Samurai Warriors Spirit of Sanada

Che cosa significa essere un Samurai? Spirit of Sanada prova a dare una risposta raccontando la storia dei prodi guerrieri dell'omonimo clan...

recensione Samurai Warriors Spirit of Sanada
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  • Ps3
  • PSVita
  • PS4
  • Koei Tecmo ci riporta nel Giappone feudale con Samurai Warriors: Spirit of Sanada, ultimo nato tra i Musou della serie Samurai Warriors, che introduce una narrazione epica e di ampio respiro, seguendo le gesta dei condottieri del clan Sanada per due generazioni, raccontando i pensieri e le motivazioni che si trovano al di là dei colpi di spada, confrontandosi con un grande interrogativo: "che cosa significa essere un Samurai?".
    È l'autunno del 1561 e il giovane Masayuki Sanada, il minore di tre fratelli, trascorre la vigilia della sua prima battaglia insieme all'amico d'infanzia Katsuyori Takeda, figlio del daimyo Shingen Takeda di cui i Sanada sono vassalli. Il rapporto tra i due definisce la prima parte della storia: Katsuyori è un guerriero dolce e gentile, cresciuto all'ombra del padre, mentre Masayuki diventa ben presto un furbo e abile stratega, tenuto in altissima considerazione da Shingen Takeda. Questo legame di amicizia che si intreccia con il senso di fedeltà al clan e al proprio signore costituisce la motivazione che dà forza a Masayuki sul campo di battaglia; legame che è idealizzato dai due figli di Masayuki, Nobuyuki e Yukimura Sanada, che vedono nel rapporto tra il padre e Katsuyori Takeda la massima espressioni di affetto, rispetto, fedeltà e purezza.

    Tutto questo però è destinato a cambiare quando il clan Takeda viene sconfitto: a Masayuki e Yukimura non resta altro da fare se non cercare di superare il dolore della perdita e trovare una nuova ragione per combattere. La seconda parte della storia è incentrata quindi sul rapporto tra il padre e i figli: in particolare sul processo di emancipazione di Yukimura nei confronti di un Masayuki sempre più criptico e moralmente ambiguo, e sulla sua ricerca di una propria e personale motivazione a combattere. Fedeltà e tradimento, onore e opportunismo, amicizia e solitudine, dovere e amore: sono questi i poli tra cui il giovane Yukimura dovrà destreggiarsi, tra incontri, viaggi e nuove alleanze, alle ricerca della sua via, del suo personale modo di essere Samurai. Spirit of Sanada ci mostra le grandi contraddizioni che si nascondono sotto la retorica gloriosa e guerresca dell'epica dei grandi condottieri giapponesi, ci mostra il contrasto tra la nobiltà degli ideali e la realtà concreta della battaglia, la durezza dei combattimenti e la spietatezza della strategia. Basato su eventi storici del Giappone nell'epoca feudale, si concede però diverse libertà creative, modificando eventi e relazioni tra personaggi, e scegliendo un character design che mescola lo stile dell'epoca con influenze contemporanee decisamente non realistiche.

    Dal punto di vista della grafica e del sistema di combattimento Samurai Warriors: Spirit of Sanada si pone in continuità con gli episodi precedenti della saga. Graficamente resta modesto come i suoi predecessori, con piccoli miglioramenti soprattutto stilistici: la gamma cromatica brillante è stata desaturata per dare un effetto più sobrio e realistico e il graphic design dell'interfaccia, pur mantenendo la stessa impostazione, risulta più pulito ed essenziale. Cambiamenti forse da poco, ma che aiutano a definire un'atmosfera che pur restando epica fa spazio per una dimensione più intima e personale. In questo giocano un ruolo fondamentale le musiche, punto forte della saga, che mescolano sonorità tradizionali e influenze contemporanee quasi senza soluzione di continuità, creando un mix evocativo e molto ben riuscito.
    Anche il sistema di combattimento riprende la struttura degli episodi precedenti. Il giocatore, nei panni di uno dei generali del clan Sanada, attraversa i campi di battaglia conquistando le guarnigioni nemiche, sconfiggendo i generali avversari, guidato da una serie di obiettivi che si attivano in successione e che portano, se raggiunti entro un tempo prestabilito, alla vittoria. In Spirit of Sanada l'azione è ravvivata da una maggior varietà degli obiettivi da raggiungere, più legati alla storia della specifica battaglia: avremo missioni stealth, nelle quali sarà necessario non essere scoperti dalle guardie (ma si massacreranno amabilmente e rumorosamente tutti gli altri avversari che si incontrano lungo il cammino...), dovremo attirare i nemici nelle trappole accuratamente preparate grazie alla strategia di Masayuki e Yukimura Sanada, oppure scortare i generali alleati in una ritirata strategica quando le cose si mettono male. Inoltre, l'alternanza giorno notte introduce una varietà ulteriore: la sua funzione non è solo visiva e di scansione temporale, ma è anche un modificatore di alcune meccaniche di gioco. Le capacità strategiche dei Sanada vengono tradotte in meccanica di gioco grazie a un sistema di tattiche e obiettivi che prende il nome dal simbolo del clan, le sei monete Sanada: una valuta - le sei monete, per l'appunto - che può essere utilizzata a discrezione del giocatore per attivare gli stratagemmi, escamotage tattici che possono mutare radicalmente le sorti della battaglia. Alcuni di questi stratagemmi per essere sbloccati richiedono al giocatore di portare a termine delle particolari missioni, le prodezze; mentre per accumulare le monete bisogna ottenere buone valutazioni nei combattimenti e portare a termine le side quest tra un combattimento e l'altro. E appunto nel tempo tra un combattimento e l'altro sta la principale novità del titolo rispetto ai suoi predecessori: Spirit of Sanada non si limita semplicemente a presentare le battaglie una dopo l'altra adotta una struttura che alterna sezioni di combattimento ai momenti più quieti di ritorno al villaggio.

    Sasuke il piccolo ninja

    Mentre facevamo ricerca per questa recensione ci siamo imbattuti in Sasuke, il piccolo ninja, un anime giapponese del 1968 che ha come protagonista un giovane ninja, Sasuke Saturobi. L'anime racconta della caccia ai Sanada Ninja, capitanati da Yukimura, ad opera di Ieyatsu Tokugawa e dei suoi ninja guidati da Hanzo Hattori; tutti personaggi presenti anche nel roster di Samurai Warriors. È interessante vedere come nonostante la distanza temporale e nonostante lo stile visivo molto differente i personaggi siano assolutamente riconoscibili in entrambe le opere: ciò rende l'idea di quanto queste storie, esotiche per noi occidentali, siano estremamente radicate nella cultura e nell'immaginario nipponico. L'anime è stato trasmesso anche in Italia negli anni ‘80 e si può guardare, tutt'ora, su YouTube.

    Nel villaggio si parla con i membri del proprio clan, si potenziano le armi e si addestrano i generali, si acquistano cavalcature e pozioni, si accede a dei minigiochi e si parte per le esplorazioni di scenari nei quali un combattimento più libero si affianca alla ricerca dei materiali necessari per il sistema di crafting, che permette di potenziare le armi, unica forma di personalizzazione dei personaggi, e di creare svariati tipi di pozioni. La narrazione quindi non è più limitata alle cutscenes: i villaggi non sono solo centri commerciali, ma anche luoghi di incontro dove si sviluppano le relazioni tra i personaggi, elemento portante del racconto. Le sezioni di combattimento hanno anch'esse un ruolo fondamentale nello sviluppo della trama: se è vero che la maggior parte delle missioni è ripetitiva e in qualche modo uguale a sé stessa, le battaglie che raccontano gli eventi cruciali della vicenda possiedono altrettanto potere narrativo rispetto a cutscenes o quests. Non sempre una missione completata con successo dal giocatore corrisponde poi a una vittoria per il clan Sanada: le esigenze della narrazione hanno la meglio sul margine d'azione del giocatore. Si è prigionieri della Storia, spettatori "attivi" ma pur sempre spettatori, privati della libertà a cui ci ha abituati n mercato che premia le esperienze open world e le narrazioni a scelta multipla. Una scelta in controtendenza, quella di Koei Tecmo, che cerca di svecchiare il genere Musou senza però rinunciare alla sua specificità.

    Samurai Warriors: Sanada Maru Samurai Warriors: Sanada MaruVersione Analizzata Playstation 4Samurai Warriors: Spirit of Sanada è un classico Musou focalizzato sulla narrazione, dal sapore epico e dal forte impatto emotivo. La longevità più che discreta (attorno alle 30 ore) ha però il difetto di diluire lo sviluppo della trama all’interno di un mare battaglie spesso uguali a sé stesse e inutili ai fini della storia. È un gioco che piacerà agli amanti del genere e che offre uno sguardo più profondo del solito sui protagonisti dell’epica del Giappone feudale. Il doppiaggio esclusivamente in giapponese farà felici i nippofili, mentre i sottotitoli in lingua inglese lo renderanno di difficile accesso ai non anglofoni.

    7.5

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