Sherlock Holmes Chapter One Recensione: indagini e crimini Open World

Abbiamo investigato a lungo nel passato di un giovane e inedito Sherlock Holmes, ecco il nostro responso dopo aver giocato Chapter One.

Sherlock Holmes Chapter One Recensione: indagini e crimini Open World
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Ci sono segreti che persino la mente brillante e calcolatrice di Sherlock Holmes non è in grado di sopportare. Sofferenze e drammi sepolti tra gli innumerevoli strati del subconscio, in attesa di essere smascherati di fronte all'ineluttabile giudizio della verità. Ma se il detective di Baker Street ha sempre lottato in difesa della giustizia, questa volta i misteri dietro la sua stessa vita potrebbero essere troppo grandi da sopportare. È l'interessante premessa di Sherlock Holmes: Chapter One, il nuovo capitolo della saga videoludica di Frogwares che sceglie di esplorare il passato dell'investigatore più abile del mondo.

    Come dice il titolo, Chapter One fa un deciso passo indietro nella cronologia dell'universo creato da Sir Arthur Conan Doyle, raccontandoci la gioventù del protagonista. Insomma, quello che ci apprestiamo a descrivervi è un episodio molto diverso dai suoi predecessori (a proposito, è elementare che recuperiate la recensione di Sherlock Holmes Crimes and Punishments e la recensione di Sherlock Holmes The Devil's Daughter), e dopo averlo esaminato con la lente d'ingrandimento e la dovizia di un vero investigatore siamo pronti ad esprimere la nostra "sentenza" finale.

    Benvenuti a Cordona

    Nel raccontarvi le premesse narrative della nuova opera di Frogwares c'è anzitutto da sapere che questa volta siamo lontani dalle fumose atmosfere britanniche della Londra di inizio Novecento. Un giovane ed esuberante Sherlock Holmes approda sull'isola mediterranea di Cordona, luogo in cui ha trascorso parte della sua infanzia in una villa in cui abitava con sua madre e suo fratello Mycroft.

    È uno Sherlock diverso rispetto all'austero, seppur stravagante, detective che abbiamo imparato a conoscere negli anni: John Watson non è ancora entrato nella sua vita. Il protagonista si accompagna però a Jon, l'amico presente al suo fianco sin da quando era piccolo, e che nel corso dell'avventura metterà spesso e volentieri alla prova la psiche dell'aspirante investigatore privato.

    In ogni caso, quella di young Holmes a Cordona è tutt'altro che una visita di piacere: il suo intento è visitare la tomba della madre, morta a causa della Tubercolosi appena un decennio prima. La figura della signora Holmes è avvolta nel mistero e lo stesso Sherlock ha ricordi confusi e sfumati della sua famiglia: sono soltanto scherzi della sua mente non troppo stabile o scomode verità che scalpitano per riemergere dal suo passato? Ben presto il detective capisce che dietro la scomparsa della donna c'è ben più rispetto a ciò che i suoi familiari gli hanno fatto credere: l'obiettivo principale della storia sarà quindi scoprire a poco a poco cosa accadde negli ultimi giorni di vita di Violet Holmes. Nel farsi strada tra i misteri nascosti nella villa di famiglia, il protagonista di Chapter One ha modo di conoscere gli abitanti di Cordona e di familiarizzare con le persone che fecero parte della vita di Violet. Ma, ad ogni passo compiuto verso la verità, sul cammino di Holmes si fanno avanti altri misteri e casi da risolvere. Un doloroso processo di riscoperta che, fino alla fine della campagna, contribuirà a plasmare il senso di giustizia che anima da sempre il detective di Conan Doyle.

    Quello di Sherlock Holmes: Chapter One è un buon racconto di origini, che sfrutta le atmosfere investigative dell'universo letterario originale per dar vita ad una storia dai tratti intimisti e introspettivi. I ragazzi di Frogwares hanno dimostrato di saper scavare con efficacia nel passato e nella mitologia di Sherlock Holmes, confezionando un ordito originale senza tradire lo spirito del franchise. Nell'arco di una dozzina di ore Chapter One ci ha posto dinnanzi ad una sceneggiatura gradevole e avvincente, costellata da una buona dose di colpi di scena e da un finale piuttosto rispettoso delle vere "origini" del buon Holmes.

    A differenza del buon numero di casi secondari, non tutto è perfetto nella storia principale dell'opera, e in questo ci è sembrato che il titolo inciampi negli stessi errori di The Devil's Daughter: avremmo apprezzato, ad esempio, che i bivi morali presenti nel corso dell'avventura e nel finale avessero avuto un maggior impatto sulle conseguenze narrative, e che l'epilogo si prendesse più tempo per sviscerare meglio le rivelazioni finali. Nel complesso, però, il gioco di Frogwares donerà a tutti gli appassionati di gialli un discreto numero di gradevole ed arguto intrattenimento, anche grazie alle molte attività e casi differenti di cui l'isola di Cordona è disseminata.

    Investigare a Cordona

    Sulla scia dei suoi predecessori, Sherlock Holmes: Chapter One è un gioco d'avventura dalla forte impronta narrativa in cui, per ovvi motivi, l'investigazione e la deduzione risultano fondamentali ai fini dell'avanzamento. Il nuovo capitolo della serie introduce anche diverse novità, che virano prepotentemente l'esperienza verso toni più action e propongono un'estensione notevole degli spazi e della longevità.

    L'isola di Cordona è un piccolo open world piuttosto variegato, suddiviso in vari quartieri in cui la colonizzazione inglese ha unito la cultura britannica a quella del medio oriente, in uno scenario estremamente suggestivo ma anche molto diverso dal palcoscenico londinese in cui siamo abituati a veder agire Holmes. Seppur interessante in termini squisitamente narrativi e creativi, la scelta di allontanare il detective dalla sua patria ha dato vita ad un prodotto artisticamente interessante, ma anche meno incisivo sul piano dell'atmosfera. Discorso inverso, invece, per la quantità di contenuti che Cordona mette a disposizione del giocatore. Sherlock Holmes: Chapter One è a tutti gli effetti il primo capitolo open world della saga, nel cui mondo di gioco trova spazio persino un accenno di free roaming.

    È infatti possibile, tra un caso e l'altro della storia principale, dedicarsi ad un discreto numero di attività secondarie. In larga parte si tratta di misteri e casi opzionali, la cui scrittura a volte è riuscita a sorprenderci forse anche più della trama primaria. Gran parte di queste storie aggiuntive ci chiedono di svolgere indagini su rapimenti, sparizioni o episodi di violenza, e in alcune occasioni il team di sviluppo ne ha approfittato per raccontare qualcosa in più sulle origini di Sherlock Holmes: in una quest secondaria, ad esempio, è possibile scoprire da dove nasce la sua profonda passione per la musica (e in particolare del violino), o ancora avrete l'opportunità di scovare qualche delizioso easter egg ora dell'universo letterario, ora degli altri giochi sviluppati da Frogwares.

    Gli incarichi narrativi sono divisi tra casi minori o piccoli misteri da risolvere, molto spesso legati al rapporto tra Sherlock e il suo amico Jon o al ritrovamento di vecchi cimeli di famiglia, la cui scoperta può innescare simpatici siparietti col proprio compagno o fornire ulteriori informazioni sul passato o sull'infanzia del protagonista. Imbattersi in queste varie tipologie di missioni non è difficile: alcune compariranno sul vostro cammino mentre esplorate l'isola, che sia per diletto o per dirigervi verso un luogo chiave, altre vi verranno commissionate dalle istituzioni del luogo.

    In tal senso, i punti focali da tenere a mente sono la centrale di polizia di Cordona, la sede del giornale Cordona Chronicles e gli archivi municipali. Tre location che si riveleranno anche fondamentali per carpire indizi preziosi e utili alla progressione delle indagini principali. A queste si aggiunge un quarto luogo chiave, che tuttavia è il più opzionale di tutti: parliamo dei covi delle bande che controllano il sostrato criminale dell'isola. Come dicevamo alcune righe più sopra, infatti, Chapter One mostrerà anche un'anima più action rispetto ai precedenti capitoli, un elemento di gameplay che approfondiremo meglio tra qualche paragrafo.

    Elementare, Jon

    Il fulcro ludico di Sherlock Holmes: Chapter One è ovviamente l'investigazione, e in questo il gioco di Frogwares non si discosta poi così tanto dai suoi predecessori. Gli sviluppatori hanno migliorato il rapporto tra raccolta degli indizi e deduzione, cambiando radicalmente anche l'interfaccia dedicata a gran parte delle feature. La sostanza rimane la stessa, ma è il meccanismo deduttivo a compiere qualche salto in avanti per stimolare di più la curiosità e l'arguzia del giocatore: dopo aver raccolto tutti gli indizi possibili sulle scene del crimine o sui luoghi di indagine, Sherlock dovrà sforzarsi per sfruttare le prove più interessanti a propria disposizione.

    Dialogando con testimoni e sospettati, e fornendo loro gli indizi raccolti, si ottengono maggiori informazioni su luoghi, oggetti o persone. Leggere accuratamente ogni indizio è fondamentale per aggirarsi nel mondo di gioco così da mettersi sulle tracce della verità: sarà infatti necessario "fissare" gli elementi chiave dell'indagine in alto, su schermo, come a cristallizzarli nella psiche del protagonista per focalizzare tutta la sua attenzione deduttiva su un singolo elemento. Ad aiutare il giocatore nello slalom tra le decine di indizi rinvenuti intervengono anche alcune particolari icone che svelano la "natura" di una prova.

    A seconda del simbolo, ad esempio, sarà necessario individuare un luogo specifico, utilizzare la Concentrazione per svelare dettagli invisibili ad un occhio comune, consultare gli archivi per incrociare svariati parametri e scovare informazioni utili, interrogare a fondo sospetti o parlare con gli abitanti che popolano Cordona. A tal proposito, la meccanica del travestimento è molto importante: Sherlock può cambiarsi d'abito (ma anche di trucco e parrucco) un po' ovunque, purché sia lontano dagli sguardi indiscreti dei suoi stessi obiettivi.

    Capiterà infatti che, per ottenere informazioni cruciali o accedere in location particolari, il giovane Holmes debba indossare vestiti specifici. Starà al giocatore, in base a quanto reperito, capire quale potrebbero essere l'outfit o la maschera giusti per l'occasione. L'osservazione degli indiziati, al fine di carpire dettagli importanti per la deduzione che porterà Sherlock a tracciare il loro profilo, darà anche l'opportunità di scegliere tra due differenti identikit basati sui tratti distintivi di ciascun personaggio. Tuttavia non ci è sembrato, come accaduto per i risvolti narrativi alla fine di ciascun caso, che il peso di ogni scelta avesse delle conseguenze tangibili sul rapporto con l'interlocutore: l'impressione è che le decisioni morali o deduttive provochino solo piccole variazioni nei dialoghi di gioco. Il legame tra Sherlock e Jon è fondamentale anche sul versante ludico, oltre che narrativo: il simpatico amico del protagonista annota varie informazioni nel suo diario, allegandovi note sarcastiche o commenti derisori per aiutarci a proseguire qualora non sapessimo cosa fare.

    C'è poi l'immancabile taccuino virtuale, suddiviso tra i casi principali, quelli secondari e i misteri, allegando per ciascuna di questa sezione tutti gli indizi raccolti: da qui è possibile selezionare le prove più importanti per portarli all'attenzione di Sherlock.

    Trovati gli indizi chiave, le deduzioni sono lasciate al Palazzo Mentale, in cui - come da tradizione per la serie videoludica, e non solo - sarà necessario collegare svariate scoperte tra loro per giungere ad una o più conclusioni. L'apporto di Jon non è finito: sarà lui, su ordine di Holmes, ad aiutarci a ricostruire quanto avvenuto sulla scena del crimine. Nei suoi panni dovremo infatti selezionare gli avvenimenti giusti per dare coerenza alla scena e capire cosa è avvenuto prima che si consumasse il misfatto.

    Licenza di (non) uccidere

    In occasione della nostra prova di Sherlock Holmes Chapter One vi avevamo già anticipato, oltre che l'esplorazione più ampia e libera rispetto ai precedenti capitoli, anche ad un impasto ludico più votato all'azione, e non soltanto alla mera deduzione. Grazie alla sua collaborazione con la polizia locale, infatti, Sherlock otterrà la licenza di utilizzare la sua pistola per fermare i criminali, ma con il rigido obbligo morale di non uccidere, se non in casi eccezionali.

    Holmes potrà quindi misurarsi con i banditi dando vita ad un misto tra shooter in terza persona e combattimento corpo a corpo: mirando con la pistola, e attivando una parentesi temporale in cui rallentare l'azione, sarà possibile colpire svariati punti deboli o strategici per stordire i propri nemici, così da avere il tempo di tramortirli e ammanettarli senza ricorrere a colpi letali. Nel momento in cui si passa al combattimento ravvicinato, il gioco ci mette di fronte a dei piccoli quick-time-event durante i quali Sherlock si rende protagonista di mosse spettacolari per mettere KO i criminali. Non si tratta di una feature particolarmente elaborata e rifinita, anzitutto perché relegata in arene specifiche e nemmeno troppo frequenti rispetto alle altre attività. Complice anche un comparto tecnico non proprio eccelso, le azioni di Sherlock risultano insomma in antitesi con il suo straordinario acume intellettuale: molto goffe, specie nella gestione delle coperture, nelle schivate e nella manovrabilità della telecamera. Oltre a presentarsi, di tanto in tanto, durante le sequenze principali, queste lotte vi permetteranno di liberare i Covi dei Banditi sparsi per tutta Cordona: si tratta forse della meccanica più opzionale in assoluto del gioco, in quanto le incursioni all'interno di queste arene serviranno principalmente per portare a termine Sfide secondarie.

    Luci e ombre del comparto tecnico

    Sul versante visivo ci troviamo indubbiamente di fronte all'opera migliore di Frogwares, benché rimangano alcune perplessità legate ad evidenti mancanze di budget e alla natura della produzione. I modelli poligonali, così come il character design e la realizzazione degli abiti, sono molto più definiti che in passato, seppur i volti dei personaggi rimangano perlopiù abbastanza inespressivi per gli attuali standard dell'industria. Anche le animazioni ci risultano fin troppo ingessate, per quanto siamo ben consci che l'impasto grafico e tecnico sia frutto di un investimento produttivo non certo stellare.

    Dell'opera di Frogwares rimangono comunque pregevoli la cura nei confronti della rappresentazione d'epoca, così come la composizione degli interni: dalle case più umili, agli edifici più pomposi, il lavoro di ricostruzione storica e di dettaglio architettonico restituisce un risultato senza dubbio gradevole. Diverse sono invece le sorti di svariati ambienti esterni, così come della realizzazione tecnica di gran parte dell'open world: la maggiore apertura e l'estensione della mappa non garantiscono un buon livello di dettaglio, con gran parte del comparto di illuminazione da rivedere.

    Anche i pattern di movimento e di comportamento dei tantissimi NPC di Cordona sono fin troppo ripetitivi, arrivando in alcuni casi a smorzare l'esperienza esplorativa e investigativa: molto spesso, se interrogati per ottenere indizi di vario tipo, gli abitanti hanno fornito risposte identiche tra loro, con un riciclo di movenze, atteggiamenti e persino di voci piuttosto considerevole.

    Sherlock Holmes Chapter 1 Sherlock Holmes Chapter 1Versione Analizzata PlayStation 5Sherlock Holmes: Chapter One è un gradevole racconto di origini e investigazione, che prosegue l'approccio estremamente intimista e introspettivo di Frogwares nei riguardi del personaggio creato da Sir Arthur Conan Doyle. Il gioco inciampa spesso negli errori narrativi del suo predecessore, non approfondendo a sufficienza alcuni spunti cruciali nell'epilogo dell'avventura. La gestione meticolosa degli indizi, delle deduzioni e dell'esplorazione legata ai casi da risolvere rende comunque l'opera un prodotto soddisfacente per i fan del celebre investigatore inglese, a patto che si chiuda un occhio su un comparto grafico che a tratti risulta alquanto obsoleto.

    7.5

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