Secret Files 2 Puritas Cordis Recensione: enigmi vecchio stile su Switch

A dieci anni dal lancio, l'avventura di Nina e Max torna sulla console ibrida di Nintendo: avrà resistito alla prova del tempo?

recensione Secret Files 2 Puritas Cordis Recensione: enigmi vecchio stile su Switch
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  • DS
  • Wii
  • Pc
  • Switch
  • Secret Files è una seria della quale ci si dimentica con una facilità disarmante, incastonata lì, tra l'era d'oro Microids, con un importante debito di riconoscenza verso Syberia (qui potete leggere la nostra recensione di Syberia 3), e la new wave del genere firmata, tra gli altri, da Daedalic e Wadjet Eye. Se è passata inosservata ai più è forse anche per demeriti suoi, a causa di una qualità generale mai stellare ma sempre genuina, con un primo capitolo accolto molto bene da critica e pubblico e un terzo dai risultati inversamente proporzionali. Oggi però parliamo dell'episodio di mezzo, quel Puritas Cordis lanciato su Switch a 10 anni dalla pubblicazione originale e probabilmente anche il più appassionante della trilogia.

    Il motivo della sua riuscita risiede principalmente nelle atmosfere che lo caratterizzano, nel suo modo irresistibilmente spavaldo di vendersi come un Codice Da Vinci del discount, alleggerito da quell'umorismo che lo fa sembrare una tipica serie TV di metà mattina dei primi anni 2000. Non certo un capolavoro, ma possiede quella cura e quella leggerezza capaci di fargli superare in qualche modo la prova del tempo. Insomma, un thriller cospirazionistico punta-e-clicca che nessuno ha mai chiesto, ma di cui un po' tutti abbiamo bisogno.

    Fanatici religiosi contro eroi improvvisati

    Alla base della narrativa troviamo un gruppo di eminenze grigie che ha agito nell'ombra dal tardo ‘600, e che - dopo essere scomparso per un periodo - è tornato alla carica sull'onda dei disastri climatici e delle tensioni internazionali, predicando ciò che il fantomatico Zandona aveva predetto centinaia di anni prima.

    Un fanatismo incrollabile dove il volere di dio viene coadiuvato da azioni paramilitari, tanto per andare sul sicuro e ridurre a un numero gestibile le infinite vie del signore. Così, per una serie di casualità, la coppia scoppiata dopo i fatti di Tunguska, Nina Kalenkov e Max Gruber, si ritroverà a fronteggiare la Puritas Cordis ai capi opposti del mondo, chi in cerca di relax su una nave da crociera, chi cercando di imitare Indiana Jones, tra scavi archeologici e giungle tropicali, con quelle che sono le loro armi più temibili: improvvisazione e incoscienza. Se nella prima avventura ideata da Jörg Beilschmidt Nina era partita consapevolmente verso il mistero alla ricerca del padre scomparso, Secret Files 2 ribalta totalmente la situazione e questo dà tutto un altro sapore alla vicenda, esaltando la vena comica della protagonista e gettandola, insieme ai comprimari, in situazioni deliziosamente inverosimili, cosa che ovviamente si riflette sul cuore enigmistico dell'opera, nel bene e nel male.

    Al tatto (soprattutto utilizzando il touch screen) la sensazione è estremamente familiare: punti di interesse, personaggi con cui scambiare quattro chiacchiere, oggetti da raccogliere e combinare. Poche sorprese quindi, anche quando entrerà in gioco la meccanica del doppio personaggio da alternare stile tag team, per un puzzle solving sincronizzato.

    Una struttura causa-effetto (o viceversa) particolarmente divertente, capace di farci giocare col la nostra stessa mente: parliamo dunque di una produzione piacevole e classica, in cui le interazioni tra personaggi e ambienti risultano tendenzialmente brillanti nella scrittura, a tal punto da esaltare anche l'esplorazione. I problemi, più che altro, vengono a galla come alghe per colpa di certe acrobazie logiche degli sviluppatori.

    Ci è capitato più di una volta di risolvere enigmi andando a tentoni e faticando a capirne la logica, mentre in altre istanze, pur avendo compreso subito la soluzione, siamo stati costretti a circumnavigare un'altra serie di piccoli problemi, a tratti abbastanza slegati da quello principale che hanno reso più farraginoso l'avanzamento.

    È un gameplay a corrente alterna, caratterizzato da una prima parte dell'avventura ai limiti del terribile, con un ritmo ed una qualità sotto la media del genere, ma che poi prosegue in crescendo con picchi qualitativi calati di prepotenza come una scala reale, che rendono molti puzzle ancora unici e attuali, ragionati ed estrosi, inciampando di tanto in tanto solo nei suoi limiti caratteriali.

    File Segreti su SwitchIl fattore Switch, al di là del lato estetico, con il pre-renderizzato che si sposa felicemente al brillante schermo dell'ibrida, porta con sé luci e ombre. Perfetto se giocato mettendo mano al touch screen, pessimo nei due modi alternativi. Il cursore gestito dallo stick sinistro è soporifero, lentissimo, avvilente, senza alcuna possibilità di regolarne la velocità, mentre il puntatore del Joy-Con destro soffre di imprecisione cronica. Meglio dunque giocare a Secret Files con Switch appoggiata a una mano, dita dell'altra che ballano il tip-tap tra le schermate, poltrona e relax!

    Ci sono infatti momenti di puro egocentrismo che tenderanno ad essere perdonati, ormai irrimediabilmente immersi nel racconto: questo perché Secret Files fu un po' l'erede spirituale di Broken Sword, capace con le sue proprietà oratorie di far pendere dalle labbra di una vicenda traboccante di cliché, usati un po' per convenienza, un po' per piegarli al proprio stile. Un pretesto per costringerci a un giro del mondo tra la selvaggia giungla indonesiana, navi da crociera, antichi borghi medievali e la ville lumière Parigi (meta più amata dai designer di avventure grafiche), citando solo alcune delle location dal fascino pre-renderizzato, così démodé, così dettagliato e immobile, come scenografie teatrali. Uno stile ormai accantonato, superato dal revival della pixel art e dal 3D puro, che riesce però ad avere ancora un impatto formidabile anche se artefatto, esaltato dallo schermo di Switch.

    Tra queste gigantografie si aggirano personaggi macchiettistici, tanto anonimi e scarsi (se non grotteschi) a livello poligonale quanto bizzarri caratterialmente, sempre al posto giusto...o sbagliato, a seconda dei punti di vista.

    In questo, Secret Files 2: Puritas Cordis è un'avventura grafica estremamente riconoscibile, a tratti esilarante, con alcune brecce nella quarta parete che, più che semplici ammiccamenti, sono veri e propri tocchi di classe. Un titolo che scorre, nonostante qualche imbuto logico, coprendo tutta la sua longevità (anche 14 ore, se giocato con calma) senza quasi mai stancare.

    Secret Files 2 Puritas Cordis Secret Files 2 Puritas CordisVersione Analizzata Nintendo SwitchSecret Files 2: Puritas Cordis è un punta-e-clicca schietto, sorretto dalla classica struttura '90-'00 del genere, tanto disinteressato a inventare quanto consapevole della sua solidità a prova di tempo. L'opera Fusionsphere Systems e Animation Arts, a 10 anni dal lancio, è pronta a vivere una seconda giovinezza su Switch in tutta l'imperfezione dei suoi alti e bassi enigmistici (più alti, per fortuna), con un thriller cospirazionistico dall'animo ironico, popolato da personaggi irresistibili costretti a districarsi in cliché visti mille volte eppure, non si sa come, sempre magnetici. Ci troviamo dinanzi ad un prodotto ben scritto, con puzzle elaborati, acrobatici e geniali al contempo, che merita di essere riscoperto, a dispetto di certe legnosità oggi ben più evidenti rispetto al periodo della sua uscita.

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