Recensione Run Roo Run

Attraverso l'Australia per salvare la propria amata cangurina

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Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

5th Cell è lo studio dal quale sono nati titoli indipendenti importanti, il più noto dei quali è sicuramente Scribblenauts, recentemente sbarcato anche sui device Apple e che ha fatto tanto parlare di sé all’uscita su DS, per merito della sua struttura di fondo così originale.
I ragazzi di 5th Cell sono attualmente al lavoro su Hybrid, uno shooter per Xbox Live Arcade ancora avvolto nel mistero, ma trovano comunque il tempo per rilasciare altri giochi, nuovamente su iOS, dopo il successo riscosso proprio dal porting di Scribblenauts.
Run Roo Run è quindi la loro nuova IP, che cerca di seguire le tracce di alcuni titoli concorrenti che hanno dominato, o dominano ancora, le classifiche di vendita dell’App Store.

L’arrivo in Australia

Il protagonista è proprio Roo, un canguro rosso che vive sulla costa Ovest dell’Australia, vicino a Perth. Quando la sua compagna viene rapita per venire inserita in uno zoo, però, Roo non si perde d’animo e decide di attraversare tutta la gigantesca isola per salvarla.
La cartina australiana fungerà quindi da mappa per il cammino di Roo, suddiviso in venti tappe ognuna delle quali composta da un pacchetto di livelli differenti.

Lo stile visivo è decisamente cartoon, con il piccolo Roo disegnato in modo stilizzato, risultando subito simpatico a qualsiasi fascia di pubblico, come impone l’App Store se si vuole avere una possibilità di successo.
Non sarà così carino come Om Nom, protagonista di Cut The Rope, ma il team ha compiuto un ottimo lavoro di caratterizzazione, amalgamando perfettamente menu, sfondi e livelli per ottenere un insieme che piacerà sin dal primo momento, anche grazie a musiche deliziose che, malgrado si ripetano spesso, rappresentano la ciliegina sulla torta.

Struttura classica

La struttura di gioco di Run Roo Run è semplice: in ogni tappa del viaggio sono presenti quindici livelli, da superare in sequenza per poter proseguire.
Ogni blocco è quindi caratterizzato da un elemento di gameplay particolare, che si innesta nella struttura comune a tutti gli stage: Roo parte dal lato sinistro della schermata e deve giungere alla bandierina posta a destra, attraversando il livello in modo autonomo, in modo tale che il giocatore possa intervenire solamente per farlo saltare, toccando in un punto a scelta lo schermo.
I pericoli sono quelli classici: torrenti d’acqua, cactus, pietre e rifiuti dominano i livelli, obbligando il giocatore a misurare il tempismo con il quale far saltare il protagonista, in modo da farlo giungere a destinazione tutto d’un pezzo.

Gli elementi che permettono di variare l’azione sono anch’essi di facile comprensione: dei copertoni permettono di rimbalzare dopo un salto, riguadagnando la spinta, delle eliche faranno volare verso l’altro il giovane canguro, mentre delle icone ne potenzieranno il salto, abilitandone un secondo da effettuare quando si è già in aria.
Concetti semplici, quindi, per livelli senza alcuno scorrimento, sempre completamente rappresentati su schermo, da interpretare con un singolo colpo d’occhio in modo da puntare a portarli a termine sotto il tempo prestabilito, ottenendo tutte le medaglie d’oro.

Facilità estrema

Proprio la semplicità non gioca del tutto a favore di Run Roo Run: lo stile ormai standardizzato di molti titoli di successo per iOS non ha imposto solo una rappresentazione grafica simpatica ma anche delle regole alla portata di tutti, supportate da una fruizione che utilizzi un singolo dito, in modo che ogni tipologia di giocatore possa divertirsi.

Run Roo Run, però, porta il concetto all’estremo e i moltissimi livelli di base sono di una facilità disarmante: durano tra i due e i cinque secondi e la maggior parte verranno superati al primo tentativo da chiunque abbia un minimo di dimestichezza con il mondo dei videogiochi.
In caso di fallimento, comunque, si potrà subito riprovare, con in più delle frecce che segnaleranno i punti in cui sono stati compiuti dei salti al tentativo precedente, fattore che porterà a passare un livello al secondo tentativo, massimo al terzo nel caso di quelli leggermente meno lineari.
La scelta di abbassare così tanto la difficoltà, quindi, favorirà sicuramente l’approccio per i non giocatori, uccidendo semplicemente il divertimento per tutti gli altri, che dopo venti livelli superati senza alcuno sforzo sentiranno la pressante necessità di un po’ di sfida.
Questa verrà offerta dai livelli extreme, da sbloccare una volta completati quelli base presenti in ogni tappa; in questo caso il discorso verrà però ribaltato: gli extreme hanno un’impennata nel livello di difficoltà che metterà a dura prova chiunque, guardando dall’alto in basso anche gli stage più perfidi di titoli come Super Meat Boy, successo del recente passato assolutamente intransigente con gli utenti che vogliono portarlo a termine.
Lo stacco tra i livelli di base e quelli extreme, quindi, è troppo marcato, e il gioco risulterà frustrante in ogni occasione per un giocatore medio, annoiato dalla facilità di base e malmenato da quella più alta, non provando mai vera e propria soddisfazione nel proseguire nel gioco.

Run Roo Run Run Roo Run avrebbe tutte le carte in regola per sfondare sul mercato altamente concorrenziale dell’App Store. Sfortunatamente sbaglia il passo fondamentale, quello del gameplay, troppo blando prima e incredibilmente frustrante poi, collocandosi in una posizione scomoda per un giocatore medio che cerca il divertimento soprattutto se legato ad un tasso di sfida equo e ben calibrato. Inoltre per vedere il finale sarà necessario portare a termine tutti gli stage extreme, quindi la stragrande maggioranza degli utenti non saprà mai come andrà a finire. Il team, comunque, rilascerà nuovi livelli su base settimanale, quindi potrebbe correggere la mira almeno su quelli aggiunti, recuperando il divertimento perduto. Run Roo Run è quindi indicato soprattutto ai non giocatori, oppure ai veterani che, però, dovranno superare decine e decine di sfide semplicissime prima di iniziare a poter mordere del pane per i loro denti.

5

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