Serious Sam 4 Recensione: dopo Doom, un nuovo sparatutto vecchia scuola

Serious Sam è tornato per mettere a ferro e fuoco l'intero globo e combattere l'invasione che minaccia la Terra.

Serious Sam 4
Recensione: Multi
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  • Pc
  • Stadia
  • Annunciato nell'aprile del 2018 col titolo di Serious Sam 4: Planet Badass, il ritorno di Sam Stone rappresenta un evento più che lieto per migliaia di fraggatori della vecchia scuola, desiderosi di tornare a calcare i campi di battaglia di una delle saghe fps più esagerate di sempre, fieramente sopra le righe e inguaribilmente fracassona. Tratti che il nuovo shooter di Croteam eredita senza tagli né rinunce, presentandosi all'appuntamento del 24 settembre con la consueta carica di superviolenza e machismo da action movie. D'altronde è questo quello che vogliono i fan di Serious Sam, e il campione dell'umanità non è certo tipo da deludere il suo pubblico. Sebbene Serious Sam 4 sia assolutamente degno del nome che porta, però, la nuova iterazione della serie non riesce a soddisfare appieno le aspettative accumulate nell'ultimo decennio, a causa di qualche inciampo produttivo che impedisce al gioco di esprimere il suo pieno potenziale.

    Eurotrip

    Serious Sam 4 trascina i giocatori tra le righe di una delle pagine più cruente ed esaltanti della Mental War, un atroce conflitto scatenato dall'omonimo tiranno interstellare, determinato ad annichilire ogni forma di vita senziente dell'universo. Il gioco, a tutti gli effetti un prequel del precedente Serious Sam 3: BFE (a sua volta il primo in ordine cronologico), ci porta quindi a vestire i panni di un Sam Stone ancora in forze alla Earth Defence Force, l'ultimo baluardo dell'umanità contro la potenza dilagante delle orde di Mental.

    Alla guida di questo avatar del testosterone, vero erede della tracotanza muscolare dell'indimenticato Duke Nukem, il nostro compito sarà quello di sempre: mettere le mani su un qualche oscuro artefatto alieno per ribaltare le sorti della guerra e scacciare l'invasore oltre i confini dell'atmosfera, preferibilmente in versione compostabile.

    Un nobile obiettivo che, come di consueto, ci porterà a riversare tonnellate di piombo rovente nelle viscere dei gregari del dittatore galattico, lungo un viaggio attraverso l'Europa occupata che si aprirà proprio nel Bel Paese, a Pompei, per poi continuare oltralpe tra i castelli dell'Occitania e ancora più in là, verso una battaglia finale di proporzioni follemente pantagrueliche. Un traguardo immerso nel più totale delirio, quello che da sempre caratterizza una saga fatta di continue ecatombe, one liner alla John McClane, personaggi fuori di melone e battute da caserma.

    E per quanto la cornice narrativa scolpita da Croteam per questo nuovo capitolo faccia trasparire un maggiore impegno sul fronte della sceneggiatura, complici le numerose sidequest che costellano la campagna, Serious Sam 4 ribadisce uno dei concetti cardine della saga: i veri eroi non hanno bisogno di una grande storia, ma solo di una grande arma. Potremmo discutere del fatto che si tratta di un racconto fatto di espedienti, tenuto insieme da un intreccio sanguinolento di citazioni, siparietti comici da osteria e sparatorie, ma la realtà dei fatti è che la trama ha sempre avuto un peso estremamente relativo (quasi nullo) nel bilancio complessivo della serie.

    Lungi dall'essere una lamentela, questa considerazione serve a sottolineare un punto cardine: Serious Sam 4 è un prodotto confezionato in primis per i fan storici, una moltitudine di giocatori dal grilletto facile che non vedono l'ora di lasciarsi cullare da una sinfonia di freddure cafone ed esplosioni balistiche. La nuova avventura di Sam è quindi un titolo dal taglio fortemente conservativo, che segue quasi alla lettera i dettami del vecchio adagio "se non è rotto, non aggiustarlo". Una regola aurea che però rappresenta anche una pericolosa arma a doppio taglio per gli esiti della produzione, anche perché finisce col sottolineare la fragilità delle poche aggiunte inserite dal team nella propria formula storica, in particolar modo sul versante ludico.

    Sam è un apostrofo rosso tra le parole t'ammazzo

    Volendolo paragonare - un po' a forza - con l'altro implacabile titano del filone "old school", il fenomenale DOOM, Serious Sam 4 continua a mostrare una filosofia praticamente agli antipodi rispetto a quella dell'infernale colossal di id Software. I mantra del "push forward combat" spingono infatti di giocatori ad utilizzare il Doom Slayer come una sorta di ariete corazzato, diretto verso il cuore delle fila nemiche in un'inarrestabile marcia di morte, mentre in Serious Sam capita quasi sempre di seguire la direzione opposta, allontanandosi dalle schiere avversarie senza mai lesinare pallottole.

    Tecniche come il "circle strafing" e il "back-pedalling" (muoversi lateralmente in cerchio e all'indietro) tornano quindi ad essere due delle colonne portanti del gameplay, nonché strumenti preziosi per sopravvivere alla clamorosa superiorità numerica delle orde di Mental. Allo stesso modo, il gunplay è rimasto sostanzialmente lo stesso di sempre, con pochissime eccezioni significative. Lo shooting è piacevolmente arcade, e trasmette un feeling caratterizzato da un equilibrio efficace tra la "leggerezza" tipica del genere e la buona diversificazione delle armi che compongo un arsenale decisamente ricco (15 bocche da fuoco, in larga parte recuperate dalle precedenti iterazioni).

    Contribuisce a solleticare l'estro ferale degli utenti anche un discreto numero di gadget, tra graditi ritorni (l'immancabile C4) e letali aggiunte, tra cui una testata nucleare in grado di vaporizzare tutti i nemici presenti sullo schermo e un "buco nero portatile" egualmente mortifero.

    La lista delle novità comprende anche un sistema di dual-wielding parzialmente inedito (visto solo nello spin-off Serious Sam VR The Last Hope), che permette di impugnare due armi - gemelle o di diverso tipo - per raddoppiare la potenza di fuoco a scapito della precisione. In questo caso parliamo di una meccanica totalmente opzionale, che ci offre un buon appiglio per spendere qualche parola sul nuovo sistema di progressione introdotto in Serious Sam 4. Raccogliendo manufatti alieni in giro per lo scenario, infatti, il nostro beniamino può sbloccare una serie piuttosto ampia di abilità aggiuntive, che spaziano dal succitato dual-wielding alla capacità di cavalcare un mostro stordito come un abominevole stallone da sterminio.

    Per quanto intrigante, questa dinamica risulta però un po' fuori fuoco: la volontà di rinnovare la ricetta ludica senza però alterarne gli equilibri genera un attrito che inficia notevolmente l'impatto del sistema in questione, tanto che buona parte della platea potrebbe ritrovarsi a ignorarlo del tutto. Anche la transizione verso ambienti di gioco più ampi non rappresenta una svolta positiva in senso assoluto, seppur assolutamente coerente sia con il numero - aumentato ai limiti del parossismo - delle minacce che con la filosofia alla base del gameplay. Non di rado capita infatti che gli scenari appaiano inutilmente dispersivi, costringendo i giocatori a lanciarsi in lunghe scarpinate che a volte spezzano in maniera netta il ritmo forsennato dell'azione.

    Anche le missioni secondarie, strutturalmente identiche ai vari incarichi principali (vai lì, ammazza tutto, ritorna), comportano inevitabilmente una dose variabile di "backtracking" che può appesantire l'esperienza, pur non arrivando mai a comprometterne il valore. Vi consigliamo comunque di approfittare sempre di queste opportunità di svago omicida, non solo per assistere a qualche esilarante scenetta extra, ma soprattutto perché la gamma delle ricompense include dei potenziamenti per la dotazione bellica di Sam.

    Alcuni incarichi potrebbero infatti premiarvi con l'accesso anticipato a determinate armi, oppure sbloccare "attachment" in grado di attivare modalità di fuoco accessorie. Una delle prime sidequest, ad esempio, vi regalerà un utilissimo lanciagranate da agganciare al vostro fucile a pompa: una risorsa preziosissima quando il numero dei nemici comincerà a lievitare oltre ogni ragionevolezza, e con lui un grado di sfida che, anche a livello "normale", saprà appagare appieno le aspettative degli estimatori. Al netto degli inciampi di design, l'ampliamento delle mappe ha offerto allo studio croato un'ottima scusa per reinserire nel gioco la componente veicolare andata persa dopo Serious Sam 2.

    Tra moto, mietitrebbie e colossali mech, questo ritorno contribuisce a rendere più varia l'offerta ludica, costellata di brevi intercalari assolutamente memorabili. Tra questi spicca ovviamente l'assalto a San Pietro a bordo della "papamobile 2.0", trasformata per l'occasione in un dissacrante robot da battaglia armato di lanciarazzi e mitragliatori. Fatta eccezione per queste gradevolissime variazioni sul tema del massacro, Serious Sam 4 resta un gioco fondamentalmente ripetitivo, che durante le 15 ore necessarie al completamento della campagna (suddivisa in 16 capitoli separati dalle solite schermate di valutazione) non si allontana mai dalle sue routine di base.

    Se da un lato questa è un'ottima notizia per i fedelissimi del brand, è impossibile non notare una certa stanchezza sul versante creativo, a maggior ragione considerando lo scarso impatto delle aggiunte ludiche proposte. Tra queste c'è anche quel Legion System che in coda all'avventura vi porterà ad affrontare una mole senza precedenti di avversari, purtroppo con conseguenze piuttosto negative sulla solidità di un comparto tecnico non particolarmente rifinito.

    Un comparto tecnico non particolarmente "Serio"

    Il principale tallone d'Achille della produzione di Croteam è infatti rappresentato un lavoro di ottimizzazione incerto e a tratti frustrante, specialmente in relazione ai pregi di un comparto grafico decisamente datato.

    Se da una parte ogni aspetto della produzione risulta alquanto lontano dagli standard attuali (un peccato sostanzialmente veniale per un titolo della scena indipendente), tra animazioni rigide, modelli poligonali vecchi di oltre un decennio e un'effettistica sottotono, dall'altra la solidità prestazionale appare fastidiosamente erratica, anche su configurazioni di un certo calibro. Spesso capita di assistere a cali di frame rate anche in situazioni di totale calma, e durante le fasi più concitate può succedere che il titolo passi bruscamente dai 100 ai 45 fps in un batter d'occhio, con conseguenze a volte nefaste sull'esito delle battaglie. Malgrado la presenza di un'ampia gamma di opzioni di scalabilità, trovare un equilibrio ottimale tra risoluzione, preset e fluidità non è dunque un'impresa da poco, e bisogna inoltre segnalare che i problemi tendono a variare notevolmente a seconda delle API scelte. Le meno affidabili sono le Vulkan, che talvolta generano fenomeni di flickering e glitch particolarmente molesti, seguite a ruota dalle DirectX 12.

    Optando per le vecchie DirectX 11 la situazione può migliorare in maniera significativa, ma questo non esclude l'apparizione saltuaria di bug inspiegabili, come quello che dimezza il frame rate quando si guarda attraverso l'ottica di un fucile da cecchino. La lista delle note dolenti comprende anche un pop-in praticamente onnipresente, specialmente negli spazi più aperti. Questo non vuol dire che il gioco non sia in grado di offrire degli scorci piacevolmente suggestivi, ma nel complesso si ha sempre l'impressione che gli investimenti in risorse hardware non siano ripagati a dovere.

    Pur trattandosi di un titolo "doppia A" venduto a prezzo budget (un fattore da tenere in considerazione), era assolutamente lecito aspettarsi una maggiore cura da parte del team croato, che speriamo provveda a rettificare la situazione in tempi ragionevoli. Discorso diverso per quel che riguarda il comparto sonoro, scandito da un'ottima effettistica e da tracce audio in grado di valorizzare alla perfezione il tenore dell'azione, tra metal spinto, brani orchestrali e motivetti scanzonati. Solido anche il comparto cooperativo (a quattro giocatori), sebbene il grado di sfida non sia stato adeguatamente bilanciato per supportare l'ingresso in campo dei compagni in armi di Sam. Per questo motivo, vi consigliamo di alzare il livello di difficoltà durante le vostre scorribande di gruppo, onde evitare di banalizzare il gameplay.

    Serious Sam 4 Serious Sam 4Versione Analizzata PCIl nuovo capitolo di Serious Sam si presenta all’appuntamento col pubblico come l’atteso ritorno di una saga leggendaria, che per anni ha regalato agli estimatori momenti di pura esaltazione guerresca scanditi da battutacce da action hero. In questo senso, l’ultimo capitolo rappresenta una gradita conferma: se avete amato le precedenti avventure di Sam, non potrete fare a meno di adorare anche la sua ultima scampagnata omicida, grazie a una corposa campagna costellata di sparatorie fuori di testa e sequenze memorabili. Purtroppo, però, la formula di Croteam comincia a mostrare qualche ruga, e gli interventi operati dal team per rinfrescare il gameplay non risultano particolarmente efficaci. In alcuni casi tutto l’opposto. Impossibile, poi, non sentire un po’ d’amaro in bocca di fronte a un comparto tecnico datato e claudicante, che mostra i segni di un lavoro di ottimizzazione ancora incompleto. Insomma, Serious Sam 4 ci ha stampato in faccia un sorriso a mezza bocca, anche che se non facciamo alcuna fatica a consigliare l’acquisto a tutti i fan storici della serie.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: i7 7740X
    • RAM: 16 GB DDR4
    • GPU: RTX 2080 Super
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