Saints Row 4 Re-Elected Recensione: caos e distruzione su Nintendo Switch

A sette anni dal debutto, Saints Row 4 arriva su Nintendo Switch con tutti i contenuti e i DLC della versione Re-Elected.

recensione Saints Row 4 Re-Elected Recensione: caos e distruzione su Nintendo Switch
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  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • La fame di avventure a mondo aperto sulla piccola, grande console di Nintendo è difficile da placare, soprattutto quelle che strizzano l'occhiolino a una delle serie regine dell'industria videoludica: Grand Theft Auto. Del resto, l'idea di poter scorrazzare per enormi città in completa libertà, nel palmo di una mano, è troppo allettante, e in attesa di comprendere i piani di Rockstar, la concorrenza non intende di certo restare con le mani in mano. Saints Row rientra pienamente nella categoria, ed è una delle poche saghe in grado di splendere di luce propria, nonostante l'ingombrante ombra della sua musa ispiratrice, e così dopo Saints Row The Third comparso sugli scaffali lo scorso anno (per approfondire, ecco la recensione di Saints Row 3 per Nintendo Switch), è ora il turno del suo seguito, quel quarto capitolo che proprio al suo predecessore deve tanto, anche in questa circostanza.

    Se già in occasione dell'uscita ufficiale, risalente al 2013, Volition aggirò i problemi legati al tracollo del publisher (l'originale THQ) riciclando buona parte di asset e meccaniche, w riuscendo comunque a convincere grazie a novità mirate, con questo porting (in arrivo il 27 marzo) il team attualmente in cabina di regia, Deep Silver Fishlabs, dimostra di aver imparato dagli errori commessi in passato, offrendoci un lavoro decisamente meno problematico già dal day one. Vediamo insieme come.

    Nello Studio Ovale, ancora una volta

    Dal punto di vista puramente ludico e contenutistico, questo porting non si discosta minimamente da quanto giocato nella versione Re-Elected riproposta 5 anni or sono (per i dettagli, vi rimandiamo alla recensione di Saints Row 4 Re-Elected), che al gioco base aggiungeva, oltre a una rivisitazione della veste tecnica, anche una marea di DLC (ora arrivati a 25), tra folli missioni aggiuntive, armi spara-dubstep e skin con cui personalizzare il proprio Presidente degli Stati Uniti d'America.

    Già, perché dopo aver conquistato la scala gerarchica delle gang della città, i Saints si sono spinti oltre, salvando il mondo e finendo dritti dritti nello Studio Ovale. L'incarico istituzionale, ben lontano dallo spaccio, dalle sparatorie e dalla lotta per il predominio del quartiere, viene però bruscamente interrotto da una nuova, terribile minaccia: un'invasione aliena capeggiata dal malvagio Zinyak, capo degli Zin dotato di risorse illimitate e di un'invidiabile conoscenza delle opere del Bardo.
    Intrappolati in una simulazione, una versione di Steelport familiare ma al contempo assediata da avamposti e truppe Zin, nei panni completamente personalizzabili del Presidente dovremo ricomporre la nostra Squadra di Governo, i cui membri sono intrappolati nei meandri della prigione digitale costruita dallo spietato invasore, e sfruttarne le falle: grazie all'inossidabile Kenzie, hacker e braccio destro del protagonista, scopriremo infatti di possedere dei poteri pazzeschi che si riveleranno l'unica arma in grado di debellare questa minaccia.

    Saints Row 3.5

    L'abile stratagemma di Volition, con il quarto capitolo della sua saga, fu di fatto quello di prendere sostanzialmente città, gameplay e attività secondarie del terzo, e di mescolarli con la fantascienza, una marea di citazioni alla lore di Saints Row (ma anche alla pop-culture e alla storia del gaming in generale), e massicce dosi di follia. E così accanto alle truffe all'assicurazione e agli inquietanti giochi a premi del Professor Genki, ecco sbucare missioni ispirate a Battlezone e a Tron, o sequenze e massacri a bordo di mech o di navicelle spaziali, senza disdegnare qualche invasione di campo nel wrestling, con tanto di prese e dropkick implementati direttamente in un combat system da classico third-person shooter.

    E ancora, pistole che sparano buchi neri, compiti che richiedono di distruggere auto e polverizzare cittadini entro un tempo limite, il tutto in una Steelport già nota nella morfologia, ma ora più cupa, pullulante di brutti musi verdi (beige, in realtà), e con avamposti alieni al posto di quelli delle gang ampiamente ripuliti nei primi tre capitoli.

    C'è anche un pizzico di Crackdown, con cluster di dati disseminati un po' ovunque da raccogliere e spendere per potenziare i poteri, che spaziano dal supersalto alla velocità supersonica, passando per schiacciate devastanti e persino la telecinesi. Facoltà esagerate, ma pienamente compatibili con lo stile folle e dissacrante della saga, e talmente sbilanciate da rendere di fatto superflui tanto i comuni veicoli a 4 e 2 ruote, quanto l'arsenale a disposizione del Presidente, il cui utilizzo diviene obbligatorio solamente in missioni della quest principale, giusto per non fargli prendere troppa polvere.

    Sbilanciato era ed è ancora oggi anche il tasso di sfida, con alcune missioni e attività - almeno nelle prime battute - artificialmente ed esageratamente impegnative, mitigate da un sistema di crescita a base di punti esperienza e denaro da investire per ottenere utili perk e bonus, ma con picchi di difficoltà che di tanto in tanto tornano a fare capolino.

    Fattori, comunque, che finiscono in secondo piano nel momento in cui Saints Row 4 sprigiona tutta la sua essenza fragorosa ed esplosiva, ovvero quando il giocatore sblocca tutte le potenzialità dell'arsenale a sua disposizione, tra il campionario completo dei superpoteri e gadget ai limiti dell'assurdo, utili a seminare il caos tra un cooldown e l'altro. A smorzare una certa ripetitività di fondo e il già citato riciclo di asset, insomma, ci pensa tutta l'energia e la creatività di Volition, sprigionate tanto dal gameplay iper-vitaminizzato e volutamente surreale, quanto dall'umorismo sopra le righe dei dialoghi: il risultato è una enorme, esilarante parodia, un tiro al piccione contro media di ogni genere, ma anche contro la saga stessa, a dimostrazione di quanto bene faccia il prendersi poco sul serio, soprattutto quando l'obiettivo è strappare una risata all'utente finale.

    Nonostante siano passati 7 anni, e l'impalcatura ludica sia tutto fuorché moderna, il folle spettacolo di Volition riesce ancora a intrattenere, tanto in solitaria quanto in co-op, sia online sia locale (ma non in split-screen sulla stessa console, purtroppo). E alla lista dei buoni motivi per dargli ancora una chance (se non la prima, per chi se lo fosse perso all'epoca) si aggiunge il pregio principale della nuova piattaforma ospitante: la possibilità di scatenare il delirio tra le strade di Steelport letteralmente dovunque.

    Caos portatile

    La versione Nintendo Switch di Saints Row Third era afflitta, almeno al lancio, da problemi di stabilità del frame-rate abbastanza importanti, con cali evidenti nella modalità TV (meno in quella handheld), poi sistemati via patch tempo dopo. Il team Fishlabs sembra aver recepito i feedback dell'utenza ed è corso da subito ai ripari, offrendo sin dal lancio un Saints Row 4 forse non così accattivante dal punto di vista estetico, ma quantomeno godibile e giocabile. I 30 fps risultano ora più solidi, tanto sul televisore quanto direttamente sullo schermo della console, con qualche calo riscontrato durante gli scatti in supervelocità del protagonista, mascherati comunque dall'estrema rapidità dei movimenti e, a dirla tutta, per nulla invalidanti.

    Lo scotto da pagare è un vistoso aliasing, visibile soprattutto in modalità TV (più discreto, ma comunque presente, anche in modalità handheld), e una lieve difficoltà nel caricamento delle texture, con fenomeni di pop-up purtroppo non così radi, ma comunque meno disastrosi di quel che ci poteva aspettare da un titolo in cui il protagonista può saltare un palazzo in un battito di ciglia e correre come un missile. Valgono poi gli stessi pro e contro tecnici riscontrati del predecessore: buona l'illuminazione e gli effetti particellari, mentre texture e modelli poligonali sentono inevitabilmente il peso degli anni, e chiudono il cerchio delle collisioni non sempre impeccabili.

    Saints Row 4 Re-Elected Saints Row 4 Re-ElectedVersione Analizzata Nintendo SwitchI 5 anni di vecchiaia (7 se si prende in considerazione la versone “vanilla”) si sentono tutti, ma Saints Row 4 riesce ancora oggi a divertire, anche sulla console ibrida di Nintendo. Lungi dall'essere perfetta e priva di sbavature, la conversione sfornata ancora una volta da Deep Silver Fishlabs non inciampa sugli stessi ostacoli che hanno minato il lancio del precedente capitolo, grazie a un frame-rate tutto sommato solido, i cui pur presenti cali non vanno comunque a inficiare l'esperienza generale, ma chiede comunque al giocatore di scendere a qualche compromesso di natura puramente tecnica. In cambio gli offre una Steelport tutta da esplorare e superpoteri clamorosi con cui annientare orde di alieni per circa 15 ore all'insegna della follia, pronte a raddoppiare, se non triplicare, svolgendo ogni singola attività e compiti secondari disseminati qua e là per la simulazione. In attesa di scoprire i piani di Volition per il capitolo V (di cui ne sapremo di più entro l'anno, parola di THQ Nordic), i fan possono tornare a seminare il caos tra le strade in cui i Saints hanno costruito il loro nome, anche in comoda modalità portatile.

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