Scribblenauts Showdown: Recensione del nuovo party game per Nintendo Switch

La serie di Warner Bros. ritorna con Scribblenauts Showdown, un nuovo capitolo carico di minigiochi in salsa party game.

recensione Scribblenauts Showdown: Recensione del nuovo party game per Nintendo Switch
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Disponibile per
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Nata su Nintendo DS nel 2009, in piena era Touch Generation, la serie Scribblenauts si rivelò portatrice di un'idea originale che, nonostante alcuni limiti concettuali e di gameplay, ci consegnò un titolo davvero innovativo e divertente.
    La nuova stramba gimmick di Nintendo, unita all'impiego di due schermi, spiazzò un po' tutti: il touch screen, che il glorioso DS rese in pochi anni requisito quasi fondamentale per qualunque dispositivo mobile, fu una mezza rivoluzione in ambito gaming, aprendo la porta tanto a esperimenti bizzarri come Brain Training quanto ad altri molto solidi a livello di gameplay, categoria a cui appartiene certamente anche Scribblenauts.
    A quasi dieci anni di distanza dal primo capitolo, Warner Bros rilascia (per la prima volta anche su console Sony e Microsoft) Scribblenauts Showdown, che riprende parte delle meccaniche dei precedenti episodi calandole in un contesto party game: abbandonate le origini single player della serie, andiamo ad esaminare il titolo e verifichiamo se il cambio di rotta si è dimostrato una scelta vincente o un passo falso.

    Ne uccide più la penna che la spada

    Il titolo, al tempo sviluppato da 5th Cell ed ora passato nelle mani di Shiver Entertainment, offriva la possibilità di scatenare la fantasia per evocare una quantità virtualmente infinita di persone, animali, oggetti, veicoli, persino Dio, il diavolo e il tristo mietitore per risolvere puzzle sempre divertenti e stimolanti. Essendo appunto la risoluzione di enigmi, tramite trovate fantasiose e talvolta al limite della follia, il fulcro del gameplay di Scribblenauts, lascia sicuramente sorpresi la brusca virata che viene impressa alla serie da questo episodio, che a conti fatti è un party game giocabile anche in singolo.

    Le modalità in cui potremo cimentarci sono Versus, Showdown (in italiano: "resa dei conti") e Sandbox: se le prime costituiscono la componente multiplayer, centrale nell'economia del gioco, l'ultima altro non è che una versione liofilizzata della modalità single player che ha caratterizzato le precedenti iterazioni della serie.
    Andando per ordine: tanto la modalità Versus, per due giocatori, quanto Showdown, che consente ad un gruppo da uno a quattro amici di sfidarsi, sono totalmente incentrate su un numero non particolarmente nutrito di minigiochi. In Versus sarà possibile affrontare un amico in una serie di minigame da giocare uno dopo l'altro con l'obiettivo di ottenere più punti dell'avversario. All'interno di questa modalità avremo la facoltà di scegliere tra prove appartenenti alle categorie di Parole e Velocità, che offrono rispettivamente 12 e 15 sfide: mentre nel secondo caso dovremo soltanto superare dei minigiochi nudi e crudi, nel primo saremo chiamati a scegliere, all'interno del contesto fornito, una parola che evocherà un oggetto, un animale o una persona che ci garantirà dei bonus. Si tratta di un'aggiunta interessante, che in teoria dovrebbe barattare l'utilizzo della nostra materia grigia con utili vantaggi in sede di confronto. Un esempio su tutti: in Super Sprint, ossia una corsa ad ostacoli, potremo anche selezionare "animali volanti", il che ci consentirà di continuare a premere il tasto A per arrivare al traguardo senza doversi preoccupare di premere gli input con il corretto tempismo. Sfortunatamente, a parte davvero pochi casi, optare per una parola invece di un altra non impatterà in maniera significativa sull'esperienza di gioco, ponendo dubbi sull'effettiva utilità di tale meccanica.
    La modalità Showdown che dà il titolo al gioco permette invece di sfidare fino a tre amici per un totale di quattro giocatori, due nel caso fronteggiassimo l'IA, in una sorta di gioco dell'oca in cui per avanzare sfrutteremo delle carte che ci daranno l'opportunità di avanzare di casella o di far retrocedere gli avversari. I minigame sono chiaramente gli stessi della modalità Versus, diventando ancora più caotici se giocati in quattro. Il numero di sfide disponibili non è purtroppo stellare, e la varietà e il fattore divertimento non eguagliano altri esponenti del genere come l'immancabile Mario Party o il folle WarioWare: Smooth Moves. Già dopo un numero esiguo di partite il rischio di noia è alto: tra una corsa a ostacoli, un duello à la Smash Bros e una corsa a scorrimento su una sorta di Mars Rover, nel giro di poco più di un'ora avremo visto tutto ciò che il gioco ha da offrire.

    La speranza di trovare redenzione per questo gioco nella modalità Sandbox viene presto infranta: sono solo otto gli stage disponibili, completabili al massimo in una manciata di ore. I livelli sono carini ma non particolarmente ispirati, così come gli enigmi, che non ci faranno spremere eccessivamente le meningi né esaudiranno le aspettative di divertimento e follia che la serie porta con sé. A poco servono dunque gli oggetti sbloccabili, come nuovi Nauts e veicoli da usare nei minigiochi, aggiunte sostanzialmente cosmetiche che nulla possono per arginare la noia che sopraggiunge fin troppo presto. Né la quantità né l'originalità dei minigiochi, insomma, è sufficiente a rendere Scribblenauts Showdown un'esperienza da consigliare.
    Lo stile grafico, al netto del cambio di sviluppatore al timone, è rimasto invariato: Maxwell e soci, così come tutti gli oggetti evocabili, sono resi in uno splendido stile cartoonesco. Una nota stonata, riscontrabile sull'ibrida Nintendo, in particolare in modalità portatile, è l'inaspettato e incomprensibile verificarsi di incertezze nel frame rate. Non si riscontrano né motivi grafici né complessità di gameplay tali da scusare questo difetto, che inficia un prodotto già lontano dalla perfezione. La colonna sonora, seppur non pessima, si limita al minimo indispensabile: i motivetti, lungi dall'essere sgradevoli, diverranno tuttavia ben presto ridondanti. I controlli sono inoltre lontanissimi dall'immediatezza dello stilo di Nintendo DS, scomodi, imprecisi e confusionari. Anche sul versante tecnico dobbiamo in definitiva constatare come i ragazzi Shiver Entertainment si siano limitati ad un compitino, poco ispirato e graficamente non eccelso.

    Scribblenauts Showdown Scribblenauts ShowdownVersione Analizzata Nintendo SwitchLa serie Scribblenauts, orfana del team di sviluppo che la creò nel 2009, sembra avere una crisi di identità: i minigiochi sono pochi e vengono a noia troppo velocemente, mentre la modalità Sandbox si rivela inaccettabilmente striminzita. Il risultato è un titolo poco interessante sia per chi cerca un party game con cui divertirsi con gli amici sia per chi invece si aspetta una corposa offerta singleplayer come nei precedenti capitoli. Se aggiungiamo qualche inspiegabile problema tecnico, l'unica conclusione a cui possiamo giungere è che purtroppo Scribblenauts Showdown sia in ultima analisi un titolo che cerca di unire due anime diverse, fallendo nel tentativo e consegnandoci un prodotto che non è né carne né pesce. Ci auspichiamo che Warner Bros sappia imparare da questo scivolone per riflettere con attenzione su quale sia il futuro della sua IP: una fine prematura non è certo il destino che Scribblenauts si merita.

    5.6

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