Sagrada, recensione del gioco da tavolo: Alea Sancta Est

Novanta dadi colorati in una sfida testa a testa per ricreare le vetrate di una cattedrale neogotica: in una sola parola, Sagrada!

recensione Sagrada, recensione del gioco da tavolo: Alea Sancta Est
Articolo a cura di

Di solito quando si pensa ai giochi da tavolo astratti viene abbastanza automatico associare agli stessi una certa austerità estetica, un rigore e un'essenzialità nel look che se non sconfinano apertamente nello spoglio minimalismo che è proprio dei German di certo non si allontanano troppo da quelle coordinate di stile. Del resto è un approccio che ha anche una sua logica: se quel che conta sono pressoché esclusivamente le regole, le meccaniche ludiche, e se appunto il contesto deve rimanere - come suggerisce il nome - per lo più astratto, ha assolutamente senso che la sostanza prevalga in tutto e per tutto sulla forma. Ultimamente però, forse sulla scia del successo della maniera americana di intendere il gioco da tavolo, si sta affermando anche all'interno di questo sottogenere un trend diametralmente opposto: come risulta evidente dando un'occhiata ad astratti di successo quali Santorini o a Azul (che nel frattempo si è aggiudicato lo Spiel des Jahres 2018, proprio come avevo preventivato nella mia recensione), anche l'occhio sembra volere la sua parte, e l'attenzione all'estetica e a una certa ricercatezza grafica stanno diventando aspetti da non sottovalutare affatto - quando non addirittura degli autentici punti di forza.

Dadi e architetture neogotiche

È esattamente su questa stessa lunghezza d'onda che viaggia Sagrada, un board game nato un paio di anni fa su Kickstarter e ora arrivato sugli scaffali grazie a Cranio Creations. Impossibile infatti non notare gli appariscenti materiali del titolo marchiato Floodgate Games: a calamitare l'attenzione sulle prime sono le coloratissime riproduzioni delle vetrate di una cattedrale (l'ispirazione è ovviamente la Sagrada Familia di Barcellona, l'imponente basilica dell'architetto catalano Antoni Gaudí iniziata nel 1882 e attualmente ancora in costruzione), riproposte anche sull'accattivante packaging del prodotto. Con le sue plance a forma di arco a sesto acuto, Sagrada non passa decisamente inosservato: la creatura del designer americano Ben Harkins riesce in un istante a portare allegria, calore e colore sul tavolo, invogliando davvero chiunque ad avvicinarsi incuriosito.

Sulla base della difficoltà della vetrata avrete diritto a un certo quantitativo di Segnalini Favore, da spendere per agevolarvi nel piazzamento dei dadi.

A fare la parte del leone però non possono che essere i novanta - sì, avete letto bene, NOVANTA! - dadi inclusi nella confezione: dadi a sei facce, di dimensioni leggermente più contenute rispetto a quelli "standard", realizzati in plastica semitrasparente di cinque diverse tonalità di colore. Sono appunto loro la vera star dello show, l'elemento cardine attorno al quale ruota non soltanto il gameplay, ma anche e soprattutto il genuino fascino di Sagrada.

Inutile negarlo: l'idea di estrarre da un sacchettone nero una bella manciata di dadi (due per ogni partecipante più uno extra) e lanciarli in tavola ha sempre il suo perché. Sarà per l'appagante tintinnio della plastica, sarà per il fatto di vederli rimbalzare, sarà per le colorazioni allegre che creano un delizioso effetto arcobaleno o perché l'attività stessa di tirare un dado è qualcosa di intrinsecamente ammaliante, che ha a che fare con il caso e con l'imprevedibilità del risultato, ma tant'è. Lanciare dadi è una cosa che diverte tutti: grandi e piccini, giocatori hardcore e persone ben poco avvezze a questo tipo di passatempo. E, in Sagrada, occuperete almeno metà del vostro tempo a non fare altro.

La partita si sviluppa così: all'inizio ciascuno dei giocatori (da un minimo di due a un massimo di quattro) sceglie una plancia-finestra, per poi completarla inserendo dal basso un'apposita tessera-vetrata composta da venti caselle quadrate. Alcune delle caselle saranno completamente bianche, altre recheranno un'indicazione di colore, altre ancora un'indicazione di numero: quelli saranno i vincoli da seguire, le limitazioni che di fatto avrete nel riprodurre il vostro personalissimo angolo di cattedrale neogotica. Già, perché l'idea di Sagrada è quella di incastonare i dadi all'interno degli spazi, andando a creare un variopinto mosaico 3D di plasticaInfoDurata: 30'
Numero di giocatori: da 1 a 4
Numero ideale di giocatori: 3/4
Tipologia: competitivo
Complessità: media
Publisher: Cranio Creations
Lingua: italiano
Prezzo suggerito: 40€

Attenzione però, perché non potrete agire in maniera libera, bensì sarete costretti a seguire sia le indicazioni date dalla tessera-vetrata (su uno spazio verde dovrete posizionare un dado verde, su uno spazio con un tre dovrete mettere un dado col valore di tre e così via), sia una ferrea regola universale, ovvero l'impossibilità di ripetere colore e numero per i dadi adiacenti in orizzontale e in verticale.
Il match comincia con il primo giocatore, che pesca casualmente tot dadi dal sacchetto, li lancia e ne sceglie uno, a seconda del colore e del risultato a lui più consoni. Quindi il turno procede a ruota fino all'ultimo giocatore, che seleziona non uno ma due dei dadi rimasti. A quel punto si torna indietro, fino ad arrivare di nuovo a chi aveva effettuato in origine la pescata: un dado avanza necessariamente, e viene posto sull'indicatore che serve per segnare la progressione della partita (che si conclude sempre e comunque al decimo turno, in massimo mezz'ora). La difficoltà e la sfida stanno com'è ovvio che sia nel posizionare i dadi sulla propria plancia, perché se dapprima si trova con facilità qualche spazio libero, mano a mano che i turni si accumulano diventano via via più stringenti i vincoli. Anche perché, per arrivare alla vittoria, occorre sottostare ad alcune condizioni particolari indicate da una serie di carte estratte a inizio partita.

É prevista anche una modalità di gioco in solitaria, simpatica ma meno riuscita di quella base (anche perché riuscire a vincere è davvero complicato).

Il cuore di Sagrada finisce insomma con l'essere un gioco di logica e di astuzia, dove la componente strategica ha comunque un suo peso e le interazioni con gli avversari si dimostrano interessanti - perché potrete in qualsiasi momento dare un'occhiata alle plance altrui, scegliendo un dado che potrebbe far comodo a qualcun altro per metterlo nei guai. L'anima quasi matematica, senza dubbio assai coinvolgente ma anche abbastanza nettamente meno immediata rispetto alle meccaniche di Azul, potrebbe però scoraggiare qualcuno. Stessa cosa per i ritmi abbastanza compassati, che specie verso la fine impongono qualche attimo di ragionamento in più nella scelta e nel posizionamento dei dadi. A fare da contraltare e riportare un certo appeal dichiaratamente per tutti intervengono ad ogni modo, come anticipato in apertura, l'ottima veste grafica, l'aspetto squisitamente "tattile" dei materiali e i novanta dadi multicolore, per un board game probabilmente un filo meno casual del previsto, eppure capace di regalare ore di sano divertimento.

Giochi da Tavolo e Board Game Giochi da Tavolo e Board GameVersione Analizzata MultiSagrada è un board game di stampo astratto colorato, riflessivo e sfizioso: i materiali rappresentano senza dubbio uno dei punti di forza del gioco, con uno stile immediatamente riconoscibile e ricco di personalità che lascia il segno e conquista sin da subito, ma anche il gameplay si dimostra di tutto rispetto. Attenzione però, perché dietro all'apparente semplicità e alla casualità dei dadi si nasconde un titolo leggermente meno immediato del previsto, che richiede una certa dose di logica e un'indole riflessiva (non che sia necessariamente un difetto, anzi).

7.9