Ruiner Recensione: ultraviolenza da passeggio su Nintendo Switch

Dopo essersi fatto notare su console e PC, l'emulo polacco in salsa cyberpunk di Hotline Miami sbarca finalmente su Nintendo Switch.

recensione Ruiner Recensione: ultraviolenza da passeggio su Nintendo Switch
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • DISCLAIMER: l'autore della recensione, Marco Mottura, ha lavorato alla traduzione italiana di Ruiner, realizzata gratuitamente insieme a un piccolo gruppo di altri fan nel 2018.

    Impossibile negarlo: con il suo stile acidissimo, il suo gameplay ultrasadico (anche nei confronti dello stesso giocatore...) e la sua soundtrack inarrivabile, Hotline Miami non ha solamente lasciato un segno indelebile all'interno del panorama videoludico, ma ha di fatto creato un vero e proprio precedente. L'opera di debutto degli svedesi Dennaton Games non si è infatti limitata a sconvolgere il mercato indie, contribuendo come nessun altro titolo alla meritata fama da adorabile canaglia di un publisher come Devolver Digital, ma è riuscita ad avere ripercussioni a tutto tondo, a consacrarsi senza riserve presso il grandissimo pubblico - basti citare in questo senso il recente e clamoroso Easter egg di The Last of Us Part 2. Insomma, Hotline Miami ha aperto la via, e in tanti hanno provato a più riprese a inserirsi lungo la scia di sangue e neon di un cult assoluto, ricalcandone direttamente la giocabilità o ispirandosi agli inconfondibili toni anni '80 fatti di palme e synth.

    All you need is blood

    RUINER, dei Polacchi di Reikon Games (per inciso un altro team agli esordi, proprio come era capitato all'epoca a Dennaton Games...), rappresenta a mio avviso l'emulo dell'originale di gran lunga più riuscito fra una schiera di esperimenti che spaziano dalle ispirazioni più o meno dirette ai cloni 1:1.

    L'idea è quella di ripartire da un uno contro tutti esasperato, da una difficoltà senza compromessi, da un feroce mors tua vita mea legato a doppio filo con l'incedere martellante di una colonna sonora magistrale: per l'appunto grossomodo gli ingredienti costitutivi di Hotline Miami, rielaborati però in una ricetta pensata per modificare un po' il gusto complessivo. Sono principalmente tre i cambiamenti apportati alla formula: il primo a saltare all'occhio è di certo l'affascinante ambientazione cyberpunk, con un desolato squarcio di futuro fatto di hacking neurale, immagini subliminali, emoticon kawaii e tecnologia imperante. Uno scenario metropolitano giusto appena abbozzato - i mezzi produttivi non erano certo quelli di un blockbuster AAA, anche se il poco che si intravede di Rengkok City fa sempre colpo - che comunque grazie alla scrittura efficace, al carattere di certe scelte stilistiche e in generale a una direzione artistica gloriosa danno a RUINER una personalità eccentrica e invidiabile. L'indole di un'opera prima che non deve avere paura di nessuno, e che anzi può diventare a sua volta un piccolo-grande riferimento per chiunque.

    Le forme nette e squadrate, il rendering pulito e il violento rossore che ammanta ogni cosa sono alcuni degli elementi fondanti della raffinata estetica di RUINER. Un colpo d'occhio che funziona a meraviglia anche su Nintendo Switch.

    L'altro grande fattore di novità sta nella telecamera: niente inquadratura dall'alto o motore orgogliosamente 2D, con un ricorso massiccio a quella pixel art sporca e grottesca che tanto ha saputo distinguere Hotline Miami.

    Al contrario, qui la visuale diventa isometrica, con l'Unreal Engine 4 a muovere soffocanti labirinti di metallo dominati dal rosso e dal nero, tra schiere di delinquenti da massacrare, armi extra da raccogliere e coriacei boss di fine livello. Sta ad ogni modo nel gameplay il principale snodo capace di differenziare RUINER: se l'impostazione resta quella del twin stick shooter al fulmicotone, tutto riflessi d'acciaio e sfida alle volte gagliardamente impari, è la possibilità di sviluppare il silente protagonista in stile RPG a cambiare le carte in tavola. In RUINER avrete in effetti modo di spendere punti abilità per acquisire e potenziare nuove skill: un sistema che permette di differenziare moltissimo il modo di combattere, andando a variare di parecchio gli approcci.

    Contando che i punti da investire tra le varie abilità possono essere recuperati e spesi in maniera diversa in qualunque momento, capirete quanto adattarsi, reagire all'ambiente e studiare approcci diversi si dimostri un requisito essenziale per sopravvivere (a ancora di più per uccidere con stile, visto il sistema di ranking pensato per aggiungere altro pepe alla questione).

    Come gira su Switch?

    Il risultato non può che essere allora un action game viscerale ma anche sfaccettato e profondo, fatto di strategie coreografiche e power-up tattici: un instancabile balletto alternato di schivate, di bullet time, di scudi energetici che rallentano i nemici, di colpi caricati e molto altro ancora. Il tutto in un'alternanza liberamente goduriosa di feroci attacchi corpo a corpo ed estrose armi da fuoco hi-tech, sviluppata su una campagna di almeno sei/sette ore che non disdegna occasionali sfumature piacevolmente narrative.

    Non conta soltanto uccidere, a fare la differenza è anche il modo in cui si annientano gli avversari: più alta è la combo, maggiore è la ricompensa.

    Un impianto ludico che aveva già dato prova di funzionare a cannone ai tempi dell'uscita originale nel 2017, riproposto per l'occasione su Nintendo Switch con un porting davvero sorprendente. Sorprendente perché, come accennato in precedenza, RUINER è sempre stato un gioco pregevolissimo da guardare: uno di quegli indie con un invidiabile compromesso fra muscoli tecnici e innata ispirazione artistica.

    Sulla macchina della Grande N, in particolar modo in modalità portatile, l'effetto wow è pressoché garantito: nonostante i 720p e qualche inevitabile compromesso visivo, l'immagine appare pulita ed efficace nella sua decadente eleganza, con un framerate che a parte rarissime eccezioni resta caparbiamente ancorato a giocabilissimi 30fps. Ed è sempre a spasso che RUINER dà il meglio di sé: potersi dilettare con un'esperienza simile in mobilità ha un fascino speciale, perché la natura stessa del titolo - che come da copione prevede di provare e riprovare, ossessivamente, una morte dopo l'altra - si sposa alla perfezione con l'anima peculiare di Nintendo Switch.

    Ruiner RuinerVersione Analizzata Nintendo SwitchEmulo di Hotline Miami clamorosamente sottovalutato (forse per non mettere almeno in parte in ombra lo stesso Hotline, visto che il publisher, Devolver Digital, è il medesimo...), RUINER dimostra con questa uscita su Nintendo Switch di non aver perso un briciolo del suo incendiario carisma originale. A quasi tre anni dal lancio su PC, PlayStation 4 e Xbox One, l'opera prima di Reikon Games continua infatti a vincere e convincere in virtù di un concentrato azzeccatissimo di stile e sostanza: delizioso da guardare e da ascoltare, nonché altrettanto avvincente da giocare, questo crudele twin stick action-shooter è il paradigma esemplare del gioco capace di farsi amare e odiare allo stesso tempo - a proposito, si astengano quelli che non apprezzano un certo gusto per la sfida e chiunque viva male il game over. Su Nintendo Switch, a 19.99€, con possibilità di goderselo ovunque, è un acquisto quasi obbligato: non fate i coniglietti (cit.), imbracciate un fucile o un tubo di metallo e tuffatevi a testa bassa in un soffocante universo cyberpunk.

    8.7

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