Samurai Jack Battle Through Time Recensione: lo spadaccino è tornato

Le gesta di Samurai Jack rivivono su piccolo schermo grazie a Battle Through Time, action game sulle orme dell'apprezzatissimo show televisivo.

recensione Samurai Jack Battle Through Time Recensione: lo spadaccino è tornato
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Correva l'anno 2017 quando gli spettatori statunitensi dovettero congedarsi da Samurai Jack, una delle punte di diamante -in termini qualitativi- dell'intera produzione per piccolo schermo targata Cartoon Network. Con cinque stagioni e sessantadue puntate alle spalle, la storia ideata da Genndy Tartakovsky non ha però mai smesso di vivere nel cuore dei suoi fan, motivo per cui oggi, tre anni dopo quell'addio, qualcuno ha pensato bene di riesumarla attraverso Battle Through Time, videogioco disponibile in veste multipiattaforma, scaricabile dagli shop digitali al costo di circa trenta euro. Sviluppato da Soleil ed edito da Adult Swim Games, il titolo piega lo stile, le situazioni e i personaggi noti agli appassionati dello show alle esigenze di un action game d'impostazione ludica parecchio comune, che non sembra mirare ad altro all'infuori di una blanda celebrazione del brand. Con tutto ciò che ne consegue.

    Giorni di un futuro passato

    Chiunque abbia memoria dell'opera originale dovrebbe ben sapere che non si può parlare di Samurai Jack senza tirare in ballo anche Aku, la sua ghignante nemesi demoniaca. E infatti Battle Through Time, a livello narrativo, non fa altro che portare avanti l'aspra rivalità fra i due, tessendo un intreccio sceneggiato per condurre il nostro eroe -come al solito- fra le pieghe dello spazio e del tempo.

    Va detto che se il racconto videoludico può dirsi inedito, è pur vero che i nove stage della campagna single player si pongono più che altro l'obiettivo di rileggere e rimpastare alcuni degli eventi già visti, nello specifico, durante l'ultima stagione tv. Siamo comunque sicuri che gli estimatori del guerriero dalla spada magica gioiranno nel venire sballottati da un mondo all'altro dell'universo di riferimento, fra location dal colpo d'occhio fanta-futuristico e paesaggi di un passato ancestrale. Luoghi in cui, oltretutto, i fedelissimi sapranno riconoscere senza fatica un bel po' di volti familiari, dal baffuto Scozzese al cane-esploratore Sir Rotchild, passando per una folta schiera di scagnozzi, mostri robot, razze aliene e carismatici villain di fine scenario. Fra l'altro, piccola chicca, il cast dei personaggi parlanti beneficia delle stesse voci del cartoon (ma non del doppiaggio in italiano, così come è del tutto assente anche la traduzione dei testi scritti).

    Fra citazioni e rimandi alla mitologia dell'impavido Samurai, non c'è dubbio che il fanservice di Battle Through Time abbia di per sé un buon potenziale, che tuttavia, pad alla mano, non riesce ad attecchire particolarmente nelle altre, sbiaditissime caratteristiche ludiche del prodotto. Inquadrarlo è alquanto semplice: siamo dalle parti dell'hack'n'slash 3D con piccoli innesti da gioco di piattaforme, avventura in cui Jack, agguerrito e scattante, deve farsi largo tra svariate ondate di nemici fino al match con il cattivone di turno, sconfiggendo il quale si passa subito al livello successivo.

    Perno del gameplay di Samurai Jack è ovviamente il combat system, basato su un set di mosse molto classico che spazia da un paio di attacchi melee all'uso di strumenti per colpire dalla distanza, passando per le azioni di schivata, parata e contrattacco. Strada facendo il Nostro sarà anche in grado d'irrobustirsi e apprendere delle combo dalla messa in atto abbastanza elementare, sbloccandole e poi potenziandole tramite un tradizionale albero delle abilità che strizza timidamente l'occhio ai meccanismi di crescita dell'avatar tipici dei GdR.

    Quanto ad armi, invece, il condottiero potrà sempre contare sulla sua letale lama di fiducia, e in più su una buona dose di lance, martelli, mazze ferrate nonché di archi, coltelli, stellette ninja e pistole, tutti soggetti a usura ma riparabili presso il simpatico Sam-Moo-Rhai, un NPC che funge anche da venditore di item vari. È da notare che gli strumenti pensati per gli assalti da lontano fanno danni esorbitanti, tanto da abbattere tutti i rivali svolazzanti in un sol colpo, al contrario degli attrezzi da mischia, meno efficaci senza che vi sia una reale giustificazione.

    Di per sé tutt'altro che rinunciatario, il sistema di lotta di Samurai Jack Battle Through Time rischia di perdere spessore e appeal dopo soltanto una manciata di scontri, non appena ci si rende conto che il livello di sfida è platealmente -e un tantino troppo- tarato verso il basso.

    Per giunta alcune scelte di game design, seppur periferiche rispetto agli istanti in cui bisogna concretamente menar le mani, sembrano facilitare ulteriormente il compito: basti pensare che non solo gli avversari caduti elargiscono loot a profusione, ma anche i personaggi non giocanti sparsi lungo il percorso regalano al giocatore una quantità di consumabili - sostanze curative e non solo - francamente esagerata. Difficile, insomma, che lo spauracchio del game over si faccia avanti tanto da aggiungere quel po' di pepe in più a un avanzamento sin troppo lineare e monocorde, che si accende un minimo solamente dinanzi ai boss i quali, d'altronde, si faranno ricordare più per essere degli antagonisti noti al pubblico televisivo che per la varietà di approcci necessaria a fronteggiarli. Il "trucco", se così si può definire, sta nell'alzare l'asticella della difficoltà oltre le soglie della modalità Normal, così da dare un po' più di senso non solo alle peculiarità del sistema di combattimento, ma anche alla gestione dello skill tree. È comunque bene non aspettarsi miracoli data una proposta ludica che porge entrambe le guance a un target non molto esperto, finanche piuttosto giovane (forse troppo per provare curiosità verso il tie-in di una serie animata non più al massimo della propria fama).

    Passi indietro

    La progressiva mancanza di stimoli che spingano l'utente a completare le circa cinque-sei ore di Story Mode con il giusto mix di stupore e fatica è una delle debolezze di un titolo che soffre di un altro problema insidioso: dall'inizio alla fine, Battle Through Time dà l'impressione di stare giocando a un prodotto vecchio di almeno due generazioni. È una sensazione diffusa, che permea sia le suddette fasi di battaglia - visivamente molto movimentate ma non prive di sbavature, soprattutto in materia di collisioni - sia le sporadiche e svogliate sezioni platform, poco più che dei raccordi di convenienza fra l'arrivo di un'orda di oppositori e la successiva.

    Senza contare che anche in termini prestazionali, su PS4 standard, la produzione mostra il fianco a qualche inciampo, smarrendo diversi frame soprattutto nelle circostanze in cui l'azione (a 60 fps) tende a farsi particolarmente concitata. Di foggia antica è pure il comparto grafico, per fortuna compensato da una direzione artistica tutto sommato in linea con lo stile del cartone di provenienza, pur con i dovuti distinguo fra un lavoro poligonale in tre dimensioni e un altro incentrato su disegni squisitamente bidimensionali.

    La resa complessiva di Battle Through Time lascia insomma l'amaro in bocca, più amaro che mai in quanto qua e là, nel corso della progressione, il gioco mette anche sul piatto qualche idea sinceramente affascinante. Per esempio i momenti di transito fra un incontro e il seguente sono spesso e volentieri sottoposti a un cambio di prospettiva che, dalla terza dimensione a esplorazione libera, passa a un bellissimo scorrimento orizzontale "scenografico", ossia volto a mostrare le ambientazioni in campo lungo e lunghissimo. Pure la regia di alcune cut scene riserva qualche piccolo tocco di classe, fra cui un uso dello split screen tale e quale a quello sfoggiato dal Samurai Jack seriale. Preziose gocce di creatività versate, tuttavia, nel mezzo di un'esperienza arida su più fronti.

    Samurai Jack Battle Through Time Samurai Jack Battle Through TimeVersione Analizzata PlayStation 4Se non altro, Samurai Jack: Battle Through Time trasmette un certo rispetto nei confronti della storica serie di cui porta il nome, nient’affatto avaro di riferimenti e materiali che i fan sapranno in qualche modo apprezzare. È però, a conti fatti, un prodotto a loro uso e consumo esclusivo, poiché, parlando di doti ludiche in senso stretto, siamo di fronte a un’offerta hack’n’slash alquanto comune, poco trascinante e priva di particolari guizzi, che chiunque sia in cerca di una formula action più moderna e/o sofisticata potrà bellamente ignorare, volgendo lo sguardo verso altri lidi ricreativi.

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