di proporre una mescolanza di generi che spaziano dal Grand Strategy al gestionale, sino allo strategico a turni puro.

    Attraverso la modalità principale il giocatore può imbarcarsi in uno dei sette scenari storici che il titolo prevede (altri, di difficoltà maggiore, sono stati aggiunti tramite DLC). Questi ripercorrono le tappe fondamentali del processo che portò all'unificazione del Celeste Impero, ovviamente a partire dalla famigerata rivolta contadina dei Turbanti Gialli, un periodo turbolento compreso tra il 180 e il 200 d.C che segnò l'inizio dell'epoca conosciuta comunemente come dei "Tre Regni". L'ultimo DLC, invece, prende in considerazione il periodo successivo al 249 d.C., ovvero quello che impose al popolo la definitiva consacrazione dei regni di Shu, Wu e Wei.

    Come di consueto ogni scenario può essere affrontato impostando liberamente una serie di parametri che vi consentono di scegliere il grado di difficoltà, la presenza o meno di avvenimenti storici, catastrofi naturali (come carestie, alluvioni e così via). Il giocatore, una volta selezionato il generale (ce ne sono una infinità già preimpostati ma è possibile crearlo da zero grazie a un vasto editor) e la fazione di appartenenza, diviene il classico "Deus ex Machina".

    Il territorio controllato necessita di una diligente e certosina amministrazione di ogni aspetto economico, politico, sociale, militare, a fronte di un ritmo di gioco che, come potete immaginare, risulta piuttosto compassato. Inoltre, riuscire a processare questamole di informazioni richiede moltissimo tempo non solo per la profondità e complessità della componente gestionale ma, soprattutto, per un'interfaccia che su console si presenta sin dal tutorial ostica e decisamente poco user friendly. Insomma, anche il quattordicesimo capitolo della serie ripropone le criticità nella mappatura dei comandi già lamentate in altre occasioni.

    Inutile dire che, se ne avete la possibilità, è meglio giocarlo su PC, dove l'accoppiata mouse e tastiera consente di destreggiarsi in maniera più intuitiva e rapida nella ridda di menu che caratterizza questo complesso strategico.
    Romance of the Three Kingdoms, infatti, non si limita a metterci a disposizione una mappa e una manciata di opzioni amministrative e militari. Il compimento di ogni singola azione deriva da una sequenza di ragionamenti effettuati ben prima che il turno abbia inizio.

    La strategia è l'arte del paradosso

    L'azione di gioco, come dicevamo, avviene su una mappa tridimensionale della Cina pre-dinastica, suddivisa in comode griglie esagonali che ricordano molto da vicino quelle degli strategici da tavolo di un tempo. Questa suddivisione divide il territorio in maniera dinamica e rende più comprensibile l'effettiva area di influenza o conquista delle varie fazioni. Nei territori di nostra competenza siamo chiamati, come anticipavamo, a gestire ogni singolo aspetto della loro vita politica, diplomatica, commerciale, amministrativa e militare.

    Anzitutto è necessario nominare il prima possibile dei governatori leali e capaci, così da alleggerire il carico decisionale e ricevere alla fine di ogni turno il resoconto generale condito di suggerimenti e idee attraverso cui migliorare.
    Prima di pensare alle conquiste militari, infatti, bisogna perseguire la via del buon governo rendendo fiorente l'economia attraverso i commerci e aumentando il morale della popolazione migliorando l'agricoltura e aumentando le scorte di cibo all'interno delle mura cittadine.

    Per ciò che concerne, invece, la parte diplomatica e bellica è possibile sbizzarrirsi grazie a un buon ventaglio di opzioni. Si possono indebolire gli avversari attraverso l'inganno, fomentando il dissenso e i sentimenti di ribellione all'intero dei loro territori, oppure creare solide alleanze inviando doni e collaborando con onestà.

    Se la via del dialogo non dovesse esser sufficiente, per ricondurre i rivali a più miti consigli potrete sempre scegliere la via della violenza. Quest'ultima, seppur "automatizzata" nello svolgimento, apre una moltitudine di scenari strategici diversi, in cui è necessario tener conto delle peculiarità caratteriali e di comando, delle tattiche predilette e delle formazioni più efficaci di ogni generale al nostro servizio. Non solo: bisogna considerare anche l'orografia del terreno, intuire i movimenti dell'esercito nemico per tagliare le linee di rifornimento, cingere d'assedio le città riducendole alla fame e così via.

    Insomma l'impianto strategico-gestionale della serie è profondo, stratificato e ben fatto; peccato per l'interfaccia, come al solito abbastanza confusionaria.
    Per ciò che attiene, infine il comparto tecnico, l'ultima declinazione della serie Romance of the Three Kingdoms compie un piccolo ma significativo passo in avanti rispetto al predecessore, nonostante texture e qualità poligonale appaiano sempre abbastanza elementari. Di tutt'altro calibro, invece, le campionature sonore e gli artwork bidimensionali, davvero ispirati.

    Romance of the Three Kingdoms XIV Romance of the Three Kingdoms XIVVersione Analizzata PCLa quattordicesima declinazione della serie strategica firmata da Tecmo Koei, Romance of the Three Kingdoms, arriva nei nostri lidi in occasione dei trentacinque anni del franchise. Rispetto al capitolo precedente il team di sviluppo, pur non distanziandosi da un terreno già ampiamente conosciuto, è riuscito a confezionare un titolo dotato di una grande profondità gestionale e strategica, ragionato e maggiormente strutturato rispetto alle iterazioni passate. Le novità e le migliorie apportate alla formula ludica hanno sicuramente dato una grossa mano nel processo di svecchiamento anche se, come al solito, gestire uno strategico così complesso su console risulta alquanto arduo. L'interfaccia di gioco continua a esser abbastanza confusionaria, ricolma di schermate e menu, così come lo è la mappatura dei comandi. Se potete, recuperatelo su PC.

    6.5

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