Saints Row The Third Remastered Recensione: caos tra le strade di Steelport

Deep Silver propone la remaster di Saints Row 3, uscito nel 2011 e pronto a tornare sui nostri schermi con (quasi) tutti i DLC e varie migliorie tecniche.

recensione Saints Row The Third Remastered Recensione: caos tra le strade di Steelport
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • A distanza di quasi nove anni dal debutto nella scorsa generazione, il team Deep Silver Volition si appresta a riportare sugli scaffali uno dei suoi titoli più importanti. Lungi dall'essere infatti solo un sequel, Saints Row The Third ha rappresentato un cruciale punto di svolta per la serie, che prima di allora sembrava condannata ad essere semplicemente il cugino casinista (e ben meno brillante) di Grand Theft Auto. Sebbene i parallelismi con la celeberrima serie di Rockstar restino tuttora inevitabili, con questo terzo capitolo i Santi di Stillwater sono riusciti a trovare la loro strada ed emanciparsi con uno stile definito e fieramente sopra le righe.

    Vediamo allora se il processo di restaurazione ha dato i frutti sperati, rendendo il prodotto godibile anche per il pubblico dell'attuale generazione videoludica.

    Esplosioni, follie e antipatici franco-belgi impazzano a Steelport

    Dopo aver conquistato la scena criminale di Stillwater, i Third Street Saints, la cui fama è ormai internazionale, decidono di lanciarsi in un'epica rapina in banca assaltando il grattacielo più alto della città. Dopo un rocambolesco scontro con le forze dell'ordine, che si conclude con la cattura del protagonista, della mitica Shaudi e di Johnny Gat, i nostri eroi vengono salvati dalla galera da un misterioso benefattore che paga la loro cauzione. Condotti sull'opulento jet privato di quest'ultimo, i nostri beniamini vengono a sapere che il salvatore dei Saints non è altri che Philippe Loren, capo di un potente consorzio criminale denominato Syndicate.

    Mosso da intenti tutt'altro che caritatevoli, il belga propone loro un'offerta assurda, di quelle che possono essere prese in considerazione solo con una pistola puntata alle cervella: dare il novanta percento di tutti i proventi criminali della banda al sindacato. Nei panni del protagonista, non ci mettiamo molto a ribaltare la situazione e riempire il jet con una tempesta di proiettili e sangue, riuscendo infine a salvarci e atterrare nei luridi sobborghi della metropoli di Steelport, cuore delle attività dei nostri nuovi nemici giurati. Feriti ma non sconfitti, i Saints attraversano la città con un unico obiettivo in mente: massacrare quell'antipatico di un belga e scalare a suon di proiettili la gerarchia criminale di Steelport.

    Come è facile intuire, la trama di Saints Row: The Third è un concentrato degli eccessi tipici dei "migliori" b-movie d'azione: se con i primi due capitoli la saga aveva tentato di mantenersi entro i confini della satira, senza abbandonarsi ad esagerazioni troppo sfacciate, il terzo atto segnava un cambio di passo decisamente azzeccato, che consegnava nelle mani dei giocatori una storia orgogliosamente sopra le righe, priva di ogni parvenza di morigeratezza. Perfettamente coerente con la sua cornice open world, costruita come un grande parco giochi malavitoso, il tessuto narrativo della terza iterazione di Saints Row è a tutti gli effetti un pretesto per gettare il giocatore in situazioni violente e al limite del demenziale, un palcoscenico perfetto per sorseggiare un cocktail a base di brutalità sanguinaria e comicità fuori di testa. Dare alle fiamme dei pedoni innocenti per il sadico piacere del Professor Genki, inseguire cloni assassini pieni di steroidi e risentimento, o ancora seviziare malfattori dalla dubbia moralità con il leggendario Penetratore (uno strumento fallico indubbiamente letale): tutte attività che a Steelport diventeranno parte integrante della vostra pittoresca quotidianità.

    Un parco giochi per le nostre demenziali avventure

    Oltre alle missioni principali, che hanno lo scopo di portare avanti la storia dei Third Street Saints, la metropoli offre un notevole quantitativo di obiettivi secondari che ci permetteranno di rimpinguare il nostro gruzzolo, estendere l'influenza criminale della banda e sbloccare nuovi veicoli, armi e vestiario. Perfettamente coerenti con la vena comica della produzione, questi incarichi contribuiscono alla varietà complessiva dell'esperienza e garantiscono qualche piacevole diversione dalla vendetta contro il Syndicate.

    Oltre alle classiche attività da pappone, killer o ladro d'auto, potremo comandare una gigantesco gomitolo di lana per portare distruzione tra le strade, oppure partecipare a un sanguinoso gioco al massacro in cui è etico uccidere qualsiasi cosa si muova tranne un manipolo di poveri panda. Ciascuna di queste eccentriche missioni avranno diverse varianti di difficoltà crescente, capaci di proporre una buona sfida ai maniaci del completismo. Da buoni imprenditori, avremo anche la possibilità di acquistare le varie proprietà disseminate per la città, che ci concederanno una rendita periodica molto utile nel lungo termine. Ogni attività che decideremo di portare avanti contribuirà ad incrementare il nostro grado di Rispetto, elemento di progressione attraverso il quale sbloccheremo nuove abilità o aumenteremo le nostre statistiche, a patto di pagare anche un prezzo in dollari.

    Questi perk spaziano da bonus a vita e stamina, a potenziamenti per la nostra gang di criminali.Anche le armi da fuoco e da mischia saranno, come intuibile, uno strumento fondamentale per farci strada tra gang rivali e poliziotti fin troppo zelanti: seppur non straordinariamente ampio, l'arsenale dei Saints comprende un buon numero di bocche da fuoco, e durante le missioni avremo la possibilità di impossessarci di potenti armi temporanee come gatling o possenti spadoni a due mani. Anche sotto questo aspetto, Saints Row: Third non lesinerà il suo umorismo demenziale regalandoci armi bizzarre come il già citato Penetratore o una sobria motosega da taglialegna.

    Modalità Coop e Modalità LordaIn Saints Row The Third avremo la possibilità di giocare in coop con un nostro amico, con il quale potremo sia portare avanti le normali missioni della storia che scorrazzare liberamente per la città compiendo efferati atti vandalici. La Modalità Lorda (Whored in inglese) è sostanzialmente un "horde mode" che comprende un buon numero di mappe differenti, in cui dovremo affrontare le classiche ondate di nemici cambiando il nostro armamentario di volta in volta.]

    Quasi ogni arma presenta un semplice sistema di potenziamento suddiviso in livelli che potremo sbloccare con i proventi dei nostri delitti, migliorando sia l'efficacia che - nella gran parte dei casi - l'estetica dei nostri strumenti del mestiere.È inoltre presente un sistema di avanzamento complementare che richiede, oltre al solito denaro, di raggiungere una determinata quantità di Rispetto: in questo caso la gamma dei benefici spazia da un aumento delle munizioni trasportabili alla possibilità di impugnare contemporaneamente due armi dello stesso tipo. Sebbene le dinamiche di shooting non siano particolarmente raffinate, il loro contributo all'impasto ludico sembra perfettamente in linea con un titolo che fa di caos ed eccessi le sue colonne portanti.

    Come nella migliore tradizione di genere, Steelport saprà soddisfare i nostri appetiti ladroneschi con un ricco assortimento di veicoli pronti per essere "presi in prestito". Se le comuni auto adoperate dalla cittadinanza ci sembreranno troppo anonime, una volta che le avremo rubate potremo tranquillamente modificarle in uno dei tanti Rim Job della città, scegliendo dei colori esagerati oppure migliorandone le prestazioni.

    Ovviamente, in perfetta sintonia con la sobrietà che contraddistingue il titolo, avremo a disposizione anche delle quattro ruote non proprio ordinarie, come ad esempio una carrozza che, durante una delle scene più esilaranti della campagna, ci troveremo noi stessi a trainare. Pad alla mano, il controllo dei vari mezzi è sembrato abbastanza convincente, sebbene il modello di guida arcade non arrivi ai livelli di quello - tuttora eccellente - di GTA. Parliamo però di un aspetto che, nell'economia ludica di Saints Row, diventa abbastanza trascurabile, data la quasi totale assenza di missioni a base di inseguimenti.

    In Saints Row: the Third avremo inoltre la possibilità di personalizzare completamente il nostro avatar. Malgrado gli anni sulle spalle della produzione, l'editor risulta ancora oggi piuttosto articolato ed efficiente, con tante opzione che ci permetteranno di modificare ogni aspetto dell'alter ego, dai lineamenti alla possanza muscolare, passando ovviamente per le dimensioni delle nostre dotazioni sessuali. Durante la permanenza a Steeport potremo poi alterare ulteriormente il nostro look con tatuaggi e abiti di ogni genere, e ricorrere a qualche ritocchino chirurgico qualora l'aspetto del protagonista non ci convincesse appieno.

    PIMP my remaster

    L'opera di "ristrutturazione" portata a termine da Deep Silver Volition consegna nelle mani dei giocatori un remaster pregevole, completo di tutti i contenuti pubblicati dopo il lancio del titolo fatta eccezione per i pacchetti Bloodsucker e Unlockable Pack, come anticipato nella nostra anteprima di Saints Row The Third. Inoltre, a sorpresa, è stata aggiunta la possibilità di disattivare il blocco degli FPS a schermo, che normalmente sono fissati a 30 (generalmente solidi): un'opzione che, come intuibile, genera qualche fluttuazione piuttosto evidente del frame rate, a fronte di vantaggi non particolarmente consistenti sul fronte ludico.

    Approfondendo il lato tecnico, il nuovo engine utilizzato per il gioco offre un sistema di illuminazione significativamente più complesso rispetto a quello originale, che rende il profilo cittadino di Steelport molto più piacevole e suggestivo, tanto da valorizzare ogni frangente di gioco, con la complicità di una gestione dei riflessi più avanzata e d'impatto. Il connubio tra profondità di campo (sensibilmente migliorata) e motion blur rende i panorami della metropoli più avvolgenti, proponendo una carrellata di scorci di grande effetto, specialmente se si considerano le radici old-gen del titolo. Questo col contributo di un buon HDR, forse a volte un po' esagerato nei cromatismi ma comunque coerente con lo stile a tratti caricaturale del gioco. Un altro notevole passo avanti è rappresentato dal maggior numero di veicoli e pedoni presenti su schermo, che rendono la città più ricca e pulsante di vita.

    Convincente anche il lavoro di revisione operato sui modelli poligonali (in particolar modo dei personaggi principali), sebbene l'aumento delle geometrie non riesca a nascondere completamente l'età della produzione. Lo stesso discorso vale fondamentalmente per ogni aspetto dell'offerta, dai modelli dei veicoli ai dettagli ambientali, che mostrano asset completamente rifatti (texture, shaders, layers aggiuntivi, ecc.) e una maggiore varietà generale.

    Permane qualche occasionale bug, qualche compenetrazione di troppo, ma si tratta di inciampi tutto sommato fisiologici in un titolo di queste dimensioni e, soprattutto, con quasi un decennio sulle spalle. La cura e l'attenzione dedicate dal team a questa remaster lasciano dunque pochi dubbi circa la qualità finale di un prodotto che, pur non raggiungendo gli standard più elevati della generazione corrente, risulta perfettamente godibile anche per tutti coloro che in queste ore stanno pensando di avventurarsi per la prima volta tra le strade di Steelport.

    Saints Row The Third Remastered Saints Row The Third RemasteredVersione Analizzata PlayStation 4 ProNonostante gli anni che si porta alle spalle, Saints Rows: The Third non sfigura per nulla nell’attuale mercato videoludico. Il lavoro di aggiornamento sul versante tecnico si fa portavoce dell'impegno del team, determinato a proporre un'offerta all'altezza della fama del titolo. D'altronde Saints Rows: The Third si è valorosamente ritagliato la propria nicchia nel mercato degli open world a dispetto delle sue tante affinità - almeno concettuali - con un colosso inarrivabile come Grand Theft Auto. Se quindi siete alla ricerca di un’esperienza più sopra le righe rispetto al solito free roaming criminale, la versione rimasterizzata di Saints Rows: The Third vi offrirà un minimo di 18 ore per portare a termine la storia principale ed almeno il triplo per completare la vostra conquista assoluta di Steelport. Il tutto tra le maglie di una campagna carica di umorismo e si situazioni al limite dell'assurdo.

    8

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