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Se mi ami, non morire Recensione: storia d'amore e di guerra

Se mi ami, non morire è una coraggiosa avventura testuale che ci racconta il dramma dell'emigrazione attraverso gli occhi di una giovane coppia siriana.

Se mi ami, non morire Recensione: storia d'amore e di guerra
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  • "Abbi cura di te e non pensarci nemmeno a morire prima di me"

    Ispirato a questa poetica formula di saluto siriano, Se mi ami, non morire è la trasposizione in chiave videoludica di un sentimento di speranza, amore e abbandono. L'opera d'esordio del team The Pixel Hunt è un titolo che si rifugia nella nicchia dello sperimentalismo estremo, e che non teme di farsi portavoce di un'originalità creativa ed istruttiva.
    Disponibile sul Play Store al prezzo di 3.49 euro, Se mi ami, non morire decide di raccontare la propria storia in modo anomalo, essenziale ed inusuale, capace di adattarsi in modo miracoloso alla fruizione in mobilità: simulando un'applicazione di messaggistica istantanea, come WhatsApp o Messenger, il "gioco" ci pone al centro di una vicenda di emigrazione, vista attraverso gli occhi di uomini e donne costretti a fuggire dal proprio luogo natio alla ricerca di una vita migliore.
    Una sorta di avventura testuale sui generis, in cui le risposte che selezioneremo avranno il potere di cambiare lo svolgersi degli avvenimenti fino ad un totale di 19 conclusioni possibili. Ma al di là dei vezzi narrativi, ciò che più colpisce di Se mi ami, non morire è l'estrema lucidità ed il feroce realismo con cui imbastisce il suo racconto, tratto dalla vera epopea di Dana, una profuga siriana che ha cercato rifugio in Germania. È grazie principalmente alle sue testimonianze, unite ad una sceneggiatura ai limiti della perfezione, insomma, che questa potente esperienza interattiva riesce a trasmettere una strepitosa carica empatica.

    Così lontano, così vicino

    Nonostante possegga un valore universale, quella di Se mi ami, non morire è la storia di sole due persone, Nour e Majd, una coppia di sposi siriani intenzionati a costruire il proprio futuro lontano dal loro paese d'origine. La prima a partire è Nour, che si allontana dal suo amato sposo con l'obiettivo di raggiungere l'Europa: il resoconto della sua odissea ci verrà mostrato attraverso i messaggi che la donna invierà quotidianamente al marito. Nei panni di Majd, quindi, il giocatore dovrà leggere le conversazioni (meravigliosamente tradotte in italiano) ed interagire con la moglie selezionando risposte per lo più ben mirate, che al massimo presenteranno tre diverse opzioni di dialogo.
    Si tratta di una formula per lo più passiva, in cui l'interattività si manifesta principalmente durante i momenti "chiave" dello svolgimento: il compito di Majd consisterà nel supportare Nour a distanza, elargendo consigli o rassicurazioni, ed invogliandola a prendere decisioni alternative che potrebbero mutare radicalmente lo scenario nella quale la donna si troverà catapultata. Di tanto in tanto, i due sposini comunicheranno anche con emoticon e fotografie, che ritraggono non solo frangenti di tenera quotidianità, ma anche istantanee più crudeli e drammatiche.

    Graficamente essenziale

    A ridurre l'impatto destabilizzante di alcune scene ci pensa il tratto grafico delle foto, che evita di riprodurre la realtà senza filtri, ed anzi la veicola con uno stile da graphic novel europea, delicato e ruvido quanto basta per non oltrepassare mai il confine della facile commozione.

    Stile che non richiede un hardware potente per essere apprezzato, adattandosi ad ogni dispositivo, anche quelli con schermo 18:9, che nel caso dell'Honor 7X utilizzato per la prova viene occupato in tutta la sua interezza. Se mi ami, non morire ci offre uno spaccato vivido e intenso su vite in bilico tra speranza ed incertezza, ma lo fa senza mai calcare la mano sull'inutile pietismo. Gli scambi di battute tra Nour e Majd posseggono una naturalezza formidabile, tale che a tratti la convinzione di star interagendo con un software finisce quasi per dissolversi, lasciando il posto ad una fortissima apprensione nei confronti del destino della dolce Nour. L'ironia dei due amanti, gli errori di battitura dettati dalla fretta, le ore di noia trascorse a parlare del nulla: tutti aspetti di una routine di coppia che, in poche linee di dialogo, ci sembreranno immediatamente familiari. L'incredibile capacità di coinvolgere il giocatore è merito soprattutto di uno script sempre ben ponderato, mai artificioso o innaturale, che ci trasporta all'interno di una storia capace di solleticare le corde del cuore come poche altre sono state in grado di fare. Ed il mezzo con il quale Se mi ami, non morire esprime tutto il suo carisma comunicativo è proprio lo smartphone che stringiamo tra le mani: avremo infatti l'opportunità di impostare i tempi del racconto, velocizzando lo scorrere della conversazione oppure lasciando che la vicenda segua i suoi ritmi.
    In questo modo, potremo ricevere i messaggi di Nour in qualsiasi momento, anche mentre siamo impegnati nelle nostre attività giornaliere, completamente slegate dal gioco. È questa una feature che acuisce in modo esponenziale l'immedesimazione e riuscirà seriamente a tenerci con il fiato sospeso in più di un'occasione.

    Non sarà difficile, d'altronde, nel bel mezzo della nostra giornata, volgere il pensiero verso Nour con un po' di preoccupazione, senza sapere dove si trovi, quanti soldi le siano rimasti in tasca, e se abbia preso o meno quello sgangherato traghetto con cui avrebbe dovuto attraversare, da clandestina, le onde del mare. Come se fosse una persona "vera". Se mi ami, non morire possiede la rarissima virtù di narrare una trama ansiogena e drammatica con un pizzico di malinconica leggerezza, inquadrando gli eventi più brutali solo di sfuggita: attraverso le opinioni, le paure e le gioie di Nour, seguiremo il percorso della fanciulla dalla Siria sino alla sua meta finale, scoprendo pian piano i disagi, le sofferenza e le brutali condizioni di vita di tanti altri profughi in cerca di salvezza.
    Poiché raramente la sceneggiatura indugia sui particolari più macabri, quando si verificano alcune tragedie - decisamente annichilenti - la rottura della quarta parete si fa meno palese, e l'esperienza rientra nei binari della "finzione": è strano pensare, infatti, che alcuni drammi di portata sconvolgente vengano raccontati da Nour tramite dei semplici messaggi. È in questi istanti che il nostro desiderio di chiamarla, di sentire la sua voce per tranquillizzarla (e tranquillizzarci), come faremmo nella realtà, si fa davvero insopportabile e ci conduce di nuovo con i piedi per terra, ricordandoci che, in fondo, Se mi ami, non morire è "soltanto un gioco". Uno di quelli talmente sinceri e reali da imprimersi indelebilmente nella nostra anima.

    Se mi ami, non morire Se mi ami, non morireVersione Analizzata Android GamesSe mi ami, non morire è una dichiarazione d’amore che oltrepassa i confini geografici, le barriere linguistiche, le insormontabili distanze. Un’avventura testuale che assoggetta il giocatore alle sue regole, lo assorbe e ne risucchia tutte le emozioni: è raro trovarsi dinanzi ad un’opera così preziosa, che pur nel suo andamento lento e didascalico (e quindi difficilmente rigiocabile) non perde un briciolo del suo fattore “immersivo”. Non permettendo mai alla riflessione politica e sociologica di sormontare quella più strettamente emotiva, il gioiello di The Pixel Hunt è l’esempio perfetto di come sfruttare le peculiarità di una piattaforma per renderle pienamente funzionali alla narrazione, nonché la fulgida dimostrazione di come uno script strepitoso possa, anche senza troppi fronzoli, colpirci profondamente al cuore.

    8.5

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