Recensione Samba de Amigo

Il ritorno di una Scimmia a suon di Wii-Maracas!

recensione Samba de Amigo
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  • Wii
  • Uno sguardo al passato

    Era il lontano 2000 quando il DreamCast ospitò l'arrivo di un gioco musicale che avrebbe segnato la storia del suo genere negli anni a venire. Come per altri mille capolavori presenti sull'ultima, sfortunata console Sega, anche Samba de Amigo vedeva la luce in un tempo forse non adatto ai rhythm game, che proprio dopo l'epoca della PSX videro nell'era PS2 una progressiva perdita d'interesse da parte delle masse.
    Tuttavia nella presente generazione di console qualcosa è cambiato: il successo di giochi quali Rock Band e Guitar Hero devono aver fatto riflettere Sega che, un anno fa, ha deciso che fosse finalmente giunto il momento di rilanciare sul mercato Samba de Amigo, approfittando sia della dilagante popolarità del Wii che del rinnovato vigore commerciale che aleggia attorno a questa tipologia di gioco.
    Una versione Wii di Samba de Amigo ovviamente non avrebbe avuto senso se non si fosse cercato di adoperare in qualche modo l'accoppiata Wiimote+Nunchuk, accantonando quindi le leggendarie "Radio-Maracas". Vediamo dunque come lo studio Gearbox -in realtà più avvezzo a sviluppare First Person Shooter- è riuscito a sfruttare le periferiche Nintendo per farle muovere a suon di musica.

    A che gioco giochiamo?

    Il gameplay storico di Samba de Amigo è, letteralmente, semplicissimo (ne converrà chi ancora ne abbia memoria). La schermata di gioco, in questo caso identica a quella Dreamcast, presenta sei cerchi, posti ipoteticamente ai vertici di un esagono. I vertici del lato sinistro rappresentano rispettivamente la posizione alta, media e bassa della nostra mano sinistra, mentre specularmente i vertici del lato destro rappresentano le posizioni della nostra mano destra.
    Sistemando le nostre mani in modo tale che gli indicatori di posizione evidenzino il cerchio da noi voluto (in alto per i cerchi alti, ad altezza media per i cerchi centrali e verso il basso per i cerchi bassi), dovremo poi shakerare i due wiimote (oppure wiimote+nunchuk a seconda della configurazione da noi scelta) non appena le sfere provenienti dal centro dell'esagono entrano completamente in uno dei vertici. Più facile a farsi che a dirsi. Del resto, idealmente si tratta semplicemente di tenere il ritmo di fondo e scuotere le mani. A rendere più varie le sessioni di gioco ci pensano alcuni azioni supplementari. A volte saremo chiamati da delle illustrazioni animate a replicare o dei movimenti che vengono indicati a schermo, oppure a tenere delle posizioni plastiche, che dovremo replicare restando immobili per alcuni istanti. Il risultato è un divertente "simulatore di Maracas", sicuramente fra i concept più originali che si siano visti in un videogioco nelle ultime generazioni. Eppure, come vedremo fra poco, ad un gameplay di base idealmente perfetto, vario e coinvolgente, Samba de Amigo non affianca un sistema di controllo analogamente perfezionato e rodato, rovinando purtroppo l'esperienza di gioco.

    In ogni caso, almeno dal punto di vista contenutistico, l'opera dei Gearbox può dirsi completa. Oltre ad una modalità carriera che, una volta completata, ci permetterà di sbloccare nuove opzioni di personalizzazione per le nostre esibizioni, vi sono numerose modalità multiplayer e singole player in grado di fornire diverse variazioni dell'originale gameplay.
    Interessante è inoltre la possibilità di scaricare a pagamento da uno store online nuove canzoni, feature per ora inedita in un gioco su supporto ottico per Wii (opzione invece già esplorata da vari titoli WiiWare). Per verificare la bontà di questa aggiunta tuttavia è necessario aspettare e vedere come Sega o Gearbox in futuro supporteranno questo servizio di digital delivery, nella speranza che in breve tempo quest'opzione non venga completamente dimenticata dagli sviluppatori (e magari appaia interessante anche per quelli di altre celebri saghe "musicali").

    Uno "shake shake" non troppo convinto.

    Accennavamo poco sopra alla presenza di qualche problema che affligge il sistema di controllo di questo Samba de Amigo, assottigliando in parte l'immediatezza dell'esperienza ludica e rendendo le sezioni più frenetiche davvero ostiche da superare. Il problema non risiede tanto nella configurazione dei controlli: i comandi che i Gearbox hanno sviluppato per farci dimenticare le splendide Maracas del DreamCast, in effetti, sono abbastanza efficaci, e delineano un utilizzo sapiente delle tecnologie di riconoscimento degli input. Purtroppo, tali controlli non sono come il avrebbero voluti i fan storici della saga), né come dovrebbero essere per far breccia nel target a cui questo gioco si riferisce.
    Il sistema di controllo si basa sull'angolazione con cui i controller sono impugnati, e non sull'altezza a cui vengono mantenuti. Questo si traduce in un sistema di riconoscimento di posizione sì efficace, ma a patto che il giocatore si mantenga all'interno delle restrittive regole su cui il gameplay si regge.
    Tradotto in parole povere: serve una certa manualità, serve molto allenamento, ed è necessario scalare una pendente curva d'apprendimento per godere appieno del gioco. Tutto ciò rende il gameplay poco adatto per coloro che invece dovrebbero essere più attratti da Samba de Amigo, ovvero quei giocatori in cerca di un'esperienza divertente e spensierata con cui passare ore ed ore in compagnia di amici.
    Utilizzando due Wiimote contemporaneamente anziche Wiimote+Nunchuk, si può godere appieno dell'esperienza di gioco, dato che il doppio controller fa guadagnare sia in fatto di immedesimazione che di precisione; tuttavia la situazione non migliora in maniera radicale, soprattutto quando saremo a chiamati a shakerare le nostre pseudo-maracas a livelli di difficoltà sempre più elevati.
    Quel che più fa riflettere, mano a mano si procede nel gioco, è la sensazione che sarebbe bastata poca attenzione in più in fase di rifinitura dei comandi per eliminare questa fastidiosa sensazione di costrizione, e gli errori di riconoscimento di alcuni movimenti (tuttavia non presenti in maniera tale da rendere ingiocabile il nuovo Samba). Purtroppo dobbiamo oggi accontentarci di un titolo che appare come "l'ombra di se stesso", in cui lo spirito goliardico dell'originale Samba de Amigo appare del tutto diluito. Il titolo Gearbox è ben lontano dai fasti DreamCast, anche se tutto sommato è in grado di fornire numerose soddisfazioni a chi decidesse di applicarsi con dedizione per padroneggiare al meglio il sistema di gioco. Attenti però al rischio frustrazione: intrappolati in un sistema poco dinamico ed anzi costrittivo, inadatto al "quick play" o al divertimento disimpegnato, potreste abbandonare il proposito senza la giusta motivazione.

    Un sound dai ritmi tropicali. Un panorama meno paradisiaco.

    Come è facile immaginare la soundtrack che fa da anima Samba de Amigo è composta da cover e da pezzi originali delle più famose canzoni dal ritmo latino americano, nonchè da rivisitazioni in chiave "Samba" di alcuni dei più grandi successi degli scorsi decenni (uno fra tutti "Take on Me").
    La presenza inoltre di canzoni storiche come "Samba de Janeiro" o di pezzi dei Gipsy Kings rende pressochè perfetta la scelta della scaletta, adattissima all'atmosfera che il gioco vuole trasmettere. Anche qui, tuttavia, ci riserviamo di attendere gli sviluppi del servizio "pay to play", curiosi di sapere quali altri canzoni Gearbox e Sega metteranno a disposizione degli aspiranti musicisti.
    Ma il comparto sonoro non è composto solo dai brani (compressi ottimamente): gli effetti provenienti dagli speaker integrati dei Wiimote aiutano maggiormente ad immedesimarsi e a comprendere il tipo di nota da noi suonato e l'eventuale ritardo rispetto al tempo ideale.

    Dal punto di vista grafico Samba de Amigo disattende ciò che gli screen diffusi su riviste e Web hanno mostrato fino ad oggi, facendo nascere così interrogativi sull'originalità del materiale distribuito da Sega/Gearbox.
    Non che il comparto tecnico sia un elemento fondamentale nei giochi musicali, e non che l'appeal visivo di Samba de Amigo appaia brutto da vedere. Tutto sommato, anzi, il look di Samba è accettabile (anche se ormai è chiaro che il Wii può far decisamente di più e soprattutto può farlo meglio), ma la presenza di scalette e di animazioni a volte non troppo convincenti non basta per esaltare la magnifica e sgargiante palette di colori, che dirmope a schermo in un vero e proprio "carnevale di Rio". Fortunatamente la direzione artistica non risente del peso degli anni, personaggi e ambienti sono belli da vedere e coloratissimi. I Mii risultano perfettamente integrati nei balli forsennati che avvengono alle spalle del riquadro di gioco, contribuendo ad aumentare l'allegria della festa che si scatena non appena Amigo impugna le sue mitiche maracas.

    Samba de Amigo Samba de AmigoVersione Analizzata Nintendo WiiMai come in questo caso il termine "occasione mancata" calza a pennello. Sega (o, meglio, Gearbox) avrebbe davvero potuto realizzare un titolo coi fiocchi, grazie alla solida base di un gameplay idealmente avvolgente e di una direzione artistica (visiva e musicale) davvero valida. Purtroppo non basta la corretta (e a tratti azzeccata) intuizione di adoperare l'angolazione dei polsi a differenza della reale posizione delle Maracas per rendere l'esperienza di gioco accessibile ed immediata per tutti. La curva d'apprendimento presente, ed un gameplay poco dinamico e costrittivo, cozzano con l'originale spirito festaiolo del primo ed indimenticabile Samba de Amigo per DreamCast. Questo, unito alla presenza di errori di imprecisione del sistema di controllo, e ad un comparto tecnico tentennante, contribuisce a collocare il titolo in esame fra i giochi discreti, adeguati per saziare gli appassionati ma incapaci di far innamorare al primo colpo. Chi ha la fortuna di vantare nella sua collezione di videogiochi l'originale Samba de Amigo se lo tenga ben stretto. Chi ne è sprovvisto ed è in cerca di un'esperienza particolare nel campo di giochi musicali potrebbe considerare l'acquisto di questa edizione Wii. Se il servizio di Digital Delivery sarà poi nutrito e corposo, la valutazione finale potrebbe avere un piccolo sussulto insenso positivo.

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