Rugby 22 Recensione: il fascino di un nobile sport

La produzione di Eko Software dedicata alla palla ovale arriva in tempo per il Sei Nazioni. Sarà l'ennesimo cucchiaio di legno?

Rugby 22 Recensione: il fascino di un nobile sport
INFORMAZIONI GIOCO
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Ci sono discipline sportive che vengono riprodotte con successo in ambito videoludico, altre che faticano a trovare un minimo di credibilità. È il caso del rugby che nell'ultimo ventennio ha conosciuto un vero e proprio boom nel Bel Paese ma che non ha avuto videogiochi all'altezza. Purtroppo, i migliori titoli dedicati alla palla ovale risalgono al periodo d'oro della prima PlayStation e del compianto Sega Saturn con il leggendario Jonah Lomu Rugby di Codemasters. Certo, EA ci ha regalato agli inizi del nuovo millennio una serie di buone prestazioni con la serie Rugby sul monolite nero e su PC: il miglior episodio è senza dubbio quello dedicato alla Coppa del Mondo del 2007 vinta dagli Springboks, ossia Rugby 08 con testimionial il leggendario capitano degli All Blacks Richie McCaw (nella versione italiana c'erano i due fratelli Bergamasco).

    Poi il deserto dei Tartari... Abbiamo avuto qualche sussulto con Rugby World Cup 2011 per Xbox 360 e PlayStation 3 (sviluppato sempre da HB Studios), con Rugby Challenge 3 degli "aussie" Wicked Witch Software conosciuti soprattutto per le simulazioni dedicate all'AFL (il football australiano) e poco altro. In coincidenza con l'inizio del "Sei Nazioni" sugli store digitali e sugli scaffali dei negozi è apparso magicamente Rugby 22 (PlayStation 4/5, Xbox Series One/X/S e PC), la nuova produzione firmata da Eko Software, il team di sviluppo francese che ha raccolto l'eredità dei canadesi HB Studios che avevano realizzato il primo episodio della serie (Rugby 15). Rugby 18 (se volete rinfrescarvi la memoria, ecco la recensione di Rugby 18) e 20 avevano deluso le aspettative degli appassionati: riuscirà Eko Software al terzo tentativo ad andare finalmente in meta?

    Muovere l'ovale

    Rispetto a un'altra disciplina sportiva con la palla ovale come il football americano, il rugby paga da un punto di vista videoludico la difficoltà nel simulare azioni di gioco che passano continuamente da maul, ruck, breakdown, sostegni, vantaggi, passaggi in avanti, calci liberi e piazzati e touche. Non è per nulla semplice avere sullo schermo un gioco fluido: Codemasters con il gioco dedicato alla compianta leggenda degli All Blacks Jonah Lomu c'era riuscita, EA pure. Fughiamo subito ogni possibile dubbio: Rugby 22 non arriva a quei livelli ma non è così lontano. Una volta metabolizzato il gioco di passaggi la simulazione di Eko Software funziona abbastanza bene, così come la fase di riciclo quando si è a terra o quando si cerca di far girare la mischia chiusa (strutturata come un minigioco).

    Muovere l'ovale da una parte all'altra del campo è facile, ed è importante dosare la forza per servire il compagno più lontano e tagliare fuori la difesa, mentre a terra bastano un paio di colpetti sui tasti del pad per far uscire velocemente il pallone. Non bisogna per forza avere Antoine Dupont, Beauden Barrett o il sosia di Faf de Klerk (gli Springboks sono in versione "tarocca" nel gioco) quando si attacca palla in mano: il controllo dei giocatori funziona discretamente anche se il sistema di passaggio è ampiamente migliorabile e si percepisce qualche frazione di ritardo nel momento in cui si schiaccia il pulsante per far partire l'ovale. Rispetto a Rugby 20 il sistema di passaggio è decisamente più credibile ed è difficile trovare degli scarichi da oltre 20 metri...

    Tutoriale "senza sostegno"

    Il gioco di gambe offre invece una gamma di movimenti superiore alle aspettative (attivabili con lo stick analogico destro) e con i vari Savea, Barrett, Jaminet è un piacere correre in campo aperto. Quando la difesa aumenta la pressione, per esempio, diventa fondamentale trovare il timing giusto per passare la palla e guadagnare quella frazione di secondo per mettere in condizione il proprio tre quarti ala di affrontare 1vs 1 contro l'estremo.

    La Cpu ai livelli più alti (sono quattro) sfrutta tutte le nostre incertezze e la difficoltà a padroneggiare un sistema di controllo che ha molto da offrire: i tutorial, purtroppo, sono troppo basilari e non approfondiscono in modo adeguato le meccaniche di gioco. Ed è un vero peccato perché solo giocando è possibile imparare come placcare tempestivamente, quando sfruttare il gioco tattico al piede o come vincere una rolling maul. Le prime partite si trasformano così in un tutorial "autogestito" per cercare di capire come indirizzare un calcio in rimessa laterale o per imparare a placcare: l'inizio è davvero in salita ed è facile scoraggiarsi, soprattutto se si è dei neofiti del rugby.

    Il gioco al piede

    Nonostante le difficoltà iniziali, il gioco tattico al piede si rivela interessante: si comincia così a esplorare la linea dei 22 metri avversari con calci lunghi o con qualche "up and under" (difficili da prendere). La fisica dell'ovale lascia più di un dubbio: i rimbalzi sul terreno sono poco credibili e la palla tende a fermarsi quasi subito. Per quanto riguarda il lato simulativo, Rugby 22 necessita di un bel lavoro di rifinitura.

    Per esempio l'IA ha la tendenza a lasciare i giocatori del proprio XV in fuorigioco quando si allarga il campo con passaggi lunghi, mentre il gioco tattico al piede viene utilizzato spesso in situazioni non ideali. Manca poi quell'intensità furiosa che caratterizza nella realtà i breakdown, e andrebbe punita maggiormente l'indisciplina dei giocatori con i calci dalla piazzola. Imparare a gestire la propria linea difensiva è fondamentale e soprattutto a dosarne le forze: l'IA ci verrà in soccorso anche se ha la tendenza fastidiosa a creare buchi portando il caos sul terreno di gioco.

    Sui placcaggi è consigliato intervenire manualmente anche se ci vuole un po' di tempo per farlo (la telecamera non aiuta), mentre con il pallone a terra per vincere una ruck è fondamentale il tempismo e ammassare uomini. Da notare, poi, che le mischie chiuse a livello "Legenda" (scritto proprio così) si risolvono un po' troppo spesso a favore dell'IA. Nel rugby si utilizzano diversi moduli tattici: i più gettonati sono l'1-3-3-1, il 2-4-2 e il 2-2-2-2. I giocatori vengono schierati in gruppetti chiamati pod (composti da due o tre uomini) che vanno a occupare la propria zona di competenza. In Rugby 22 il team Eko Software ha lavorato per migliorare i moduli tattici e il risultato complessivo è apprezzabile: c'è davvero la possibilità di replicare il gioco messo in mostra dalle super potenze dell'Emisfero Sud.

    Le licenze

    Per quanto riguarda le modalità di gioco, Rugby 22 offre le classiche "Partita veloce" e "Partita online" (è difficile trovare gente con cui sfidarsi), le opzioni "Carriera", "Campionato" e "My Squad", che permette di collezionare/vendere le classiche figurine dei giocatori. Completano il pacchetto "Allenamento", "Eventi" (serve a sbloccare ricompense) e "Le mie Missioni".

    I caricamenti di gioco invece sono inframezzati da una serie di quizzoni con risposta multipla: azzeccandoli si possono guadagnare dei punti esperienza da utilizzare per sbloccare bustine di figurine o altro. La modalità più interessante è senza dubbio a Carriera che permette al giocatore di gestire una squadra creata con le solite figurine e di partecipare a diversi tornei/campionati.

    Disputando amichevoli si guadagnano crediti che possono essere investiti per migliorare il club e lo staff: dai placcaggi fino agli scatti o alla guarigione e così via. Nelle partite amichevoli, più alto è il livello di difficoltà selezionato, maggiore sarà la ricompensa. La modalità Campionato invece ci dà modo di disputare un'intera stagione nelle cinque leghe presenti: tutte le squadre della Top 14, della Pro D2 e dell'URC (dove giocano le nostrane Benetton e Zebre) sono disponibili ufficialmente, mentre sono assenti la Premier League e la fantomatica Nation's Trophy.

    Il problema delle licenze si avverte anche nelle nazionali: Inghilterra, Sudafrica e Argentina sono presenti con giocatori "alternativi", mentre Nuova Zelanda, Australia, Francia, Italia, Irlanda, Fiji, Galles, Scozia, Giappone e Georgia sono state inserite. Le squadre ufficiali sono una sessantina (58 per la precisione) e si averte la mancanza dei tornei dell'Emisfero Sud (il Rugby Championship in primis). Da rimarcare, poi, l'assenza di licenze per quanto riguarda gli stadi.

    Ci fosse stato un editor sarebbe stato possibile modificare squadre e giocatori e limitare questo problema. In questo momento non possiamo inoltre cambiare nessuna statistica né creare nuovi giocatori. Sul piano tecnico, da vedere Rugby 22 non ci ha particolarmente impressionato: provato su Xbox Series S ci ha ricordato in alcuni frangenti un titolo di qualche generazione fa (non sono mancati bug e glitch vari).

    Le animazioni sono discrete, mentre la riproduzione dei giocatori è piuttosto altalenante: alcuni sembrano simili alle loro controparti reali, altri sono troppo generici. Per quanto riguarda le visuali di gioco, quelle disponibili sono solo due e possono essere modificate in altezza e distanza. La telecronaca è in inglese mentre il resto del gioco è stato localizzato in italiano.

    Rugby 22 Rugby 22Versione Analizzata Xbox Series XRugby 22 prende l'ovale e carica a testa bassa. Ci sono diverse idee interessanti e molto lavoro da fare: la fluidità di gioco ci ha ricordato in alcuni frangenti due classici intramontabili come Jonah Lomu Rugby e Rugby 08 ma l'IA va assolutamente migliorata. Il comparto grafico è deboluccio, così come quello online, mentre la mancanza di un editor per sistemare le valutazioni dei giocatori e la questione licenze si sente eccome. Ci aspettavamo anche qualcosa in più sul fronte modalità di gioco: Campionato e Carriera sono interessanti ma hanno dei seri problemi di longevità. Chiudendo un occhio su queste problematiche, gli appassionati dello sport in questione potrebbero dargli una possibilità.

    6.3

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