Scanner Sombre Recensione

Introversion ci porta ad esplorare un complesso sistema di caverne immerse nel buio, armati di un misterioso scanner in grado di illuminare le superfici.

recensione Scanner Sombre
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  • Pc
  • Introversion è sempre stato un team eclettico, in grado di spaziare tra i generi e le tipologie di gameplay più disparate. Da Uplink, uno dei primi simulatori di hacking della storia (poi divenuto un vero e proprio filone molto apprezzato), passando per Defcon, strategico a base di spionaggio e ordigni nucleari, i ragazzi britannici hanno continuato a sperimentare ininterrottamente nuove soluzioni ludiche, aumentando di volta in volta la posta in gioco e migliorando sempre di più il loro livello qualitativo.
    Scanner Sombre rappresenta quindi l'ennesima scommessa di un coraggioso studio di sviluppo, presentandosi come un classico walking simulator fortemente basato sulla trama, e caratterizzato da uno stile visivo estremo e - a tratti - persino lisergico.

    Ricerca in profondità

    Scanner Sombre si apre in una tenda da campeggio immersa nella totale oscurità: il suo interno è uno dei pochi elementi che avremo l'opportunità di vedere senza l'uso di alcuno strumento. Grazie ad una rapida occhiata a ciò che ci circonda, è possibile iniziare a farsi un'idea di ciò che sta accadendo: un paio di capienti zaini, una foto di famiglia e pochi altri oggetti, infatti, ci lasciano intuire l'incipit narrativo. Ci troviamo nel bel mezzo di una spedizione complessa, sicuramente pericolosa, ci ha portato in un luogo dimenticato, nel quale forse nessun essere umano ha mai messo piede.
    Usciti dalla tenda, dinanzi a noi si palesa soltanto il buio, quello vero. Un'oscurità talmente fitta che ben si differenzia dalla rappresentazione della notte in molti titoli contemporanei, soprattutto open world. In Scanner Sombre le tenebre sono profonde ed avvolgenti, e l'unico modo per provare ad attraversarle con un minimo di sicurezza è dotandosi di un dispositivo in grado di "mapppare" gli ambienti.
    Questa sorta di scanner portatile è accoppiato ad un visore in stile VR ed emette dei raggi laser che, una volta colpita una superficie solida, lasciano dei puntini luminosi come riferimento nello spazio.
    Con il nostro incedere dapprima guardingo e poi leggermente più sicuro, l'uso dello scanner ci permetterà di tracciare man mano le profondità cavernose da esplorare, svelandone i contorni, tanto più definiti quanto sarà il tempo che avremo speso per irradiare la roccia con il nostro fidato strumento.
    Per rendere l'effetto visivo ancora più spettacolare, i vari punti nello spazio cambiano colore se osservati da distanze diverse: pertanto, un corridoio che abbiamo esplorato in precedenza, anche se ormai all'infuori della nostra visuale, avrà una forte dominante blu scuro, mentre la cavità di grandi dimensioni che si apre davanti a noi si colorerà rapidamente in una progressione di rossi, gialli e verdi di varie tonalità differenti, dando modo ai nostri occhi di percepire nettamente la profondità anche giocando su uno schermo tradizionale, che non supporta alcun effetto 3D. In poco tempo ci si rende quindi conto che in Scanner Sombre il gameplay e la rappresentazione estetico-sensoriale sono strettamente legati ed interconnessi, poiché la necessità di usufruire dello scanner per proseguire nell'esplorazione è ciò che genera a tutti gli effetti la grafica del gioco, tramite modalità che sono sotto il nostro pieno controllo. Il gadget in dotazione si dimostra così più avanzato del previsto, dato che è possibile modificare le modalità di emissione dei laser, concentrandosi ora verso un determinato punto, ora coprendo sezioni più ampie con una densità inferiore di elementi.

    In sostanza, ciò che si vuole vedere va di pari passo con quello che si ha il "coraggio" di scoprire: l'atmosfera che avvolge l'avventura è infatti tetra, decadente; ogni passo viene spesso accompagnato dalla sensazione di essere osservati, mentre lottiamo disperatamente per capire cosa sta accadendo intorno a noi. Pieni di dubbi, allora, non ci resterà altro da fare che sfruttare l'unico strumento che abbiamo a disposizione per non rischiare di cadere nel vuoto, mettendo fine alla nostra vita per colpa di una distrazione o per la semplice paura di capire che nel buio davanti a noi si annida effettivamente qualcosa di pericoloso.
    È difficile parlare in maniera più approfondita dell'esperienza senza svelarne alcuni aspetti. Sul versante della narrazione e dell'interazione con gli ambienti, Scanner Sombre è ridotto all'osso: si avanza, si osservano i vari luoghi e si usa lo scanner per proseguire, incontrando di tanto in tanto alcuni enigmi abbastanza basilari e delle sezioni in cui il facile spavento diventa il vero protagonista dell'avventura.

    Scanner Sombre Scanner SombreVersione Analizzata PCCome da tradizione, il nuovo titolo di Introversion è particolare, criptico e fuori dagli schemi. A livello di pura idea e realizzazione, il team britannico ha fatto un ottimo lavoro: malgrado l'aspetto visivo minimalista, Scanner Sombre svetta rispetto alla massa di congeneri per il suo stile indubbiamente particolare ed originale. In quest'amalgama di diverse suggestioni sinestetiche, però, emerge un prodotto poco profondo, che dopo una prima mezz'ora perde mordente e si trascina in modo stanco tra le gallerie che compongono il complesso di caverne in cui si ambienta l'esperienza. L'aggiunta della compatibilità con i visori di Oculus e HTC, annunciata dal team nonostante lo scarsissimo successo riscosso dalla versione VR di Defcon, potrebbe aumentare il valore dell'opera: il nostro consiglio - rivolto a tutti i possessori di un headset VR - è quello di attendere e giocare Scanner Sombre in questa modalità, sicuramente in grado di accrescere il coinvolgimento che il titolo è capace di offrire.

    6.5

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