Sea of Thieves si aggiorna con la prima espansione The Hungering Deep

Dopo numerosi aggiornamenti tecnici per correggere bug e glitch, Rare pubblica The Hungering Deep, prima vera espansione di Sea of Thieves.

recensione Sea of Thieves si aggiorna con la prima espansione The Hungering Deep
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  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Nonostante tutto, saranno in molti a lamentarsi di questa prima espansione per il gioco Rare. Il problema di The Hungering Deep, se problema vogliamo chiamarlo, è la totale inefficacia nel rendere il loop di gameplay di Sea of Thieves più vario e piacevole, lasciando a bocca asciutta tutti quelli che sognavano un titolo nettamente migliore dopo il 29 maggio, data di uscita di questo atteso DLC. Eppure si sapeva da tempo che le cose non sarebbero andate meglio di così, tanto che la community temeva un The Hungering Deep decisamente peggiore di quello che poi in realtà si è rivelato essere. Del resto, era stato già annunciato che, delle tre espansioni previste per il 2018, questa sarebbe stata sì la più piccola, ma anche quella che avrebbe definitivamente dato il via agli eventi settimanali che, secondo Rare, infonderebbero a Sea of Thieves quel dinamismo ora quasi del tutto assente. Benché non ci sia certo stata una vera "rivoluzione", questa prima espansione è a tutti gli effetti un piccolo concentrato di genio, capace di rispondere ad alcuni evidenti limiti del gioco base con straordinaria inventiva ed efficacia.

    Three of A King

    I veri protagonisti di The Hungering Deep non sono i personaggi della breve campagna a tempo appena introdotta (occhio, durerà soltanto due settimane!), non lo è nemmeno il bestione a metà strada tra un leviatano e un megalodonte che alla fine saremo chiamati a combattere, bensì i tre strumenti su cui metteremo inevitabilmente le mani andando alla ricerca di questa nuova minacciosa leggenda: il megafono, il tamburo e le bandiere per la coffa (o piccionaia, o crow's nest).

    La campagna messa a disposizione da The Hungering Deep ruota proprio attorno a questi tre semplici oggetti: per certi versi ne è praticamente il tutorial ma, grazie alla bravura di Rare, si tratta un compito che possiede una propria dignità ed è in grado di riservare ben più di una sorpresa. Gli enigmi proposti da questa speciale caccia al tesoro, perlopiù marittima, sono tarati alla perfezione per essere sempre divertenti e mai di poco conto: ci vuole sì cervello, ma mai così tanto, in modo che la soddisfazione sia garantita e la frustrazione rimanga al palo. Certo, si può anche guardare l'immancabile guida su Internet: se lo fate, però, poi non andatevi a lamentare in giro sulla durata o sulla sfida proposta. Arrivare alla fine di The Hungering Deep con le proprie forze dà naturalmente tutt'altra soddisfazione, permettendo anche di vivere momenti d'incertezza e di esplorazione totalmente a vuoto, indispensabili per respirare a pieni polmoni avventura e salsedine. Giocando in due, includendo anche tre deviazioni e uno scontro con una nave avversaria, ci abbiamo messo circa cinque ore ad arrivare al passaggio finale del DLC, che è poi l'esatto momento in cui il ruolo dei nuovi strumenti aggiunti diventa fondamentale. La maggior parte dell'avventura può infatti essere svolta anche in solitaria, ma per attivare la battaglia finale saranno necessari ben cinque giocatori, ovvero almeno due vascelli. Ecco perché diventa così importante l'uso delle bandiere e del megafono: le prime sono necessarie per indicare a vista i nostri intenti alle altre navi (e poteva mai mancare quella dedicata alla caccia agli squali?), il secondo invece permette di comunicare a voce ben oltre il campo della chat di prossimità già presente, mantenendo insomma una distanza di sicurezza, inoltre può essere direzionato in modo tale che solo una delle ciurme, a vostro piacimento, possa sentirvi.

    Sledgehammer

    La guerra è quasi sempre il sintomo di un'incomunicabilità tra le parti, e infatti è proprio la mancanza di strumenti di comunicazione idonei ad aver contribuito a trasformare i mari di Sea of Thieves in un ricettacolo di predoni. Con le bandiere (tra le tante versioni presenti c'è anche il classico Jolly Roger) e il megafono introdotti da The Hungering Deep, Rare prova ad attenuare (risolverlo sarebbe altrettanto sbagliato) il problema in un modo che è anche straordinariamente affine all'idea attorno alla quale è stato costruito il gioco, ossia fornendo, e mai imponendo, strumenti che possono essere utilizzati per il loro scopo originale, ma non solo: c'è già chi sta sfruttando le bandiere, oltre che per cercare compagni di viaggio con i quali vincere l'ultima battaglia di The Hungering Deep, per ingannare gli altri giocatori, per formare flotte e per organizzare gite di piacere verso un forte.

    Al contrario dei due "tool" fin qui descritti, il tamburo è la novità meno interessante dal punto di vista del gameplay; ma -ehi! - è un nuovo strumento musicale, c'è davvero chi non ne voleva un terzo? Il bello del tamburo è che il suono generato non è limitato all'oggetto stesso, ma è riprodotto sempre in coppia con un bel fischio: le vecchie canzoni potranno così contare si ben due nuovi strati sonori. Esaurito il loro scopo in The Hungering Deep, bandiere, megafono e tamburo rimarranno per sempre nel gioco. Mentre le prime resteranno tali e quali a come sono adesso (eccetto quella dedicata espressamente alla caccia agli squali che dovrebbe scomparire), degli altri due verranno messi regolarmente in commercio versioni diverse da quelle, a tiratura limitata, ottenibili giocando all'espansione. Lo stesso vale per l'affamato bestione acquatico che, una volta sconfitto, andrà ad affiancare il kraken tra i possibili imprevisti di un viaggio. The Hungering Deep porta con sé anche i primi set di tatuaggi e di cicatrici per personalizzare il personaggio, nuovi indumenti e nuove varianti di armi e attrezzature, oltre a introdurre moltissime novità per rendere l'esperienza più amichevole. The Hungering Deep è importante per diversi motivi, ma soprattutto perché dimostra che Rare ha un'idea ben chiara in testa ed è anche in grado di perseguirla. Questa espansione ha poi lo scopo di dare il via a una lunga serie di piccoli aggiornamenti a cadenza settimanale che consentiranno all'opera di crescere costantemente, anche tra un DLC e l'altro, e su cui Sea of Thieves si gioca buona parte del suo futuro.

    Sea of Thieves Sea of ThievesVersione Analizzata Xbox OneLa longevità della quest e le novità introdotte da questo primo tentativo Rare di rivitalizzare il suo ultimo gioco non fanno certo urlare al miracolo, ma la qualità è alta e ogni aspetto di The Hungering Deep è qui per restare, arricchendo permanentemente le nostre scorribande marine. Il grosso problema di questa espansione è che sarebbe dovuta arrivare un mese fa. Oggi forse è troppo poco e troppo tardi: si tratta però di una problematica molto comune a tutti i DLC di ogni "game as a service" che si rispetti, capaci quindi di fare la differenza solo insieme ad altri tre o quattro add-on, ovvero dopo sei mesi (o addirittura un anno) dall'uscita del gioco originale. Se Sea of Thieves non vi è mai piaciuto, non sarà il solo The Hungering Deep a farvi cambiare idea, pur rappresentando un primo importante passo che potrebbe indurvi a solcare, un giorno o l'altro, i sette mari.

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