Shady Part of Me Recensione: un buon puzzle platform fatto di luci e ombre

Lanciato a sorpresa a inizio dicembre, Shady Part of Me è un puzzle platform che merita di essere scoperto, provato e apprezzato.

Shady Part of Me Recensione: un buon puzzle platform fatto di luci e ombre
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il puzzle-platformer è uno dei generi videoludici più sfruttati quando si intende ricorrere a narrazioni particolarmente metaforiche: il difficile Celeste (per approfondire vi rimandiamo alla recensione di Celeste), lo splendido Thomas Was Alone, l'eclettico Klaus, il delizioso Contrast e il geniale Braid ricorrevano a forme geometriche, ombre, scritte ed enigmi a tempo per comunicare i racconti su cui si basavano, le personalità dei protagonisti o l'intero intreccio narrativo. È in questo filone che si inserisce Shady part of me, progetto presentato a sorpresa durante i video game awards del 2020 e pubblicato pochi giorni dopo da Focus Home Interactive. L'uso del puzzle-platformer, unito a un fluido e intelligente passaggio dal 2D al 3D, è stata dunque una scelta coerente da parte dello studio francese Douze Dixièmes, dato che da solo riesce a dare uno spessore al racconto, minato purtroppo da una messa in scena non proprio coesa e troppo piena di patetismi.

    Fuggire dalla luce

    Ma di cosa parla Shady part of me? Il gioco racconta una storia semplice, le cui sfumature andranno colte nel corso dell'intera esperienza, e ci verranno veicolate da dialoghi, frasi e brevi cenni che dovremo interpretare durante tutta l'avventura. Una piccola bambina, che gestiamo in un ambiente 3D, ci dice che ha paura della luce: in un ambiente illuminato, infatti, gli altri la vedono, e lei ne ha paura, dal momento che teme il giudizio altrui.

    È così inizia a svilupparsi una serie di livelli metaforici, rappresentati prima da giocattoli, poi da elementi via via più complessi, tutti funzionali alle esigenze della narrazione. Dovremo usare il nostro ingegno per fuggire dalla luce, per rimanere al buio, per giocare con quei giocattoli che "non ci fanno star male". Nel mentre, l'ombra della bambina, la seconda protagonista del racconto, affronta le ombre proiettate dai giocattoli e dai livelli percorsi dalla piccola, che sul muro si trasformano in pericoli decisamente più letali. In queste sessioni in 2D, che si alternano costantemente con quelle 3D (ricordando in questo Contrast), avremo delle fasi platformer un po' più marcate, ma senza elevare mai eccessivamente il tasso di complessità: il gioco usa gli enigmi, i puzzle e i livelli per veicolare un messaggio tramite il simbolismo, e non per metterci di fronte a sfide impossibili.

    Durante i 4 atti di cui è composto il gioco il rapporto tra le due protagoniste si evolve, passando da una dipendenza totalizzante a una fluida fusione delle loro identità. Nel percorso, ci sarà anche l'intervento di una voce esterna, la cui natura è facilmente prevedibile già dopo poche battute. È però importante sottolineare che, oltre ai simboli che accompagnano l'esperienza, a raccontare il rapporto tra la bambina e la sua ombra saranno piccole frasi, indicazioni testuali a comparsa che sono state disseminate dal team francese lungo tutta l'avventura.

    Alcune risultano davvero ben fatte e intelligenti nella composizione, dato che giocano sui passaggi dal 2D al 3D o sulla risoluzione di enigmi specifici, stimolando la nostra curiosità e formando una sorta di "puzzle nel puzzle": a chi corrispondono certe scritte? Con chi parla la voce? Senza anticiparvi alcunché, sappiate che rapporti di forza tra le parti in gioco saranno presto ben chiari, così come l'indirizzo stesso di Shady part of me e del suo tema centrale. In tal senso, sono fortissimi i richiami a produzioni come Klaus.

    L'equilibrio tra narrazione e gameplay

    Abbiamo già specificato che gli enigmi non appaiono particolarmente ostici, ma sono tutt'altro che una passeggiata: elementi come la gravità entrano in gioco in modo intelligente, dando forma a stage in cui è impossibile sia rimanere inutilmente bloccati a causa di inciampi del level design, sia procedere con assoluta scioltezza, senza mai fermarsi a ponderare la prossima mossa.

    In alcuni frangenti, l'opera appare purtroppo poco bilanciata, dal momento che, nelle fasi in cui prevale il dialogo, il gioco ci spinge a concentrarci soprattutto sull'aspetto narrativo, inserendo dei puzzle molto lineari e meccanici, privi di particolare spessore. In altri generi (come le avventure testuali o grafiche) il team avrebbe potuto rimuovere interamente le fasi ludiche, o addirittura ricorrendo a una cinematica. Ma dato che Shady part of me si affida alla metafora dell'elemento ludico come mezzo principale per veicolare il legame tra le protagoniste, la componente interattiva risulta imprescindibile.

    È qui che emerge la maggiore debolezza di Shady part of me: rispetto a capolavori come Thomas Was Alone (qui trovate la recensione di Thomas Was Alone), l'esposizione esplicita del racconto, sia in termini di dialoghi che di micro-cinematiche presenti, non solo risulta un po' banale (là dove cerca di suscitare una immediata reazione emotiva), ma a volte "soffoca" i momenti ludici, ben più coerenti con i temi di alienazione, depressione e ansia sociale trattati dal titolo.

    Ciononostante, anche grazie a una direzione artistica abbastanza ispirata (ma con un character design abbastanza elementare), Shady part of me riesce comunque a rappresentare con una certa efficacia la metafora del rapporto tramite luci e ombre, 2D e 3D, adolescenza e maturità, gioco e pericolo.

    Shady Part of Me Shady Part of MeVersione Analizzata PCSenza infamia né lode, il primo gioco di Douze Dixièmes propone temi forti e complessi, e cerca di esporli tramite un intelligente uso dei puzzle e dei livelli in cui si sviluppano. Purtroppo, forse nel tentativo di esplicitare al massimo il messaggio del titolo, gli sviluppatori hanno sfruttato tantissimi simboli ed elementi ludici e visivi, indebolendo la coerenza dell'insieme. Ciononostante, Shady Part of Me resta un puzzle-platform di buon livello e un'esperienza che, nel suo piccolo, ha qualcosa da dire.

    7

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