Samurai Warriors 5 Recensione: un nuovo gioco d'azione nell'antico Giappone

Koei-Tecmo e Omega Force presentano il nuovo gioco di Samurai Warriors, che ci mette questa volta nei panni di Nobunaga.

Samurai Warriors 5 Recensione: un nuovo gioco d'azione nell'antico Giappone
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Il franchise Warriors di Omega Force sta vivendo un periodo di grande prosperità. Laddove in tempi recentissimi la serie di Dynasty Warriors ha miseramente fallito nel tentativo di rinnovarsi (per tutti i dettagli recuperate la recensione di Dynasty Warriors 9), la sua gemella Samurai Warriors e i vari titoli su licenza stanno pian piano ridefinendo il concetto stesso di musou: sebbene il button mashing e l'azione frenetica continuino ad essere le colonne portanti del brand, a partire dalle sue incarnazioni più moderne si è infatti deciso di prestare più attenzione alla narrazione e soprattutto di introdurre una componente ruolistica sempre maggiore. Un necessario cambiamento, quello attuato dallo studio nipponico, che tra le altre cose ha sancito l'inarrestabile successo di Persona 5 Strikers e di Hyrule Warriors: Age of Calamity (a tal proposito, vi segnaliamo che sulle pagine di Everyeye.it trovate la recensione del primo DLC di Hyrule Warriors: L'Era della Calamità)

    Pubblicato a cinque anni di distanza da Spirit of Sanada, anche Samurai Warriors 5 ha saputo far suoi i principali punti di forza dei titoli soprammenzionati, addossandosi il non facile compito di condurre verso nuove vette la saga dedicata ai più famosi condottieri che si diedero battaglia nell'epoca Sengoku del Giappone. Ricordandovi che il gioco è finalmente disponibile su PC, Nintendo Switch, Xbox One e PlayStation 4 (nonché in retrocompatibilità sulle macchine di ultima generazione), siamo pronti a emettere il nostro verdetto finale sulla nuova proposta di Koei Tecmo Game.

    Il sogno di Oda Nobunaga

    Considerato dal producer Hisashi Koinuma come un nuovo punto di ripartenza per il franchise (scopritene le ragioni nell'intervista agli sviluppatori di Samurai Warriors 5), sul piano narrativo il titolo è letteralmente tornato alle origini, al fine di raccontare al pubblico una porzione di storia più vasta e in buona parte inedita.

    Difatti, mentre i passati episodi del brand ci hanno abituati a vedere Oda Nobunaga come il "Re Demone", ossia il generale implacabile solitamente utilizzato come antagonista principale, la campagna del nuovo arrivato ha inizio diversi anni prima dei fatti raccontati nel primissimo Samurai Warriors. Mettendo del tutto da parte Yukimura Sanada, che per anni e anni è stato il volto della serie, stavolta la vicenda è raccontata dal punto di vista dello stesso Nobunaga e del suo alleato Mitsuhide Akechi. Da tutti ricordato come l'uomo che quasi unificò il Giappone feudale, il primo è infatti protagonista di una lunga sequenza di missioni che, prima ancora di dipingerne la sanguinosa ascesa al potere e l'altrettanto sconvolgente caduta, spiegano cosa spinse l'ostinato condottiero a conquistare uno dopo l'altro gli stati belligeranti: un viaggio costellato da continui tradimenti, doverosi sacrifici e persino qualche cocente sconfitta. Sbloccabile solo dopo aver completato i vari capitoli della Modalità Musou dedicati alla furia del giovane Nobunaga, allo stesso modo il percorso di Mitsuhide approfondisce la caratterizzazione dello stoico vassallo, mostrando gli eventi chiave del racconto da una prospettiva diversa, ma non per questo meno sofferta e affascinante.

    Concentrandosi principalmente su due personaggi soltanto e utilizzando i comprimari in una serie di battaglie secondarie che alle volte sfociano in scenari alternativi, Omega Force ha insomma imbastito un intreccio assai meno frammentato del solito, tant'è che le imprese dei due condottieri risultano scorrevoli e appassionanti.

    Nonostante il racconto tenda ancora oggi a compiere qualche sporadico balzo in avanti, riassumendo in maniera approssimativa o addirittura saltando qualche episodio chiave della vicenda, per la prima volta la stesura dei fatti ci è parsa chiara e finalmente godibile anche senza conoscenze pregresse circa la tumultuosa storia del Giappone feudale. I dialoghi che hanno luogo nel mezzo delle missioni tendono talvolta a perdersi tra i rumori della battaglia, ma se consideriamo che in passato il canovaccio narrativo non era altro che una scusante o comunque un banale riempitivo con cui colmare i vuoti tra una quest e la successiva, a questo giro i miglioramenti sono evidenti e come risultato il titolo cattura con strabiliante naturalezza ed efficacia l'attenzione del giocatore.

    Le risorse di un samurai

    Passando al fronte ludico, vi anticipiamo subito che Samurai Warriors 5 ha ereditato tutte le meccaniche già presenti in Samurai Warriors 4 e 4-II, apportandovi però dei sensibili accorgimenti ove necessario. Il sistema di combattimento non ha subito grandi modifiche, ragion per cui l'utente è ancora una volta chiamato a vestire i panni di uno o due eroi (in qualsiasi momento è infatti possibile prendere il controllo del secondo personaggio schierato in campo) per annientare centinaia o anche migliaia di soldati nemici con combo frenetiche e devastanti.

    Mentre la maggior parte dei musou prevede solo due tipi di attacco, in Samurai Warriors 5 ce ne sono addirittura tre: l'attacco normale e quello potente, che sono indispensabili per la realizzazione di combo a corto raggio, e i cosiddetti Hyper Attack, che a differenza degli altri due hanno un raggio d'azione parecchio ampio. Pertanto, se i primi tornano particolarmente utili nei duelli contro gli ufficiali, gli ultimi sono lo strumento ideale per farsi strada in mezzo alle milizie avversarie, in quanto ogni colpo abbatte dozzine di nemici e per di più va avanzare di qualche metro - in maniera del tutto automatica - il personaggio controllato. Abusando degli Hyper Attack, quindi, è possibile ripulire in fretta e furia persino le aree più grandi e affollate, in modo da far schizzare alle stelle sia il contatore delle combo che quello delle uccisioni. A tal proposito, durante la nostra prova abbiamo scoperto con piacere che quando il primo supera la soglia dei 1500 colpi portati a segno, le capacità dell'eroe di turno ricevono un temporaneo power-up che svanisce solo quando il counter torna a zero: una ragione più che valida per cercare di allungare il più possibile le combo e parare gli attacchi in entrata degli ufficiali.

    Annientando i nemici, inoltre, il giocatore ha modo di riempire due diverse barre, chiamate rispettivamente Musou e Rage: la prima corrisponde al classico attacco speciale, che una volta innescato travolge tutte le unità circostanti e arreca loro ingenti danni, mentre la seconda incrementa per una manciata di secondi la potenza delle abilità, la forza fisica e persino la velocità del samurai utilizzato. Un'arma invero portentosa e che ai livelli di difficoltà più elevati può capovolgere eventuali situazioni di pericolo, specie in presenza di boss particolarmente ostici e resistenti.

    Le novità più riuscite

    Passando invece alle novità, l'ultima creatura di Koei Tecmo Games introduce le Ultimate Skill, ossia abilità che, in base alla tipologia di appartenenza, attivano dei boost temporanei o in alternativa consentono di accedere a tutta una serie di pattern di attacco esclusivi.

    Ciascun personaggio può equipaggiarne un massimo di quattro, ma l'utente è libero di alterare la selezione ogni volta che si appresta a scendere in campo: in questo modo, non solo i combattenti dispongono di qualche asso nella manica extra da sfoderare al momento opportuno, ma tale meccanica favorisce la personalizzazione e soprattutto la diversificazione delle unità da inviare in prima linea. Del resto, la personalizzazione e la componente ruolistica giocano un ruolo predominante nell'economia del gameplay di Samurai Warriors 5. Come in qualsiasi altro musou, l'aumento di livello rafforza progressivamente i nostri eroi, ma questo è solo uno dei vari metodi per garantire loro dei bonus permanenti e sostanziosi.

    Innanzitutto, Nobunaga, Mitsuhide e gli altri 35 elementi del roster dispongono ciascuno di un personale albero delle abilità in cui spendere i preziosi Skill Point ottenuti completando le missioni della campagna. Bonus per le statistiche di base e talenti particolari, come quelli necessari per ottenere più esperienza e denaro, sbloccare ulteriori segmenti della barra Musou, e così via, sono solo alcuni dei diversi vantaggi acquisibili dai condottieri, che a conti fatti tendono a trasformarsi in autentiche macchine da guerra.

    Oltretutto, le armi in dotazione non sono fisse, ma una volta entrato in possesso di strumenti di morte più efficaci e letali, il giocatore ha la facoltà di aggiornare l'equipaggiamento dei personaggi, ricorrere al fabbro del proprio castello per installarvi skill specifiche, o addirittura adottare una diversa tipologia d'arma per cambiare anche il moveset. Dalle spade alle lance, senza dimenticare l'arco o la versatile naginata, sono davvero parecchi gli strumenti di morte presenti in Samurai Warriors 5, ragion per cui, sebbene ogni personaggio abbia le proprie preferenze, nulla vieta all'utente di allenare il suo personaggio preferito affinché riesca a padroneggiarle tutte quante.

    Peccato solo che ogni tipo di arma abbia un solo moveset specifico e identico per tutti gli eventuali utilizzatori: di conseguenza, quand'anche due o più personaggi dovessero riuscire a specializzarsi nell'uso di un singolo strumento, i loro pattern di attacco risulterebbero uguali, rendendo del tutto inutile lo schieramento di un partner.

    Un cel shading che non convince

    È sul versante tecnico che la nuova creatura di Omega Force non ha soddisfatto minimamente le nostre aspettative. Anche volendo sorvolare sui tempi di caricamento non troppo ragionevoli e sul filtro anti-aliasing imbarazzante, ci duole constatare di come la nuova proposta di Omega Force non vada oltre la risoluzione massima di 1080p, persino sulle performanti Xbox One X e Xbox Series X, dove sarebbe stato lecito aspettarsi il supporto al 4K. In compenso sulle due macchine verdecrociate il frame rate gira quasi stabilmente a 60 fps, con rari e lievi tentennamenti durante le fasi più concitate della lotta.

    Sul piano artistico, invece, abbiamo apprezzato non poco il cambio di rotta effettuato dallo sviluppatore, che in occasione del reboot ha scelto di accantonare (si spera in via definitiva) lo stile realistico degli episodi precedenti in favore di un cel-shading delizioso e ispirato alla tradizionale pittura nipponica. Non solo il nuovo character design strizza l'occhio al sempreverde mondo degli anime, ma per l'occasione ha accordato dei nuovi volti a personaggi già conosciuti, rendendoli indubbiamente più interessanti. Per concludere, segnaliamo che il prodotto è di nuovo privo della localizzazione italiana, in quanto i testi sono disponibili solo in lingua inglese, mentre l'unica traccia doppiata è quella originale giapponese.

    Samurai Warriors 5 Samurai Warriors 5Versione Analizzata Xbox One XSamurai Warriors 5 è il capitolo ideale per avvicinarsi per la prima volta al franchise e ripercorrere le gesta dei valorosi condottieri vissuti durante l’epoca Sengoku del Giappone feudale. La maggior attenzione prestata alla storia e la scelta di focalizzare l’intreccio sulle carismatiche figure di Oda Nobunaga e del suo vassallo Mitsuhide Akechi hanno sicuramente giovato alla qualità generale del racconto, che mai come questa volta si è rivelato avvincente e ricco di colpi di scena. Se la squisita componente ruolistica e la nuova direzione artistica adottata dal team di Koinuma hanno conquistato immediatamente la nostra simpatia, sono purtroppo le performance tecniche a non convincere, in quanto il prodotto è al momento affetto da tempi di caricamento non proprio equilibrati, un anti-aliasing vergognoso e un pop-up ambientale piuttosto fastidioso. Nella speranza che Koei Tecmo Games pubblichi quanto prima una versione next-gen col supporto al 4K, ci auguriamo vivamente che lo sviluppatore si rimbocchi le maniche e che riesca a risolvere via patch le imperfezioni tecniche di un musou altrimenti straordinario tanto quanto i suoi assoluti protagonisti.

    7.7

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