Sayonara Wild Hearts Recensione: una favola a tempo di musica

Duelli in motocicletta, skateboard a gravità zero e balletti impossibili, questo e altro nel nuovo gioco di Simogo.

recensione Sayonara Wild Hearts Recensione: una favola a tempo di musica
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  • Switch
  • Sayonara Wild Hearts, l'ultimo titolo pubblicato da un'etichetta degna di nota come Annapurna Interactive, non è facilissimo da inquadrare. Basterebbe in effetti citare quel che si legge sul sito di Simogo, il minuscolo team svedese dietro a questa bizzarra esperienza audiovisiva, per capire sin da subito molte cose: "Noi di Simogo non facciamo giochi di un genere specifico. Anzi a dirla tutta non ci preoccupa nemmeno sapere se siano o meno dei giochi! Creiamo cose che ci sembrano entusiasmanti, interessanti, sorprendenti o divertenti". Insomma, un manifesto programmatico piuttosto chiaro, che per l'appunto serve a far capire l'attitudine dietro a un progetto altamente sperimentale, diverso, eccentrico. Qualcosa che, in un modo o nell'altro, riesce in effetti a dimostrarsi entusiasmante, interessante, sorprendente e divertente, andando a soddisfare appieno la mission della software house di Malmö (in realtà un duo di creativi senza ruoli rigidamente definiti).

    Uno scintillante juke-box interattivo

    Ma cosa vuol essere alla fine Sayonara Wild Hearts? Volendo attenerci ancora una volta alle parole di Simogo la definizione corretta dovrebbe essere quella di "pop album video game": un insieme di termini invero piuttosto insolito, che raccoglie comunque in maniera efficace il senso di un prodotto che, lo avrete capito, esula abbastanza dai canoni del videogioco tradizionale.

    L'idea sarebbe quella di una sorta di racconto altamente simbolico - o meglio a dirla tutta mai davvero chiaro, ma va assolutamente bene anche così, con un ermetismo deliziosamente hipster - narrato attraverso un caleidoscopio di suggestioni audiovisive. Una specie di concept album sulle delusioni d'amore in forma più o meno interattiva, per un'esperienza in cui si intrecciano motion graphics a base di tarocchi, balletti, citazioni dagli anime e stralci di gameplay all'acqua di rose. Il tutto con un'enfasi spintissima sulla componente sonora, con di fatto ventitré tracce (purtroppo solo in minima parte cantate, perché i brani più strutturati sono a dir poco splendidi...) che vanno a costruire altrettanti livelli.

    La durata, potenziale tallone d'Achille di Sayonara Wild Hearts insieme alla delicata questione del prezzo - ma ci arriviamo più avanti, continuate a leggere - è perfettamente in accordo con la sua letterale natura da disco pop: un'oretta o poco più, come qualsiasi album di musica firmato Taylor Swift, Billie Eilish o scegliete voi qualunque altro/a artista particolarmente in voga oggi.

    Tutto è studiato in modo encomiabile, dal carattere utilizzato per i testi ai loghi che contraddistinguono i vari livelli: la classe c'è e si vede, ovunque.

    All'incirca sessanta minuti di ottovolante arcade in cui si sente e soprattutto si vede di tutto: la forza di Sayonara Wild Hearts sta senza dubbio nella sua estetica superlativa, nel magistrale uso dei colori, nella forza delle sue spettacolari visioni. Una poderosa coreografia senza mai un accenno di pausa, sorretta da una regia brillante e da animazioni esemplari, in un trionfo di ritmo e di sperimentazioni visive degne di un vero e proprio videoclip interattivo. Già, a proposito di interazione.

    Da un lato la varietà di situazioni della creatura di Simogo è assolutamente pregevole e freschissima: vi ritroverete a sgommare come matti a bordo di un bolide in stile OutRun, per poi destreggiarvi qualche attimo dopo con una parentesi da bullet hell, o ancora a volteggiare leggiadri in aria durante sezioni che ricordano da vicino NiGHTS Into Dreams o Panzer Dragoon. Momenti a cavallo tra la celebrazione del medium videogioco e la citazione dotta, che spingono Sayonara Wild Hearts ben oltre il rhythm game "puro" che ci si potrebbe aspettare.

    Il rovescio della medaglia sta tuttavia nella profondità del gameplay stesso (spesso e volentieri davvero a malapena accennata), e nel legame con quanto mostrato a schermo: al contrario di titoli come Guitar Hero, Thumper o Rez - ovvero esperienze in cui è il ritmo a dettare legge, con la colonna sonora composta dinamicamente e attivamente dall'utente - in Sayonara si avverte un forte scostamento tra le azioni di chi gioca e la musica, quasi come se la soundtrack procedesse di per sé, su un binario autonomo e parallelo. La sensazione è allora quella di giocare tutto sommato poco e mai effettivamente sul serio, senza avere il pieno controllo di quel che sta succedendo.

    Un'impressione acuita anche dal trovarsi a ripetere brevi passaggi in caso di errore, come se si stesse fallendo un Quick Time Event: una scelta discutibile in quanto in aperta controtendenza con il naturale fluire della musica, che tramite brusche pause interrompe un po' la magia di un altrimenti ammaliante susseguirsi di suoni, forme e colori. A farne le spese è di conseguenza la rigiocabilità: difficile pensare di rigiocare a Sayonara Wild Hearts per una sfida con se stessi o per la canonica caccia al punteggio, quando il gameplay sa così palesemente di contorno che quasi distrae dalla meraviglia presentata a schermo.

    Se a tutto ciò aggiungiamo un prezzo non certo contenuto (11.99€), si arriva al punto iniziale di questo articolo, vale a dire la difficoltà di valutazione di un'opera comunque coraggiosa, intrigante e ricca di fascino. Eppure, innegabilmente, anche di lati controversi, di spigoli, di difetti che possono soggettivamente pesare tanto oppure poco. In tutta sincerità, il mio parere personale è quello di un esperimento particolare un po' prigioniero di se stesso: gli stellari valori produttivi sono al 100% in linea con il prezzo richiesto, l'offerta ludica invece nettamente meno.

    Valutate allora come procedere a seconda dei vostri gusti, con però una discriminante fondamentale: se avete sottoscritto il servizio Apple Arcade, Sayonara Wild Hearts diventa un download obbligatorio, nonché una delle indubbie punte di diamante dell'offerta. Un'esperienza pressoché imprescindibile, fosse solo per la curiosità di provare qualcosa di diverso. In tutti gli altri casi, a dodici Euro, non è semplice stabilire se il (non del tutto) gioco valga la candela.

    Sayonara Wild Hearts Sayonara Wild HeartsVersione Analizzata Nintendo SwitchSayonara Wild Hearts sa incantare con una storia appena accennata dai simbolismi impliciti, con una realizzazione audiovisiva superlativa, con una direzione artistica da applausi a scena aperta (che esplode in tutta la sua potenza dirompente nelle straordinarie tracce cantate). Al tempo stesso però la creatura di Simogo mostra evidenti limiti in termini di gameplay, di interazione, di esperienza in senso tradizionale: come confessato dagli stessi sviluppatori la verità è che Sayonara non è forse neppure un vero videogioco, bensì una sorta di glorioso visualizer all'ennesima potenza. Accettabilissimo e anzi encomiabile nel concetto e nella realizzazione, ma magari meno facile da digerire a letteralmente venti centesimi al minuto.

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