SBK Team Manager Recensione: la Superbike corre su smartphone

La licenza della Superbike torna ad avere un videogioco dedicato: un manageriale per piattaforme mobile. Vediamo come se la cava nella nostra recensione!

recensione SBK Team Manager Recensione: la Superbike corre su smartphone
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  • iPad
  • Mobile Gaming
  • Il mercato dei giochi mobile è oggi più fiorente che mai ed anche in piena parabola ascendente. Se persino colossi del calibro di Blizzard decidono - in barba al malcontento dei suoi fan hardcore - di intraprendere un viaggio verso la miniaturizzazione di un peso massimo come Diablo con lo spin-off Immortal, perché non cercare di percorrere la medesima strada nel tentativo di restituire preziosa linfa vitale ad uno dei generi videoludici più antichi di sempre come i manageriali? A cogliere la palla al balzo ci ha pensato Digital Tales, team italiano che, approfittando delle licenza ufficiale del campionato mondiale superbike ha pensato bene di strapparci di dosso guanti e tuta in pelle di canguro al fine di farci accomodare gentilmente dall'altra parte della barricata con SBK Team Manager, un titolo che ci mette alla guida di una scuderia per mezzi su due ruote. Vediamo insieme il risultato di questo interessante esperimento.

    Benvenuti in SBK

    Il primo impatto con il gioco è di stampo prettamente classico: veniamo subito accolti da un menu piacevole e ben disposto lungo i lati dello schermo, mentre al centro, ad impreziosire ulteriormente la composizione, si erge un dettagliato modello poligonale di quella che dovrebbe essere la moto ufficiale del nostro nuovo team. Il discorso si fa invece leggermente meno idilliaco nel momento in cui si va ad analizzare nel dettaglio la qualità e la quantità delle personalizzazioni a nostra disposizione: possiamo scegliere il colore (ma solo tra un elenco di cinque tonalità predefinite) e il costruttore del nostro bolide, il logo della squadra (tra un elenco di appena sei elementi) e - ovviamente - il suo nome.

    La scelta più importante però, inutile dirlo, riguarda senza ombra di dubbio la moto da utilizzare. Ciascun costruttore ci metterà in mano un mezzo con caratteristiche molto diverse e prezzi che possono variare da 7300$ a gara fino a un massimo di 10000$ per ogni round del campionato. E in un gioco simile, non è un dettaglio da trascurare. Una volta superata questa prima fase, come in ogni manageriale che si rispetti, arriva il momento di contrattare e strappare un accordo economico che sia il più vantaggioso possibile. Purtroppo, sebbene il tentativo di abbassare il costo attraverso una controproposta risulti carina e d'impatto, sembra mancare qualcosa: tutta la contrattazione infatti appare sterile e casuale.

    Non c'è insomma nessun parametro standard a cui attenersi: si prosegue soltanto per tentativi, e la cosa potrebbe risultare un po' frustrante per i più agguerriti fan del genere di riferimento. Anche perché, una volta superato inavvertitamente il limite, quel particolare pilota non sarà più disponibile. Sia l'elenco dei guidatori che quello dei capisquadra sono generati in modo casuale, e presentano ciascuno peculiarità e prezzi diversi.

    Fa un po' sorridere, inoltre, Il fatto che le statistiche di entrambe le figure professionali che ci siamo trovati ad assumere fossero le stesse con cui venivano classificate le moto: i piloti ed i capisquadra sono differenziati in base a parametri quali "ingresso in curva", "uscita di curva" e "velocità di punta". Benché - in un certo senso - messa a punto e stile di guida possano effettivamente influenzare alcune di queste statistiche, non ci sembra plausibile pensare, ad esempio, che il pilota riesca ad alterare la velocità di punta del mezzo che sta guidando. L'ultimo step è invece quello legato all'ingaggio degli sponsor, i quali non faranno altro che fornire liquidità prima di ogni gara.

    Ricerca e sviluppo

    La parte più importante dell'intera esperienza è però racchiusa nel weekend di gara. Ciascun round del campionato prevede, come in quello reale, tre sessioni di prove libere, la classica superpole, e due gare. Durante le sfide libere ci dobbiamo dedicare alla messa a punto della moto, mentre la superpole è gestita attraverso un curioso (ma fin troppo semplice) mini-gioco basato prettamente sul tempismo, il quale gioca sulla necessità di uscire dai box al momento giusto: durante i picchi di concentrazione del pilota e, ovviamente, quando c'è meno traffico sul tracciato.

    La gara invece può essere affrontata secondo due modalità completamente diverse tra loro: possiamo scegliere di simulare l'intera corsa e accontentarci dei risultati generati automaticamente, oppure seguire il suo intero svolgimento e interagire a nostro piacimento con il pilota e il suo stile di guida. In questo modo siamo in grado, tra le altre cose, di decidere se farlo attaccare, se farlo chiudere in difesa, se imporgli di aggredire l'asfalto oppure preservare quanto più possibile le gomme.

    Questa modalità live, senza dubbio la più interessante e divertente delle due, ha però un paio di problemi su cui è difficile soprassedere: il primo riguarda l'aspetto grafico a dir poco vetusto e tutt'altro che accattivante dell'intera simulazione, l'altro concerne la durata delle gare, piuttosto elevata anche qualora scegliessimo di affrontarle con il moltiplicatore del tempo impostato su 8x, il massimo disponibile.

    Siamo tuttavia rimasti sorpresi dalla profondità e dall'efficacia del sistema di gestione delle gomme, dell'atteggiamento del pilota e di come questo influisce in maniera netta sul prosieguo della competizione. Decisamente notevole, inoltre, anche la presenza di un vero e proprio meteo dinamico, con tanto di previsione per i giri successivi sempre disponibile nella parte inferiore dello schermo del nostro smartphone.

    In cerca di uno sponsor

    Chi conosce un minimo il mercato mobile, saprà sicuramente quanto questo sia diverso rispetto a quello console o PC. Spesso ci troviamo di fronte sia a prodotti free2play che traggono la loro linfa vitale solo ed esclusivamente da micro-transazioni quasi obbligatorie, sia a giochi qualitativamente non eccelsi svenduti nel tentativo di attirare qualche utente occasionale. SBK Team Manager, da questo punto di vista, sembra aver gestito molto bene la situazione, proponendosi al pubblico con un prezzo di 2,99€ e completamente scevro da qualsivoglia "paywall".

    Esiste però una voce del menu che inizialmente ci aveva un po' fatto storcere il naso: si tratta del "negozio", uno shop virtuale in cui è possibile comprare crediti di gioco pagando con soldi veri. Un incentivo che rende l'avanzamento più facile e meno pressante dal punto di vista manageriale, ma che risulta tutt'altro che obbligatorio e, anzi, fortemente sconsigliato. In un gioco in cui la gestione delle finanze è centrale, accelerare i tempi ed affidare simile meccanismo agli acquisti dallo store non apporta alcun beneficio all'opera, specialmente se consideriamo di trovarci dinanzi ad un'esperienza completamente single player.

    SBK Team Manager SBK Team ManagerVersione Analizzata Android GamesAl netto di qualche grossolano scivolone, delle scarse possibilità di personalizzazione e di una qualità tecnica nelle sezioni tridimensionali non proprio ai massimi livelli (neanche per quanto concerne il mercato mobile), il manageriale dei nostri conterranei di Digital Tales appare un ottimo diversivo per i fan del mondiale Superbike, da troppo tempo completamente snobbato all’interno del panorama videoludico tradizionale. L'idea di creare un prodotto tecnicamente semplice e snello, in realtà, non è neanche così sbagliata, allo scopo di immettere sul mercato un gioco accessibile da una quantità molto ampia di dispositivi.

    6.8

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